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		<description><![CDATA[Evotek - Assistenza Hardware & Software]]></description>
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			<title><![CDATA[LAN]]></title>
			<author><![CDATA[Evotek]]></author>
			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Reti"><![CDATA[Reti]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_b2k0mkmy"><div>In&nbsp;<span class="cf1">informatica</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">telecomunicazioni</span>&nbsp;una&nbsp;<b>Local Area Network</b>&nbsp;(<b>LAN</b>) (in italiano&nbsp;<b>rete in area locale</b>, o&nbsp;<b>rete locale</b>) è una&nbsp;<span class="cf1">rete informatica</span>di collegamento tra più&nbsp;<span class="cf1">computer</span>, estendibile anche a dispositivi periferici condivisi, che copre un'area limitata, come un'abitazione, una scuola, un'azienda o un complesso di edifici adiacenti<sup><span class="fs0.7rem ff1">[1]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[2]</span></sup>. Si differenzia dalle&nbsp;<i><span class="cf1">Wide Area Network</span></i>&nbsp;(WAN) non solo per l'estensione geografica più limitata, ma anche perché consente migliori prestazioni in termini di&nbsp;<span class="cf1">velocità di trasferimento</span>&nbsp;dei dati e non richiede di utilizzare&nbsp;<span class="cf1">circuiti dedicati su tratte telefoniche</span>&nbsp;(<i>leased line</i>).</div><div>Si tratta storicamente delle prime tipologie di reti informatiche realizzate al mondo per semplicità di realizzazione e costi sostenibili anche da piccoli privati.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[3]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[4]</span></sup>&nbsp;In passato, le LAN venivano realizzate basandosi su standard tecnologici come&nbsp;<span class="cf1">ARCnet</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">Token ring</span>, ma in seguito le tecnologie utilizzate più comunemente sono diventate&nbsp;<span class="cf1">Ethernet</span>&nbsp;e il&nbsp;<span class="cf1">Wi-Fi</span>.</div><div><br></div><div><div>Storia<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>La necessità di stabilire collegamenti ad alta velocità tra sistemi di computer iniziò ad emergere già negli anni sessanta, nell'ambito universitario e dei laboratori di ricerca, come testimoniato anche da un rapporto del 1970 redatto dal&nbsp;<span class="cf1">Lawrence Berkeley National Laboratory</span>&nbsp;che analizzava le problematiche legate alla crescita della loro rete Octopus<sup><span class="fs0.7rem ff1">[5]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[6]</span></sup>. Nel 1974 la&nbsp;<span class="cf1">Cambridge University</span>&nbsp;realizzò il progetto Cambridge Ring<sup><span class="fs0.7rem ff1">[7]</span></sup>&nbsp;che però non si sviluppò mai come prodotto commerciale.</div><div>Tra il 1973 e il 1975, il laboratorio di ricerca&nbsp;<span class="cf1">Xerox PARC</span>&nbsp;sviluppò il protocollo&nbsp;<span class="cf1">Ethernet</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[8]</span></sup>&nbsp;che fu brevettato negli&nbsp;<span class="cf1">USA</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[9]</span></sup>. Nel 1976, dopo che il sistema fu effettivamente realizzato all'interno dei laboratori stessi,&nbsp;<span class="cf1">Robert Metcalfe</span>&nbsp;e David Boggs ne pubblicarono la descrizione nell'articolo&nbsp;<i>Ethernet: Distributed Packet-Switching for Local Computer Networks</i><sup><span class="fs0.7rem ff1">[10]</span></sup>.</div><div>La tecnologia&nbsp;<span class="cf1">ARCnet</span>&nbsp;fu sviluppata da&nbsp;<span class="cf1">Datapoint Corporation</span>&nbsp;nel 1976, annunciata pubblicamente nel 1977<sup><span class="fs0.7rem ff1">[11]</span></sup>&nbsp;e, a dicembre dello stesso anno, fu realizzata la sua prima installazione commerciale presso la Chase Manhattan Bank di&nbsp;<span class="cf1">New York</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[12]</span></sup>.</div><div>Evoluzione degli standard<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>L'avvento del&nbsp;<span class="cf1">personal computer</span>&nbsp;e la sua rapida diffusione, favorita verso la fine degli anni settanta dal sistema operativo&nbsp;<span class="cf1">CP/M</span>&nbsp;e a partire dal 1981 da sistemi di tipo&nbsp;<span class="cf1">DOS</span>, in molti siti ebbe come conseguenza la crescita del numero di computer installati, da alcune dozzine fino anche ad alcune centinaia. La prima forte necessità di realizzare collegamenti in rete era legata alla condivisione dei dispositivi di memoria di massa e delle stampanti, che all'epoca erano dispositivi molto costosi, e il concetto di LAN acquisì così un notevole interesse tanto che a partire dal 1983 e per alcuni anni successivi l'industria informatica tendeva a presentare ogni anno come “l'anno della LAN”.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[13]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[14]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[15]</span></sup></div><div>Nella realtà, l'applicazione del concetto trovava dei seri ostacoli a causa della proliferazione di&nbsp;<span class="cf1">livelli fisici</span>&nbsp;e di&nbsp;<span class="cf1">protocolli di comunicazione</span>&nbsp;tra loro incompatibili: di fatto, ogni produttore aveva il suo tipo specifico di&nbsp;<span class="cf1">schede di rete</span>, di&nbsp;<span class="cf1">cablaggi</span>, di protocolli e di&nbsp;<span class="cf1">sistema operativo di rete</span>. Una prima soluzione apparve con l'introduzione del sistema&nbsp;<span class="cf1">Novell NetWare</span>&nbsp;in grado di fornire supporto per decine di tipi di schede e connettori differenti e dotato di un sistema operativo molto più sofisticato degli altri esistenti, tanto che mantenne una posizione di mercato dominante nel settore delle LAN di PC aziendali<sup><span class="fs0.7rem ff1">[16]</span></sup>&nbsp;tra il 1983, anno del suo ingresso nel mercato, fino a metà degli anni novanta, quando&nbsp;<span class="cf1">Microsoft</span>&nbsp;introdusse i sistemi&nbsp;<span class="cf1">Windows NT</span>&nbsp;Advanced Server e<span class="cf1">Windows for Workgroups</span>.</div><div>Tra i sistemi concorrenti di NetWare, solo Banyan Vines presentava caratteristiche tecniche confrontabili, ma non riuscì mai a consolidare una base di mercato sufficiente, mentre Microsoft e<span class="cf1">3Com</span>&nbsp;tentarono di sviluppare un sistema operativo di rete semplice, commercializzato da 3Com come 3+Share, da Microsoft come LAN Manager e da&nbsp;<span class="cf1">IBM</span>&nbsp;come LAN Server, senza però riscuotere successo. Nello stesso periodo le&nbsp;<span class="cf1">workstation</span>&nbsp;di tipo&nbsp;<span class="cf1">Unix</span>&nbsp;prodotte da&nbsp;<span class="cf1">Sun Microsystems</span>,&nbsp;<span class="cf1">Hewlett-Packard</span>,&nbsp;<span class="cf1">Silicon Graphics</span>,&nbsp;<span class="cf3">Intergraph</span>,&nbsp;<span class="cf1">NeXT</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf3">Apollo</span>&nbsp;usavano collegamenti di rete basati sul protocollo&nbsp;<span class="cf1">TCP/IP</span>, una tecnologia che ebbe una grossa influenza per lo sviluppo di&nbsp;<span class="cf1">Internet</span>&nbsp;e per la realizzazione di reti di computer basati su&nbsp;<span class="cf1">Linux</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">Mac OS X</span>, al punto da sostituire del tutto le tecnologie&nbsp;<span class="cf1">IPX</span>,&nbsp;<span class="cf1">AppleTalk</span>,&nbsp;<span class="cf1">NetBIOS</span>&nbsp;e gli altri protocolli usati nelle prime LAN.</div><div>Cablaggi<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Le prime LAN usavano per i collegamenti vari tipi di&nbsp;<span class="cf1">cavi coassiali</span>. IBM per l'implementazione della sua LAN di tipo Token ring utilizzava un&nbsp;<span class="cf1">doppino</span>&nbsp;schermato. StarLAN, la prima implementazione di rete con una velocità di trasmissione a 1Mb/s<sup><span class="fs0.7rem ff1">[17]</span></sup>, dimostrò le potenzialità dei cablaggi su doppino non schermato basato su cavi di tipo&nbsp;<span class="cf3">Cat3</span>, lo stesso usato per i telefoni. Questa applicazione portò allo sviluppo dell'Ethernet&nbsp;<span class="cf1">10Base-T</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[18]</span></sup>&nbsp;e delle sue evoluzioni e al cablaggio di tipo strutturato, che è tuttora alla base della maggior parte delle LAN di tipo commerciale. Con l'evoluzione della tecnologia, anche il cablaggio su&nbsp;<span class="cf1">fibra ottica</span>&nbsp;per le LAN ad alta velocità (10 Gb/s) sta assumendo una diffusione crescente.</div><div>Dove la cablatura non è possibile o presente, i sistemi&nbsp;<span class="cf1">Wi-Fi</span>&nbsp;stanno diventando molto comuni, specie per le reti residenziali e per il supporto diffuso del collegamento in rete di&nbsp;<span class="cf1">computer portatili</span>,&nbsp;<span class="cf1">tablet</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">smartphone</span>.</div><div>Aspetti tecnici<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>In base allo standard&nbsp;<span class="cf1">IEEE 802</span>, il modello di riferimento di una LAN si focalizza soprattutto sull'utilizzo dei primi due livelli del&nbsp;<span class="cf1">modello ISO/OSI</span>, ossia il&nbsp;<span class="cf1">livello fisico</span>&nbsp;e il&nbsp;<span class="cf1">livello di data link</span>, prevedendo anche il ricorso ai livelli superiori per la funzionalità di gestione di rete e di interconnessione tra LAN<sup><span class="fs0.7rem ff1">[19]</span></sup>. La tecnologia di rete che si è affermata è la commutazione basata su Ethernet mentre per quanto riguarda i livelli protocollari superiori, il protocollo TCP/IP è diventato lo standard, sostituendo le implementazioni precedenti (<span class="cf1">NetBEUI</span>,&nbsp;<span class="cf1">IPX/SPX</span>,&nbsp;<span class="cf1">AppleTalk</span>eccetera).</div><div>Per quanto riguarda la&nbsp;<span class="cf1">topologia di rete</span>&nbsp;(schema delle interconnessioni tra i dispositivi), per le LAN vengono usati svariati tipi, sia a livello fisico che di data link, tra cui&nbsp;<span class="cf1">reti ad anello</span>, collegamenti a bus e a stella e reti magliate.</div><div>Dal punto di vista dei dispositivi di rete, una LAN può comprendere, oltre ai computer e alle periferiche condivise, dispositivi di instradamento come&nbsp;<span class="cf1">switch</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">router</span>, dispositivi per il<span class="cf1">bilanciamento del carico</span>&nbsp;(<i>load balancing</i>) e dispositivi di sicurezza come i&nbsp;<span class="cf1">firewall</span>&nbsp;e i&nbsp;<span class="cf1">sistemi di rilevamento di intrusioni</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[20]</span></sup>. Le LAN più semplici si basano in genere su uno o più switch, che possono essere a loro volta collegati a un router, a un&nbsp;<span class="cf1">modem</span>&nbsp;analogico o a un modem ADSL per l'accesso a&nbsp;<span class="cf1">Internet</span>. Le LAN più complesse si caratterizzano per l'impiego di collegamenti ridondanti e con l'utilizzo all'interno degli switch di&nbsp;<span class="cf1">protocolli di spanning tree</span>&nbsp;per garantire l'assenza di circuiti chiusi (<i>loop</i>) e un reinstradamento in caso di guasto di un collegamento, e per la capacità di gestire in modo differenziato tipologie di traffico differenti tramite il controllo della&nbsp;<span class="cf1">qualità del servizio</span>&nbsp;(<i>Quality of Service</i>, QoS) e di segregare il traffico tramite&nbsp;<span class="cf1">VLAN</span>.</div><div>Una LAN può essere collegata ad altre LAN usando collegamenti o servizi di telefonia dedicati oppure via Internet, con meccanismi di&nbsp;<span class="cf1">Virtual Private Network</span>; a seconda di come vengono realizzate e rese sicure le interconnessioni e delle distanze geografiche coinvolte, una LAN può diventare una&nbsp;<span class="cf1">Metropolitan Area Network</span>&nbsp;(MAN) o una Wide Area Network (WAN).</div><div>Quando una LAN è controllata attraverso un&nbsp;<span class="cf1">server</span>&nbsp;che espleta determinati servizi di controllo e i client della rete sono registrati per accogliere tali servizi, la rete diventa un&nbsp;<span class="cf1">dominio</span>.</div><div>Reti domestiche<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf1">Reti domestiche</span></b></i>.</div><div>Le reti domestiche sono un caso particolare di LAN caratterizzato sia da una destinazione per usi specifici sia da dimensioni particolarmente contenute.</div><div>In particolare, si porta l'esempio dei&nbsp;<span class="cf1">LAN party</span>; alcuni utenti, generalmente circa una dozzina, installano una piccola LAN, in tutto e per tutto uguale alle reti LAN, ma con le caratteristiche peculiari di temporaneità e precarietà, per scopi prettamente ludici. LAN party più strutturati possono raggiungere dimensioni considerevoli con decine di utenti. In questi casi il carattere di precarietà viene meno, ma permane quello di temporaneità della rete stessa (in genere queste LAN hanno una durata dalle poche ore a 2-3 giorni).</div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 07:48:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Sistema Client/Server]]></title>
			<author><![CDATA[Evotek]]></author>
			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Reti"><![CDATA[Reti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_th7t363n"><div>Più semplicemente, i sistemi&nbsp;<i>client/server</i>&nbsp;sono un'evoluzione dei sistemi basati sulla condivisione semplice delle&nbsp;<span class="cf1">risorse</span>: la presenza di un&nbsp;<i><span class="cf1">server</span></i>permette ad un certo numero di&nbsp;<i>client</i>&nbsp;di condividerne le risorse, lasciando che sia il&nbsp;<i>server</i>&nbsp;a gestire gli accessi alle risorse per evitare conflitti di utilizzazione tipici dei primi&nbsp;<span class="cf1">sistemi informatici</span>.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[1]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[2]</span></sup></div><div>Le&nbsp;<span class="cf1">reti locali</span>&nbsp;aziendali (LAN), la rete&nbsp;<span class="cf1">Internet</span>, i sistemi informatici e i&nbsp;<span class="cf1">sistemi operativi</span>&nbsp;sono organizzati sotto forma di una tipica architettura client-server per la fruizione dei rispettivi servizi.</div><div><br></div><div><div>Descrizione<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Client<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf1">Client</span></b></i>.</div><div>Il&nbsp;<span class="cf1">software</span>&nbsp;<i>client</i>&nbsp;in genere è di limitata complessità, limitandosi normalmente ad operare come interfaccia verso il&nbsp;<i>server</i>. In generale nel campo informatico il termine&nbsp;<i>client</i>&nbsp;indica una componente che accede ai servizi o alle risorse di un'altra componente, detta&nbsp;<i>server</i>. In questo contesto si può quindi parlare di&nbsp;<i>client</i>&nbsp;riferendosi all'<span class="cf1">hardware</span>&nbsp;o al&nbsp;<span class="cf1">software</span>.</div><div>Un computer collegato ad un&nbsp;<i>server</i>&nbsp;tramite&nbsp;<span class="cf1">rete locale</span>&nbsp;o&nbsp;<span class="cf1">geografica</span>, ed al quale richiede uno o più servizi, utilizzando uno o più&nbsp;<span class="cf1">protocolli di rete</span>&nbsp;è un esempio di&nbsp;<i>client</i>&nbsp;hardware.</div><div>Un programma di&nbsp;<span class="cf1">posta elettronica</span>&nbsp;è un esempio di&nbsp;<i>client</i>&nbsp;software.</div><div>Sono sempre di più i software, come il&nbsp;<span class="cf1">web</span>, l'<span class="cf1">e-mail</span>, i&nbsp;<span class="cf1">database</span>, che sono divisi in una parte&nbsp;<i>client</i>&nbsp;(residente ed in esecuzione sul&nbsp;<span class="cf1">pc</span>&nbsp;<i>client</i>) ed una parte&nbsp;<i>server</i>&nbsp;(residente ed in esecuzione sul&nbsp;<i>server</i>).</div><div>Il termine&nbsp;<i>client</i>&nbsp;indica anche il software usato sul computer&nbsp;<i>client</i>&nbsp;per accedere alle funzionalità offerte dal&nbsp;<i>server</i>.</div><div>Ad esempio, nel web il software&nbsp;<i>client</i>&nbsp;è il&nbsp;<i><span class="cf1">web browser</span></i>, e parla con un&nbsp;<i>server</i>&nbsp;web attraverso il protocollo&nbsp;<span class="cf1">HTTP</span>; per l'e-mail il&nbsp;<i>client</i>&nbsp;è detto in gergo&nbsp;<i>mail user agent</i>&nbsp;o&nbsp;<span class="cf1">MUA</span>&nbsp;(ad esempio,<span class="cf1">Outlook</span>,&nbsp;<span class="cf1">Mozilla Thunderbird</span>,&nbsp;<span class="cf1">Eudora</span>, ...), e parla con il&nbsp;<i>server</i>&nbsp;(<i>Mail Transfer Agent</i>&nbsp;o&nbsp;<span class="cf1">MTA</span>) attraverso i protocollo&nbsp;<span class="cf1">SMTP</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">POP</span>&nbsp;o&nbsp;<span class="cf1">IMAP</span>; il&nbsp;<i>client</i>&nbsp;per la consultazione o la modifica del database (spesso costituito da&nbsp;<span class="cf1">librerie</span>&nbsp;software utilizzate da un'<span class="cf1">applicazione</span>) parla con il&nbsp;<span class="cf1">DBMS</span>, che gestisce il database e risponde alle interrogazioni del&nbsp;<i>client</i>.</div><div>Server<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf1">Server</span></b></i>.</div><div>Il software&nbsp;<i>server</i>, oltre alla gestione logica del sistema, deve implementare tutte le tecniche di gestione degli accessi, allocazione e rilascio delle risorse, condivisione e&nbsp;<span class="cf1">sicurezza</span>&nbsp;dei dati o delle risorse.</div><div>Ad esempio un&nbsp;<i>server</i>&nbsp;di posta elettronica è paragonabile ad un qualunque ufficio postale. Gli utilizzatori per accedere via&nbsp;<i>client</i>&nbsp;alla loro cassetta di posta elettronica devono essere stati autorizzati. In modo analogo un utente deve possedere la chiave della cassetta sita presso un ufficio postale dalla quale vuole prelevare la corrispondenza.</div><div>Interazioni client/server<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><span class="fs13.16 cf3 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf3 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf3 ff1">Schematizzazione della comunicazione tra client e server</span></div><div>Quando un&nbsp;<i>computer client</i>&nbsp;si connette direttamente ad un sistema di&nbsp;<i>database</i>&nbsp;o a una&nbsp;<i><span class="cf1">server application</span></i>&nbsp;standard, questa viene chiamata&nbsp;<b>2-tier architecture</b>&nbsp;(architettura a 2 livelli).</div><div>Recentemente, è più usuale per&nbsp;<i>computer</i>&nbsp;<i><span class="cf1">client</span></i>, chiamati&nbsp;<i><span class="cf1">thin client</span></i>&nbsp;che non incorporano&nbsp;<i><span class="cf1">business logic</span></i>, ma solo elementi di interfaccia, connettersi ad una&nbsp;<i><span class="cf1">server application</span></i>&nbsp;che implementa una&nbsp;<i>business logic</i>&nbsp;nella quale transitivamente (ossia successivamente) comunica con il database del<i>server</i>, il quale memorizza i dati utilizzati dall'applicazione. Tale architettura è chiamata&nbsp;<b>3-tier architecture</b>&nbsp;(architettura a 3 livelli).</div><div>In generale architetture ad&nbsp;<i>n</i>&nbsp;livelli possono impiegare un certo numero di servizi distinti, comprese relazioni transitive tra&nbsp;<i>application server</i>&nbsp;che implementano differenti funzioni di&nbsp;<i>business logic</i>, ognuna delle quali può impiegare o meno un sistema di database condiviso o distinto.</div><div>Collegamento<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>I&nbsp;<i>client</i>&nbsp;ed il&nbsp;<i>server</i>&nbsp;sono in collegamento tramite un&nbsp;<span class="cf1">protocollo</span>&nbsp;di comunicazione attraverso una&nbsp;<span class="cf1">rete di comunicazione</span>. Il protocollo può essere in chiaro o in certi casi&nbsp;<span class="cf1">crittografato</span>.</div><div>Nell'ambito delle&nbsp;<span class="cf1">telecomunicazioni</span>, due o più macchine o&nbsp;<span class="cf1">host</span>&nbsp;(<span class="cf1">computer</span>,&nbsp;<span class="cf1">telefono</span>,&nbsp;<span class="cf1">stampante</span>, ecc.) possono comunicare tra loro rispettando norme che sono dette protocolli di rete. L'aderenza ai protocolli garantisce che due macchine possano comunicare correttamente, anche se sono state realizzate indipendentemente.</div><div>Servizio con e senza connessione<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Quando un&nbsp;<i>client</i>&nbsp;e un&nbsp;<i>server</i>&nbsp;iniziano a comunicare si possono scambiare&nbsp;<span class="cf1">pacchetti</span>&nbsp;di controllo prima di spedire i dati effettivi/reali (<span class="cf1">comunicazione orientata alla connessione</span>).</div><div>Queste procedure, dette di&nbsp;<i><span class="cf4">handshaking</span></i>, preparano le due componenti alla comunicazione. Tali procedure sono alla base, ad esempio, del&nbsp;<span class="cf1">TCP</span>. Tuttavia possono anche esserci servizi che inviano direttamente i dati&nbsp;<span class="cf1">senza connessione</span>&nbsp;e riscontri come nel caso dell'<span class="cf1">UDP</span>.</div><div>La maggior parte delle applicazioni, tuttavia, ha bisogno di inviare i dati in maniera sicura e affidabile per cui l'handshake serve proprio a questo compito. Si comprende dunque come la<span class="cf1">connessione</span>&nbsp;attraverso TCP, ad esempio, sia più sicura, ma anche più lenta perché scambia non solo dati reali, ma anche dati di servizio.</div><div>Esempi<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Esempi di sistemi&nbsp;<i>client/server</i>:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">Web server</span><span class="fs14 cf3 ff1">: per la gestione dell'interazione via web tra</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">server</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">e</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">client</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">File server</span><span class="fs14 cf3 ff1">: per la condivisione dei</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">file</span><span class="fs14 cf3 ff1">;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">FTP server</span><span class="fs14 cf3 ff1">: per la gestione dell'</span><span class="fs14 cf3 ff1">upload</span><span class="fs14 cf3 ff1">/</span><span class="fs14 cf3 ff1">download</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">dei</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">file</span><span class="fs14 cf3 ff1">;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Database server</span><span class="fs14 cf3 ff1">: per la gestione di grandi moli di</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">dati</span><span class="fs14 cf3 ff1">;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Groupware</span><span class="fs14 cf3 ff1">: per la gestione d'</span><span class="fs14 cf3 ff1">informazioni</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">riguardanti gruppi di lavoro;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Print server</span><span class="fs14 cf3 ff1">: per la condivisione delle stampanti;</span></li></ul></div><div>L'architettura di rete a livelli<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Ciascun protocollo regola normalmente solo una parte degli aspetti di una comunicazione. I diversi protocolli sono organizzati con un sistema o&nbsp;<span class="cf1">architettura di rete</span>&nbsp;detto "a livelli" dove in ciascun livello viene usato uno specifico protocollo.</div><div>La divisione in livelli è fatta in modo che ciascun livello utilizzi i servizi offerti dal livello inferiore, e fornisca servizi più "ricchi" al livello superiore. I diversi livelli in un host comunicano tra loro tramite le interfacce. Ogni livello parla solo con quello immediatamente superiore e con quello immediatamente inferiore. I protocolli regolano invece la comunicazione tra due entità dello stesso livello, che serve a fornire servizi al livello superiore.</div><div>I vari livelli sono organizzati in pile di protocolli (<i>stack protocollare</i>). Le pile di protocolli sono un modo flessibile per combinare componenti per realizzare un servizio.</div><div>Un esempio reale di una organizzazione a livelli protocollari, classico nelle trattazioni inerenti alle reti di calcolatori, è quello del percorso di una valigia in un viaggio aereo partendo dalla casa di origine all'hotel di destinazione. Il primo livello che notiamo è quello della preparazione della valigia: il turista prende i vestiti e ve li ripone per poi chiuderla, come ciò viene fatto è definito dal protocollo del primo livello 1º. Il livello 2º è quello dell'addetta alla valigie all'aeroporto di partenza, il turista gli consegna la valigia (passaggio dal primo al secondo livello) e l'addetta attacca alla valigia le informazioni relative al volo e alla destinazione. Qui notiamo l'aspetto fondamentale dell'organizzazione a livelli protocollari, cioè che per l'addetta non è necessario conoscere come i vestiti sono stati riposti nella valigia, altresì non è necessario per il turista conoscere le operazioni che deve effettuare l'addetta, infatti il turista otterra cioè che vuole (avere i vestiti all'hotel d'arrivo) senza che ciò influisca affatto come gli altri protocolli debbano lavorare, a patto che lo facciano correttamente.</div><div>La struttura serve ad adempiere ad alcuni compiti:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">controllo di errore</span><span class="fs14 cf3 ff1">;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">controllo di flusso</span><span class="fs14 cf3 ff1">;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">frammentazione e riassemblaggio;</span></li><li><i><span class="fs14 cf3 ff1">multiplexing</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">, in modo che</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">sessioni</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">dello strato più alto possano condividere una singola</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">connessione</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">dello strato più basso;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">instaurazione della connessione.</span></li></ul></div><div>Tale architettura presenta vantaggi concettuali e strutturali anche se alcuni si sono opposti in maniera decisa in quanto uno strato spesso duplica le funzionalità di un altro strato in maniera ripetitiva.</div><div>Ad esempio, il servizio di&nbsp;<span class="cf1">ADSL</span>&nbsp;viene fornito con diverse modalità, le più comuni sono chiamate&nbsp;<span class="cf1">PPP over ATM</span>&nbsp;(ovvero il protocollo Point to Point usa i servizi forniti dal protocollo ATM) e<span class="cf1">PPP over Ethernet</span>.</div><div>Il livello più basso è detto "<span class="cf1">livello fisico</span>" e si occupa di gestire la&nbsp;<span class="cf1">trasmissione</span>&nbsp;dei&nbsp;<span class="cf1">segnali</span>&nbsp;attraverso il&nbsp;<span class="cf1">mezzo trasmissivo</span>&nbsp;(<span class="cf1">cavo</span>,&nbsp;<span class="cf1">fibra ottica</span>,&nbsp;<span class="cf1">infrarossi</span>, ecc.). Il livello più elevato è chiamato "<span class="cf1">livello applicativo</span>" ed è quello che permette all'utente di creare il messaggio da comunicare.</div><div>La divisione in livelli è piuttosto rigida a livello di specifica dei protocolli, mentre nell'<span class="cf1">implementazione</span>&nbsp;spesso diversi livelli vengono implementati insieme in uno stesso modulo software.</div><div>Non è detto che due macchine che comunicano usino la stessa pila di protocolli. Ad esempio, se vi connettete ad&nbsp;<span class="cf1">Internet</span>&nbsp;attraverso un&nbsp;<span class="cf1">modem</span>&nbsp;voi appoggiate il livello di rete IP su una connessione PPP, mentre il&nbsp;<i>server</i>&nbsp;a cui vi collegate probabilmente appoggia la rete IP su una connessione&nbsp;<span class="cf1">Ethernet</span>.</div><div>In una rete a pacchetto ciascun livello della "pila protocollare" aggiunge ai pacchetti una intestazione, attraverso una operazione detta imbustamento. Il termine si applica anche ad alcune reti a commutazione di circuito, come SDH, dove l'imbustamento è un circuito dedicato a trasmettere informazioni di controllo.</div><div>Il modello OSI<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf1">Open Systems Interconnection</span></b></i>.</div><div>L'<i>International Organisation for Standardisation</i>&nbsp;(<span class="cf1">ISO</span>) nel&nbsp;<span class="cf1">1979</span>&nbsp;ha rettificato lo&nbsp;<span class="cf1">standard</span>&nbsp;<i>Open Systems Interconnection</i>&nbsp;(<span class="cf1">OSI</span>), con l'intenzione di creare un modello di riferimento per le telecomunicazioni da usare nelle reti di tutto il mondo. All'atto pratico però, lo&nbsp;<span class="cf1">standard de facto</span>&nbsp;che viene comunemente usato nella maggior parte delle reti, è il&nbsp;<span class="cf1">TCP/IP</span>, definito nella&nbsp;<span class="cf4">RFC 1155</span>&nbsp;da parte dell'<span class="cf1">IETF</span>. Le differenze fondamentali tra i due standard sono semplici: il primo è stato definito a tavolino da un'organizzazione super partes, mentre il secondo è opera di chi costruì materialmente le prime reti, sviluppandolo sul campo. Inoltre, lo standard ISO/OSI assegna un determinato compito ad ogni livello, mentre il&nbsp;<span class="cf1">TCP/IP</span>&nbsp;è più "elastico" e permette di sviluppare protocolli che svolgono più di un compito-base.</div><div>Elenco di protocolli di rete secondo ISO/OSI. Nella seguente suddivisione, si segue lo standard ISO/OSI.</div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">Livello 1:</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">fisico</span><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">Bluetooth</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">DSL</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">Digital Subscriber Line</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">FDDI</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">RS-232</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Wi-Fi</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Ultra Wide Band</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(UWB)</span></li></ul></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Livello 2:</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">link</span><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">Ethernet</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Point-to-Point Protocol</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(PPP)</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Token ring</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">ATM</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">Asynchronous Transfer Mode</span></li></ul></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Livello 3:</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">rete</span><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">IP</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">Internet Protocol</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">X.25</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">IPX</span></li></ul></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Livello 4:</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">trasporto</span><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">TCP</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">e</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">UDP</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(usati su IP)</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">SPX</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(usato su IPX)</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">NetBIOS</span></li></ul></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Livello 5:</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">sessione</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Livello 6:</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">presentazione</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Livello 7:</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">applicazione</span></li></ul></div><div>Protocolli di servizio:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">Dynamic Host Configuration Protocol</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">- (DHCP)</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Domain Name System</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">- (DNS)</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Finger protocol</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Network Time Protocol</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">- (NTP)</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Simple Network Management Protocol</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">- (SNMP)</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Lightweight Directory Access Protocol</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">- (LDAP)</span></li></ul></div><div>Protocolli di accesso a terminali remoti:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">Telnet</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Secure shell</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">- (SSH)</span></li></ul></div><div>Protocolli usati per realizzare il servizio di&nbsp;<span class="cf1">posta elettronica</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">newsgroup</span>:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">Simple Mail Transfer Protocol</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(SMTP)</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Post Office Protocol</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(POP)</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Internet Message Access Protocol</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(IMAP)</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Network News Transfer Protocol</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(NNTP)</span></li></ul></div><div>Protocolli di trasferimento file:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">File Transfer Protocol</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">- (FTP)</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Hyper Text Transfer Protocol</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">- (HTTP)</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Internet Relay Chat</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">- (IRC)</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Gnutella</span></li></ul></div><div>I livelli visti precedentemente sono una suddivisione concettuale, ma la loro implementazione non è uniforme; infatti il livello fisico e quello di collegamento di solito sono presenti sulla&nbsp;<span class="cf1">scheda di interfaccia della rete</span>, mentre il livello di rete ha un'implementazione mista hardware-software.</div><div>Client-server in un sistema locale<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Quasi tutti i&nbsp;<span class="cf1">sistemi operativi</span>&nbsp;utilizzano, per il funzionamento dei vari&nbsp;<span class="cf1">processi</span>, dei meccanismi basati sul modello client-server. Lo stesso&nbsp;<span class="cf1">kernel</span>&nbsp;si comporta come server quando gestisce le chiamate alle&nbsp;<span class="cf1">primitive di sistema</span>&nbsp;da parte dei processi in esecuzione.</div><div>Più in generale in un sistema operativo, per alcuni tipi di servizi, sono espressamente previsti dei&nbsp;<b>processi server</b>, gli unici in grado di eseguire una certa operazione. Spesso questi processi hanno accesso esclusivo ad una risorsa e devono, appunto,&nbsp;<i>servire</i>&nbsp;le richieste dei processi client.</div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 07:46:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Bluetooth]]></title>
			<author><![CDATA[Evotek]]></author>
			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Reti"><![CDATA[Reti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1ub3hzw3"><div>Bluetooth (spesso abbreviato in&nbsp;<b>BT</b>) cerca i dispositivi coperti dal&nbsp;<span class="cf1">segnale</span>&nbsp;<span class="cf1">radio</span>&nbsp;entro un raggio di qualche decina di metri mettendoli in comunicazione tra loro. Questi dispositivi possono essere ad esempio&nbsp;<span class="cf1">palmari</span>,&nbsp;<span class="cf1">telefoni cellulari</span>,&nbsp;<span class="cf1">personal computer</span>,&nbsp;<span class="cf1">portatili</span>,&nbsp;<span class="cf1">stampanti</span>,&nbsp;<span class="cf1">fotocamere digitali</span>,&nbsp;<span class="cf1">smartwatch</span>,&nbsp;<span class="cf1">console per videogiochi</span>&nbsp;purché provvisti delle specifiche&nbsp;<span class="cf1">hardware</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">software</span>&nbsp;richieste dallo standard stesso. Il BT si è diffuso da tempo anche nel settore industriale (strumenti di misura, lettori ottici, ecc) per il dialogo con i relativi datalogger.</div><div>La specifica Bluetooth è stata sviluppata da&nbsp;<span class="cf1">Ericsson</span>&nbsp;e in seguito formalizzata dalla&nbsp;<i>Bluetooth Special Interest Group</i>&nbsp;(SIG). La SIG, la cui costituzione è stata formalmente annunciata il 20 maggio&nbsp;<span class="cf1">1999</span>, è un'associazione formata da&nbsp;<span class="cf1">Sony Ericsson</span>,&nbsp;<span class="cf1">IBM</span>,&nbsp;<span class="cf1">Intel</span>,&nbsp;<span class="cf1">Toshiba</span>,&nbsp;<span class="cf1">Nokia</span>&nbsp;e altre società che si sono aggiunte come associate o come membri aggiunti.</div><div>Il nome è ispirato a Harald Blåtand (Harold&nbsp;<i>Bluetooth</i>&nbsp;in inglese), re&nbsp;<span class="cf1">Aroldo I di Danimarca</span>&nbsp;(<span class="cf1">901</span>&nbsp;-&nbsp;<span class="cf1">985</span>&nbsp;o&nbsp;<span class="cf1">986</span>)<sup><span class="fs0.7rem ff1">[1]</span></sup>, abile&nbsp;<span class="cf1">diplomatico</span>&nbsp;che unì gli scandinavi introducendo nella regione il cristianesimo. Gli inventori della tecnologia devono aver ritenuto che fosse un nome adatto per un protocollo capace di mettere in comunicazione dispositivi diversi (così come il re unì i popoli della penisola scandinava con la religione).<sup><span class="fs0.7rem ff1">[2]</span></sup></div><div>Il logo della tecnologia unisce infatti le&nbsp;<span class="cf1">rune</span>&nbsp;nordiche&nbsp;&nbsp;(<span class="cf1">Hagall</span>) e&nbsp;&nbsp;(<span class="cf1">Berkanan</span>), analoghe alle moderne H e B. È probabile che l'Harald Blåtand a cui si deve l'ispirazione sia quello ritratto nel libro&nbsp;<i>The Long Ships</i>&nbsp;di&nbsp;<span class="cf2">Frans Gunnar Bengtsson</span>, un&nbsp;<i>best-seller</i>&nbsp;svedese ispirato alla storia&nbsp;<span class="cf1">vichinga</span>.</div><div><br></div><div><div>Informazioni generali<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div><span class="fs13.16 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1">Auricolare Bluetooth</span></div><div>Questo standard è stato progettato con l'obiettivo primario di ottenere bassi consumi, un corto raggio d'azione (fino a 100 metri di copertura per un dispositivo di Classe 1 e fino ad un metro per dispositivi di Classe 3) e un basso costo di produzione per i dispositivi compatibili.</div><div>Lo standard doveva consentire il collegamento wireless tra periferiche come stampanti, tastiere, telefoni, microfoni, ecc. a computer o<span class="cf1">PDA</span>&nbsp;o tra PDA e PDA. Attualmente più di un miliardo di dispositivi montano un'interfaccia Bluetooth.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[3]</span></sup></div><div>I&nbsp;<span class="cf1">telefoni cellulari</span>&nbsp;che integrano&nbsp;<span class="cf1">chip</span>&nbsp;Bluetooth sono venduti in milioni di esemplari e sono abilitati a riconoscere e utilizzare periferiche Bluetooth in modo da svincolarsi dai classici&nbsp;<span class="cf1">cavi</span>&nbsp;in rame.</div><div>Il protocollo Bluetooth lavora nelle frequenze libere di 2,45&nbsp;GHz. Per ridurre le&nbsp;<span class="cf1">interferenze</span>&nbsp;il&nbsp;<span class="cf1">protocollo</span>&nbsp;divide la&nbsp;<span class="cf1">banda</span>&nbsp;in 79 canali e provvede a commutare tra i vari canali 1.600 volte al secondo (<i><span class="cf1">frequency hopping</span></i>).</div><div>La versione 1.1 e 1.2 del Bluetooth gestisce&nbsp;<span class="cf1">velocità di trasferimento</span>&nbsp;fino a 723,1 kbit/s. La versione 2.0 gestisce una modalità ad alta velocità che consente fino a 3&nbsp;Mbit/s. La versione 4.0 arriva ad una velocità di 24 mbps ( 3 MB al secondo).&nbsp;<span class="cf5">Questa modalità però aumenta la potenza assorbita</span><sup><span class="cf6">[</span><i><span class="cf6">non chiaro</span></i><span class="cf6">]</span></sup>.&nbsp;<span class="cf5">La nuova versione</span><sup><span class="cf6">[</span><i><span class="cf6">quale?</span></i><span class="cf6">]</span></sup>&nbsp;utilizza segnali più brevi, e quindi riesce a dimezzare la potenza richiesta rispetto al Bluetooth 1.2 (a parità di&nbsp;<span class="cf1">traffico</span>inviato).</div><div>Bluetooth non è uno standard comparabile con il&nbsp;<span class="cf1">Wi-Fi</span>, dato che questo è un protocollo nato per fornire elevate velocità di trasmissione con un raggio maggiore, a costo di una maggior potenza dissipata e di un hardware molto più costoso. Infatti il Bluetooth crea una&nbsp;<i><span class="cf1">personal area network</span></i>&nbsp;(PAN) mentre il Wi-FI crea una&nbsp;<i><span class="cf1">local area network</span></i>. Il Bluetooth può essere paragonato al bus&nbsp;<span class="cf1">USB</span>&nbsp;mentre il Wi-FI può essere paragonato allo standard&nbsp;<span class="cf1">ethernet</span>.</div><div><span class="fs13.16 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1">Topologie di rete</span><span class="fs12.3704 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs12.3704 cf4 ff1">piconet</span></i><span class="fs12.3704 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs12.3704 cf4 ff1">e</span><i><span class="fs12.3704 cf4 ff1">scatternet</span></i></div><div>Ad ogni modo lo standard Bluetooth include anche comunicazioni a lunga distanza tra dispositivi per realizzare delle&nbsp;<span class="cf1">LAN</span>&nbsp;wireless. Ogni dispositivo Bluetooth è in grado di gestire simultaneamente la comunicazione con altri 7 dispositivi sebbene, essendo un collegamento di tipo master-slave, solo un dispositivo per volta può comunicare con il&nbsp;<span class="cf1">server</span>. Questa rete minimale viene chiamata&nbsp;<i>piconet</i>. Le specifiche Bluetooth consentono di collegare due piconet in modo da espandere la rete. Tale rete viene chiamata&nbsp;<i>scatternet</i>. Ogni dispositivo Bluetooth è configurabile per cercare costantemente altri dispositivi e per collegarsi a questi. Può essere impostata una&nbsp;<span class="cf1">password</span>&nbsp;per motivi di sicurezza se lo si ritiene necessario.</div><div><span class="cf1">BMW</span>&nbsp;è stato il primo produttore di autoveicoli a integrare tecnologia Bluetooth nelle sue automobili in modo da consentire ai guidatori di rispondere al proprio telefono cellulare senza dover staccare le mani dal&nbsp;<span class="cf1">volante</span>. Attualmente molti altri produttori di autoveicoli forniscono di serie o in opzione vivavoce Bluetooth che integrati con l'autoradio dell'automobile permettono di utilizzare il cellulare mantenendo le mani sul volante a quindi aumentando la sicurezza della guida, rispetto alla guida in cui si telefona tenendo il cellulare in mano, ma non rispetto al tenere il cellulare spento. Una guida sicura non prevede conversazioni per i limiti del multitasking umano.</div><div><span class="fs13.16 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1">Adattatore Bluetooth USB per computer</span></div><div>Molti adattatori Bluetooth sono disponibili in commercio; alcuni includono anche una porta&nbsp;<span class="cf1">IrDA</span>.</div><div>Classi dei dispositivi<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>I dispositivi dotati di Bluetooth si dividono in 3&nbsp;<span class="cf1">classi</span>:</div><div>ClassePotenza<br>(<span class="cf1">mW</span>)Guadagno<br>(<span class="cf1">dBm</span>)Distanza<br>(<span class="cf1">m</span>)Classe 110020~ 100Classe 22,54~ 10Classe 310~ 1</div><div>Caratteristiche Tecniche<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Temporizzazione e clock<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>La tecnologia Bluetooth prevede di sincronizzare la maggior parte delle operazioni con un segnale di&nbsp;<span class="cf1">clock</span>&nbsp;in tempo reale. Esso serve, ad esempio, a sincronizzare gli scambi di dati tra i dispositivi, distinguere tra&nbsp;<span class="cf1">pacchetti</span>&nbsp;ritrasmessi o persi, generare una sequenza pseudo-casuale predicibile e riproducibile. Il clock Bluetooth è realizzato con un contatore a 28&nbsp;<span class="cf1">bit</span>&nbsp;che viene posto a 0 all'accensione del dispositivo e subito dopo continua senza fermarsi mai, incrementandosi ogni 312,5&nbsp;µs (metà slot quindi). Il ciclo del contatore copre approssimativamente la durata di un giorno (312,5&nbsp;µs × 2<sup>28</sup>&nbsp;<span title="Questa è una trascrizione IPA della pronuncia. Vedere l'alfabeto fonetico internazionale." class="cf1 ff2">≅</span>&nbsp;23,3 ore).</div><div>Ogni dispositivo Bluetooth ha il suo native clock (CLKN) che controlla la temporizzazione di quel dispositivo. Oltre a questo valore, proprio di ogni dispositivo, Bluetooth definisce altri due clock:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf4 ff1">CLK: questo è il clock della piconet, coincide con il CLKN dell'unità</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">master</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">della piconet. Tutte le unità attive nella piconet devono sincronizzare il proprio CLKN con il CLK. La sincronizzazione avviene aggiungendo un</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">offset</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">al CLKN dello</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">slave</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">per farlo coincidere con il CLK della piconet.</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">CLKE: anche questo clock è derivato tramite un</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">offset</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">dal CLKN ed è usato dal</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">master</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">nel caso specifico della creazione di una connessione verso uno slave, e prima che tale</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">slave</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">si sia sincronizzato con il</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">master</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(ovvero quando si tratta di un nuovo</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">slave</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">).</span></li></ul></div><div>I primi 2 bit del contatore vengono usati direttamente per delimitare gli slot e i cosiddetti "mezzi slot", per la trasmissione e ricezione dei pacchetti; essi servono anche a stabilire nel tempo gli slot Tx (trasmissione) o Rx (ricezione) a seconda se il dispositivo in questione stia funzionando da&nbsp;<i>master</i>&nbsp;o da&nbsp;<i>slave</i>. Una trasmissione da parte del&nbsp;<i>master</i>&nbsp;comincerà sempre quando CLK[1:0] = 00 (slot di indice pari), mentre una trasmissione da parte di uno&nbsp;<i>slave</i>&nbsp;comincerà sempre quando CLK[1:0] = 10 (slot di indice dispari).</div><div>Connessioni<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>I collegamenti che possono essere stabiliti tra i diversi dispositivi sono di due tipi:&nbsp;<span class="cf1">orientati alla connessione</span>&nbsp;(<i>Connection Oriented)</i>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">senza connessione</span>&nbsp;(<i>Connectionless)</i>. Un collegamento orientato alla connessione richiede di stabilire una&nbsp;<span class="cf1">connessione</span>&nbsp;tra i dispositivi prima di inviare i dati; mentre, un link senza connessione non richiede alcuna connessione prima di inviare i pacchetti. Il&nbsp;<span class="cf1">trasmettitore</span>&nbsp;può in qualsiasi momento iniziare ad inviare i propri pacchetti purché conosca l'indirizzo del destinatario. La tecnologia Bluetooth definisce due tipi di collegamenti a supporto delle applicazioni voce e trasferimento dati: un servizio asincrono senza connessione (ACL,&nbsp;<i>Asynchronous ConnectionLess</i>) ed un servizio sincrono orientato alla connessione (SCO,&nbsp;<i>Synchronous Connection Oriented</i>).</div><div>ACL supporta traffico di tipo dati e si basa su un servizio di tipo best-effort. L'informazione trasportata può essere di tipo utente o di controllo. SCO, invece, è un collegamento che supporta connessioni con un traffico di tipo real-time e multimediale. Il collegamento ACL supporta connessioni a&nbsp;<span class="cf1">commutazione di pacchetto</span>, connessioni&nbsp;<span class="cf1">punto-multipunto</span>&nbsp;e connessioni simmetriche o asimmetriche. Nel caso di connessioni simmetriche il data rate massimo è di 433,9 kbit/s in entrambe le direzioni; mentre, per connessioni asimmetriche si raggiungono 723,2 kbit/s in una direzione e 57,6 kbit/s in quella opposta. Uno&nbsp;<i>slave</i>&nbsp;può trasmettere solamente se nello slot precedente aveva ricevuto un pacchetto dal&nbsp;<i>master</i>. In questi tipi di collegamenti, in genere, viene applicata la ritrasmissione dei pacchetti.</div><div>La connessione SCO prevede connessioni a&nbsp;<span class="cf1">commutazione di circuito</span>, connessioni punto-punto e connessioni simmetriche. Questo tipo di connessione è generalmente utilizzata per il trasporto della voce in canali da 64 kbit/s. Il&nbsp;<i>master</i>&nbsp;può supportare fino a tre collegamenti SCO verso lo stesso&nbsp;<i>slave</i>&nbsp;o verso&nbsp;<i>slave</i>&nbsp;differenti appartenenti alla stessa piconet. Uno&nbsp;<i>slave</i>, invece, può supportare fino a tre connessioni SCO verso lo stesso&nbsp;<i>master</i>, o due se i collegamenti sono stati creati da diversi&nbsp;<i>master</i>. A causa della sensibilità al ritardo di questi di pacchetti (trasportano dati di natura real-time), non è prevista alcuna ritrasmissione in caso di errore o perdita.</div><div>Tipologia della rete<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Due o più dispositivi collegati tra loro formano una piconet. I dispositivi all'interno di una piconet possono essere di due tipi:&nbsp;<i>master</i>&nbsp;o&nbsp;<i>slave</i>. Il&nbsp;<i>master</i>&nbsp;è il dispositivo che all'interno di una piconet si occupa di tutto ciò che concerne la sincronizzazione del clock degli altri dispositivi (<i>slave</i>) e la sequenza dei salti di frequenza. Gli&nbsp;<i>slave</i>&nbsp;sono unità della piconet sincronizzate al clock del&nbsp;<i>master</i>&nbsp;e al canale di frequenza.</div><div>Le specifiche Bluetooth prevedono 3 tipi di topologie: punto-punto, punto-multipunto e&nbsp;<i>scatternet</i>. Diverse piconet possono essere collegate tra loro in una topologia chiamata&nbsp;<i>scatternet</i>.</div><div>Gli&nbsp;<i>slave</i>&nbsp;possono appartenere a più piconet contemporaneamente, mentre il&nbsp;<i>master</i>&nbsp;di una piconet può al massimo essere lo&nbsp;<i>slave</i>&nbsp;di un'altra. Il limite di tutto ciò sta nel fatto che all'aumentare del numero di piconet aumentano anche il numero di collisioni dei pacchetti e di conseguenza degradano le prestazioni del collegamento. Ogni piconet lavora indipendentemente dalle altre sia a livello di clock che a livello di salti di frequenza. Questo perché ogni piconet ha un proprio master. Un dispositivo Bluetooth può partecipare sequenzialmente a diverse piconet come&nbsp;<i>slave</i>&nbsp;attraverso l'uso di tecniche TDM (<i><span class="cf1">Time Division Multiplexing</span></i>), ma può essere&nbsp;<i>master</i>&nbsp;solo in una.</div><div>Modalità operative<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Un dispositivo Bluetooth si può trovare essenzialmente in due stati: in quello di connessione o in quello di&nbsp;<span class="cf1">standby</span>. L'unità si trova nello stato di connessione se è connesso ad un altro dispositivo ed è coinvolto con esso alle normali attività. Se il dispositivo non è connesso, o non è coinvolto alle attività della piconet, allora esso si trova automaticamente nello stato di standby. Questo stato è stato concepito come un modo per far risparmiare energia ai dispositivi. Se uno di essi non è coinvolto attivamente all'interno di una connessione, non c'è motivo che assorba picchi di potenza pari a quelli dei dispositivi attivi. Quando un'unità si trova in standby ascolta il canale ogni 1,28 secondi per eventuali messaggi dal&nbsp;<i>master</i>.</div><div>Quando un dispositivo passa dallo stato di standby a quello di connessione, esso può essere collocato in una delle seguenti modalità:</div><div><ul><li><b><span class="fs14 cf4 ff1">Active mode</span></b><span class="fs14 cf4 ff1">: l'unità partecipa attivamente alla piconet, sia in ricezione che in trasmissione, ed è sincronizzata al clock del</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">master</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">. Il</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">master</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">trasmette regolarmente per mantenere la sincronizzazione del sistema. Gli</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">slave</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">hanno un indirizzo di 3 bit AM_ADDR (</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">Active Member Address</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">).</span></li><li><b><span class="fs14 cf4 ff1">Hold mode</span></b><span class="fs14 cf4 ff1">: il</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">master</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">può mettere i dispositivi</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">slave</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">nello stato di Hold per un tempo determinato. Durante questo periodo nessun pacchetto può essere trasmesso dal</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">master</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">anche se il dispositivo mantiene il suo AM_ADDR e la sincronizzazione con il</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">master</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">. Questa modalità operativa è utilizzata generalmente nel momento in cui non si devono inviare pacchetti ad un dispositivo per un periodo relativamente lungo (questo ci fa capire che tale modalità operativa è supportata solamente nel caso in cui tra due dispositivi bluetooth ci sia un collegamento di tipo ACL). Durante questo periodo, il dispositivo si può spegnere per risparmiare energia. L’</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">Hold mode</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">può essere utilizzata anche nel caso in cui un'unità vuole scoprire o essere scoperta da altri dispositivi bluetooth o vuole partecipare ad altre piconet.</span></li><li><b><span class="fs14 cf4 ff1">Sniff mode</span></b><span class="fs14 cf4 ff1">: lo</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">slave</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">che passa in questo stato si trova in una modalità di risparmio energetico. Per entrare nello</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">sniff mode</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">, master e slave devono negoziare due parametri: uno “sniff interval” ed uno “sniff offset”. Con il primo si fissano gli slot di</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">sniff</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">, mentre con il secondo si determina l'istante del primo slot di</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">sniff</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">. Quando il collegamento entra in</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">sniff mode</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">, il</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">master</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">può inviare pacchetti solamente all'interno degli</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">sniff slot</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">. Quindi lo</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">slave</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">ascolta il canale ad intervalli ridotti. Il</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">master</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">può costringere lo</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">slave</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">ad entrare in</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">sniff mode</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">, ma entrambi possono chiedere il passaggio. L'intervallo di</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">sniff mode</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">è programmabile.</span></li><li><b><span class="fs14 cf4 ff1">Park mode</span></b><span class="fs14 cf4 ff1">: il dispositivo è ancora sincronizzato alla piconet ma perde il suo indirizzo di dispositivo attivo (AM_ADDR) e riceve un nuovo indirizzo di 8 bit (PM_ADDR,</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">Park Mode Address</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">). Questa modalità è stata ideata per avere la possibilità di costituire piconet con più di sette</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">slave</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">. Infatti si possono avere fino ad massimo di 255 (2</span><sup><span class="fs14 cf4 ff1">8</span></sup><span class="fs14 cf4 ff1">-1) dispositivi in modalità Park. Utilizzando tale indirizzo il</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">master</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">è in grado di identificare un particolare dispositivo in tale modalità ed effettuare il passaggio all’</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">active mode</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">. Le unità in questo stato ascoltano regolarmente il traffico sulla rete per risincronizzarsi e ricevere messaggi di broadcast. Questi ultimi, infatti, sono gli unici messaggi che possono essere inviati ad uno</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">slave</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">in</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">park mode</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">. La richiesta di passaggio in</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">park mode</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">può avvenire indifferentemente da parte del</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">master</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">o dello</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">slave</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">. Lo</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">slave</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">per richiedere l'attivazione al</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">master</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">riceve un indirizzo di</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">Active Request</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(AR_ADDR) non unico.</span></li></ul></div><div>Architettura<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div><span class="fs13.16 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1">Bluetooth Protocol Stack</span></div><div>Come avviene per l'architettura OSI, Bluetooth specifica un approccio a livelli nella sua struttura protocollare. Differenti protocolli sono utilizzati per differenti applicazioni. Indipendentemente del tipo di applicazione, però, lo&nbsp;<i>stack</i>&nbsp;protocollare Bluetooth porta sempre all'utilizzo dei livelli data-link e fisico. Non tutte le applicazioni usano tutti i protocolli dello&nbsp;<i>stack</i>Bluetooth, infatti, esso è rappresentato su più livelli verticali, al di sopra dei quali c'è un'applicazione specifica.</div><div>Scendendo un po' più in dettaglio è possibile identificare le funzioni principali svolte dai protocolli più importanti dello stack Bluetooth:</div><div><ul><li><b><span class="fs14 cf4 ff1">Bluetooth Radio</span></b><span class="fs14 cf4 ff1">: definisce i requisiti della parte in radio frequenza. Qui è dove i segnali radio vengono processati.</span></li><li><b><span class="fs14 cf4 ff1">Baseband</span></b><span class="fs14 cf4 ff1">: abilita il collegamento fisico tra dispositivi all'interno di una piconet. Tale livello si basa sulle procedure di inquiry e di paging per la sincronizzazione e la connessione di dispositivi bluetooth. Permette di stabilire i due diversi tipi di connessione (ACL e SCO).</span></li><li><b><span class="fs14 cf4 ff1">LMP</span></b><span class="fs14 cf4 ff1">: è responsabile dell'organizzazione del collegamento, del controllo tra dispositivi bluetooth e del controllo e negoziazione della dimensione dei pacchetti. È anche utilizzato per quanto riguarda la sicurezza: autenticazione e crittografia, generazione, scambio e controllo chiavi. Effettua anche il controllo sulle diverse modalità di gestione della potenza (</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">park</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">,</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">sniff</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">,</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">hold</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">) e sullo stato della connessione di un dispositivo all'interno della piconet. I messaggi LMP sono filtrati ed interpretati dal link manager in sede di ricezione, di conseguenza non saranno mai trasmessi ai livelli superiori. Questi messaggi hanno priorità maggiore rispetto ai pacchetti che trasportano dati utenti.</span></li><li><b><span class="fs14 cf4 ff1">L2CAP</span></b><span class="fs14 cf4 ff1">: esegue il multiplexing dei protocolli di livello superiore, la segmentazione e il riassemblaggio dei pacchetti e il trasporto di informazione relativa alla QoS (</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">Quality of Service</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">) ovvero è possibile richiedere una certa QoS da riservare ad un determinato link. L2CAP permette ai protocolli dei livelli superiori ed alle applicazioni di trasmettere e ricevere pacchetti di dati di dimensione superiore a 64Kbyte. Esso definisce solamente un collegamento di tipo connectionless. I canali audio di solito vengono fatti girare su collegamenti SCO; per ovviare a questo problema dati audio possono essere inviati all'interno di pacchetti di protocolli che girano su L2CAP.</span></li><li><b><span class="fs14 cf4 ff1">RFCOMM</span></b><span class="fs14 cf4 ff1">: emula una porta seriale (RS-232) sul protocollo L2CAP. Questo livello è necessario in quanto esistono applicazioni (come per esempio OBEX) che utilizzano un meccanismo di trasmissione seriale.</span></li><li><b><span class="fs14 cf4 ff1">TCS BIN</span></b><span class="fs14 cf4 ff1">: opera a livello bit e definisce i segnali di controllo per le chiamate voce e dati tra dispositivi Bluetooth e le procedure per gestire gruppi di dispositivi TCS.</span></li><li><b><span class="fs14 cf4 ff1">SDP</span></b><span class="fs14 cf4 ff1">: è un elemento importante all'interno della tecnologia Bluetooth, in quanto permette alle applicazioni di avere informazioni sui dispositivi, sui servizi offerti e sulle caratteristiche dei servizi disponibili. Dopo aver individuato il dispositivo che implementa un determinato servizio è possibile stabilire una connessione.</span></li><li><b><span class="fs14 cf4 ff1">AUDIO</span></b><span class="fs14 cf4 ff1">: la funzione di questo strato è quella di codificare il segnale audio. Due tecniche possono essere adottate: log PCM e CVSD; entrambe forniscono un flusso di bit a 64kbit/s. La codifica log PCM (</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">Pulse Code Modulation</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">) consiste in una quantizzazione non uniforme a 8 bit. Nella codifica CVSD (</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">Continuous Variable Slope Delta Modulation</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">) il bit d'uscita indica se il valore predetto è maggiore o minore del valore della forma d'onda in ingresso, costituita da un segnale PCM con quantizzazione uniforme. Il passo è determinato dalla pendenza della forma d'onda.</span></li></ul></div><div>Gli&nbsp;<i>adopted protocols</i>&nbsp;sono così chiamati perché sono protocolli definiti da altre organizzazioni di standardizzazione e incorporati nell'architettura Bluetooth: PPP (lo standard Internet per trasportare i pacchetti IP su una connessione punto a punto), TCP/UDP-IP (le fondamenta della suite TCP/IP), OBEX (<i>object exchange</i>, un protocollo a livello sessione sviluppato dalla Infrared Data Association per scambio di oggetti, simile all'HTTP ma più semplice; usato ad esempio per trasferire dati in formato vCard e vCalendar, cioè biglietto da visita e calendario degli impegni) e WAE/WAP (<i>Wireless Application Environment</i>&nbsp;e&nbsp;<i>Wireless Application Protocol</i>).</div><div>Caratteristiche suddivise per versione<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div></div><div><b>Questa voce o sezione sull'argomento telecomunicazioni&nbsp;<span class="cf1">non cita le fonti necessarie</span>&nbsp;o quelle presenti sono insufficienti</b>.<br></div><div><b><span class="fs12.6">Commento</span></b><span class="fs12.6">:</span><span class="fs12.6">&nbsp;</span><i><span class="fs12.6">dalla sezione 3 fino a quella 3.3</span><span class="fs12.6">&nbsp;</span><span class="fs12.6">Bluetooth#Bluetooth 1.2</span><span class="fs12.6">, mancano le fonti.</span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs12.6">Puoi</span><span class="fs12.6">&nbsp;</span><span class="fs12.6">migliorare questa voce</span><span class="fs12.6">&nbsp;</span><span class="fs12.6">aggiungendo citazioni da</span><span class="fs12.6">&nbsp;</span><span class="fs12.6">fonti attendibili</span><span class="fs12.6">&nbsp;</span><span class="fs12.6">secondo le</span><span class="fs12.6">&nbsp;</span><span class="fs12.6">linee guida sull'uso delle fonti</span><span class="fs12.6">.</span></div><div>Bluetooth 1.0 e 1.0B<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Le versioni 1.0 e 1.0B sono afflitte da molti problemi e spesso i prodotti di un costruttore hanno grosse difficoltà nel comunicare con i prodotti di un'altra società. Tra lo standard 1.0 e 1.0B vi sono state delle modifiche nel processo di verifica dell'indirizzo fisico associato a ogni dispositivo Bluetooth. Il vecchio metodo rendeva impossibile rimanere anonimi durante la comunicazione e quindi un utente malevolo dotato di uno scanner di frequenze poteva intercettare eventuali informazioni confidenziali. La versione B apportò anche delle modifiche alla gestione dell'ambiente Bluetooth in modo da migliorare l'interoperabilità. Questa versione trasferisce molto lentamente i dati.</div><div>Bluetooth 1.1<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>La versione 1.1, identificata come standard IEEE 802.15.1-2002, risolve errori introdotti nella versione 1.0B e permette la comunicazione su canali non cifrati.</div><div>Bluetooth 1.2<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Questa versione, identificata come standard IEEE 802.15.1-2005, è compatibile con la precedente 1.1 e aggiunge le seguenti novità:</div><div><ul><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Adaptive Frequency Hopping</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(AFH): questa tecnica fornisce maggior resistenza alle interferenze elettromagnetiche, evitando di utilizzare i canali soggetti a forti interferenze.</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Fornisce una modalità di trasmissione ad alta velocità.</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">extended Synchronous Connections</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(eSCO): fornisce una modalità di trasmissione audio ad alta qualità, in caso di perdita dei dati questi vengono ritrasmessi per migliorare la qualità audio.</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Rilevatore della qualità del segnale.</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Fornisce un'interfaccia per gestire fino a tre</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">UART</span><span class="fs14 cf4 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Accesso alle informazioni di sincronizzazione per le applicazioni Bluetooth.</span></li></ul></div><div>Bluetooth 2.0 + EDR<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>La nuova versione è retrocompatibile con tutte le precedenti versioni e offre i seguenti miglioramenti:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf4 ff1">Evita di saltare tra i canali per ragioni di sicurezza. Commutare tra i canali per aumentare la sicurezza non è una buona strategia, risulta relativamente semplice controllare tutte le frequenze simultaneamente. La nuova versione del Bluetooth utilizza la</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">crittografia</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">per garantire l'anonimato.</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Supporta le trasmissioni</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">multicast</span><span class="fs14 cf4 ff1">/</span><span class="fs14 cf4 ff1">broadcast</span><span class="fs14 cf4 ff1">, consente la trasmissione di elevati flussi di dati senza controllo degli errori a più dispositivi simultaneamente.</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Enhanced Data Rate</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(EDR): porta la velocità di trasmissione fino a 3&nbsp;Mbit/s.</span><sup><span class="fs0.7rem cf4 ff1">[4]</span></sup></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Include una gestione della qualità del servizio.</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Protocollo per l'accesso a dispositivi condivisi.</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Tempi di risposta notevolmente ridotti.</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Dimezzamento della potenza utilizzata grazie all'utilizzo di segnali radio di minore potenza.</span></li></ul></div><div>Bluetooth 2.1 + EDR<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Viene aggiunta la Secure Simple Pairing (SSP): questo migliora qualitativamente l'accoppiamento dei dispositivi Bluetooth, aumentando l'uso e il livello di protezione, viene introdotta la "Extended inquiry response" (EIR), che fornisce ulteriori informazioni durante la procedura di ricerca per permettere un migliore filtraggio dei dispositivi prima del collegamento, che riduce il consumo di energia in modalità di risparmio energetico.</div><div>Alcuni sistemi Bluetooth 2.1 possono essere aggiornati alla versione 3.0, ma solo se il dispositivo a cui sono accoppiati presenta anche il wi-fi.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[5]</span></sup></div><div>Bluetooth 3.0 + HS<sup><span class="fs0.7rem ff1">[6]</span></sup>&nbsp;(chiamata in codice "Lisbon")<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Il 21 aprile&nbsp;<span class="cf1">2009</span>&nbsp;sono state presentate le specifiche per la nuova versione Bluetooth 3.0.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[7]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[8]</span></sup>&nbsp;La novità maggiore riguarda la possibilità di inviare una grande mole di dati sfruttando connessioni&nbsp;<span class="cf1">Wi-Fi</span>. Bluetooth Special Interest Group (SIG) ha pubblicato la specifica Alternate MAC/PHY, che combinerà i vantaggi di Bluetooth, quali la possibilità di instaurare rapidamente connessioni (P2P) fra più dispositivi.</div><div>Per ottimizzare la durata della batteria dei notebook, la nuova specifica prevede che la connessione Wi-Fi venga utilizzata solo quando realmente necessario: ad esempio, per trasferire file di grandi dimensioni o per lo streaming di contenuti multimediali. In pratica, i dispositivi capaci di supportare lo standard 3.0 continueranno a cercarsi e connettersi tra loro utilizzando Bluetooth: non appena gli utenti avvieranno un trasferimento o la riproduzione di contenuti in streaming che richieda velocità più elevata, la comunicazione verrà passata alla connessione Wi-Fi, che trasferirà i dati alla velocità massima di 24&nbsp;Mbit/s (standard b/g). Una volta terminato il trasferimento o lo streaming, la connessione Wi-Fi verrà disconnessa e il controllo tornerà al protocollo Bluetooth.</div><div>Le funzionalità della specifica Alternate MAC/PHY sono rese possibili dal servizio Service Discovery del protocollo Bluetooth, capace di negoziare connessioni wireless utilizzando altri protocolli di rete.</div><div><dl><dt><i><b><span class="fs14 cf4 ff1">Atomic Encryption Change</span></b></i></dt><dd><span class="fs14 cf4 ff1">permette un cambio di password periodico per collegamenti criptati, incrementando così la sicurezza.</span></dd><dt><i><b><span class="fs14 cf4 ff1">Extended Inquiry Response</span></b></i></dt><dd><span class="fs14 cf4 ff1">provvede più informazioni durante la procedura di richiesta in modo da permettere un miglior filtraggio dei dispositivi prima di effettuare la connessione. Queste informazioni includono il nome del dispositivo, una lista di servizi e altro.</span></dd><dt><i><b><span class="fs14 cf4 ff1">Sniff Subrating</span></b></i></dt><dd><span class="fs14 cf4 ff1">riduce il consumo di potenza quando i dispositivi sono nello stato di</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">sniff</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">, particolarmente sui collegamenti con flussi di dati asimmetrici. Gli</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">Human Interface Devices</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(HID) beneficeranno di questo profilo potendo incrementare la carica della batteria di mouse e tastiera da 3 a 10 volte l'attuale standard.</span></dd><dt><b><span class="fs14 cf4 ff1">Miglioramenti nella</span></b><b><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span></b><b><span class="fs14 cf4 ff1">QoS</span></b></dt><dd><span class="fs14 cf4 ff1">permetterà a dati audio e video di essere trasmessi con qualità superiore.</span></dd><dt><i><b><span class="fs14 cf4 ff1">Simple Pairing</span></b></i></dt><dd><span class="fs14 cf4 ff1">miglioramento nel controllo dei bit attraverso parità per motivi di sicurezza.</span></dd></dl></div><div>Bluetooth 4.0 (chiamata in codice&nbsp;<i>Seattle</i>)<sup><span class="fs0.7rem ff1">[9]</span></sup><span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>In data 6 luglio&nbsp;<span class="cf1">2010</span>&nbsp;sono diventate definitive le specifiche della versione 4.0.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[10]</span></sup></div><div>Tra i primi produttori ad usare quest'ultima versione ricordiamo&nbsp;<span class="cf1">Apple</span>&nbsp;per i suoi&nbsp;<span class="cf1">MacBook Air</span>,&nbsp;<span class="cf1">iPhone 4S</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">nuovo iPad</span>,&nbsp;<span class="cf1">Asus</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">Acer</span>&nbsp;per i rispettivi&nbsp;<span class="cf1">Ultrabook</span>&nbsp;ZenBook UX21/UX31 ed Aspire S3 e lo smartphone&nbsp;<span class="cf1">Motorola</span>&nbsp;Razr che utilizza&nbsp;<span class="cf1">Android</span>&nbsp;come sistema operativo. Rispetto alle versioni precedenti, la versione 4.0 punta alla riduzione dei consumi energetici, tramite un'ottimizzazione della struttura di trama e l'impiego di dispositivi più efficienti. In termini trasmissivi, sono stati potenziati i meccanismi di rilevazione e correzione di errore e di criptatura del segnale col supporto di&nbsp;<span class="cf1">AES</span>-128.</div><div><span class="cf1">Ultra wideband</span>&nbsp;(UWB) che permette una velocità di trasferimento più elevata.</div><div>I primi dispositivi commerciali dotati di Bluetooth 4.0 (computer e smartphone) sono stati immessi sul mercato nella seconda metà del 2011.</div><div>Bluetooth 4.1<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Si tratta di un aggiornamento minore dello standard che migliora l'attuale Bluetooth 4.0 di cui sono dotati molti smartphone. Uno dei problemi riscontrati con l'avvento delle reti&nbsp;<span class="cf1">Long Term Evolution</span>&nbsp;(LTE) è una sovrapposizione delle bande: la banda ISM del Bluetooth è esattamente in mezzo alle bande LTE 40 e 41 e questo potrebbe causare qualche problema. Per risolvere l'inconveniente, il nuovo Bluetooth 4.1 effettua un controllo di utilizzo della banda prima di procedere al suo utilizzo.</div><div>Sicurezza<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Bluetooth utilizza l'algoritmo SAFER+ (<i>Secure And Fast Encryption Routine</i>) per&nbsp;<span class="cf1">autenticare</span>&nbsp;i dispositivi e per generare la chiave utilizzata per cifrare i dati.</div><div>Nel novembre del&nbsp;<span class="cf1">2003</span>&nbsp;Ben e Adam Laurie di&nbsp;<span class="cf7">A.L. Digital Ltd.</span>&nbsp;scoprirono delle falle di&nbsp;<span class="cf1">sicurezza</span>&nbsp;nel protocollo Bluetooth. Queste falle consentivano l'accesso a dati personali da parte di un estraneo. È da segnalare che i difetti riguardavano alcune pessime implementazioni del protocollo e non affliggevano tutti i dispositivi Bluetooth.</div><div>In un esperimento successivo, Martin Herfurt del&nbsp;<span class="cf7">trifinite.group</span>&nbsp;ha dimostrato durante il&nbsp;<span class="cf1">CeBIT</span>&nbsp;quanto fosse importante il problema della sicurezza. Utilizzando un nuovo tipo di attacco chiamato&nbsp;<span class="cf7">BlueBug</span>&nbsp;è riuscito a forzare alcuni dispositivi.</div><div>Nell'aprile del&nbsp;<span class="cf1">2004</span>&nbsp;l'esperto di sicurezza&nbsp;<span class="cf7">@Stake</span>&nbsp;rivelò la possibilità di forzare il Bluetooth e di accedere a una serie di dati personali. Il suo attacco si era basato su un'analisi del dispositivo Bluetooth che gli aveva permesso di recuperare il codice utilizzato per cifrare la trasmissione dei dati.</div><div>Nell'agosto del&nbsp;<span class="cf1">2004</span>&nbsp;durante il&nbsp;<span class="cf7">world-record-setting experiment</span>&nbsp;è stato dimostrato che è possibile intercettare il segnale Bluetooth anche a un miglio di distanza utilizzando un'<span class="cf1">antenna</span>direzionale ad elevato guadagno e bassissima&nbsp;<span class="cf1">distorsione</span>. Questo estende significativamente il possibile raggio di azione di un potenziale attaccante.</div><div>Profili Bluetooth<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Per facilitare l'utilizzo dei dispositivi Bluetooth sono stati definiti una serie di profili, che identificano una serie di possibili applicazioni. I profili definiti sono i seguenti.</div><div><ul><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Generic Access Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(GAP)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Service Discovery Application Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(SDAP)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Cordless Telephony Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(CTP)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Intercom Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(IP)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Serial Port Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(SPP)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Headset Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(HSP)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Dial-up Networking Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(DUNP)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Fax Profile</span></i></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">LAN Access Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(LAP)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Generic Object Exchange Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(GOEP)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Object Push Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(OPP)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">File Transfer Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(FTP)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Synchronisation Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(SP)</span></li></ul></div><div>Questi profili sono utilizzati per sincronizzare i&nbsp;<i>Personal Information Manager</i>&nbsp;(PIM). Originariamente erano previsti per le reti a infrarossi&nbsp;<span class="cf1">IrDA</span>&nbsp;ma in seguito il Bluetooth SIG ha deciso di includerli nelle sue specifiche per facilitare la sincronizzazione tra i vari dispositivi dell'utente. Vengono usualmente definiti&nbsp;<i>IrMC Synchronization</i>.</div><div><ul><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Hands-Free Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(HFP)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Human Interface Device Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(HID)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Hard Copy Replacement Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(HCRP)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Basic Imaging Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(BIP)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Personal Area Networking Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(PAN)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Basic Printing Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(BPP)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Advanced Audio Distribution Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(A2DP)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Audio Video Remote Control Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(AVRCP)</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Sim Access Profile</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(SAP)</span></li></ul></div><div>La compatibilità dei prodotti con i vari profili può essere verificata sul sito&nbsp;<span class="cf7">[2]</span>.</div><div>Ulteriori sviluppi tecnologici<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Due sono gli sviluppi di maggiore interesse:&nbsp;<i><span class="cf1">Voice over IP</span></i>&nbsp;(VoIP) e&nbsp;<i><span class="cf1">Ultra wideband</span></i>&nbsp;(UWB).</div><div>La tecnologia Bluetooth costituisce parte fondamentale nello sviluppo del VoIP. Oggi viene già impiegata nei microfoni usati come estensioni&nbsp;<span class="cf1">wireless</span>&nbsp;dei sistemi audio dei cellulari e dei PC. Dato l'incremento in popolarità e nell'uso del VoIP, il Bluetooth potrebbe essere utilizzato nei telefoni&nbsp;<span class="cf1">cordless</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">cellulari</span>&nbsp;per la connessione a&nbsp;<span class="cf1">Internet</span>&nbsp;per effettuare una chiamata VoIP.</div><div>Nel marzo 2006 il SIG ha annunciato l'intenzione di lavorare insieme ai produttori del UWB per sviluppare la futura generazione di Bluetooth che usi lo standard e la velocità della tecnologia UWB. Questo permetterà l'uso dei profili su UWB consentendo un trasferimento dati molto veloce ottimo per la sincronizzazione, il VoIP e le applicazioni audio e video, con un consumo di potenza allo stato estremamente ridotto quando il dispositivo è inattivo.</div><div>Il 3 ottobre&nbsp;<span class="cf1">2006</span>&nbsp;Nokia ha annunciato anche una nuova tecnologia wireless, chiamata&nbsp;<span class="cf1">Wibree</span>, che ha un consumo inferiore di energia.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 07:45:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Indirizzo IP]]></title>
			<author><![CDATA[Evotek]]></author>
			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Reti"><![CDATA[Reti]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_58dntdbn"><div><span class="fs14 cf1 ff1">Assolve essenzialmente a due funzioni: identificare un dispositivo sulla rete e di conseguenza fornire il percorso per essere raggiunto da un altro</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">terminale</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">o</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">dispositivo di rete</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">in una comunicazione dati a</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">pacchetto</span><span class="fs14 cf1 ff1">. L'indirizzo IP viene assegnato a una</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf1 ff1">interfaccia</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">(ad esempio una</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">scheda di rete</span><span class="fs14 cf1 ff1">) che identifica l'</span><span class="fs14 cf2 ff1">host</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">di rete, che può essere un</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">personal computer</span><span class="fs14 cf1 ff1">, un</span><span class="fs14 cf2 ff1">palmare</span><span class="fs14 cf1 ff1">, uno</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">smartphone</span><span class="fs14 cf1 ff1">, un</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">router</span><span class="fs14 cf1 ff1">, o anche un</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">elettrodomestico</span><span class="fs14 cf1 ff1">. Va considerato, infatti, che un host può contenere più di una interfaccia: ad esempio, un router ha diverse interfacce (minimo due) per ognuna delle quali occorre un indirizzo IP.</span></div><div><br></div><div><div>Gli indirizzi IP<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div><span class="fs13.16 cf1 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf1 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf1 ff1">La distribuzione mondiale degli indirizzi IP</span></div><div>Gli indirizzi IP pubblici e i range di indirizzi sono rilasciati e regolamentati dall'<span class="cf2">ICANN</span>&nbsp;tramite una serie di organizzazioni delegate<sup><span class="fs0.7rem ff1">[1]</span></sup>. A causa della<span class="cf2">saturazione dello spazio di IPv4</span>&nbsp;l'ICANN ha proceduto alla definizione di una nuova versione del protocollo IP:&nbsp;<span class="cf2">IPv6</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[2]</span></sup>. Tale versione è basata su indirizzi a 128 bit anziché a 32, ciò permetterà l'assegnazione di un numero maggiore di indirizzi.</div><div>La difficile implementazione a livello globale dell'IPv6 ha portato all'introduzione di nuovi concetti, che hanno rivoluzionato la teoria e la pratica delle reti. Vanno citati l'abbandono del concetto di&nbsp;<span class="cf2">classi di indirizzi IP</span>&nbsp;e il conseguente utilizzo sempre maggiore di indirizzi classless (privi del concetto di classe)<sup><span class="fs0.7rem ff1">[3]</span></sup>, la subnet mask, la riorganizzazione gerarchica degli indirizzi mediante utilizzo massivo di&nbsp;<span class="cf2">Network address translation</span>&nbsp;(NAT)<sup><span class="fs0.7rem ff1">[3]</span></sup>.</div><div>Composizione e formati<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Ogni indirizzo IP è suddiviso in due parti:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf1 ff1">La prima identifica la rete, chiamata</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf1 ff1">network</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">o</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf1 ff1">routing prefix</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">(Net_ID) ed è utilizzato per l'</span><span class="fs14 cf1 ff1">instradamento</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">a livello di</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">sottoreti</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">La seconda identifica, all'interno della rete, l'</span><span class="fs14 cf1 ff1">host</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">(o l'interfaccia in</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">IPv6</span><span class="fs14 cf1 ff1">) e le eventuali sottoreti (Host_ID) ed è utilizzato per l'instradamento a livello locale dell'host una volta raggiunta la sottorete locale di destinazione, cui segue la traduzione o risoluzione in indirizzo MAC per l'effettiva consegna del</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">pacchetto</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">dati al destinatario con i protocolli della rete locale.</span></li></ul></div><div>Con l'introduzione del&nbsp;<span class="cf2">CIDR</span>&nbsp;è possibile creare sottoreti, a differenza del sistema a classi, che prevedeva il rispetto delle reti imposte con conseguente spreco di indirizzi IP<sup><span class="fs0.7rem ff1">[4]</span></sup>.</div><div>IPv4<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf2">IPv4</span></b></i>.<center><span class="fs14 cf1 ff1"></span></center></div><div>L'indirizzo IPv4 è costituito da 32&nbsp;<span class="cf2">bit</span>&nbsp;(4&nbsp;<span class="cf2">byte</span>) suddiviso in 4 gruppi da 8 bit (1 byte), separati ciascuno da un punto (notazione&nbsp;<i>dotted</i>) (es. 11001001.00100100.10101111.00001111). Ciascuno di questi 4 byte è poi convertito in formato&nbsp;<span class="cf2">decimale</span>&nbsp;di più facile identificazione (quindi ogni numero varia tra 0 e 255 essendo 2^8=256). Un esempio di indirizzo IPv4 è 195.24.65.215.</div><div>IPv6<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf2">IPv6</span></b></i>.</div><div><span class="fs13.16 cf1 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf1 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf1 ff1">L'indirizzo IPv6</span></div><div>L'indirizzo IPv6 è costituito da 128 bit (16&nbsp;<span class="cf2">byte</span>), viene descritto da 8 gruppi di 4 cifre&nbsp;<span class="cf2">esadecimali</span>&nbsp;che rappresentano 2&nbsp;<span class="cf2">byte</span>&nbsp;ciascuno (quindi ogni numero varia tra 0 e 65535) separati dal simbolo "due punti". Un esempio di indirizzo IPv6 è 2001:0DB8:0000:0000:0000:0000:0000:0001, che può essere abbreviato in 2001:DB8::1 (i due punti doppi rappresentano la parte dell'indirizzo che è composta di soli zeri consecutivi. Si può usare una sola volta, per cui se un indirizzo ha due parti composte di zeri la più breve andrà scritta per esteso).</div><div>I dispositivi connessi ad una rete IPv6 ottengono un indirizzo di tipo unicast globale, vale a dire che i primi 48 bit del suo indirizzo sono assegnati alla rete a cui esso si connette, mentre i successivi 16 bit identificano le varie sottoreti a cui l'host è connesso. Gli ultimi 64 bit sono ottenuti dall'<span class="cf2">indirizzo MAC</span>&nbsp;dell'interfaccia fisica.</div><div>Assegnazione degli indirizzi IP<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>La parte Net_ID degli indirizzi è assegnata dall'ICANN mentre l'assegnazione della parte Host_ID è delegata al richiedente che eventualmente può suddividerla ulteriormente per la creazione di altre sottoreti logiche (<span class="cf4">subnetting</span>) evitando duplicazioni e sprechi di indirizzi.</div><div>Gli indirizzi IP possono essere assegnati in maniera permanente (per esempio un server che si trova sempre allo stesso indirizzo) oppure in maniera temporanea, da un intervallo di indirizzi disponibili.</div><div>In particolare l'assegnazione dell'Host_Id può essere di due tipi: dinamica oppure statica.</div><div>Indirizzi dinamici<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf2">DHCP</span></b></i>.</div><div>Gli indirizzi dinamici sono utilizzati per identificare dispositivi non permanenti in una LAN. Un server presente nella LAN assegna dinamicamente e automaticamente l'indirizzo scegliendolo casualmente da un range preimpostato. Si può scegliere l'intervallo di indirizzi a seconda del numero delle utenze della rete impostando la&nbsp;<span class="cf2">netmask</span>, ossia dicendo al server DHCP quanti bit dell'indirizzo sono assegnabili dinamicamente a ogni singolo client che fa accesso. Per esempio, se la netmask ha valore 255.255.255.0 (dove ogni blocco separato da puntini denota un gruppo di 8 bit) solo gli ultimi 8 bit sono assegnabili agli host.</div><div>I&nbsp;<span class="cf2">fornitori di connessione internet</span>&nbsp;(Internet Service Provider, ISP), per esempio, utilizzano un numero variabile di indirizzi assegnabili per una vasta clientela&nbsp;<span class="cf5">facendo leva sul concetto che non tutti i client saranno connessi nello stesso momento.</span><sup><span class="cf6">[</span><i><span class="cf6">senza&nbsp;fonte</span></i><span class="cf6">]</span></sup>&nbsp;Questo sistema viene utilizzato soprattutto per gli accessi&nbsp;<span class="cf2">dial-up</span>,&nbsp;<span class="cf2">Wi-fi</span>&nbsp;o in qualsiasi altro accesso temporaneo permettendo, per esempio a un&nbsp;<span class="cf2">computer portatile</span>, di connettersi a un'ampia varietà di servizi senza la necessità di dover conoscere i dettagli di indirizzamento di ogni rete.</div><div>Indirizzi statici<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Gli indirizzi statici vengono utilizzati per identificare dispositivi semi-permanenti con indirizzo IP permanente.&nbsp;<span class="cf2">Server</span>,&nbsp;<span class="cf2">stampanti di rete</span>&nbsp;ecc... utilizzano tipicamente questo metodo di indirizzamento<sup><span class="fs0.7rem ff1">[5]</span></sup>. Tipicamente si può ricorrere anche ad un'assegnazione statica anziché dinamica per dispositivi di rete non permanenti se il numero di host della sottorete è contenuto e/o per motivi di sicurezza potendo tenere sotto controllo le azioni di ciascun host e del relativo utente. Sul fronte della&nbsp;<span class="cf2">sicurezza informatica</span>&nbsp;l'assegnazione di un IP statico rende però il dispositivo più soggetto ad attacchi informatici<sup><span class="fs0.7rem ff1">[5]</span></sup>.</div><div>L'indirizzo statico può essere configurato direttamente sul dispositivo, oppure come parte di una configurazione&nbsp;<span class="cf2">DHCP</span>&nbsp;che associa all'<span class="cf2">Indirizzo MAC</span>&nbsp;il corrispondente indirizzo IP statico.</div><div>I servizi correlati<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Sistemi di risoluzione dei nomi<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Per rendere maggiormente user-friendly la tecnologia IP sono stati implementati alcuni servizi che associano un nome leggibile, e più semplice da ricordare, a un indirizzo ip.</div><div>DNS (Domain Name System)<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf2">Domain Name System</span></b>&nbsp;e&nbsp;<b><span class="cf2">Risoluzione DNS inversa</span></b></i>.</div><div>Il DNS è un&nbsp;<span class="cf2">servizio di directory</span>&nbsp;utilizzato per la risoluzione dei nomi dei server da indirizzi logici e testuali (<span class="cf2">URL</span>) in indirizzi IP. Questa funzione è essenziale per l'usabilità di&nbsp;<span class="cf2">Internet</span>, visto che gli esseri umani hanno più facilità a ricordare nomi testuali, mentre i dispositivi di instradamento (interfacce di rete e&nbsp;<span class="cf2">router</span>&nbsp;di livello 2 e superiore) lavorano su indirizzi binari. Permette inoltre ad una qualsiasi entità di cambiare o riassegnare il proprio indirizzo IP, senza dover notificare tale cambiamento a nessuno, tranne che al proprio server DNS di riferimento.</div><div>Un'altra delle peculiarità del DNS è quella di consentire, ad esempio ad un sito web, di essere ospitato su più server (ognuno con il proprio indirizzo IP), con una conseguente divisione del carico di lavoro.</div><div>Ad esempio si può vedere come viene risolto&nbsp;<tt><span class="ff2">www.wikipedia.org</span></tt>&nbsp;<span class="cf7">qui</span>.</div><div>WINS<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf2">WINS</span></b></i>.</div><div>Nato dalla azienda&nbsp;<span class="cf2">Microsoft</span>&nbsp;è l'implementazione del protocollo&nbsp;<span class="cf2">NetBIOS</span>&nbsp;per risolvere nomi in reti locali, presente in tutti i sistemi operativi&nbsp;<span class="cf2">Windows</span>. Da&nbsp;<span class="cf2">Windows 2000</span>&nbsp;fa parte di&nbsp;<span class="cf2">Active Directory</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[6]</span></sup>.</div><div>NAT<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf2">Network address translation</span></b>&nbsp;e&nbsp;<b><span class="cf2">Router</span></b></i>.</div><div>Il&nbsp;<b>NAT</b>&nbsp;(<i>Network Address Translation</i>, Traduzione indirizzi di rete) è un servizio che permette a più dispositivi di condividere un unico indirizzo IP potendo così mettere in comunicazione diverse reti. Questa funzione è compito dei&nbsp;<span class="cf2">router</span>. Utilizzando questa funzionalità si ha distinzione tra&nbsp;<span class="cf2">indirizzo IP pubblico</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">indirizzo IP privato</span>.</div><div>ARP<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>L'indirizzo IP in formato numerico, una volta raggiunta la sottorete finale di destinazione, deve essere poi convertito in indirizzo MAC locale per l'<i>instradamento diretto</i>. Di tale risoluzione si occupa il&nbsp;<span class="cf2">protocollo</span>&nbsp;<span class="cf2">ARP</span>.</div><div>Conoscere il proprio indirizzo IP<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Per conoscere il proprio indirizzo IP,&nbsp;<span class="cf2">subnet mask</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">gateway</span>&nbsp;in qualsiasi&nbsp;<span class="cf2">sistema operativo</span>&nbsp;<span class="cf2">Unix-like</span>&nbsp;(come nei sistemi&nbsp;<span class="cf2">Linux</span>&nbsp;o in&nbsp;<span class="cf2">Mac OS X</span>) è sufficiente aprire una&nbsp;<span class="cf2">shell</span>&nbsp;e digitare il comando&nbsp;<span class="cf2">ifconfig</span>&nbsp;(o&nbsp;<span class="cf4">ipconfig</span>, a seconda della distribuzione in uso).</div><div>Nei sistemi operativi Microsoft Windows, invece, con il comando&nbsp;<span class="cf4">ipconfig</span>, dal&nbsp;<span class="cf2">prompt dei comandi</span>, si possono avere le informazioni desiderate. Tale comando non è sempre già installato; Nel caso non lo fosse già, per installarlo si deve eseguire un doppio click sul file suptools.msi nella cartella \Support\Tools nel CD di installazione<sup><span class="fs0.7rem ff1">[7]</span></sup>.</div><div>Chi naviga utilizzando un&nbsp;<span class="cf2">router</span>, usando tali comandi visualizzerà le informazioni relative alla propria&nbsp;<span class="cf4">rete privata</span>. Le informazioni riguardo all'<span class="cf2">IP pubblico</span>&nbsp;(assegnato al router) sono disponibili nel pannello di configurazione del router stesso oppure è possibile visualizzarlo tramite un sito apposito<sup><span class="fs0.7rem ff1">[8]</span></sup>.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 07:44:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Intranet]]></title>
			<author><![CDATA[Evotek]]></author>
			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Intranet"><![CDATA[Intranet]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_4ijf3068"><div><span class="fs14 cf1 ff1">A volte il termine è riferito solo alla rete di servizi più visibile, il sistema di siti che formano uno spazio</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">web</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">interno. In altre eccezioni il termine può essere inteso come il sistema di informazioni e servizi di utilità generale accessibili dalla rete interna. Quando una parte della intranet viene resa accessibile a clienti, partner o altre persone esterne all'organizzazione, tale parte diventa una</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">extranet</span><span class="fs14 cf1 ff1">. Se a livello tecnologico l'intranet può essere definita come la</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">rete informatica</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">interna basata sul protocollo</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">TCP/IP</span><span class="fs14 cf1 ff1">, negli ultimi anni il concetto ha assunto una forma diversa, oltrepassando gli aspetti tecnologici per impattare fortemente sull'organizzazione dell'</span><span class="fs14 cf2 ff1">impresa</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></div><div><br></div><div><div>Modelli di intranet<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Attualmente la concezione più comune di intranet prevede un Corporate Portal come punto di ingresso ad applicazioni specifiche, quali:</div><div><ul><li><i><span class="fs14 cf1 ff1">Publishing</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">: pubblicazione, personalizzazione e visualizzazione dei contenuti sull'intranet, realizzando la comunicazione monodirezionale di contenuti verso il personale.</span></li><li><i><span class="fs14 cf1 ff1">Document management</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">: supporto all'acquisizione ed alla gestione della conoscenza esplicita, con funzioni di archiviazione, indicizzazione, correlazione e ricerca;</span></li><li><i><span class="fs14 cf1 ff1">Community</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">: supporti alla comunicazione e all'interazione tra utenti attraverso servizi interattivi (</span><span class="fs14 cf1 ff1">forum</span><span class="fs14 cf1 ff1">,</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">mailing list</span><span class="fs14 cf1 ff1">,</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">instant messaging</span><span class="fs14 cf1 ff1">,</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">chat</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">etc), finalizzati alla gestione della conoscenza implicita all'interno dell'azienda;</span></li><li><i><span class="fs14 cf1 ff1">Collaborative work</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">: supporto alla collaborazione e al teamworking (ad esempio</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">groupware</span><span class="fs14 cf1 ff1">,</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">e-room</span><span class="fs14 cf1 ff1">, videoconferenze etc);</span></li><li><i><span class="fs14 cf1 ff1">Legacy integration</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">: supporto all'accesso ai sistemi informativi aziendali, ai dati e alle procedure dei sistemi gestionali e di tutti gli altri applicativi in azienda;</span></li><li><i><span class="fs14 cf1 ff1">Self Service</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">: funzionalità in grado di erogare servizi interattivi ai dipendenti, come</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">e-learning</span><span class="fs14 cf1 ff1">, rubrica del personale, modulistica,</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">help desk</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">informatico etc.</span></li></ul></div><div>Le modalità di impiego, utilizzo e gestione di queste funzionalità possono essere estremamente diverse per ogni azienda. Tanto che sotto il termine 'intranet' ricadono applicazioni difformi per obiettivi, funzionalità, attività supportate, tecnologie usate e legami con gli altri sistemi aziendali.</div><div>Concettualmente possiamo ipotizzare di vedere diverse sedi dove sono presenti delle LAN connesse tra loro attraverso&nbsp;<span class="cf2">Internet</span>,&nbsp;<span class="cf2">MAN</span>&nbsp;o&nbsp;<span class="cf2">WAN</span>. Il gruppo di LAN che condivide le risorse disponibili nelle varie sedi, dislocate anche a molti chilometri di distanza tra loro, viene definita&nbsp;<i>Intranet</i>.</div><div>Le LAN che fanno parte di una intranet hanno normalmente&nbsp;<span class="cf2">indirizzi IP</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">subnet mask</span>&nbsp;totalmente differenti, e si collegano tra loro attraverso&nbsp;<span class="cf2">router</span>,&nbsp;<span class="cf2">gateway</span>,&nbsp;<span class="cf2">proxy</span>. È usata generalmente dalle banche.</div><div>Usi e vantaggi di una intranet<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>L'Osservatorio permanente sulle Intranet della School of Management del Politecnico di Milano, nato nel 2002 con l'obiettivo di comprendere lo stato delle applicazioni Intranet e dei nuovi Sistemi Informativi in Italia, ha evidenziato come dietro al termine Intranet si nascondono, nelle imprese, applicazioni assai eterogenee. Le intranet aziendali sono state classificate in quattro diversi modelli (Informative, Istituzionali, Operative e di Knowledge Management) in base ai servizi offerti, alla luce dei quali è stato possibile descrivere ed interpretare meglio gli approcci seguiti in termini di strategie, soluzioni di governance e scelte tecnologiche. Nel rapporto 2006 dell'Osservatorio, su un campione di più di 110 casi di studio, emerge come finalmente le Intranet mostrano segnali di evoluzione verso una prospettiva nuova ed ambiziosa. Pur conservando la loro natura di strumenti incentrati sulla persona, le Intranet avanzate integrano nuovi strumenti di comunicazione e collaborazione e si fondono con altri Sistemi Informativi tradizionali per creare i&nbsp;<span class="cf2">Virtual Workspace</span>.</div><div>La intranet serve ad evitare problemi di&nbsp;<span class="cf4">comunicazione interna</span>. Anche un'organizzazione di dimensioni ridotte può avere problemi di comunicazione. La maggior parte del personale viene a conoscenza di certe situazioni chiacchierando durante la pausa caffè. Le storie si modificano man mano che passano di bocca in bocca e alla fine il personale è male informato e scontento. Se poi l'azienda o l'ente dispone di telelavoratori, lavoratori fuori sede, dipendenti che si spostano di frequente, oppure è un ente "virtuale", i problemi di comunicazione diventano ancora più critici. Perché un ente o un'azienda abbia successo, è necessario che tutti i dipendenti ne condividano gli obiettivi. Nessun obiettivo, a breve o a lungo termine, deve essere confinato alle riunioni. Tutti devono lavorare per obiettivi comuni.</div><div>Una intranet è il mezzo ideale per pubblicare rapporti settimanali, promemoria; per dare vita a bacheche virtuali, messaggistica immediata e chat moderate. In questo modo, tutti dispongono delle medesime informazioni.</div><div>Serve a risparmiare tempo. Una intranet consente di pubblicare informazioni utili per tutti i dipendenti: dalle politiche aziendali alla richiesta di ferie, alla rassegna stampa, alla rubrica telefonica, ecc, e comporta un enorme risparmio di tempo.</div><div>La intranet migliora l'utilizzo della&nbsp;<span class="cf2">posta elettronica</span>. Inviare per posta elettronica più versioni dello stesso documento o della stessa presentazione può generare confusione e talvolta un eccesso di informazioni. Con una intranet, gli utenti possono lavorare su diversi file condivisi e disporre di una posizione centrale in cui salvare la versione più aggiornata. In questo modo si risparmia anche spazio sul&nbsp;<span class="cf2">server</span>. Non è poca cosa: la presenza di diverse versioni di file su ciascun computer occupa spazio prezioso. Il concetto di intranet risale al 1994, anno in cui Steven Telleen concepì il termine. Alcuni anni dopo, in un'intervista, il ricercatore dirà: "Quando coniai il termine IntraNet alla Amdahl, nell'estate del 1994, questo sembrava più un Web interno, che un'Internet interna. Infatti il termine che usavamo tra di noi, prima, era l'ingombrante Enterprise Wide Web. Così, nonostante l'ambiguità del termine IntraNet rispetto a Internet, questo si diffuse per mancanza di alternative migliori. Ho usato la parola intranet per definire un'infrastruttura, basata sugli standard e sulle tecnologie di Internet, che condivide informazioni e contenuti all'interno di un gruppo limitato e ben definito. L'infrastruttura si riferiva alla matrice organizzativa e gestionale volta a creare, gestire e condividere i contenuti. L'unica limitazione tecnica era che la rete fisica doveva basarsi sull'<span class="cf2">Internet Protocol</span>&nbsp;(IP)."</div><div>Ad oggi l'aspetto di un'intranet varia da azienda ad azienda, prendendo forme anche completamente diverse a seconda degli obiettivi e delle teorie di&nbsp;<span class="cf2">management</span>&nbsp;su cui il sistema viene costruito. A partire dalla metà degli anni '90 questo nuovo paradigma telematico ha impattato sulla mentalità, trasmettendo un cambiamento nella cultura aziendale e mettendo in discussione il sistema di gerarchie e abitudini consolidate. Intranet rappresenta la concezione della comunicazione in azienda, della trasparenza dei processi burocratici, della condivisione della conoscenza, della riduzione del lavoro inutile. Inoltre rafforza la capacità di controllo del centro aziendale sull'intera attività dell'impresa: le intranet divengono così uno dei pilastri della ristrutturazione organizzativa, sia per facilitare altri cambiamenti e sia per migliorare la velocità e la flessibilità dell'azienda stessa.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 07:43:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Internet]]></title>
			<author><![CDATA[Evotek]]></author>
			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Internet"><![CDATA[Internet]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ykq71p1d"><div>Si tratta di un'interconnessione globale tra reti informatiche di natura e di estensione diversa, resa possibile da una&nbsp;<i>suite</i>&nbsp;di&nbsp;<span class="cf1">protocolli di rete</span>&nbsp;comune chiamata "<span class="cf1">TCP/IP</span>" dal nome dei due protocolli principali, il&nbsp;<span class="cf1">TCP</span>&nbsp;e l'<span class="cf1">IP</span>, che costituiscono la "lingua" comune con cui i&nbsp;<span class="cf1">computer</span>&nbsp;<span class="cf1">connessi</span>&nbsp;a Internet (gli&nbsp;<span class="cf1">host</span>) sono interconnessi e comunicano tra loro a un livello superiore indipendentemente dalla loro sottostante&nbsp;<span class="cf1">architettura</span>&nbsp;<span class="cf1">hardware</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">software</span>, garantendo così l'<span class="cf1">interoperabilità</span>&nbsp;tra sistemi e sottoreti fisiche diverse.</div><div>L'avvento e la diffusione di Internet e dei suoi servizi hanno rappresentato una vera e propria rivoluzione&nbsp;<span class="cf1">tecnologica</span>&nbsp;e socio-culturale dagli inizi degli&nbsp;<span class="cf1">anni novanta</span>&nbsp;(assieme ad altre<span class="cf1">invenzioni</span>&nbsp;come i&nbsp;<span class="cf1">telefoni cellulari</span>&nbsp;e il&nbsp;<span class="cf1">GPS</span>) nonché uno dei motori dello&nbsp;<span class="cf1">sviluppo economico</span>&nbsp;mondiale nell'ambito dell'<span class="cf1">Information and Communication Technology</span>&nbsp;(ICT).</div><div>In quanto&nbsp;<span class="cf1">rete di telecomunicazione</span>, come diffusione è seconda solo alla&nbsp;<span class="cf1">rete telefonica generale</span>, anch'essa di diffusione mondiale e ad accesso pubblico, ma ancora più "capillare" di Internet. Quest'ultima condivide largamente la rete telefonica per l'<span class="cf1">accesso</span>&nbsp;e il&nbsp;<span class="cf1">trasporto</span>&nbsp;dei suoi utenti ed è destinata, in un futuro non troppo lontano con il miglioramento della tecnologia<span class="cf1">VoIP</span>, a soppiantarla inglobandola in sé, in quanto basata sulla più efficiente tecnica della&nbsp;<span class="cf1">commutazione di pacchetto</span>.</div><div><br></div><div><br></div><div><div>Storia<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf1">Storia di Internet</span></b></i>.</div><div>L'origine di Internet risale agli&nbsp;<span class="cf1">anni sessanta</span>, su iniziativa degli Stati Uniti, che misero a punto durante la&nbsp;<span class="cf1">guerra fredda</span>&nbsp;un nuovo sistema di difesa e di controspionaggio.</div><div>La prima&nbsp;<span class="cf1">pubblicazione scientifica</span>&nbsp;in cui si teorizza una rete di computer mondiale ad accesso pubblico è&nbsp;<i>On-line man computer communication</i>&nbsp;dell'agosto&nbsp;<span class="cf1">1962</span>, pubblicazione scientifica degli statunitensi&nbsp;<span class="cf1">Joseph C.R. Licklider</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf3">Welden E. Clark</span>. Nella pubblicazione Licklider e Clark, ricercatori del&nbsp;<span class="cf1">Massachusetts Institute of Technology</span>, danno anche un nome alla rete da loro teorizzata: "Intergalactic Computer Network".</div><div>Prima che tutto ciò cominci a diventare una realtà pubblica occorrerà attendere il&nbsp;<span class="cf1">1991</span>&nbsp;quando il governo degli&nbsp;<span class="cf1">Stati Uniti d'America</span>&nbsp;emana la&nbsp;<i>High performance computing act</i>, la legge con cui per la prima volta viene prevista la possibilità di ampliare, per opera dell'iniziativa privata e con finalità di sfruttamento commerciale, una rete Internet fino a quel momento rete di computer mondiale di proprietà statale e destinata al mondo scientifico. Questo sfruttamento commerciale viene subito messo in atto anche dagli altri Paesi.</div><div>ARPANET (1969)<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Il progenitore e precursore della rete Internet è considerato il progetto&nbsp;<span class="cf1">ARPANET</span>, finanziato dalla&nbsp;<i>Defence Advanced Research Projects Agency</i>&nbsp;(<span class="cf1">inglese: DARPA, Agenzia per i Progetti di ricerca avanzata per la Difesa</span>), una agenzia dipendente dal Ministero della Difesa statunitense (<i>Department of Defense</i>&nbsp;o DoD degli Stati Uniti d'America). In una nota del 25 aprile&nbsp;<span class="cf1">1963</span>, Licklider aveva espresso l'intenzione di collegare tutti i computer e i sistemi di&nbsp;<i><span class="cf1">time-sharing</span></i>&nbsp;in una rete continentale. Avendo lasciato l'ARPA per un posto all'<span class="cf1">IBM</span>&nbsp;l'anno seguente, furono i suoi successori che si dedicarono al progetto ARPANET.</div><div>Il contratto fu assegnato all'azienda da cui proveniva Licklider, la Bolt, Beranek and Newman (BBN) che utilizzò i minicomputer di&nbsp;<span class="cf1">Honeywell</span>&nbsp;come supporto. La rete venne fisicamente costruita nel&nbsp;<span class="cf1">1969</span>&nbsp;collegando quattro&nbsp;<span class="cf1">nodi</span>: l'Università della California di&nbsp;<span class="cf1">Los Angeles</span>, l'SRI di Stanford, l'Università della California di Santa Barbara, e l'Università dello&nbsp;<span class="cf1">Utah</span>. L'<span class="cf1">ampiezza di banda</span>&nbsp;era di 50&nbsp;<span class="cf1">kbps</span>. Negli incontri per definire le caratteristiche della rete, vennero introdotti i fondamentali&nbsp;<i>Request for Comments</i>, tuttora i documenti fondamentali per tutto ciò che riguarda i protocolli informatici della rete e i loro sviluppi. La super-rete dei giorni nostri è risultata dall'estensione di questa prima rete, creata sotto il nome di ARPANET.</div><div>I primi nodi si basavano su un'architettura&nbsp;<i>client/server</i>, e non supportavano quindi connessioni dirette (<i>host-to-host</i>). Le applicazioni eseguite erano fondamentalmente&nbsp;<span class="cf1">Telnet</span>&nbsp;e i programmi di&nbsp;<span class="cf1">File Transfer Protocol</span>&nbsp;(<span class="cf1">FTP</span>). Il servizio di&nbsp;<span class="cf1">posta elettronica</span>&nbsp;fu inventata da&nbsp;<span class="cf1">Ray Tomlinson</span>&nbsp;della BBN nel&nbsp;<span class="cf1">1971</span>, derivando il programma da altri due: il SENDMSG per messaggi interni e CPYNET, un programma per il trasferimento dei file. L'anno seguente Arpanet venne presentata al pubblico, e Tomlinson adattò il suo programma per funzionarvi: divenne subito popolare, grazie anche al contributo di Larry Roberts che aveva sviluppato il primo programma per la gestione della posta elettronica, RD.</div><div>Da Arpanet a Internet (anni settanta e ottanta)<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><span class="fs13.16 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1">Rete Internet nel 1982</span></div><div>In pochi anni, ARPANET allargò i suoi nodi oltreoceano, contemporaneamente all'avvento del primo servizio di invio pacchetti a pagamento: Telenet della BBN. In&nbsp;<span class="cf1">Francia</span>&nbsp;si inizia la costruzione della rete&nbsp;<span class="cf3">CYCLADES</span>&nbsp;sotto la direzione di&nbsp;<span class="cf3">Louis Pouzin</span>, mentre la rete<span class="cf1">norvegese</span>&nbsp;<span class="cf3">NORSAR</span>&nbsp;permette il collegamento di Arpanet con lo&nbsp;<i>University College</i>&nbsp;di&nbsp;<span class="cf1">Londra</span>. L'espansione proseguì sempre più rapidamente, tanto che il 26 marzo del&nbsp;<span class="cf1">1976</span>&nbsp;la regina&nbsp;<span class="cf1">Elisabetta II</span>&nbsp;spedì un'<span class="cf1">email</span>&nbsp;alla sede del&nbsp;<i>Royal Signals and Radar Establishment</i>.</div><div>Le&nbsp;<i><span class="cf1">emoticon</span></i>&nbsp;vennero istituiti il 12 aprile&nbsp;<span class="cf1">1979</span>, quando&nbsp;<span class="cf3">Kevin MacKenzie</span>&nbsp;suggerì di inserire un simbolo nelle mail per indicare gli stati d'animo.</div><div>Tutto era pronto per il cruciale passaggio a Internet, compreso il primo&nbsp;<span class="cf1">virus telematico</span>: sperimentando sulla velocità di propagazione delle&nbsp;<span class="cf1">e-mail</span>, a causa di un errore negli&nbsp;<span class="cf1">header</span>&nbsp;del messaggio, Arpanet venne totalmente bloccata: era il 27 ottobre&nbsp;<span class="cf1">1980</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[2]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[3]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[4]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[5]</span></sup>.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[6]</span></sup>Definendo il&nbsp;<i>Transmission Control Protocol</i>&nbsp;(<span class="cf1">TCP</span>) e l'<i>Internet Protocol</i>&nbsp;(<span class="cf1">IP</span>), DCA e ARPA diedero il via ufficialmente a Internet come l'insieme di reti interconnesse tramite questi protocolli.</div><div>Nascita del World Wide Web (1991)<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Nel&nbsp;<span class="cf1">1991</span>&nbsp;presso il&nbsp;<span class="cf1">CERN</span>&nbsp;di&nbsp;<span class="cf1">Ginevra</span>&nbsp;il ricercatore&nbsp;<span class="cf1">Tim Berners-Lee</span>&nbsp;definì il protocollo&nbsp;<span class="cf1">HTTP</span>&nbsp;<i>(HyperText Transfer Protocol)</i>, un sistema che permette una lettura&nbsp;<span class="cf1">ipertestuale</span>,&nbsp;<i>non-sequenziale</i>&nbsp;dei documenti, saltando da un punto all'altro mediante l'utilizzo di rimandi (link o, più propriamente,&nbsp;<span class="cf1">hyperlink</span>). Il primo browser con caratteristiche simili a quelle attuali, il&nbsp;<span class="cf1">Mosaic</span>, venne realizzato nel&nbsp;<span class="cf1">1993</span>. Esso rivoluzionò profondamente il modo di effettuare le ricerche e di comunicare in rete. Nacque così il&nbsp;<span class="cf1">World Wide Web</span>. In particolare, il 6 agosto 1991 Berners-Lee pubblicò il primo sito web al mondo, presso il CERN, all'indirizzo<span class="cf5">http://info.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[7]</span></sup>.</div><div>Nel&nbsp;<span class="cf1">World Wide Web</span>&nbsp;(WWW), le risorse disponibili sono organizzate secondo un sistema di librerie, o pagine, a cui si può accedere utilizzando appositi programmi detti&nbsp;<i><span class="cf1">web browser</span></i>&nbsp;con cui è possibile&nbsp;<i>navigare</i>&nbsp;visualizzando&nbsp;<span class="cf1">file</span>, testi, ipertesti, suoni, immagini, animazioni, filmati.</div><div>Il 30 aprile 1993 il&nbsp;<span class="cf1">CERN</span>, l'istituzione europea dove nasce il World Wide Web, decide di rendere pubblica la tecnologia alla base del World Wide Web in modo che sia liberamente implementabile da chiunque. A questa decisione fa seguito un immediato e ampio successo del World Wide Web in ragione delle funzionalità offerte, della sua efficienza e, non ultima, della sua facilità di utilizzo. Internet crebbe in modo esponenziale, in pochi anni riuscì a cambiare la società, trasformando il modo di lavorare e relazionarsi. Nel 1998 venne introdotto il concetto di eEconomy.</div><div>La facilità d'utilizzo connessa con l'<span class="cf1">HTTP</span>&nbsp;e i browser, in coincidenza con una vasta diffusione di computer per uso anche personale,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[8]</span></sup>&nbsp;hanno aperto l'uso di Internet a una massa di milioni di persone, anche al di fuori dell'ambito strettamente informatico, con una crescita in progressione esponenziale.</div><div>Diffusione<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Se prima del 1995 Internet era dunque relegata a essere una rete dedicata alle comunicazioni all'interno della&nbsp;<span class="cf1">comunità scientifica</span>&nbsp;e tra le associazioni governative e amministrative, dopo tale anno si assiste alla diffusione costante di accessi alla rete da parte di computer di utenti privati fino al boom degli anni 2000 con centinaia di milioni di computer connessi in rete in parallelo alla diffusione sempre più spinta di&nbsp;<span class="cf1">PC</span>&nbsp;al mondo, all'aumento dei contenuti e servizi offerti dal Web e a modalità di navigazione sempre più&nbsp;<span class="cf1">usabili</span>,&nbsp;<span class="cf1">accessibili</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">user-friendly</span>&nbsp;nonché a velocità di trasferimento dati a più alta&nbsp;<span class="cf1">velocità di trasmissione</span>&nbsp;passando dalle connessioni&nbsp;<span class="cf1">ISDN</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">V.90</span>&nbsp;alle attuali e ben note connessioni a&nbsp;<span class="cf1">banda larga</span>&nbsp;tramite sistemi&nbsp;<span class="cf1">DSL</span>. Questa è la situazione di diffusione di Internet nel&nbsp;<span class="cf1">mondo occidentale</span>: nel&nbsp;<span class="cf1">secondo</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">terzo mondo</span>&nbsp;il tasso di penetrazione della Rete è ovviamente inferiore, ma in continua crescita grazie al progressivo riammodernamento delle infrastrutture di reti di telecomunicazioni presenti.</div><div>Internet oggi<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><i>Internet</i>, oggi, è sinonimo di globalizzazione. Avere un sito internet significa possedere una vetrina sul mondo, farsi conoscere dappertutto. Dicendo: "Entro in internet!" la gente afferma che intende visitare i siti del&nbsp;<span class="cf1">World Wide Web</span>. È quindi più simile all'insieme delle entità che lo popolano, piuttosto che all'insieme delle reti di cui è costituito. È più simile alla definizione di<i>insieme degli iperoggetti</i><sup><span class="fs0.7rem ff1">[9]</span></sup>&nbsp;di Tim Berners Lee: il&nbsp;<span class="cf1">WWW</span>; cioè qualcosa di staccato dall'infrastruttura fisica che, invece, potrebbe subire modificazioni. Importantissima è la capacità dei<span class="cf1">browser</span>&nbsp;di&nbsp;<i>vedere internet</i>&nbsp;dando la possibilità di interpretare il maggior numero di entità possibili.</div><div><i>Internet</i>,&nbsp;<span class="cf1">Web</span>,&nbsp;<span class="cf1">World Wide Web</span>,&nbsp;<span class="cf1">WWW</span>&nbsp;sono oggi sinonimi. Tanto è vero che i&nbsp;<span class="cf1">browser</span>&nbsp;più diffusi permettono il raggiungimento del sito destinazione anche senza la digitazione del protocollo (<span class="cf1">http://</span>) e del prefisso (<span class="cf1">www.</span>).</div><div>L'evoluzione: Internet 2<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf1">Internet2</span></b></i>.</div><div>Fino all'anno&nbsp;<span class="cf1">2000</span>&nbsp;si è temuto di dover reingegnerizzare ex novo l'intera Internet (si parlava di&nbsp;<i>Internet2</i>) perché il numero degli host indirizzabile attraverso il protocollo IP era vicino a essere esaurito (<i>IP shortage</i>) dal numero di host realmente collegati (oltre alla necessaria ridondanza e alle perdite per motivi&nbsp;<i>sociali</i>).</div><div>Il problema è stato parzialmente evitato (o posticipato) con l'utilizzo della tecnica del&nbsp;<span class="cf1">NAT</span>/<span class="cf1">gateway</span>&nbsp;mediante la quale una rete aziendale non ha bisogno di un range ampio di&nbsp;<span class="cf1">indirizzi IP</span>&nbsp;fissi, ma può utilizzarne uno più ridotto con anche un buon risparmio economico.</div><div>Oggi, come soluzione definitiva, si è fiduciosi nella possibilità di migrare in modo non traumatico alla versione 6.0 di IP (<span class="cf1">IPv6</span>) che renderà disponibili circa 340 miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di numeri IP indirizzabili.</div><div>I processi di convergenza in atto nell'ambito ICT, media e comunicazioni, indicano inoltre la sempre più probabile piena integrazione nel prossimo futuro della rete Internet con la rete telefonica già con la tecnologia&nbsp;<span class="cf1">VoIP</span>, nonché la parallela fruizione di contenuti informativi tipici di altri&nbsp;<span class="cf1">mezzi di comunicazione</span>&nbsp;come la&nbsp;<span class="cf1">televisione</span>&nbsp;e la&nbsp;<span class="cf1">radio</span>&nbsp;in un'unica grande rete.</div><div>Se infatti da una parte i primordi della rete sono stati caratterizzati dallo scambio di dati come i contenuti testuali e&nbsp;<span class="cf1">immagini statiche</span>, l'evoluzione futura della rete va verso la sempre maggiore diffusione di contenuti&nbsp;<span class="cf1">multimediali</span>&nbsp;come ad esempio i contenuti&nbsp;<span class="cf1">audio</span>-<span class="cf1">video</span>&nbsp;(es.&nbsp;<span class="cf1">streaming</span>,&nbsp;<span class="cf1">Web Tv</span>,&nbsp;<span class="cf1">IPTV</span>,&nbsp;<span class="cf1">Web Radio</span>) che ne aumentano enormemente il&nbsp;<span class="cf1">traffico</span>&nbsp;complessivo e il relativo carico sui nodi o sistemi interni di commutazione (<span class="cf1">router</span>) e sui&nbsp;<span class="cf1">server</span>, vuoi anche per l'aumento del numero di utenti connessi in rete al mondo. La soluzione più praticata a questo problema è la decentralizzazione delle risorse ovvero&nbsp;<span class="cf1">sistemi di rete distribuiti</span>&nbsp;(es.&nbsp;<span class="cf1">Content Delivery Network</span>) in grado di gestire l'aumento di traffico, mentre per far fronte all'aumento di<span class="cf1">banda</span>&nbsp;necessaria sui collegamenti sono da menzionare nuove e più efficienti tecniche di&nbsp;<span class="cf1">compressione dati</span>&nbsp;che hanno reso possibile il diffondersi di servizi sempre più evoluti e pesanti.</div><div>Sotto questo punto di vista l'evoluzione della rete dal punto di vista dei servizi richiede anche lo sviluppo di un'infrastruttura di&nbsp;<span class="cf1">rete di accesso</span>&nbsp;a&nbsp;<span class="cf1">banda</span>&nbsp;sempre più&nbsp;<span class="cf1">larga</span>&nbsp;con la realizzazione delle cosiddette&nbsp;<span class="cf1">Next Generation Network</span>&nbsp;per sopperire all'aumento di&nbsp;<span class="cf1">traffico</span>&nbsp;previsto e la fruizione dei servizi stessi dall'utente finale. Gli stessi operatori che dovrebbero investire sulla realizzazione di tali infrastrutture richiedono però un ritorno certo dell'investimento ovvero una convenienza economica che risulterebbe invece molto più a favore dei grandi network o fornitori di servizi e contenuti di rete (<span class="cf1">Google</span>,&nbsp;<span class="cf1">YouTube</span>,&nbsp;<span class="cf1">Facebook</span>,&nbsp;<span class="cf1">Twitter</span>,&nbsp;<span class="cf1">LinkedIn</span>, ecc.) sollevando così il problema della cosiddetta&nbsp;<span class="cf1">neutralità della rete</span>&nbsp;o meno.</div><div>La natura globale con la quale è stata concepita Internet ha fatto sì che oggi, un'enorme varietà di&nbsp;<span class="cf1">processori</span>, non solo apparati di calcolo in senso stretto, ma a volte anche incorporati in maniera invisibile (<span class="cf1">embedded</span>) in elettrodomestici e in apparecchi dei più svariati generi, abbiano tra le proprie funzionalità quella di connettersi a Internet e, attraverso questo, a qualche servizio di aggiornamento, di distribuzione di informazione e dati; dal frigorifero, al televisore, all'impianto di allarme, al forno, alla macchina fotografica: ogni processore oramai è abilitato a comunicare via Internet. In tal senso dunque un'ulteriore evoluzione della Rete, propugnata da alcuni, potrebbe essere l'estensione della connettività agli oggetti taggati del mondo reale dando vita alla cosiddetta&nbsp;<span class="cf1">Internet delle cose</span>.</div><div>Caratteristiche<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Le caratteristiche di tale rete possono essere descritte attraverso la sua struttura fisica (<span class="cf1">topologia</span>, nodi, collegamenti trasmissivi e&nbsp;<span class="cf1">apparati di rete</span>), e attraverso il suo funzionamento a livello logico-protocollare.</div><div>Struttura fisica<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><span class="fs13.16 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1">Esempi di topologia fisica di rete</span></div><div>Internet è costituita da alcune centinaia di milioni di&nbsp;<span class="cf1">computer</span>&nbsp;collegati tra loro con i più svariati&nbsp;<span class="cf1">mezzi trasmissivi</span>&nbsp;ed è anche la più grande rete di computer attualmente esistente, collegando tra loro a livello globale reti&nbsp;<span class="cf1">LAN</span>,&nbsp;<span class="cf1">MAN</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">WAN</span>, motivo per cui è definita "rete delle reti", "interete", "rete globale" o "la Rete" per&nbsp;<span class="cf1">antonomasia</span>.</div><div>In generale a livello fisico la rete Internet può essere vista come una complessa interconnessione di&nbsp;<span class="cf1">nodi</span>&nbsp;con funzionalità di<span class="cf1">ricetrasmissione</span>, appoggiata a collegamenti trasmissivi di vario tipo, sia&nbsp;<span class="cf1">cablati</span>&nbsp;sia&nbsp;<span class="cf1">wireless</span>&nbsp;(<span class="cf1">fibre ottiche</span>,&nbsp;<span class="cf1">cavi coassiali</span>,&nbsp;<span class="cf1">doppini telefonici</span>,&nbsp;<span class="cf1">cavi elettrici</span>&nbsp;in posa anche in strutture idrauliche,&nbsp;<span class="cf1">collegamenti sottomarini</span>,&nbsp;<span class="cf1">collegamenti satellitari</span>, collegamenti a<span class="cf1">radiofrequenza</span>&nbsp;(<span class="cf1">WiFi</span>) e su&nbsp;<span class="cf1">ponti radio</span>) che consentono l'interconnessione da estremo a estremo (<i>end to end</i>) di un agente umano o automatico a un altro agente, praticamente qualsiasi tipo di&nbsp;<span class="cf1">computer</span>&nbsp;o&nbsp;<span class="cf1">elaboratore elettronico</span>&nbsp;oggi esistente.</div><div>Ogni dispositivo&nbsp;<span class="cf1">terminale</span>&nbsp;<span class="cf1">connesso</span>&nbsp;direttamente a Internet si chiama&nbsp;<i><span class="cf1">nodo ospite</span></i>, in inglese host o&nbsp;<i>end system</i>&nbsp;(sistema finale o terminale utente), mentre la struttura che collega i vari&nbsp;<i>host</i>&nbsp;si chiama&nbsp;<i>link di comunicazione</i>&nbsp;passando attraverso i vari nodi interni di<span class="cf1">commutazione</span>. Da qualche anno è ormai possibile collegarsi a Internet anche da&nbsp;<span class="cf1">dispositivi mobili</span>&nbsp;come&nbsp;<span class="cf1">palmari</span>,&nbsp;<span class="cf1">telefoni cellulari</span>,<span class="cf1">tablet</span>, ecc. Sulla maggior parte dei dispositivi mobili è possibile non solo «accedere» a Internet, ma anche «subire l'accesso» da parte di altri&nbsp;<i>host</i>&nbsp;Internet.</div><div>In quanto "Rete delle reti" Internet non possiede dunque una&nbsp;<span class="cf1">topologia</span>&nbsp;ben definita, ma varia e soprattutto di natura capillare fino agli utenti, com'è tipico anche della&nbsp;<span class="cf1">rete telefonica</span>. Come nel caso di altre reti di telecomunicazioni come la&nbsp;<span class="cf1">rete telefonica</span>, la "ragnatela" di collegamenti è composta, a livello fisico-infrastrutturale, da un'ossatura molto veloce e potente, nota come<span class="cf1">rete di trasporto</span>, con le sue&nbsp;<span class="cf1">backbone</span>, a cui si connettono, attraverso collegamenti di&nbsp;<span class="cf3">backhauling</span>&nbsp;(<i>raccordo</i>), molteplici sottoreti a volte più deboli e lente e che costituiscono quindi la rispettiva&nbsp;<span class="cf1">rete di accesso</span>, com'è tipico in generale anche della rete telefonica, della quale Internet condivide proprio l'infrastruttura di accesso per la connessione delle utenze private.</div><div>I collegamenti tra i vari nodi interni si appoggiano su criteri statistici di disponibilità (<span class="cf1">multiplazione statistica</span>) e non su criteri totalmente deterministici, a causa della natura distribuita e aleatoria piuttosto che centralizzata dei processi in rete.</div><div>Molti nodi interni sono collegati tra loro in diversi modi e tramite diversi&nbsp;<i>path</i>&nbsp;(in&nbsp;<span class="cf1">inglese</span>&nbsp;"sentiero", "percorso"). Questo tipo di interconnessione può essere compreso alla luce delle motivazioni che negli&nbsp;<span class="cf1">anni sessanta</span>&nbsp;dettarono la nascita di Internet (allora denominata&nbsp;<span class="cf1">ARPANET</span>): creare una rete di elaboratori decentrata che potesse resistere a un&nbsp;<span class="cf1">attacco nucleare</span>&nbsp;da parte dell'<span class="cf1">Unione Sovietica</span>. Una tale rete decentrata sarebbe sopravvissuta a molti attacchi visto che un attacco a un singolo elaboratore non avrebbe impedito il funzionamento generale, e i collegamenti&nbsp;<span class="cf1">ridondanti</span>&nbsp;avrebbero sostituito quelli distrutti.</div><div>Le sottoreti componenti possono anche essere protette e, quindi, consentono l'accesso a Internet (e viceversa) solo in maniera condizionata. Si tratta delle&nbsp;<span class="cf1">Intranet</span>&nbsp;e la protezione è tipicamente realizzata attraverso l'uso di un&nbsp;<i><span class="cf1">firewall</span></i>&nbsp;(<i>muro tagliafuoco</i>&nbsp;in inglese).</div><div>La velocità di connessione o&nbsp;<span class="cf1">velocità di trasmissione</span>&nbsp;in una comunicazione&nbsp;<i>end to end</i>&nbsp;tra due terminali è in ogni caso limitata dalle prestazioni più basse, in termini di velocità di trasferimento, della sottorete o del collegamento geografico attraversato, che fungono quindi da classico&nbsp;<span class="cf1">collo di bottiglia</span>, e/o da eventuali situazioni di&nbsp;<span class="cf1">congestione</span>&nbsp;interna della rete.</div><div>Gli&nbsp;<span class="cf1">ISP</span>&nbsp;sono connessi a loro volta a ISP di livello superiore che utilizzano&nbsp;<i><span class="cf1">router</span></i>&nbsp;ad alta velocità e&nbsp;<i>link</i>&nbsp;fisici in&nbsp;<span class="cf1">fibra ottica</span>&nbsp;nella rete di trasporto.</div><div>In molti Stati la possibilità di accesso a Internet da parte dell'utente viene vista sotto l'obbligo di&nbsp;<span class="cf1">servizio universale</span>&nbsp;al pari della connessione alla&nbsp;<span class="cf1">rete telefonica</span>.</div><div>Funzionamento logico<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf1">TCP/IP</span></b></i>.</div><div><span class="fs13.16 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1">Utenti Internet espressi in decine di migliaia per nazione, dati CIA The World Factbook 2007</span></div><div>Internet è costituita da tutta una serie di reti private, pubbliche, aziendali, universitarie e commerciali interconnesse tra di loro. In effetti, già prima della sua nascita, esistevano&nbsp;<span class="cf1">reti locali</span>, principalmente nei&nbsp;<span class="cf1">centri di ricerca</span>&nbsp;internazionali e nei dipartimenti universitari, che operavano ciascuna secondo modalità o protocolli propri di comunicazione</div><div>Il grande risultato della nascita e dell'affermazione di Internet è stata quindi la creazione di uno&nbsp;<span class="cf1">standard</span>&nbsp;<i><span class="cf1">de facto</span></i>&nbsp;da parte di ARPA tra i&nbsp;<span class="cf1">protocolli di comunicazione</span>&nbsp;che, in aggiunta ai protocolli di rete locale,&nbsp;<span class="cf1">interoperasse</span>&nbsp;e gestisse in maniera affidabile a un livello logico superiore tutte le varie reti interagenti, consentendo ai più diversi enti e agenti (governi, società nazionali o sovranazionali, dipartimenti universitari) di scambiarsi dati grazie a un&nbsp;<span class="cf1">protocollo</span>&nbsp;comune, il&nbsp;<span class="cf1">TCP/IP</span>, relativamente indipendente da specifiche&nbsp;<span class="cf1">hardware</span>&nbsp;proprietarie, da&nbsp;<span class="cf1">sistemi operativi</span>&nbsp;e dai formati dei linguaggi di comunicazione degli&nbsp;<span class="cf1">apparati di rete</span>.</div><div>Dal punto di vista&nbsp;<span class="cf1">trasmissivo</span>&nbsp;e informativo ciò che viaggia in Internet sono i&nbsp;<span class="cf1">pacchetti</span>&nbsp;dati, che costituiscono l'unità minima di<span class="cf1">informazione</span>&nbsp;in questo vasto sistema di comunicazione. Tali pacchetti viaggiano nei link e nodi interni di rete usando una tecnica di&nbsp;<span class="cf1">commutazione</span>&nbsp;nota come&nbsp;<span class="cf1">commutazione di pacchetto</span>&nbsp;che consente di condividere più di un possibile cammino piuttosto che fare uso di un percorso unico dedicato e fisso come accade invece nella classica&nbsp;<span class="cf1">commutazione di circuito</span>&nbsp;della&nbsp;<span class="cf1">rete telefonica</span>. In pratica i pacchetti dati di una comunicazione che viaggiano da un host all'altro non seguono percorsi di&nbsp;<span class="cf1">instradamento</span>predefiniti, ma quelli più congeniali nel preciso momento di attraversamento in base alla disponibilità fisica di collegamento dei link della rete e/o alle condizioni di&nbsp;<span class="cf1">congestione</span>&nbsp;della rete stessa. Di conseguenza i pacchetti di una stessa comunicazione possono seguire percorsi diversi verso lo stesso destinatario.</div><div>Per potersi collegare a Internet e usufruire dei relativi servizi, il solo requisito logico-funzionale necessario a un qualsiasi agente o dispositivo elettronico (tipicamente detto&nbsp;<span class="cf1">client</span>) è quello di poter "dialogare" con il destinatario e i nodi interni di rete per mezzo di opportuni&nbsp;<span class="cf1">protocolli di rete</span>&nbsp;che, nel caso in questione, fanno parte della cosiddetta&nbsp;<span class="cf1">suite di protocolli Internet</span>, regolando opportunamente l'invio e la ricezione dei&nbsp;<span class="cf1">pacchetti</span>&nbsp;informativi e implementando a livello&nbsp;<span class="cf1">software</span>&nbsp;tutte le funzionalità richieste in una tipica&nbsp;<span class="cf1">architettura di rete</span>&nbsp;a strati o livelli (<i>layer</i>).</div><div>I protocolli più importanti di tale suite, cioè quelli che garantiscono l'interoperabilità e il buon funzionamento tra le diverse sottoreti, sono il&nbsp;<span class="cf1">Transmission Control Protocol</span>&nbsp;(Protocollo di Controllo di trasmissione dati, TCP), l'<span class="cf1">User Datagram Protocol</span>&nbsp;(UDP) e l'<span class="cf1">Internet Protocol</span>&nbsp;(Protocollo Internet, IP): il primo ha funzionalità di controllo di trasmissione, il secondo di inoltro semplice, il terzo ha funzionalità di indirizzamento/instradamento nei nodi interni di commutazione.</div><div>Come detto, la struttura della comunicazione è a strati (simile al modello di architettura&nbsp;<span class="cf1">ISO-OSI</span>) in una pila o stack protocollare di 5 livelli dal&nbsp;<span class="cf1">livello fisico</span>&nbsp;al&nbsp;<span class="cf1">livello applicativo</span>: secondo tale struttura, il protocollo TCP o UDP occupa il livello superiore (<span class="cf1">livello di trasporto</span>) rispetto a IP (<span class="cf1">livello di rete</span>). Al di sopra di questi ci sono i protocolli di tipo applicativo connessi al particolare servizio richiesto da espletare, al di sotto ci sono i protocolli di trasporto tipici delle reti locali, metropolitane e geografiche da interconnettere, dei collegamenti di raccordo (<i>backhauling</i>) e di<span class="cf1">dorsale</span>&nbsp;(<i>backbone</i>), altri ancora sono collocati al loro stesso livello.</div><div>In sostanza un pacchetto dati iniziale (<span class="cf1">payload</span>) che parte a livello applicativo da un&nbsp;<span class="cf1">host</span>&nbsp;attraversa verticalmente dall'alto al basso tutti i vari strati protocollari che aggiungono al pacchetto stesso, in una procedura detta di&nbsp;<span class="cf1">imbustamento</span>, via via informazioni aggiuntive (<i><span class="cf1">header</span></i>) in una struttura di informazioni di servizio (<span class="cf1">overhead</span>); quando il pacchetto totale così ottenuto, una volta trasmesso a livello fisico sul&nbsp;<span class="cf1">mezzo trasmissivo</span>, raggiunge la destinazione, ovvero viene ricevuto, avviene uno spacchettamento inverso dal basso verso l'alto e ogni livello legge e elabora le informazioni del rispettivo header.</div><div>Tale struttura logica di servizio si basa sugli&nbsp;<i>Internet&nbsp;<span class="cf1">Standard</span></i>&nbsp;sviluppati dall'<span class="cf1">Internet Engineering Task Force</span>&nbsp;(IETF) con documenti rigorosamente approvati noti come&nbsp;<span class="cf1">Request for Comments</span>&nbsp;("Richiesta di commenti", RFC) e, a livello applicativo, dai protocolli del&nbsp;<span class="cf1">World Wide Web Consortium</span>&nbsp;(W3C).</div><div>In particolare, dal punto di vista della fruizione di servizi di livello applicativo, l'architettura logica della rete Internet può essere di tipo&nbsp;<span class="cf1">client-server</span>&nbsp;oppure&nbsp;<span class="cf1">peer-to-peer</span>. Ciascun terminale o<span class="cf1">host</span>&nbsp;di rete, per la sua raggiungibilità, è inoltre identificato da un&nbsp;<span class="cf1">indirizzo IP</span>&nbsp;statico o dinamico (cioè assegnato manualmente dall'<span class="cf1">amministratore di rete</span>&nbsp;o dal&nbsp;<span class="cf1">DHCP</span>), mentre le&nbsp;<span class="cf1">risorse</span>&nbsp;da fruire sono tipicamente presenti sui&nbsp;<span class="cf1">server</span>, raggiungibili dal&nbsp;<span class="cf1">client</span>&nbsp;sotto l'indicazione mnemonica fornita dal cosiddetto&nbsp;<span class="cf1">URL</span>, grazie all'utilizzo di un&nbsp;<span class="cf1">web browser</span>&nbsp;e dei suddetti protocolli di rete forniti/<span class="cf1">implementati</span>&nbsp;nel&nbsp;<span class="cf1">sistema operativo</span>&nbsp;della macchina&nbsp;<span class="cf1">terminale</span>&nbsp;in uso.</div><div>La conversione da indirizzo mnemonico URL a indirizzo IP, necessaria per l'instradamento effettivo in rete nei nodi di commutazione, è fornita dal cosiddetto&nbsp;<span class="cf1">DNS</span>, mentre la comunicazione tra&nbsp;<span class="cf1">client</span>&nbsp;e server si instaura in seguito alla definizione dei cosiddetti&nbsp;<span class="cf1">socket</span>&nbsp;in cui oltre agli indirizzi IP di client e server vengono specificate anche le cosiddette&nbsp;<span class="cf1">porte</span>&nbsp;coinvolte nel servizio di comunicazione da espletare.</div><div><span class="fs13.16 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1">L'accesso alla navigazione in rete sul</span><span class="fs12.3704 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs12.3704 cf4 ff1">Web</span><span class="fs12.3704 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs12.3704 cf4 ff1">tramite</span><span class="fs12.3704 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs12.3704 cf4 ff1">web browser</span></div><div>Le modalità di utilizzo di Internet differiscono a seconda del tipo di servizio che si richiede e al tipo di server a cui ci si collega; per citarne solo alcune:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf4 ff1">File Transfer Protocol</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">("Protocollo di trasferimento dati",</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">FTP</span><span class="fs14 cf4 ff1">)</span></li></ul></div><div><dl><dd><span class="fs14 cf4 ff1">consente di inviare e ricevere (a/da sistemi)</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">file</span><span class="fs14 cf4 ff1">, cioè insiemi di informazioni codificate in maniera binaria (es.: testi, immagini, filmati, programmi, ecc.);</span></dd></dl></div><div><ul><li><span class="fs14 cf4 ff1">Hyper Text Transfer Protocol</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">("Protocollo di trasferimento ipertesti",</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">HTTP</span><span class="fs14 cf4 ff1">)</span></li></ul></div><div><dl><dd><span class="fs14 cf4 ff1">consente di organizzare le informazioni e le risorse presenti in rete in maniera non-sequenziale (</span><span class="fs14 cf4 ff1">collegamento ipertestuale</span><span class="fs14 cf4 ff1">), come meglio descritto in seguito.</span></dd></dl></div><div><ul><li><span class="fs14 cf4 ff1">Posta elettronica</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(</span><span class="fs14 cf4 ff1">e-mail</span><span class="fs14 cf4 ff1">)</span></li></ul></div><div><dl><dd><span class="fs14 cf4 ff1">consente di inviare e ricevere (a/da utenti) messaggi contenenti testo e altri formati (es.: immagini, video, audio). La modalità di funzionamento dei</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">server</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">di posta elettronica e di molti programmi</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">client</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">viene detta</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf4 ff1">store-and-forward</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">;</span></dd></dl></div><div>Nata come rete di comunicazione dati tra utenti è diventata in seguito anche una rete per trasferimento di dati vocali grazie allo sviluppo della tecnologia&nbsp;<span class="cf1">VoIP</span>.</div><div>Accesso<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Per l'accesso alla rete Internet e la fruizione dei suoi molteplici servizi, chiunque disponga di un&nbsp;<span class="cf1">computer</span>, di un&nbsp;<span class="cf1">modem</span>&nbsp;e degli opportuni&nbsp;<span class="cf1">software</span>&nbsp;oppure una rete locale da interconnettere attraverso un&nbsp;<span class="cf1">router</span>, deve instaurare una&nbsp;<span class="cf1">connessione</span>&nbsp;con l'<span class="cf1">Internet Service Provider</span>&nbsp;(ISP), a seguito della stipulazione di un contratto di servizio, che gli fornisce un&nbsp;<span class="cf1">accesso</span>&nbsp;attraverso una<span class="cf1">linea di telecomunicazione</span>&nbsp;dedicata&nbsp;<span class="cf1">cablata</span>&nbsp;o&nbsp;<span class="cf1">wireless</span>&nbsp;(<span class="cf1">ADSL</span>,&nbsp;<span class="cf1">HDSL</span>,&nbsp;<span class="cf1">VDSL</span>,&nbsp;<span class="cf1">GPRS</span>,&nbsp;<span class="cf1">HSDPA</span>,&nbsp;<span class="cf1">Wi-Fi</span>, ecc.) o una&nbsp;<span class="cf1">linea telefonica</span>&nbsp;della&nbsp;<span class="cf1">rete telefonica generale</span>&nbsp;(<span class="cf1">POTS</span>,&nbsp;<span class="cf1">ISDN</span>,&nbsp;<span class="cf1">GSM</span>,&nbsp;<span class="cf1">UMTS</span>&nbsp;ecc.) e cominciare così la rispettiva&nbsp;<span class="cf1">sessione</span>&nbsp;di navigazione attraverso l'utilizzo di un&nbsp;<span class="cf1">web browser</span>.</div><div>Principali servizi disponibili su Internet<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Internet offre i più svariati servizi, i principali dei quali sono il&nbsp;<span class="cf1">World Wide Web</span>&nbsp;e la&nbsp;<span class="cf1">posta elettronica</span>, ed è utilizzata per le comunicazioni più disparate: private e pubbliche, lavorative e ricreative, scientifiche e commerciali. I suoi utenti, in costante crescita, nel 2008 hanno raggiunto quota 1,5 miliardi e, visto l'attuale ritmo di crescita, si prevede che saliranno a 2,2 miliardi nel 2013.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[10]</span></sup></div><div>Le potenzialità teoriche in termini informativi e di servizi di Internet sono enormi; i principali servizi già attivi o di futura possibile applicazione sono:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf4 ff1">World Wide Web</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Motori di ricerca</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">File Transfer Protocol</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(</span><span class="fs14 cf4 ff1">FTP</span><span class="fs14 cf4 ff1">)</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Hypertext Transfer Protocol</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(</span><span class="fs14 cf4 ff1">HTTP</span><span class="fs14 cf4 ff1">)</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Telnet</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Hosting</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Gopher</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">E-Mail</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Mailing list</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Newsgroup</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Podcast</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Chat</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Forum</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Blog</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Social network</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">File hosting</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">File sharing</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Video sharing</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Webcast</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Streaming</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">o</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">Web Tv</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">IPTV</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Web Radio</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">VoIP</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Cloud computing</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Bitcoin</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Multiplayer</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">Home banking</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">E-Commerce</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">E-Learning</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">E-Government</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">E-Democracy</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">E-health</span></li></ul></div><div>Pubblicità in Internet<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Internet si sta sempre più affermando anche come canale&nbsp;<span class="cf1">pubblicitario</span>, promozionale e&nbsp;<span class="cf1">commerciale</span>. I suoi vantaggi sono dati dalla possibilità di effettuare quasi dei collegamenti virtuali one-to-one a costi estremamente competitivi.&nbsp;<span class="cf6">Al giorno d'oggi, Internet è sostenuta e mantenuta da un milione di imprese commerciali</span><sup><span class="cf7">[</span><i><span class="cf7">senza&nbsp;fonte</span></i><span class="cf7">]</span></sup>; innumerevoli sono ormai i&nbsp;<span class="cf1">siti web</span>&nbsp;di grandi e&nbsp;<span class="cf1">piccole medie imprese</span>, nonché&nbsp;<span class="cf1">portali</span>&nbsp;di&nbsp;<span class="cf1">e-commerce</span>. Forte e in crescita è inoltre il ricorso della pubblicità direttamente sulla&nbsp;<span class="cf1">posta elettronica</span>&nbsp;degli utenti fino al caso limite di&nbsp;<span class="cf1">spam</span>.</div><div>Problemi della rete<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Regolamentazione<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Attualmente e sin dai suoi sviluppi al grande pubblico dalla metà degli anni 90' la Rete Internet si è caratterizzata come una rete fondamentalmente "<span class="cf1">anarchica</span>" cioè priva di regolamentazione effettiva ufficiale (ciascun utente può contribuire ai suoi contenuti secondo regole non sempre ben definite, chiare e omogenee)<sup><span class="fs0.7rem ff1">[11]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[12]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[13]</span></sup>. Secondo altri la Rete rappresenta invece un esempio di&nbsp;<span class="cf1">libertà di espressione</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">democrazia</span>&nbsp;globale dei tempi moderni e per questo da tutelare<sup><span class="fs0.7rem ff1">[14]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[15]</span></sup>. Tutto ciò rappresenta di fatto un punto cruciale che secondo alcuni critici dovrà essere risolto nell'immediato o prossimo futuro. In generale la ragione di tale condizione è da ricercare semplicemente nella natura e nelle finalità originarie di Internet come rete dati dedicata alla diffusione di documenti all'interno della&nbsp;<span class="cf1">comunità scientifica</span>&nbsp;e delle organizzazioni e non pensata invece per scopi puramente pubblici.</div><div>Sicurezza<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Su Internet viaggiano tantissime informazioni non solo immagazzinate nei&nbsp;<span class="cf1">siti web</span>, ma anche con e-mail, chatting, ecc. Sotto questo punto di vista Internet si caratterizza attualmente come una rete fondamentalmente ultrademocratica (o per alcuni anche al limite dell'<span class="cf1">anarchia</span>&nbsp;ovvero scarsamente regolamentata) dove ciascun singolo utente può veicolare informazioni di qualunque tipo ai propri scopi e spesso in maniera del tutto anonima.</div><div>Tale fatto se da una parte rappresenta una delle ragioni principali del successo della rete come potente strumento di&nbsp;<span class="cf1">comunicazione di massa</span>, dall'altra, ovvero nel rovescio della medaglia, evidenzia debolezze e vulnerabilità intrinseche dovute sostanzialmente al fatto che il "potere" è demandato al mittente e a chi eventualmente "controlla" la rete: molte sono infatti le tipologie di attacco alla&nbsp;<span class="cf1">sicurezza informatica</span>&nbsp;attuabili a mezzo della rete stessa da parte di pirati informatici (<i><span class="cf1">cracker</span></i>) con intenzioni&nbsp;<span class="cf1">malevoli</span>&nbsp;quali ad esempio attacchi di&nbsp;<span class="cf1">negazione del servizio</span>&nbsp;e furto di dati personali dell'utente (<span class="cf1">password</span>&nbsp;e codici di&nbsp;<span class="cf1">autenticazione</span>, clonazione delle&nbsp;<span class="cf1">carte di credito</span>, ecc.) nonché&nbsp;<span class="cf1">truffe</span>&nbsp;dirette ai danni dei consumatori ad esempio tramite false e-mail.</div><div>Inoltre, essendo divenuto una forma di comunicazione di massa, Internet ha necessitato di diversi tentativi di filtraggio di parte delle informazioni veicolate o addirittura di controllo a fini di<span class="cf1">pubblica sicurezza</span>. Uno dei programmi ampiamente riconosciuti è&nbsp;<span class="cf1">Carnivore</span>, voluto dall'<span class="cf1">FBI</span>&nbsp;per controllare la posta elettronica in entrata e in uscita alla ricerca di parole chiave di interesse. Per tutti questi motivi il filone della&nbsp;<span class="cf1">sicurezza informatica</span>&nbsp;nell'ambito delle reti è un filone molto attivo.</div><div>In Italia, sempre per motivi di sicurezza pubblica legati a norme anti<span class="cf1">terrorismo</span>, il&nbsp;<i>Decreto Pisanu</i>&nbsp;dal 2006 imponeva l'obbligo agli utenti che volevano connettersi a Internet tramite rete&nbsp;<span class="cf1">Wi-Fi</span>di registrarsi con le proprie credenziali di identità presso il gestore stesso della rete nonché la previa richiesta di autorizzazione alla questura da parte del gestore stesso per l'installazione della rete Wi-Fi connessa alla rete Internet. Questa restrizione, da molti vista come puramente&nbsp;<span class="cf1">burocratica</span>, ha significato per molti un ostacolo alla diffusione di tale tipo di accesso a Internet rispetto ad altri paesi europei ed esteri in cui l'accesso tramite Wi-Fi era invece pienamente liberalizzato. Tale situazione è cambiata durante il&nbsp;<span class="cf1">governo Berlusconi IV</span>, il quale non prorogando il decreto ha&nbsp;<span class="cf1">liberalizzato</span>&nbsp;l'accesso Internet tramite Wi-Fi a partire dal 1º gennaio 2011, ma sul quale però restano aperti diversi interrogativi su quale sia il corretto iter da seguire per eventuali esercenti pubblici che volessero offrire un servizio WI-FI alla propria clientela.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[16]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[17]</span></sup></div><div>In senso opposto invece si muove la proposta di legge italiana dell'onorevole&nbsp;<span class="cf1">Gabriella Carlucci</span>&nbsp;che anziché difendere l'anonimato su Internet sancisce l'impossibilità di caricare contenuti di ogni genere senza identificarsi e inoltre propone di espandere il reato di diffamazione ai contenuti digitali.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[18]</span></sup>&nbsp;--&gt;</div><div>Privacy<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>D'altra parte l'intercettazione e il filtraggio dei dati personali degli utenti da parte degli ISP o dei maggiori network di rete a scopo di&nbsp;<span class="cf1">ricerche di mercato</span>&nbsp;pone oggi anche il problema della<span class="cf1">privacy</span>&nbsp;dell'utente in Rete.</div><div>Copyright<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Non solo si vuole controllare Internet perché mezzo di comunicazione di massa, ma anche per il fatto che esistono dei sistemi di scambio&nbsp;<span class="cf1">peer-to-peer</span>&nbsp;che veicolano file protetti da&nbsp;<span class="cf1">diritto d'autore</span>. Le case discografiche hanno cercato in tutti i modi di sostenere le proposte che suggerivano un controllo della rete a discapito del diritto di anonimato e della libertà personale. Un esempio è il tentato avviamento in Francia di una proposta di legge che avrebbe permesso agli ISP di togliere la connessione a Internet agli utenti che praticassero condivisione dei file protetti da&nbsp;<span class="cf1">copyright</span>&nbsp;(dopo due avvertimenti), ma il decreto voluto da&nbsp;<span class="cf1">Nicolas Sarkozy</span>&nbsp;ha perso la maggioranza dopo l'approvazione della&nbsp;<span class="cf3">relazione sul rafforzamento della sicurezza e delle libertà fondamentali su Internet</span>&nbsp;di&nbsp;<span class="cf1">Stavros Lambrinidis</span>, il 26 marzo 2009, all'<span class="cf1">Unione europea</span>, che esprimeva una posizione forte in difesa della libertà d'espressione che in Internet vede la sua piena realizzazione.</div><div>Neutralità della rete<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf1">Neutralità della rete</span></b></i>.</div><div>Al crescere dei servizi offerti dalla rete si è fatto strada l'ampio dibattito in merito alla&nbsp;<span class="cf1">network neutrality</span>&nbsp;tra chi (gli utenti) vorrebbe una rete completamente trasparente nella fruizione di contenuti e servizi e chi (gli operatori di rete) vorrebbe un maggior controllo e selezione dei contenuti stessi impedendo la libera proliferazione di chi si appoggia sulle infrastrutture di rete per diffondere il proprio&nbsp;<span class="cf1">marketing</span>&nbsp;e il proprio&nbsp;<span class="cf1">business</span>&nbsp;ovvero i principali network o fornitori di servizi web (<span class="cf1">Google</span>,&nbsp;<span class="cf1">YouTube</span>,&nbsp;<span class="cf1">Facebook</span>,&nbsp;<span class="cf1">Twitter</span>,&nbsp;<span class="cf1">LinkedIn</span>, ecc.).</div><div>Tutela dei minori<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>La sempre più facile accessibilità alla rete e ai suoi contenuti liberi da parte di un pubblico/utenti minorenni, progressivamente sempre più giovani, pone il problema della loro tutela di fronte a pericoli e rischi che l'anonimato e la vastità dei contenuti della rete può offrire nei loro confronti (es.&nbsp;<span class="cf1">pedofilia</span>,&nbsp;<span class="cf1">pornografia</span>,&nbsp;<span class="cf1">cyberbullismo</span>, ecc.). Strumenti di filtraggio dei contenuti, opportunamente impostati (es.&nbsp;<span class="cf1">firewall</span>), sono tuttavia disponibili da tempo nei vari&nbsp;<span class="cf1">sistemi informatici</span>&nbsp;connessi come possibile rimedio al problema.</div><div>Internet dipendenza<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Un altro problema che si è affacciato nel contesto della Rete, in merito al suo sempre più diffuso utilizzo, è l'<span class="cf1">Internet dipendenza</span>, un aspetto di&nbsp;<span class="cf1">dipendenza</span>&nbsp;psicologica, attualmente molto dibattuto, compreso all'interno della dipendenza dalle tecnologie digitali.</div><div>Secondo i dati del rapporto annuale del 22 maggio 2012 di Mechthild Dyckmans , responsabile del dipartimento per le dipendenze patologiche del governo federale tedesco sono circa 250.000 le persone tra i 14 e i 24 anni che soffrono da dipendenza da internet , e altre 1,4 milioni sono considerate internauti problematici.</div><div>Inibizione dei processi cognitivi e di apprendimento<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Secondo lo&nbsp;<span class="cf1">psichiatra</span>&nbsp;e neuroscienziato&nbsp;<span class="cf3">Manfred Spitzer</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[19]</span></sup>, sono stati effettuati diversi studi<sup><span class="fs0.7rem ff1">[20]</span></sup>&nbsp;per verificare se l'utilizzo delle nuove tecnologie informatiche, migliorino le capacità di studio e apprendimento, che hanno portato a conclusioni negative soprattutto nei confronti dei giovani.</div><div>Critiche a internet<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Molti degli aspetti controversi di internet sono stati discussi da autori come:&nbsp;<span class="cf1">Evgeny Morozov</span>,&nbsp;<span class="cf1">Jaron Lanier</span>,&nbsp;<span class="cf3">Andrew Keen</span>,&nbsp;<span class="cf1">Nicholas Carr</span>,&nbsp;<span class="cf1">Dave Eggers</span>,&nbsp;<span class="cf1">Geert Lovink</span>.</div><div>Principali enti di gestione di Internet<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><ul><li><span class="fs14 cf4 ff1">ICANN</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(Internet Corporation of Assigned Names and Numbers);</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">IANA</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(Internet Assigned Numbers Authority);</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">IAB</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(Internet Architecture Board);</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">IETF</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(Internet Engineering Task Force);</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">W3C</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(World Wide Web Consortium);</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">IESG</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(Internet Engineering Steering Group);</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">ISOC</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">(Internet Society).</span></li></ul></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 07:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Rete di Computer]]></title>
			<author><![CDATA[Evotek]]></author>
			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Reti"><![CDATA[Reti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3z5vdf25"><div>Caratteristiche<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Il sistema fornisce un servizio di trasferimento di informazioni, attraverso comuni funzionalità di&nbsp;<span class="cf2">trasmissione</span>&nbsp;e la&nbsp;<span class="cf2">ricezione</span>, ad una popolazione di utenti distribuiti su un'area più o meno ampia. Infatti il computer è scemo</div><div>Esempi di rete informatica sono le reti&nbsp;<span class="cf2">LAN</span>,&nbsp;<span class="cf2">WLAN</span>,&nbsp;<span class="cf2">WAN</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">GAN</span>&nbsp;la cui interconnessione globale dà vita alla Rete&nbsp;<span class="cf2">Internet</span>.</div><div>Le reti di calcolatori generano&nbsp;<span class="cf2">traffico</span>&nbsp;di tipo fortemente impulsivo ovvero&nbsp;<span class="cf2">pacchettizzato</span>&nbsp;e asincrono, a differenza della&nbsp;<span class="cf2">rete telefonica</span>&nbsp;sincrona, e per questo hanno dato origine – e usano – la tecnologia della&nbsp;<span class="cf2">commutazione di pacchetto</span>. Nate come reti dati, a partire dagli anni 2000 le reti informatiche si sono evolute verso reti integrate nei servizi includendo la telefonia, tradizionalmente legata alla rispettiva&nbsp;<span class="cf2">rete telefonica</span>, già con l'avvento dell'<span class="cf2">ISDN</span>&nbsp;e poi con la tecnologia&nbsp;<span class="cf2">ADSL</span>.</div><div>Differenza tra&nbsp;<i>rete</i>&nbsp;e&nbsp;<i>mainframe</i><span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>La costruzione di reti di calcolatori può essere fatta risalire alla necessità di condividere le risorse di calcolatori potenti e molto costosi (<span class="cf2">mainframe</span>). La tecnologia delle reti, e in seguito l'emergere dei computer personali a basso costo, ha permesso rivoluzionari sviluppi nell'organizzazione delle risorse di calcolo.</div><div>Si possono indicare almeno tre punti di forza di una rete di calcolatori rispetto al&nbsp;<span class="cf2">mainframe</span>&nbsp;tradizionale:</div><div><ol><li><i><span class="fs14 cf3 ff1">fault tolerance</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(resistenza ai guasti): il guasto di una macchina non blocca tutta la rete, ed è possibile sostituire il computer guasto facilmente (la componentistica costa poco e un'azienda può permettersi di tenere i pezzi di ricambio in magazzino);</span></li><li><i><span class="fs14 cf3 ff1">economicità</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">: come accennato sopra, hardware e software per computer costano meno di quelli per i mainframe;</span></li><li><i><span class="fs14 cf3 ff1">gradualità della crescita e flessibilità (</span><span class="fs14 cf3 ff1">scalabilità</span><span class="fs14 cf3 ff1">)</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">: l'aggiunta di nuove potenzialità a una rete già esistente e la sua espansione sono semplici e poco costose.</span></li></ol></div><div>Tuttavia una rete mostra alcuni punti deboli rispetto a un mainframe:</div><div><ol><li><i><span class="fs14 cf3 ff1">scarsa sicurezza</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">: un malintenzionato può avere accesso più facilmente ad una rete di computer che ad un mainframe: al limite gli basta poter accedere fisicamente ai cablaggi della rete. Inoltre, una volta che un</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">worm</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">abbia infettato un sistema della rete, questo si propaga rapidamente a tutti gli altri e l'opera di disinfezione è molto lunga, difficile e non offre certezze di essere completa;</span></li><li><i><span class="fs14 cf3 ff1">alti costi di manutenzione</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">: con il passare del tempo e degli aggiornamenti, e con l'aggiunta di nuove funzioni e servizi, la struttura di rete tende ad espandersi e a diventare sempre più complessa, e i computer che ne fanno parte sono sempre più eterogenei, rendendo la manutenzione sempre più costosa in termini di ore lavorative. Oltre un certo limite di grandezza della rete (circa 50 computer) diventa necessario eseguire gli aggiornamenti hardware e software su interi gruppi di computer invece che su singole macchine, vanificando in parte il vantaggio dei bassi costi dell'hardware.</span></li></ol></div><div>Tipi di reti<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Esiste una grande varietà di tecnologie di rete e di modelli organizzativi, che possono essere classificati secondo diversi aspetti:</div><div>Classificazione sulla base dell'estensione geografica<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>A seconda dell'estensione geografica, si distinguono diversi tipi di reti:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">si parla di</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">rete corporea</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">o</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">BAN</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">Body Area Network</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">) se la rete si estende intorno al corpo dell'utilizzatore con una estensione dell'ordine del metro (es.</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">Wireless Body Area Network</span><span class="fs14 cf3 ff1">)</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">si parla di</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">rete personale</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">o</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">PAN</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">Personal Area Network</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">) se la rete si estende intorno all'utilizzatore con una estensione di alcuni metri</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">si parla di</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">rete locale</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">o</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">LAN</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">Local Area Network</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">) se la rete si estende all'interno di un edificio o di un comprensorio, con una estensione entro alcuni chilometri</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">si parla di</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">rete universitaria</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">o</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">CAN</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">Campus Area Network</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">), intendendo la rete interna ad un campus universitario, o comunque ad un insieme di edifici adiacenti, separati tipicamente da terreno di proprietà dello stesso ente, che possono essere collegati con cavi propri senza far ricorso ai servizi di operatori di telecomunicazioni. Tale condizione facilita la realizzazione di una rete di interconnessione ad alte prestazioni e a costi contenuti.</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">si parla di</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">rete metropolitana</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">o</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">MAN</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">Metropolitan Area Network</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">) se la rete si estende all'interno di una città</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">si parla di</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">rete geografica</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">o</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">WAN</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">Wide Area Network</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">) se la rete ricopre un'area geografica molto estesa e che intercorre nelle reti precedenti</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">si parla di</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">rete globale</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">o</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">GAN</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">Global Area Network</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">) se la rete collega calcolatori dislocati in tutto il mondo, anche via satellite</span></li></ul></div><div>Classificazione in base al canale trasmissivo<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Reti Locali<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Le reti locali vengono realizzate tipicamente utilizzando un sistema di&nbsp;<span class="cf2">cablaggio</span>&nbsp;strutturato con cavi&nbsp;<span class="cf2">UTP</span>&nbsp;in categoria 5 o superiore, che serve uno o più edifici utilizzati tipicamente da una stessa entità organizzativa, che realizza e gestisce la propria rete, eventualmente con la cooperazione di aziende specializzate.</div><div>In molti casi, il cablaggio è complementato o sostituito da una copertura wireless.</div><div>Le&nbsp;<span class="cf2">LAN</span>&nbsp;vengono realizzate soprattutto con la tecnologia&nbsp;<span class="cf2">ethernet</span>, e supportano velocità di 10/100 Mbit/s, o anche 1 Gbit/s, su cavi in rame dalle caratteristiche adeguate (CAT5 o superiore), o su fibra ottica.</div><div>Reti pubbliche – Distribuzione<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Le reti pubbliche sono gestite da operatori del settore, e offrono servizi di telecomunicazione a privati e aziende in una logica di mercato.</div><div>Per poter offrire servizi al pubblico, è necessario disporre di una infrastruttura di distribuzione che raggiunga l'intera popolazione.</div><div>Per ragioni storiche, la gran parte delle reti pubbliche sono basate sul&nbsp;<span class="cf2">doppino telefonico</span>&nbsp;(dette anche&nbsp;<span class="cf2">POTS</span>,&nbsp;<i>Plain Old Telephone System</i>). Questa tecnologia era stata studiata per supportare il servizio di telefonia analogica, ma data la sua pervasività e gli alti investimenti che sarebbero necessari per sostituirla è stata adattata al trasporto di dati mediante diverse tecnologie:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">i</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">modem</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">per codificare segnali digitali sopra le comuni linee telefoniche analogiche. Il grande vantaggio di questa tecnologia è che non richiede modifiche alla rete distributiva esistente. Sono necessari due modem ai due capi di una connessione telefonica attiva per stabilire una connessione. Molti fornitori di servizio offrono un servizio di connettività</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">Internet</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">via modem mediante batterie di modem centralizzate. La velocità è limitata a circa 56 Kbit/s, con l'adozione di modem client e server che supportano la versione</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">V92</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">dei protocolli di comunicazione per modem. Questo protocollo incorpora funzioni di compressione del flusso di bit trasmesso, quindi la velocità effettiva dipende dal fattore di compressione dei dati trasmessi.</span></li></ul></div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">le reti</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">ISDN</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">Integrated Services Digital Network</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">) trasmettendo dati e voce su due canali telefonici in tecnologia digitale. Mediante appositi adattatori, è possibile inviare direttamente dati digitali. La tecnologia ISDN è ormai molto diffusa nei paesi sviluppati. Usandola per la trasmissione di dati, arrivano ad una velocità massima di 128 Kbit/s, senza compressione, sfruttando in pratica due connessioni dial-up in parallelo, possibili solo con determinati provider. La velocità su un singolo canale è invece limitata a 64 Kbit/s. Ci sarebbe un terzo canale utilizzato per il segnale ma non per la comunicazione con una capacità di 16 Kbit/s (Esso non viene mai utilizzato per i dati).</span></li></ul></div><div>Utilizzando modem analogici o ISDN, è possibile stabilire una connessione dati diretta tra due qualsiasi utenze della rete telefonica o ISDN rispettivamente.</div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">la tecnologia</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">ADSL</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">Asymmetric Digital Subscriber Line</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">) utilizza una porzione della banda trasmissiva disponibile sul doppino telefonico dalla sede dell'utente alla centrale telefonica più vicina per inviare dati digitali. È necessaria l'installazione di nuovi apparati di commutazione nelle centrali telefoniche, chiamati</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">DSLAM</span><span class="fs14 cf3 ff1">, e l'utilizzo di filtri negli impianti telefonici domestici per separare le frequenze utilizzate per la trasmissione dati da quelle per la comunicazione vocale. La loro diffusione sul territorio è limitata dai costi, che la rendono conveniente solo nelle aree maggiormente sviluppate. Durante la connessione tramite ADSL è possibile continuare a utilizzare il telefono in quanto le frequenze della voce e dei dati non si sovrappongono. Questa tecnologia è inoltre chiamata</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf3 ff1">Asimmetric</span></i><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">in quanto le velocità di download e di upload non sono uguali: in Italia sono tipicamente pari a 4 Mbit/s in download e 512 Kbit/s in upload, ma per certi abbonamenti la velocità di download può arrivare a 12 Mbit/s o anche 24 Mbit/s, usando tecnologie di punta come</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">ADSL2+</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">e reti di distribuzione in fibra ottica di ottima qualità. Il doppino di rame presenta l'inconveniente di attenuare i segnali, e non permette il funzionamento di questa tecnologia per distanze superiori ai 5 km circa. In alcuni casi è anche possibile un'ulteriore riduzione della distanza massima dovuta a interferenze esterne che aumentano la probabilità d'errore. Un'altra limitazione importante è data dall'interferenza "interna", che si verifica quando molte utenze telefoniche sullo stesso cavo di distribuzione utilizzano il servizio ADSL. Questo fa sì che non si possa attivare il servizio ADSL su più di circa il 50% delle linee di un cavo di distribuzione.</span></li></ul></div><div>ADSL è l'ultimo sviluppo sull'infrastruttura esistente di&nbsp;<span class="cf2">doppino telefonico</span>.</div><div>Per superare queste velocità, l'infrastruttura di distribuzione basata sul doppino dovrà essere sostituita da supporti fisici più performanti.</div><div>Tra i candidati a sostituire il doppino per la distribuzione domestica dei servizi di telecomunicazioni, si possono citare:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">le</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">fibre ottiche</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">le infrastrutture della</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">TV via cavo</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(diffusa soprattutto negli</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">USA</span><span class="fs14 cf3 ff1">)</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">il trasporto di dati sulla</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">rete elettrica</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(es.</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">powerline</span><span class="fs14 cf3 ff1">) o nelle condutture del gas.</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">le reti</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">wireless</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">le</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">reti satellitari</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(che però sono tipicamente unidirezionali, dal satellite alla casa dell'utente, mentre il canale di ritorno deve essere realizzato con altre tecnologie, spesso su doppino telefonico).</span></li></ul></div><div>Reti di trasporto<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Capacità ancora superiori sono necessarie per trasportare il traffico aggregato tra le centrali di un operatore di telecomunicazioni attraverso quella che è comunemente chiamata&nbsp;<span class="cf2">rete di trasporto</span>.</div><div>Con tecnologie più costose, tipicamente utilizzate dai provider, si raggiungono velocità di 40 Gbit/s per il singolo link su fibra ottica.</div><div>Su una singola fibra è poi possibile inviare molteplici segnali attraverso una tecnica di multiplazione chiamata (Dense)&nbsp;<span class="cf2">Wavelength Division Multiplexing</span>&nbsp;((D)WDM), o Multiplazione di Lunghezza d'Onda, che invia segnali ottici differenti a diverse lunghezze d'onda (in gergo,&nbsp;<i>colori</i>). Il numero di segnali indipendenti trasportabile va dai 4 o 16 dei relativamente economici impianti (Coarse)WDM alle centinaia degli impianti DWDM più avanzati.</div><div>Negli&nbsp;<span class="cf2">Stati Uniti d'America</span>&nbsp;il progetto&nbsp;<span class="cf2">Internet2</span>, cui collaborano la&nbsp;<span class="cf2">NASA</span>, la difesa e le università americane, connette già molti campus alla velocità di 2 Gigabit/s (disponibili anche per studenti), con miglioramenti di&nbsp;<span class="cf2">TCP/IP</span>&nbsp;per poter sfruttare alte velocità di trasmissione, e permetterà di far transitare in rete il controllo dei satelliti civili, dello scudo spaziale, aerei comandati a distanza, testate nucleari e l'intera infrastruttura militare.</div><div>Classificazione in base alla topologia<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Due sono le topologie principali, in base alla tecnologia assunta come modalità per il trasferimento dei dati:&nbsp;<span class="cf2">reti punto a punto</span>&nbsp;e reti con&nbsp;<span class="cf2">dominio di broadcast</span>&nbsp;condiviso.</div><div>Reti punto a punto<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf2">rete punto a punto</span></b></i>.</div><div>Le reti&nbsp;<i>punto a punto</i>&nbsp;(<i>point-to-point</i>) consistono in un insieme di collegamenti tra coppie di elaboratori, che formano&nbsp;<span class="cf2">grafi</span>&nbsp;di vario tipo (stella, anello, albero, grafo completo, anelli secanti ecc.). Per passare da una sorgente ad una destinazione, l'informazione deve attraversare diversi elaboratori intermedi. La strada che i dati devono seguire per arrivare correttamente a destinazione, è data dai&nbsp;<span class="cf2">protocolli di routing</span>. Il routing è l'insieme delle problematiche e tecniche relative al corretto ed efficace&nbsp;<span class="cf2">instradamento</span>&nbsp;dei dati sulla rete.</div><div>Reti con dominio di broadcast condiviso<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div><span class="fs13.16 cf3 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf3 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf3 ff1">Rete a stella</span></div><div>Le reti con dominio di broadcast condiviso sono reti di calcolatori connessi tramite lo stesso supporto trasmissivo condiviso tra più elaboratori, dove i messaggi inviati da un elaboratore vengono ricevuti da tutti gli altri. All'interno del messaggio vi è una parte relativa all'indirizzo del destinatario, in modo che tutte le altre macchine in ascolto possano scartare il messaggio in arrivo. Alcune reti prevedono indirizzi speciali di tipo&nbsp;<span class="cf2">broadcast</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">multicast</span>. Il broadcast permette di inviare messaggi a tutte le stazioni collegate al mezzo fisico, mentre il multicast permette di farlo solo ad un gruppo di stazioni, ma non a tutte. Un esempio di una tale rete è la comunissima<span class="cf2">Ethernet</span>.</div><div>Le moderne reti con dominio di broadcast condiviso sono realizzate con una topologia fisica&nbsp;<b>a stella</b>&nbsp;(point-to-point), in cui tutti gli elaboratori sono connessi ad un punto di concentrazione, dove un apparato attivo (<span class="cf2">switch</span>&nbsp;o&nbsp;<span class="cf2">hub</span>) crea l'illusione che siano tutti connessi allo stesso mezzo fisico. Talvolta si usa definire questi apparati<i>centrostella</i>, appunto perché si trovano al centro della rete a stella.</div><div>Le reti di calcolatori si basano su una&nbsp;<span class="cf2">multiplazione</span>&nbsp;dinamica a&nbsp;<span class="cf2">commutazione di pacchetto</span>, a differenza delle reti telefoniche che invece utilizzano una multiplazione statica a commutazione di circuito.</div><div>Tra le reti a commutazione di pacchetto però è fondamentale operare una distinzione tra&nbsp;<i><span class="cf2">reti con connessione</span></i>&nbsp;e&nbsp;<i><span class="cf2">reti a commutazione senza connessione</span></i>.</div><div>Nelle&nbsp;<i>reti con connessione</i>, i percorsi che il pacchetto seguirà attraverso la rete sono prestabiliti e sono sempre gli stessi (si veda la vicinanza, sotto questo punto di vista, alle reti a commutazione di circuito), e si basano su un canale, stavolta non fisico (come nelle reti telefoniche) ma "virtuale".</div><div>Per comprendere meglio il concetto di canale virtuale si pensi a due elaboratori A e B che devono comunicare tra loro; A e B all'interno della rete non sono collegati tra loro, quindi è necessario che i pacchetti attraversino degli elaboratori intermedi. Prima dell'effettivo scambio dei dati però tra A e B viene creato&nbsp;<i>un percorso prestabilito</i>&nbsp;chiamato canale&nbsp;<i>virtuale</i>.</div><div>Esempi particolarmente calzanti di reti orientate alla connessione sono le reti a commutazione di cella&nbsp;<span class="cf2">ATM</span>&nbsp;o le reti&nbsp;<span class="cf2">Frame Relay</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf4">Frame Relay SE</span>&nbsp;(Switch). I vantaggi di una rete siffatta stanno ovviamente nella&nbsp;<span class="cf2">qualità del servizio</span>&nbsp;(QoS).</div><div>Nelle&nbsp;<i>reti a commutazione senza connessione</i>&nbsp;(o&nbsp;<i>datagram</i>), i percorsi che i pacchetti tenderanno a seguire non sono (e non possono) essere prestabiliti a priori, ma dipendono da una serie di fattori.</div><div>Un esempio classico di rete a commutazione di pacchetto senza connessione è l'<span class="cf2">IP</span>. Come sappiamo nelle reti&nbsp;<span class="cf2">TCP/IP</span>&nbsp;il TCP dell'elaboratore A si collega direttamente al corrispondente servizio dell'elaboratore B. Quindi a livello di trasporto c'è connessione e quindi controllo sulla qualità del servizio e sulla congestione della rete. Cosa che non accade a livello network. Il router dell'elaboratore A affida i pacchetti al router successivo indicato nella sua tabella di routing. Dopodiché, si disinteressa totalmente dell'ulteriore percorso che il pacchetto dovrà seguire all'interno della rete. Questo potrebbe sembrare un male, ma così non è, proprio per via di questa divisione di compiti tra il layer di trasporto e quello network.</div><div>Architettura di rete<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Sezioni di una rete<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>In ogni rete di grandi dimensioni (WAN), è individuabile una&nbsp;<b>sezione di accesso</b>, che dà vita alla&nbsp;<span class="cf2">rete di accesso</span>, e una&nbsp;<b>sezione di trasporto</b>, che dà vita alla&nbsp;<span class="cf2">rete di trasporto</span>.</div><div>La&nbsp;<b>sezione di accesso</b>&nbsp;ha lo scopo di consentire l'accesso alla rete da parte dell'utente, e quindi di solito rappresenta una sede di risorse&nbsp;<i>indivise</i>&nbsp;(Si pensi ai collegamenti ADSL commerciali: La porzione di cavo che ci collega alla centrale è un&nbsp;<span class="cf2">doppino telefonico</span>, utilizzato esclusivamente dall'abbonato). La sezione di accesso altresì comprende tutti quegli strumenti idonei a consentire l'accesso alla rete. Quindi possiamo distinguere vari tipi di accesso: "Residenziale" (Classica linea a 56Kbit/s, linea ISDN/ADSL), "Business" (Rete Locale dell'azienda e Gateway o Proxy che consente l'accesso all'esterno), "Mobile" (si pensi ad esempio al GSM, che consente un accesso basato su una rete a radiofrequenza con copertura "cellulare"), o "Wireless".</div><div>La&nbsp;<b>sezione di trasporto</b>&nbsp;è quella che ha il compito di trasferire l'informazione tra vari nodi di accesso, utilizzando se è necessario anche nodi di transito. È sede quindi di risorse&nbsp;<i>condivise</i>sia di&nbsp;<span class="cf2">trasporto</span>&nbsp;dati sia di elaborazione. Dal punto di vista strutturale, una rete di trasporto è costruita quasi esclusivamente attraverso fibre ottiche (es.&nbsp;<span class="cf2">Backbone</span>).</div><div>Architettura protocollare<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Una rete di calcolatori è strutturata a livello logico-funzionale in una tipica&nbsp;<span class="cf2">architettura di rete</span>&nbsp;cioè con uno&nbsp;<span class="cf2">stack protocollare</span>&nbsp;per l'espletamento dell'insieme delle funzionalità di rete.</div><div>L'importanza degli standard<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Gli&nbsp;<span class="cf2">standard</span>&nbsp;<i><span class="cf2">de iure</span></i>&nbsp;e&nbsp;<i><span class="cf2">de facto</span></i>&nbsp;aiutano a gestire le reti aziendali multiprotocollo. I più importanti&nbsp;<span class="cf4">enti di standardizzazione</span>&nbsp;per le reti di computer sono:&nbsp;<span class="cf2">CCITT</span>,&nbsp;<span class="cf2">ITU</span>,&nbsp;<span class="cf2">ISO</span>,&nbsp;<span class="cf2">ANSI</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">IEEE</span>.</div><div>Di particolare impatto è l'<span class="cf2">OSI</span>&nbsp;(<b>O</b>pen&nbsp;<b>S</b>ystem&nbsp;<b>I</b>nterconnection), un progetto ISO risalente alla fine degli&nbsp;<span class="cf2">anni settanta</span>, che si propone come modello di riferimento per le reti. Esso presenta un approccio a 7 livelli (<i>layers</i>), con una serie di&nbsp;<span class="cf2">protocolli</span>&nbsp;che si inseriscono ai vari livelli. I livelli 1 (<i>Livello fisico</i>) e 2 (<i>Livello Data Link</i>) sono ormai standard, mentre per gli altri 5 ci sono<span class="cf2">protocolli</span>&nbsp;che esistono da tempo e gli standard faticano ad imporsi.</div><div>Architettura client-server<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Spesso le reti informatiche sono organizzate sotto un'architettura&nbsp;<span class="cf2">client-server</span>&nbsp;dove il&nbsp;<span class="cf2">client</span>&nbsp;istanzia una richiesta di servizio al&nbsp;<span class="cf2">server</span>&nbsp;per usufruire di risorse condivise tra tutti gli utenti della rete.</div><div>Nella stragrande parte dei casi l'architettura di queste reti è supportata da un sistema basato su&nbsp;<span class="cf2">domain controller</span>&nbsp;cioè una&nbsp;<span class="cf2">LAN</span>&nbsp;di tipo&nbsp;<i>dominio</i>.</div><div>Principali componenti di una rete<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">Principali componenti</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">hardware</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">detti anche</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">dispositivi di rete</span><span class="fs14 cf3 ff1">:</span><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">Hub</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Bridge</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Switch</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Router</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Firewall</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">UPS</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Server</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Cablaggio</span></li></ul></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">I componenti</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">software</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">di una rete sono detti</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">protocolli di rete</span><span class="fs14 cf3 ff1">. Potete trovarne una lista</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">qui</span><span class="fs14 cf3 ff1">.</span></li></ul></div><div>Solitamente, nel gergo dei progettisti di rete, con la dizione&nbsp;<i>apparati di rete</i>&nbsp;s'intendono i dispositivi dell'infrastruttura a supporto di server e cablaggio, considerati essenziali: in pratica, con riferimento all'elenco precedente, gli apparati da hub a firewall. In reti che supportano&nbsp;<span class="cf2">domini</span>&nbsp;complessi, le tipologie di apparati utilizzati sono ancora più numerose.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 07:40:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[USB]]></title>
			<author><![CDATA[Evotek]]></author>
			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Usb"><![CDATA[Usb]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_1mb290t1"><div>Panoramica<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div><span class="fs13.16 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1">Connettore maschio Type-A</span></div><div><span class="fs13.16 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1">Connettore maschio Type-B</span></div><div><span class="fs13.16 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1">Connettori mini-A e mini-B</span></div><div><span class="fs13.16 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1">Hub USB</span></div><div><span class="fs13.16 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1">Adattatori USB-PS/2</span></div><div>Il sistema USB è asimmetrico: consiste in un singolo gestore e molte periferiche collegate ad&nbsp;<span class="cf3">albero</span>, attraverso dei dispositivi chiamati&nbsp;<i><span class="cf3">hub</span></i>(concentratori). Supporta fino a un massimo di 127 periferiche per gestore, ma nel computo vanno inclusi anche gli hub e il gestore stesso, quindi, in realtà, il numero totale di dispositivi collegabili è sensibilmente inferiore. La lunghezza massima che può avere un cavo USB senza che il segnale diventi troppo debole è pari a 5&nbsp;<span class="cf3">m</span>; oltre questo limite, è necessario ricorrere a uno o più&nbsp;<i>hub</i>&nbsp;attivi che amplifichino il segnale. Le specifiche prevedono il collegamento consecutivo d'un massimo di 5&nbsp;<i>hub</i>; nonostante ciò dispositivi come<span class="cf3">mouse</span>&nbsp;e similari non hanno problemi.</div><div>Lo standard prevede che il connettore porti anche un cavo (chiamato VBUS) per alimentare le periferiche a basso consumo. Le periferiche che hanno richieste energetiche elevate devono essere alimentate a parte. I limiti energetici dello standard vanno seguiti scrupolosamente, pena il probabile danneggiamento del gestore, dato che lo standard USB non prevede nelle specifiche minime la sconnessione in caso di sovraccarico.</div><div>Il disegno dell'USB è stato pensato per consentire un semplice inserimento e rimozione. Lo standard è stato progettato in modo da consentire un semplice aggiornamento dei sistemi sprovvisti di USB attraverso una scheda&nbsp;<span class="cf3">PCI</span>&nbsp;<span class="cf3">ISA</span>&nbsp;o&nbsp;<span class="cf3">PC Card</span>. Le porte USB sono dotate del supporto del&nbsp;<i><span class="cf3">Plug and play</span></i>&nbsp;e supportano i dispositivi&nbsp;<i><span class="cf3">hot swap</span></i>: se il&nbsp;<span class="cf3">sistema operativo</span>&nbsp;lo consente, supportano la rimozione "a caldo" delle periferiche e il reinserimento senza dover riavviare il computer.</div><div>L'USB si può collegare periferiche che richiedono trasferimento dati, ma non può trasportare segnali video, (infatti per quello c'è&nbsp;<span class="cf3">HDMI</span>&nbsp;e la<span class="cf3">DisplayPort</span>). Questa barriera del segnale video è stata comunque abbattuta con il nuovo formato USB 3.1 Type-C. Per i componenti multimediali, ormai, lo standard USB è il metodo di collegamento più utilizzato, mentre nelle stampanti sopravvivono ancora pochi modelli dotati anche di&nbsp;<span class="cf3">porta parallela</span>&nbsp;per questioni di compatibilità.</div><div>Da alcuni anni, anche i veicoli (in primis le&nbsp;<span class="cf3">automobili</span>) hanno connessioni USB per l'impianto&nbsp;<span class="cf3">stereo</span>&nbsp;o per quello di navigazione GPS o, per i modelli di lusso, gli impianti video/TV. In alcune situazioni, tramite chiavetta USB si può aggiornare il&nbsp;<span class="cf3">firmware</span>&nbsp;di alcuni moduli dell'automobile, ad esempio il<span class="cf3">bluetooth</span>. In questo modo la compatibilità dei driver tra dispositivi interconnessi è costantemente assicurata.</div><div>In aggiunta al tradizionale settore elettronico-informatico-telematico, appaiono costantemente sul mercato tutta una serie di dispositivi o accessori alimentati tramite presa USB<sup><span class="fs0.7rem ff1">[1]</span></sup>&nbsp;e qualsiasi elencazione correrebbe il rischio di essere obsoleta quanto prima.</div><div>NomeVersioneVelocità teoricaVelocità realeData di pubblicazioneLow-SpeedUSB 1.01,5&nbsp;<span class="cf3">Mbps</span><br><small>(187,5 KB/sec)</small>1&nbsp;<span class="cf3">Mbps</span><br><small>(125 KB/sec)</small>Gennaio 1996Full-SpeedUSB 1.112&nbsp;<span class="cf3">Mbps</span><br><small>(1,5 MB/sec)</small>7&nbsp;<span class="cf3">Mbps</span><br><small>(875 KB/sec)</small>Agosto 1998Hi-SpeedUSB 2.0480&nbsp;<span class="cf3">Mbps</span><br><small>(60 MB/sec)</small>280&nbsp;<span class="cf3">Mbps</span><br><small>(35 MB/sec)</small>Aprile 2000Super-SpeedUSB 3.04,8&nbsp;<span class="cf3">Gbps</span><br><small>(600 MB/sec)</small>3,2&nbsp;<span class="cf3">Gbps</span><br><small>(400 MB/sec)</small>Settembre 2008Super-Speed+USB 3.110&nbsp;<span class="cf3">Gbps</span><br><small>(1,25 GB/sec)</small>7,2&nbsp;<span class="cf3">Gbps</span><br><small>(900 MB/sec)</small>Gennaio 2013</div><div>Le specifiche dell'USB stabiliscono due tipi di connettori per collegare i dispositivi: il connettore A e il connettore B. Alcuni produttori hanno introdotto delle varianti del connettore per i loro dispositivi miniaturizzati. Questi dispositivi rispettano comunque lo standard di comunicazione USB a tutti gli effetti, con l'unica differenza che il connettore è fisicamente diverso. Essi sono chiamati&nbsp;<span class="cf3">micro-USB</span>&nbsp;o&nbsp;<span class="cf3">mini-USB</span>&nbsp;di tipo A e B. Con l'USB 3.1 è stato introdotto il connettore tipo C, il primo connettore USB reversibile.</div><div>Un'estensione dell'USB, chiamata&nbsp;<span class="cf3">USB-On-The-Go (OTG)</span>, consente a una singola porta di fungere sia da dispositivo sia da controllore. Ciò consente una più semplice connessione di alcuni dispositivi, come i&nbsp;<span class="cf3">PDA</span>, che a volte devono fungere da dispositivo e a volte devono comandarne. Per evitare una proliferazione dei connettori proprietari, USB-On-The-Go ha definito anche due connettori chiamati mini-A e mini-B, che sono connettori molto più piccoli dei connettori precedenti; questo rimuove la principale motivazione dei produttori a ignorare lo standard, cioè risparmiare spazio.</div><div>USB 1.0 (Low-Speed)<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div><span class="fs13.16 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1">Primo logo USB</span></div><div>La prima versione dell'USB è stato sviluppata da un consorzio di aziende quali&nbsp;<span class="cf3">Compaq</span>,&nbsp;<span class="cf3">Hewlett-Packard</span>,&nbsp;<span class="cf3">IBM</span>,&nbsp;<span class="cf3">Microsoft</span>, NEC, tra l'altro, sviluppata e introdotta nel mercato a partire da gennaio 1996. Un importante contributo a questo sviluppo è stato dato dal team di&nbsp;<span class="cf3">Intel</span>&nbsp;(guidato da Ajay Bhatt). Questa interfaccia supporta una velocità di trasmissione di solo 1,5 Mbps, una velocità adeguata solo per mouse, tastiere e altri dispositivi lenti e una lunghezza massima di 3 metri (nonostante ciò un cavo di 1,5 metri rendeva quasi inutilizzabile un semplice mouse USB 1.0), in caso di lunghezze superiori è necessario usare degli Hub USB.<br>USB nella prima release è dotato solamente dei due connettori standard:&nbsp;<b>Type-A</b>&nbsp;e&nbsp;<b>Type-B</b></div><div>ConnettoreDimensioneDescrizioneIl connettore tipo A è un connettore rettangolare e normalmente viene utilizzato per collegare un dispositivo a una porta USB tipo A di un computer o di un hub. Il connettore può essere chiamato anche&nbsp;<i>downstream</i>, poiché i dati escono dal computer o dal dispositivo.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[2]</span></sup>Il connettore tipo B è un connettore quadrato con gli angoli superiori smussati e viene utilizzato per collegare un cavo USB a un dispositivo USB. Il connettore può essere chiamato anche&nbsp;<i>upstream</i>, poiché i dati escono dal dispositivo e fluiscono nel computer o nell'hub USB.</div><div>USB 1.1 (Full-Speed)<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Nell'agosto del 1998 per risolvere alcuni problemi dell'USB 1.0 venne pubblicata l'USB 1.1. USB 1.1 è la prima versione che è stata ampiamente adottata. Vennero risolti i problemi di lunghezza dell'USB 1.0. L'USB 1.1 supporta una velocità di 12 Mbps.</div><div>USB 2.0 (Hi-Speed)<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div><span class="fs13.16 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1">Una scheda di espansione USB 2.0 PCI Express</span></div><div>La successiva versione dell'USB risale all'aprile del 2000 (chiamato USB "hi-speed"). La principale caratteristica è l'innalzamento della velocità teorica di trasferimento a 480 Mbit/s. Essa consente all'USB di essere competitivo con lo standard&nbsp;<span class="cf3">Firewire 400 (IEEE 1394)</span>, che ha una velocità di trasferimento di 400 Mbit/s, benché agli effetti pratici quest'ultimo risulti più veloce e stabile del primo, soprattutto con dispositivi che manipolano flussi video.</div><div>L'USB 2.0 ricevette tanti piccoli aggiornamenti realizzati tramite l'ECN che introducono funzionalità tra cui i connettori mini e micro, l'USB OTG, il supporto alla ricarica per i dispositivi e altro:</div><div><ul><li><i><span class="fs14 cf2 ff1">Mini</span><span class="fs14 cf2 ff1">-A e</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">mini</span><span class="fs14 cf2 ff1">-B connettori ECN</span></i><span class="fs14 cf2 ff1">: pubblicato nell'ottobre del 2000 (Anche i connettori mini sono compatibili con l'</span><span class="fs14 cf2 ff1">USB On-The-Go</span><span class="fs14 cf2 ff1">. Questo non deve essere confuso con connettore Micro-B).</span></li><li><i><span class="fs14 cf2 ff1">Errata del dicembre 2000</span></i><span class="fs14 cf2 ff1">: pubblicato nel dicembre 2000.</span></li><li><i><span class="fs14 cf2 ff1">Pull-up / pull-down Resistenze ECN</span></i><span class="fs14 cf2 ff1">: pubblicato nel maggio 2002.</span></li><li><i><span class="fs14 cf2 ff1">Errata del maggio 2002</span></i><span class="fs14 cf2 ff1">: pubblicato nel maggio 2002.</span></li><li><i><span class="fs14 cf2 ff1">Interface Associations ECN</span></i><span class="fs14 cf2 ff1">: pubblicato nel maggio 2003 (è stato aggiunto un nuovo descrittore di standard che consente di associare più interfacce con una funzione di unico dispositivo).</span></li><li><i><span class="fs14 cf2 ff1">Rounded Chamfer ECN</span></i><span class="fs14 cf2 ff1">: pubblicato nell'ottobre 2003 (Un cambiamento, compatibile con Mini-B, che fa sì che i connettori durino di più).</span></li><li><i><span class="fs14 cf2 ff1">Unicode ECN</span></i><span class="fs14 cf2 ff1">: pubblicato nel febbraio 2005 (Questa ECN specifica che le stringhe sono codificati utilizzando UTF-16LE . USB 2.0 specifica Unicode , ma non ha specificato la codifica).</span></li><li><i><span class="fs14 cf2 ff1">Inter-Chip supplemento USB</span></i><span class="fs14 cf2 ff1">: pubblicato nel marzo 2006</span></li><li><i><span class="fs14 cf2 ff1">On-The-Go Supplemento 1.3</span></i><span class="fs14 cf2 ff1">: pubblicato nel dicembre 2006 (l'</span><span class="fs14 cf2 ff1">USB On-The-Go</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">consente a due dispositivi USB di comunicare tra loro senza la necessità di un host USB separato.In pratica, uno dei dispositivi USB funge da host per l'altro dispositivo).</span></li><li><i><span class="fs14 cf2 ff1">Specifiche di ricarica della batteria 1.1</span></i><span class="fs14 cf2 ff1">: pubblicato nel marzo 2007 (Aggiornato 15 aprile 2009) (aggiunge il supporto per caricabatterie dedicati, alimentatori con connettori USB, caricabatterie ospitanti, host USB che possono agire come caricabatterie e la previsione No Dead Battery, che consente ai dispositivi di ricevere temporaneamente corrente 100 mA dopo che sono stati attaccati. Se un dispositivo USB è collegato al caricabatterie dedicato, la massima corrente assorbita dal dispositivo può essere alto come 1,8 A. (Si noti che questo documento non viene pubblicato con le specifiche USB 2.0 ma solo USB 3.0 e USB On-The-Go).</span></li><li><i><span class="fs14 cf2 ff1">Connettori</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">Micro-USB</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">e Specifica 1.01</span></i><span class="fs14 cf2 ff1">: pubblicato nell'aprile 2007 (aggiunge due nuovi connettori: micro-USB A e B).</span></li><li><i><span class="fs14 cf2 ff1">Collegamento Power Management Addendum ECN</span></i><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;:. Pubblicato nel luglio 2007 (Questo aggiunge "sleep", un nuovo stato di alimentazione tra stati abilitati e sospese. Dispositivo in questo stato non è tenuta a ridurre il consumo energetico. Tuttavia, il passaggio tra abilitato e stati di sospensione è molto più veloce il passaggio tra gli stati abilitati e sospese, che consente ai dispositivi di dormire mentre inattività).</span></li><li><i><span class="fs14 cf2 ff1">Specifiche di ricarica della batteria 1.2</span></i><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;: pubblicato nel dicembre 2010.</span><br><span class="fs14 cf2 ff1">Diversi cambiamenti ei limiti crescenti comprese consentendo 1,5 A su porte per dispositivi non configurati ricarica, che consente la comunicazione ad alta velocità, pur avendo una corrente fino a 1,5 A e consentendo una corrente massima di 5 A.</span><sup><span class="fs0.7rem cf2 ff1">[3]</span></sup></li></ul></div><div>ConnettoreDimensioneDescrizioneIl connettore tipo A è un connettore rettangolare e normalmente viene utilizzato per collegare un dispositivo a una porta USB tipo A di un computer o di un hub. Il connettore può essere chiamato anche&nbsp;<i>downstream</i>, poiché i dati escono dal computer o dal dispositivo.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[2]</span></sup>Il connettore tipo B è un connettore quadrato con gli angoli superiori smussati e viene utilizzato per collegare un cavo USB a un dispositivo USB. Il connettore può essere chiamato anche&nbsp;<i>upstream</i>, poiché i dati escono dal dispositivo e fluiscono nel computer o nell'hub USB.Sono i connettori di dimensione intermedia previsti dallo standard USB. Il connettore tipo A è utilizzato per l'uscita dei dati ed il tipo B per l'ingresso. Sono stati progettati per dispositivi di medie dimensioni come navigatori satellitari, dischi esterni, tablet, lettori multimediali, telecamere, ecc.</div><div><br></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf3">Mini-USB</span></b></i>.Sono i più piccoli connettori previsti dallo standard USB. Sono stati progettati per dispositivi di piccole dimensioni come cellulari, smartphone e lettori multimediali portatili.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[4]</span></sup>&nbsp;Anche in questo caso il connettore tipo A è utilizzato per l'uscita dei dati ed il tipo B per l'ingresso, come per i connettori Mini-USB; ha 5 pin per supportare la specifiche&nbsp;<span class="cf3">OTG</span>, utilizzato anche dalla specifica&nbsp;<span class="cf3">MHL</span>. Il connettore Micro-B riceve il nuovo connettore per supportare l'USB 3.0, il tipo A no.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[5]</span></sup></div><div><br></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf3">Micro-USB</span></b></i>.</div><div>USB 3.0 (Super-Speed)<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Il 18 settembre&nbsp;<span class="cf3">2007</span>&nbsp;la nuova versione viene presentata al pubblico e ai media da Pat Gelsinger,&nbsp;<span class="cf3">CEO</span>&nbsp;della&nbsp;<span class="cf3">Intel</span>, che effettua una prima dimostrazione di funzionamento di USB 3.0 all'<span class="cf3">Intel Developer Forum</span>.</div><div>Le specifiche USB 3.0 sono state rese note il 13 agosto 2008<sup><span class="fs0.7rem ff1">[6]</span></sup>&nbsp;mentre i primi prodotti commerciali sono usciti a cavallo tra il 2009 e il 2010.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[7]</span></sup>&nbsp;Come avvenuto in precedenza, la versione 3.0 ha mantenuto la retrocompatibilità con USB 2.0 e 1.0. Infatti i nuovi connettori (con un maggior numero di piedini) permettono l'inserzione in una parte dei suoi piedini dei connettori USB 2.0.</div><div>Nella prima metà di ottobre&nbsp;<span class="cf3">2008</span>&nbsp;<span class="cf3">Intel</span>, una delle aziende che hanno definito il protocollo USB, ha fornito le specifiche tecniche per la nuova interfaccia USB 3.0, retrocompatibile con l'USB 2.0.</div><div>Una nuova caratteristica è il bus "SuperSpeed", che fornisce una quarta modalità di trasferimento dati a&nbsp;4,8&nbsp;<span class="cf3">Gbit/s</span>,&nbsp;(fino a dieci volte più veloce della versione USB 2.0) utilizzando due coppie intrecciate ad alta velocità per il bus sopra citato e il supporto di connessioni ottiche, con la quale la specifica ritiene ragionevole ottenere almeno 3,2 Gbps al netto dell'overhead di protocollo (corrispondenti a 320 MB/s). Per ospitare i piedini supplementari per la modalità SuperSpeed, i fattori di forma fisica per USB 3.0 spine e i contenitori sono stati modificati. Il contatto femmina standard-A è più profondo per accettare questi nuovi connettori. Un cavo standard legacy di A-a-B lavorerà come progettato e non entrerà mai in contatto con i connettori SuperSpeed, garantendo la compatibilità con le versioni precedenti. La spina SuperSpeed standard A si adatterà correttamente alle prese, ma il SuperSpeed standard B non è adatto alle prese B standard vecchio stile (quindi un nuovo cavo può essere utilizzato per la connessione di un nuovo dispositivo a un vecchio host, ma non per collegare un nuovo host a un vecchio dispositivo, e sarà necessario un cavo standard legacy A-a-B).</div><div>USB 3.0 estende il tipo di trasferimento di massa in SuperSpeed. Questa estensione consente a un host e a un dispositivo di creare e trasferire più flussi di dati attraverso un singolo supporto. Nuove funzioni di gestione dell'alimentazione includono il supporto di inattività, stand by e sospensione dello stato. USB 3.0 non definisce le lunghezze dei cavi, in teoria può essere usata qualsiasi lunghezza, purché soddisfi tutti i requisiti definiti nella specifica. Tuttavia alcune stime indicano una limitazione di&nbsp;3&nbsp;<span class="cf3">m</span>/5&nbsp;<span class="cf3">m</span>&nbsp;usando SuperSpeed.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[8]</span></sup></div><div>Le porte e i connettori USB 3.0 si riconoscono subito in quanto hanno il supporto interno dei contatti (interfaccia) di colore blu. I piedini in più nel tipo A sono nascosti, ma ad un occhio esperto visibili.</div><div>Le specifiche dell'USB 3.0 prevedono 4 connettori USB ufficiali, 3 retro-compatibili dalle versioni precedenti, uno nuovo<sup><span class="fs0.7rem ff1">[9]</span></sup>, a differenza delle versioni precedenti la plastica all'interno del connettore deve essere blu del colore Pantone 300C; sono previsti 5 nuovi piedini.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[10]</span></sup></div><div>ConnettoreDimensioneDescrizioneIl connettore tipo A, esternamente è identico alla versione precedente, solo che sono stati predisposti 5 nuovi pin per il trasferimento dei segnali tramite lo standard USB 3.0, sia la presa che la spina sono retro-compatibili con la versione precedente (naturalmente la velocità è limitata a quella dell'USB 2.0).Il connettore tipo B, ha un'altezza aggiuntiva per permettere la connessione dei nuovi PIN, solo la presa supporta l'inserimento di una spina USB 2.0, non il reciproco.Il connettore Micro-USB di tipo B prevede un'appendice per la connessione dei nuovi pin, solo la presa supporta l'inserimento di una spina USB 2.0, non il reciproco.</div><div>L'USB 3.0 non prevede una versione aggiornata dei connettori Mini-USB e Micro-A in quanto vengono dichiarati obsoleti dalla data di rilascio di tale specifica.</div><div>USB 3.1 (Super-Speed+)<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>A gennaio 2013 è stata annunciata la nuova versione dell'USB e le specifiche pubblicate il 31 luglio 2013<sup><span class="fs0.7rem ff1">[11]</span></sup>. Si sa che arriverà un nuovo connettore Tipo C, la cui velocità sarà di 10 Gbps (900 MB/s). La nuova versione supporta 5 profili:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf2 ff1">Profilo 1: 5 V a 2,0 A (10 W);</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Profilo 2: 5 V a 2,0 A (10 W), 12 V a 1,5 A (18 W);</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Profilo 3: 5 V a 2,0 A (10 W), 12 V a 3 A (36 W);</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Profilo 4: 5 V a 2,0 A (10 W), 12 V, 20 V a 3 A (36 W, 60 W);</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Profilo 5: 5 V a 2,0 A (10 W), 12 V, 20 V a 5 A (60 W, 100 W).</span></li></ul></div><div>È stato annunciato anche il nuovo connettore Tipo C che, oltre ad essere reversibile, è il primo a supportare i profili a 12 V e 20 V, ma nonostante ciò rimane polarizzato, tramite due serie di Pin (A e B)<sup><span class="fs0.7rem ff1">[12]</span></sup>. Il connettore tipo C introduce due nuovi pin VBUS a 12 V e 20 V. I connettori di tipo A, B e mini B non saranno aggiornati con i pin VBUS 12 e 20 V, ma il connettore tipo A supporterà i 10 Gbit/s. Nei nuovi dispositivi i connettori di tipo A e C saranno di colore Blu/Acqua se utilizzabili sia per l'alimentazione che per la trasmissione dati, mentre il connettore C sarà di colore nero se utilizzabile soltanto per alimentazione.</div><div>ConnettoreDescrizioneIl nuovo connettore tipo C, presentato nel 2014<sup><span class="fs0.7rem ff1">[9]</span></sup>, prevede due gruppi di 12 pin (12 sopra, 12 sotto) per permettere la reversibilità ma rimanere polarizzato. Oltre a questo prevede i PIN dell'USB 2.0 e il supporto all'OTG e MHL.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[12]</span></sup></div><div>I due nuovi pin aggiunti il VBUS a 12V e 24V devono essere alimentati tramite un alimentatore esterno perché gli altri connettori USB non prevedono questi PIN. Quindi, attualmente non è possibile realizzare alimentatori da incasso come con l'USB 2.0, sempre se non si realizza un'appendice per i nuovi pin, in stile PoweredUSB<sup><span class="fs0.7rem ff1">[13]</span></sup></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf3">USB Tipo-C</span></b></i>.</div><div>In realtà esistono altre versioni di connettori non standard per il collegamento USB di dispositivi con presa "proprietaria" di vario tipo (ad esempio lettori mp3, modem UMTS, telefoni cellulari, macchine fotografiche digitali, videocamere, ecc.).</div><div>Evoluzioni future<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div></div><div><b>Questa voce o sezione contiene informazioni riguardanti una&nbsp;<span class="cf3">tecnologia</span>&nbsp;in fase di sviluppo.</b><hr></div><div><span class="fs12.6">Il contenuto potrebbe cambiare radicalmente non appena maggiori informazioni saranno disponibili. Per favore,</span><span class="fs12.6">&nbsp;</span><b><span class="fs12.6">non aggiungere</span><span class="fs12.6">&nbsp;</span><span class="fs12.6">speculazioni</span><span class="fs12.6">&nbsp;</span><span class="fs12.6">alla voce.</span></b></div><div>L'evoluzione dello standard USB si concentra su due strade: la prima prevede un innalzamento della velocità massima di trasferimento, mentre la seconda strada, chiamata&nbsp;<span class="cf3">wireless USB</span>, prevede l'abbandono dei cavi per la comunicazione tramite onde radio. Una prima specifica wireless USB è già stata standardizzata e alcuni dispositivi sono in commercio.</div><div>Nel 2015 la versione principalmente in uso è la 2.0, ma i nuovi dispositivi in commercio sono dotati per la maggior parte della versione 3.0, ed alcuni, ma pochi, della versione 3.1.</div><div><span class="fs13.16 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1">Connettore maschio Micro-B</span></div><div>L'USB come connettore per caricare i dispositivi<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf3">Micro-USB</span></b></i>.</div><div><span class="fs13.16 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1">Mini ventilatori alimentati tramite prese USB</span></div><div>Il connettore&nbsp;<span class="cf3">micro-USB</span>&nbsp;tipo B è stato scelto da alcune delle maggiori aziende di telefonia cellulare del mondo (<span class="cf3">Nokia</span>,&nbsp;<span class="cf3">LG</span>,&nbsp;<span class="cf3">Motorola</span>,&nbsp;<span class="cf3">Samsung</span>,<span class="cf3">BlackBerry (ex RIM)</span>,&nbsp;<span class="cf3">Sony Mobile Communications</span>,&nbsp;<span class="cf3">NEC</span>,&nbsp;<span class="cf3">Qualcomm</span>,&nbsp;<span class="cf3">Texas Instruments</span>) per diventare il connettore standard che dal 2011 sarà presente su tutti i telefoni cellulari del mondo. È stata l'<span class="cf3">Unione europea</span>&nbsp;a chiederlo al fine di ridurre l'inquinamento elettronico (l'esistenza di decine di caricatori diversi obbliga chi intende cambiare cellulare a buttare via anche il relativo caricabatterie, essendo nella maggior parte dei casi incompatibile con il nuovo telefono)<sup><span class="fs0.7rem ff1">[14]</span></sup>, senza contare però che ogni caricabatteria dà&nbsp;<span class="cf3">tensioni</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf3">correnti</span>&nbsp;differenti in uscita.</div><div>Apple, inizialmente restia all'introduzione del nuovo connettore, ha in seguito acconsentito all'introduzione dello standard Micro-USB anche sui suoi terminali. Ma l'uscita sul mercato dei telefoni cellulari iPhone 4 (2010) e iPhone 4S (2011) hanno dimostrato che Apple, malgrado avesse dichiarato il contrario, abbia deciso di non introdurre sui suoi prodotti il connettore micro-USB. Negli anni successivi (2012 e 2013) la presa proprietaria di Apple cambia, e diventa più sottile (prende il nome di connettore&nbsp;<span class="cf3">Lightning</span>) ma rimane uno standard proprietario montato solo sui dispositivi Apple (iPhone 5 e successivi, iPod, iPad, iPad Mini, iPad Air).</div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf3">USB Tipo-C</span></b></i>.</div><div>Con l'USB 3.1 è stato introdotto il nuovo connettore tipo C che introduce alcune novità, tra cui la possibilità di ricaricare dispositivi che richiedono più di 25 W tramite due nuovi pin, diventerà il nuovo standard per ricaricare i dispositivi cellulari, tablet, e portatili.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[15]</span></sup>&nbsp;Ma essendo l'unico connettore con i due nuovi pin non sarà possibile realizzare alimentatori da incasso con prese USB.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[13]</span></sup></div><div>Specifiche tecniche<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Piedinatura<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Di seguito viene illustrato uno schema che esemplifica la disposizione dei pin di contatto, e la loro funzione, dei connettori USB.</div><div style="text-align: center;"><span class="fs14 cf2 ff1"></span></div><div><ul><li><span class="fs14 cf2 ff1">Piedinatura del connettore USB:</span></li></ul></div><div>PinNome segnaleColore filoDescrizione1VBUS+ 5 V2D-Data −3D+Data +4GNDGND</div><div><ul><li><span class="fs14 cf2 ff1">Piedinatura del connettore micro/mini USB:</span></li></ul></div><div>PinNome segnaleColore filoDescrizione1VBUS+ 5V2D-Data −3D+Data +4IDInterconnessione Mini/Micro A e B<ul><li>Tipo A connesso a GND</li><li>Tipo B non connesso</li><li><span class="cf3">OTG</span>&nbsp;connesso a GND</li></ul>5GNDGND</div><div><ul><li><span class="fs14 cf2 ff1">Pin aggiuntivi introdotti dall'USB 3.0:</span></li></ul></div><div>PinNome segnaleDescrizione6SSTX+Il trasferimento dei dati dall'host al dispositivo7SSTX−SSTX+ ritorno8GNDGND9SSRX+Il trasferimento dei dati dal dispositivo all'host10SSRX−SSRX+ ritorno</div><div><ul><li><span class="fs14 cf2 ff1">Pin aggiuntivi introdotti nel connettore tipo C:</span></li></ul></div><div style="text-align: center;"></div><div>Nome segnaleDescrizione11VBUS+ 12V12VBUS+ 20V</div><div>Latenza<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>La latenza dell'USB 1.x è di circa 1ms,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[16]</span></sup>&nbsp;la latenza dell'USB 2.0 è di circa 125 us, invece con l'USB 3.0, solo però con i pin SSTX e SSRX è di circa 950 ns.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[17]</span></sup></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 07:38:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Wireless]]></title>
			<author><![CDATA[Evotek]]></author>
			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Reti"><![CDATA[Reti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_3u3zrofs"><div>Storia<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Le reti wireless sono un'importante forma di connessione per molte attività, e con il continuo miglioramento dei relativi sistemi ci si aspetta lo saranno sempre più, soprattutto per le imprese. Il mercato dei dispositivi wireless è stimato in continua crescita e il giro d'affari, di 300 milioni di&nbsp;<span class="cf2">dollari</span>&nbsp;nel 1999, è passato ad 1,6 miliardi nel 2005. Le reti wireless vengono attualmente installate soprattutto negli&nbsp;<span class="cf2">aeroporti</span>, nelle&nbsp;<span class="cf2">università</span>&nbsp;e nei&nbsp;<span class="cf2">parchi pubblici</span>&nbsp;delle grandi città.</div><div>Un tempo, a causa del costo degli apparecchi wireless, questa tecnologia veniva utilizzata solo in caso di condizioni in cui l'uso di cavi era problematico o impossibile. Mano mano che i prezzi diminuiscono, però, le reti&nbsp;<span class="cf2">WLAN</span>&nbsp;ad esempio stanno entrando anche nelle case, permettendo la condivisione di dati e della connessione Internet (mediante&nbsp;<span class="cf2">router</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">access point</span>) tra i<span class="cf2">computer</span>&nbsp;di una famiglia.</div><div>Molti ritengono che la tecnologia wireless rappresenti il futuro della connettività (basti pensare al&nbsp;<span class="cf2">Wi-fi</span>, al&nbsp;<span class="cf2">Wi-Max</span>&nbsp;e al&nbsp;<span class="cf2">4G</span>), ma una rilevante voce fuori del coro è quella di&nbsp;<span class="cf2">Robert Metcalfe</span>, inventore di&nbsp;<span class="cf2">Ethernet</span>, il protocollo più famoso per reti locali (<span class="cf2">LAN</span>) cablate.</div><div>Descrizione fisica<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Ogni sistema di comunicazione wireless è composto da un&nbsp;<span class="cf2">trasmettitore</span>, un ricevitore e dagli elementi deputati all'<span class="cf2">irradiazione elettromagnetica</span>&nbsp;ovvero alla trasduzione elettro-elettromagnetica e viceversa ovvero le&nbsp;<span class="cf2">antenne</span>, i&nbsp;<span class="cf2">laser</span>, i&nbsp;<span class="cf2">fotorivelatori</span>. La comunicazione può essere monodirezionale, bidirezionale&nbsp;<span class="cf2">half-duplex</span>, bidirezionale&nbsp;<span class="cf2">full-duplex</span>. Le&nbsp;<span class="cf2">frequenze</span>elettromagnetiche utilizzate variano a seconda dello&nbsp;<span class="cf2">standard</span>&nbsp;implementato.</div><div>Vantaggi e svantaggi<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>La filosofia nonché la motivazione che spinge a realizzare dispositivi e reti wireless è l'abolizione del&nbsp;<span class="cf2">cablaggio</span>&nbsp;che può essere in alcuni casi fastidioso per sovraccarico di fili nei dispositivi a corto raggio, ma soprattutto estremamente oneroso a livello economico in molti casi come nel caso del cablaggio delle comuni&nbsp;<span class="cf2">reti informatiche</span>&nbsp;nel medio/lungo raggio. Basti pensare alla difficoltà degli operatori (<span class="cf2">provider</span>) di estendere e rendere ubiquitaria la&nbsp;<span class="cf2">banda larga</span>&nbsp;in&nbsp;<span class="cf2">Internet</span>&nbsp;proprio a causa dell'elevato costo della messa in posa dei portanti fisici in relazione ai possibili introiti futuri derivanti dell'investimento. Un singolo dispositivo di ricetrasmissione radio può invece coprire un'ampia zona di utenza ad un prezzo di impianto notevolmente più basso. Reti e dispositivi wireless consentono dunque il superamento del vincolo del cablaggio e allo stesso tempo consentono anche la mobilità del servizio all'utente nelle reti wireless radiomobili come le<span class="cf2">reti cellulari</span>. Il prezzo da pagare rispetto alle comuni reti e dispositivi cablati è quello di una qualità del servizio (QoS) generalmente inferiore (almeno per ora) e maggiori problematiche relative alla Sicurezza della comunicazione e al possibile&nbsp;<span class="cf2">inquinamento elettromagnetico</span>.</div><div>Rete wireless (WLAN)<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div></div><div><b>Questa voce o sezione sugli argomenti informatica e telecomunicazioni è ritenuta&nbsp;<span class="cf2">da controllare</span></b>.<br></div><div><b><span class="fs12.6">Motivo</span></b><span class="fs12.6">:</span><span class="fs12.6">&nbsp;</span><i><span class="fs12.6">Se la WLAN è solo uno dei casi elencati e trattati qui, perché c'è quell'indicazione nel titolo della sezione e c'è il rimando con template Vedi anche solo per essa?</span></i></div><div><hr></div><div><span class="fs12.6">Partecipa alla</span><span class="fs12.6">&nbsp;</span><span class="fs12.6">discussione</span><span class="fs12.6">&nbsp;</span><span class="fs12.6">e/o</span><span class="fs12.6">&nbsp;</span><span class="fs12.6">correggi</span><span class="fs12.6">&nbsp;</span><span class="fs12.6">la voce. Segui i suggerimenti del</span><span class="fs12.6">&nbsp;</span><span class="fs12.6">progetto di riferimento</span><span class="fs12.6">.</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf2">Wireless local area network</span></b></i>.</div><div>In&nbsp;<span class="cf2">informatica</span>,&nbsp;<b>wireless local area network</b>, termine&nbsp;<span class="cf2">inglese</span>&nbsp;abbreviato in&nbsp;<b>WLAN</b>, indica una “<span class="cf2">rete locale</span>&nbsp;senza fili”. Con la sigla WLAN si indicano genericamente tutte le&nbsp;<span class="cf2">reti</span>&nbsp;locali di<span class="cf2">computer</span>&nbsp;che non utilizzano dei collegamenti via cavo per connettere fra loro gli&nbsp;<span class="cf2">host</span>&nbsp;della rete.</div><div>Le tipologie di rete wireless sono:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">WPAN</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(Wireless Personal Area Network), a livello domestico</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">WLAN</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(Wireless Local Area Network) propriamente dette come il</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">Wi-fi</span><span class="fs14 cf3 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">WAN</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(Wide Area Network) wireless</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">BWA</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(Broadband Wireless Access), che sta conoscendo grande diffusione grazie alla tecnologia</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">WiMAX</span></li></ul></div><div>a queste si aggiungono:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">Reti Cellulari</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">radiomobili come</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">GSM</span><span class="fs14 cf3 ff1">,</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">GPRS</span><span class="fs14 cf3 ff1">,</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">EDGE</span><span class="fs14 cf3 ff1">,</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">UMTS</span><span class="fs14 cf3 ff1">,</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">HSPA</span><span class="fs14 cf3 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Reti satellitari</span></li></ul></div><div>Tecnologie<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Le reti locali Wireless possono utilizzare come mezzo trasmissivo le&nbsp;<span class="cf2">onde radio</span>, la&nbsp;<span class="cf2">luce infrarossa</span>&nbsp;o i sistemi&nbsp;<span class="cf2">laser</span>.</div><div>Le onde radio vengono utilizzate dalle reti tipo&nbsp;<span class="cf2">Wi-Fi</span>&nbsp;cioè reti che devono coprire ambienti eterogenei dove le diverse postazioni da collegare non sono necessariamente visibili, infatti possono essere separate da muri o da intercapedini.</div><div>Le reti basate su infrarossi vengono utilizzate per collegare dispositivi visibili direttamente, sono lente e spesso utilizzano dispositivi dedicati infatti sono in disuso sostituite quasi totalmente dai dispositivi&nbsp;<span class="cf2">Bluetooth</span>.</div><div>Le reti basate su Laser vengono utilizzate normalmente per collegare sottoreti costruite utilizzando altre tecnologie. Il Laser viene utilizzato per la sua elevata velocità di trasmissione. Un tipico esempio è il collegamento delle reti di due edifici vicini. Il laser ha il problema di essere sensibile alle condizioni esterne e alle vibrazioni infatti anche queste tipologie di dispositivi sono considerati in disuso e quasi sempre sostituiti da collegamenti via onde radio.</div><div>Un Access Point di tipo&nbsp;<span class="cf2">IEEE 802.11b</span>&nbsp;può comunicare solitamente con 30 client situati in un raggio di 100&nbsp;<span class="cf2">m</span>. Tuttavia questa caratteristica varia a seconda di diversi fattori, il posizionamento, la presenza di ostacoli, l'interferenza con altri campi&nbsp;<span class="cf2">elettromagnetici</span>, la potenza dei dispositivi. Per aumentare la distanza di trasmissione, esistono dei ripetitori che amplificano i segnali radio. In condizioni sperimentali, le reti wireless possono raggiungere una capacità di diversi chilometri.</div><div>Sicurezza<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf2">Access point § Sicurezza</span></b></i>.</div><div>Il problema principale delle reti senza filo è la&nbsp;<span class="cf2">sicurezza</span>. I segnali radio, essendo diffusi nell'etere, possono essere intercettati senza difficoltà. Di conseguenza è necessario prendere contromisure di tipo&nbsp;<span class="cf2">crittografico</span>&nbsp;per garantirne la riservatezza. Lo standard inizialmente proposto per questo compito era il&nbsp;<span class="cf2">WEP</span>&nbsp;a 40 o 104 bit, ma la debolezza di questo protocollo, che lo rendevano molto poco sicuro imposero ben presto una sua sostituzione con il&nbsp;<span class="cf2">WPA</span>, che utilizza una variante dell'algoritmo WEP a cui sono state rimosse le principali debolezze.</div><div>Il protocollo&nbsp;<span class="cf2">WPA2</span>, ratificato nel&nbsp;<span class="cf2">2004</span>, si basa sull'algoritmo di cifratura&nbsp;<span class="cf2">AES</span>&nbsp;che garantisce un'elevata sicurezza ma non è compatibile con le apparecchiature della generazione precedente.</div><div>Buona norma consiglia di considerare le reti senza filo come reti a bassa sicurezza, vietando agli utenti collegati di accedere a dati riservati senza un'ulteriore livello di sicurezza, ed utilizzare una&nbsp;<span class="cf2">VPN</span>&nbsp;se necessario.</div><div>Standard<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>I principali standard di riferimento sono:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">Bluetooth</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">per la connessione computer-periferiche (usato anche per connessioni tra</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">telefoni cellulari</span><span class="fs14 cf3 ff1">);</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">IEEE 802.11</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">per le reti</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">WLAN</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(vedi</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">Wi-Fi</span><span class="fs14 cf3 ff1">);</span><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">HIPERLAN</span><span class="fs14 cf3 ff1">;</span></li></ul></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">IEEE 802.16</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">per le reti metropolitane W-</span><span class="fs14 cf3 ff1">MAN</span><span class="fs14 cf3 ff1">;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">GPRS</span><span class="fs14 cf3 ff1">,</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">EDGE</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">per la trasmissione dati sulla rete telefonica cellulare</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">GSM</span><span class="fs14 cf3 ff1">;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">HSDPA</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">per la trasmissione di dati ad alta velocità su reti cellulari radiomobili;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">progetto</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">Open Spectrum</span><span class="fs14 cf3 ff1">;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">LMDS</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">per la trasmissione digitale dei canali televisivi.</span></li></ul></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 07:37:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.evotek.org/blog/?id=3u3zrofs</link>
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			<title><![CDATA[Telecamera IP]]></title>
			<author><![CDATA[Evotek]]></author>
			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Videosorveglianza"><![CDATA[Videosorveglianza]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_64889q10"><div>Tipologie<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>Le telecamere IP possono essere ricondotte a due tipi principali:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf2 ff1">telecamere IP centralizzate: sono dei terminali video puri, sprovvisti di memoria locale e che richiedono un</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">Network Video Controller</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">(NVR) per la memorizzazione delle immagini e per la gestione;</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">telecamere IP decentralizzate, in grado di memorizzare localmente le immagini grazie a supporti interni come</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">dischi rigidi</span><span class="fs14 cf2 ff1">,</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">memorie rimovibili</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">o</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">Network Attached Storage</span><span class="fs14 cf2 ff1">.</span></li></ul></div><div>Storia<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div>La prima telecamera IP centralizzata è stata immessa sul mercato nel 1996 dalla&nbsp;<span class="cf3">Axis Communications</span>. Fu chiamata Axis Neteye 200, ed è stata sviluppata dal team di Martin Gren e Carl-Axel Alm. Usava un&nbsp;<span class="cf4">web server</span>&nbsp;interno alla camera creato dalla Axis stessa in modo personalizzato. Nel tardo 1999, la compagnia ha cominciato ad usare una versione integrata di&nbsp;<span class="cf4">Linux</span>&nbsp;per lavorare con la telecamera-ip.</div><div>La prima telecamera IP decentralizzata è stata invece commercializzata dalla Mobotix nel 1999. La telecamera IP conteneva all'interno del software stesso video registrati, un software di controllo complesso, e le registrazioni degli eventi. Questo dispositivo non richiedeva quindi nessun tipo di supporto esterno in quanto era tutto incluso nella telecamera stessa.</div><div>Ci furono in seguito numerose modifiche al progetto della telecamera IP, nel 2005 è stata rilasciata dalla Intellio, una telecamera capace di gestire numerosi eventi di tipo differente. Con questa IP cam era infatti possibile rilevare oggetti tolti dalla scena, una persona che superava una linea immaginaria o un'automobile che andava nella direzione sbagliata.</div><div>Le telecamere IP possono avere varie risoluzioni da 0,3 (risoluzione&nbsp;<span class="cf4">VGA</span>&nbsp;a 11&nbsp;<span class="cf4">megapixel</span>. Come per il mercato delle TV, anche le telecamere IP sono andate verso le risoluzioni&nbsp;<span class="cf4">HD</span>, utilizzando gli standard&nbsp;<span class="cf4">720p</span>&nbsp;o&nbsp;<span class="cf4">1080i</span>&nbsp;e il formato widescreen&nbsp;<span class="cf4">16:9</span>.</div><div>Vantaggi<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div><ul><li><span class="fs14 cf2 ff1">Le telecamere IP hanno un audio a doppia via, il che permette di far interagire l'utente con quello che vede (es. un casello autostradale dove un automobilista ha bisogno di aiuto)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">La possibilità di sfruttare risoluzioni più elevate, a partire dalla risoluzione 640X480 ad arrivare alla</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">1080p</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Flessibilità le telecamere possono essere installate ovunque ci sia collegamento di rete anche</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">wireless</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Distribuzione intelligente, grazie al fatto di essere su reti, le analisi dei dati possono essere effettuate ovunque, anche in postazioni remote.</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">I controlli di movimento delle camera, possono essere inviati senza necessità di ulteriori telecomandi, ma direttamente con un computer tramite il cavo di collegamento LAN.</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Accessibilità remota, grazie alle reti le telecamere IP possono essere viste in "live" da qualsiasi postazione, sia remota che internet e con molti dispositivi, anche mobili (cellulari, tablet ecc..)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Sicurezza, grazie alle reti, possono sfruttare i metodi di sicurezza come</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">WEP</span><span class="fs14 cf2 ff1">,</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">WPA</span><span class="fs14 cf2 ff1">,</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">WPA2</span><span class="fs14 cf2 ff1">,</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">TKIP</span><span class="fs14 cf2 ff1">,</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">AES</span><span class="fs14 cf2 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">PoE -</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">Power over ethernet</span><span class="fs14 cf2 ff1">. Molte telecamere IP possono sfruttare il cavo di rete per alimentarsi, senza bisogno di ulteriori alimentatori.</span></li></ul></div><div>Svantaggi<span class="fssmall cf1 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf1 ff1">|</span><span class="fssmall cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf1 ff1">]</span></div><div><ul><li><span class="fs14 cf2 ff1">Costi iniziali alti per camera, eccetto che per le telecamere IP a basso costo (le telecamere IP diventano sempre più economiche grazie alla domanda alta, ci sono quindi ormai sul mercato telecamere IP, che possono competere con l'analogico a partire da 60 €).</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Alte richieste di banda: un impianto CCTV con una risoluzione a 640X480 e trasmissione lenta (10 frame per secondo in compressione MJPEG) richiede circa 3 Mbit/s.</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Come per le CCTV/DVR, se il video è trasmesso via internet, piuttosto che in una rete privata LAN, il sistema è vulnerabile agli attacchi esterni.</span></li></ul></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 07:35:00 GMT</pubDate>
			<link>http://www.evotek.org/blog/?id=64889q10</link>
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			<title><![CDATA[Power of Ethernet]]></title>
			<author><![CDATA[Evotek]]></author>
			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Videosorveglianza"><![CDATA[Videosorveglianza]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_ka6842z9"><div>È molto utile allorché vi siano difficoltà nel reperimento di fonti elettriche in prossimità della terminazione o anche per ridurre il numero di elementi e cavi; ad esempio, un telefono IP su una scrivania può essere alimentato direttamente dal cavo di rete&nbsp;<span class="cf1">ethernet</span>&nbsp;in Power over Ethernet, eliminando l'alimentatore e il relativo cavo e rendendo l'installazione più semplice e pulita.</div><div>Per il momento, queste tecniche sono utilizzate soprattutto nell'alimentazione di apparecchiature che consumano poco, come telefoni&nbsp;<span class="cf1">VoIP</span>,&nbsp;<span class="cf1">access point</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">webcam</span>.</div><div>Se l'hardware di rete prevede apparecchiature di smistamento o concentrazione, l'alimentazione dovrà passare anche attraverso queste per alimentarle e/o per alimentare i terminali.</div><div>Lo&nbsp;<span class="cf1">IEEE</span>&nbsp;ha definito le regole per&nbsp;<b>PoE</b>&nbsp;con la norma denominata IEEE 802.3af e, successivamente, 802.3at.</div><div><br></div><div><div>Il principio di funzionamento base è molto semplice, anche se le problematiche da affrontare per la trasmissione di alimentazione su una linea dati sono più di una: si tratta di adattare l'alimentazione secondo le specifiche del cavo utilizzato e lasciare all'apparecchiatura utilizzatrice il compito di riadattarle secondo le proprie necessità.</div><div>Le problematiche principali sono le seguenti:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf2 ff1">una linea dati sicuramente non è congeniale alla trasmissione di forti correnti, anzi spesso, per la velocità, si sfrutta l'</span><span class="fs14 cf2 ff1">effetto pelle</span><span class="fs14 cf2 ff1">; per questo l'energia viene trasportata con tensioni elevate, senza superare però i limiti degli isolamenti;</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">in secondo luogo, anche se si preferisce non superare, per questo tipo di trasporto, il raggio di 100&nbsp;m, sono sempre in agguato problemi come interferenze e cadute di tensione; per questo alla partenza spesso non si usano correnti continue e si dota ogni terminale di una elettronica che filtra, raddrizza, regola e stabilizza (secondo le proprie esigenze) l'alimentazione in arrivo.</span></li></ul><div><br></div></div></div><div><div>Il&nbsp;<b>PD</b>&nbsp;è l'apparecchiatura collegata alla rete che fornisce un servizio finale: è detta anche&nbsp;<span class="cf3">terminale</span>&nbsp;o utilizzatore; il&nbsp;<b>PD</b>&nbsp;necessita di una alimentazione per il funzionamento, che può essere fornita nei pressi dell'installazione tramite un alimentatore diretto, o in remoto, attraverso la stessa linea di trasmissione dati.</div><div>Il&nbsp;<b>PSE</b>&nbsp;o&nbsp;<b><span class="cf1">alimentatore</span></b>&nbsp;è l'apparecchiatura che fornisce la corrente e la tensione adatte al funzionamento del PD. Spesso il PSE deve prendere decisioni, può quindi essere anche relativamente complicato e prevedere addirittura una logica a&nbsp;<span class="cf1">microprocessore</span>. Il PSE può essere integrato nelle apparecchiature che distribuiscono le linee dati&nbsp;<b>Collegamento Endpoint</b>&nbsp;o può essere inserito nella linea stessa tramite un&nbsp;<span class="cf1">iniettore</span>&nbsp;<b>Collegamento Midspan</b>.</div><div>Seguendo le indicazioni della&nbsp;<span class="cf1">IEEE 802.3</span>, il PD in&nbsp;<b>PoE</b>&nbsp;può essere semplificato nello schema a blocchi qui sotto</div></div><div><br></div><div><br></div><div><div>Protezione inversione polarità<span class="fssmall cf4 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf4 ff1">|</span><span class="fssmall cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf4 ff1">]</span></div><div>Il primo blocco si rende necessario per evitare che un cavo&nbsp;<span class="cf3">crosslink</span>, oppure un cavo&nbsp;<span class="cf1">ethernet</span>&nbsp;cablato male, comprometta il funzionamento del sistema.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[2]</span></sup></div><div>Le indicazioni della norma per questo blocco sono semplici: il PD deve poter operare correttamente anche senza una ben definita polarità. Generalmente, il primo blocco è costituito da un semplice&nbsp;<span class="cf1">raddrizzatore a ponte</span>.</div><div>Secondo blocco<span class="fssmall cf4 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf4 ff1">|</span><span class="fssmall cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf4 ff1">]</span></div><div>Il PD deve inoltre lavorare agevolmente nel range di tensione da 21&nbsp;V a 48&nbsp;V e, nonostante questo, il sistema deve rimanere compatibile anche con le apparecchiature costruite per la sola alimentazione 24&nbsp;V; cioè la fornitura "ad alta tensione" (48V) non deve essere applicata a chi non la sopporta. Esistono quindi due situazioni: la prima, in cui viene fornita un'alimentazione brutale di 24&nbsp;V che per caduta di tensione sul cavo può scendere anche a 21&nbsp;V; la seconda, in cui viene valutata tensione e corrente come descritto nel seguito.</div><div>Per questa valutazione è stato introdotto il secondo blocco, composto da due elementi: una resistenza di riferimento da 25 kΩ (130&nbsp;mW@57&nbsp;V) e un generatore di corrente costante che in questo caso prende il nome di&nbsp;<b>circuito di classificazione</b>. L'alimentatore compatibile 802.3af applica inizialmente (per questo valuta la sua stessa accensione ma anche il collegamento o lo scollegamento del cavo di uscita) una tensione compresa tra 2,7&nbsp;V e 10,1&nbsp;V e misura la resistenza da 25 kΩ che dovrebbe trovarsi al di là del cavo e al di là del raddrizzatore a ponte. Se la resistenza di riferimento non viene trovata fornisce un'alimentazione di 24&nbsp;V (considera l'utilizzatore non compatibile 802.3af); se invece la lettura è positiva scatta la seconda fase in cui viene applicata una tensione tra 14,5&nbsp;V e 20,5&nbsp;V, nel PD entra in funzione il circuito di classificazione, l'alimentatore misura la corrente erogata ed in base a questa; classifica l'utilizzatore secondo la seguente tabella:</div><div>ClasseCorrente misurata (mA)Range potenza utilizzatore (W)Note0da 0 a 4da 0,44 a 12,95standard1da 9 a 12da 0,44 a 3,84opzione12da 17 a 20da 3,84 a 6,49opzione23da 26 a 30da 6,49 a 12,95opzione34da 36 a 44riservatouso futuro</div><div>Terzo blocco<span class="fssmall cf4 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf4 ff1">|</span><span class="fssmall cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf4 ff1">]</span></div><div>Il terzo blocco è stato introdotto per far operare l'utilizzatore solo a partire dai 35V, dopo la fase di classificazione l'alimentatore fornirà 48&nbsp;V, l'utilizzatore funzionerà quindi correttamente anche con una caduta di tensione sul cavo di ben (48-35) V=13&nbsp;V. Nelle specifiche 802.3af non è indicata una soglia invece per lo spegnimento che potrebbe avvenire tecnicamente anche con un'isteresi tra 30&nbsp;V e 35&nbsp;V innalzando ulteriormente la tolleranza alla caduta di tensione. Per completezza nei calcoli teorici la norma considera generalmente un valore di 20&nbsp;ohm di resistenza equivalente somma del contributo del cavo e delle connessioni.</div><div>Quarto blocco<span class="fssmall cf4 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf4 ff1">|</span><span class="fssmall cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf4 ff1">]</span></div><div>Infine il quarto blocco, a questo punto è ovvio, regola la tensione a seconda delle necessità dell'utilizzatore, infatti le tipiche alimentazioni sono 12&nbsp;V, 5&nbsp;V e oggi anche 3,3&nbsp;V questo blocco dovrà regolare la tensione in uscita funzionando correttamente alla corrente massima prevista con un range di ingresso tra i 21&nbsp;V e 57&nbsp;V.</div><div>Per quanto riguarda la teoria, rimane un'ultima considerazione da fare sulla potenza finale, seguendo esattamente le 802.3af quindi avendo in linea 12,95 W (350&nbsp;mA @ 37&nbsp;V) e considerando un rendimento dell'80% del convertitore DC/DC non sarà possibile ottenere per l'utilizzatore una potenza superiore a 10,36&nbsp;W, forse il futuro ci riserverà una 802.3af ad alta potenza con caratteristiche in linea di 15,4&nbsp;W (350&nbsp;mA @44V) visto che tecnicamente è implementabile.</div><div>Connessioni<span class="fssmall cf4 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf4 ff1">|</span><span class="fssmall cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf4 ff1">]</span></div><div><span class="fs14 cf2 ff1"></span></div><div>Vediamo quindi come effettuare le connessioni - ossia quali sono le tecniche di iniezione per l'alimentazione PoE - rispettando le indicazioni delle norme&nbsp;<b>IEEE 802.3af</b>.</div><div>Ricordiamo che nella connessione&nbsp;<span class="cf1">Ethernet</span>: il cavo generalmente utilizzato contiene quattro coppie che sono collegate al connettore&nbsp;<span class="cf1">RJ-45</span>; nelle reti 10&nbsp;Mbit e 100&nbsp;Mbit sono utilizzate solo due delle coppie per la trasmissione dati, la prima collegata ai pin 1 e 2, la seconda ai pin 3 e 6; nelle reti 1&nbsp;Gbit sono usate tutte le coppie per la trasmissione dati.</div><div>Nelle reti 10&nbsp;Mbit e 100&nbsp;Mbit sono quindi possibili tre tipi di connessione:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf2 ff1">nel primo si utilizzano le coppie a disposizione, quelle non utilizzate per la trasmissione dati, vedi schemino come definito dalle 802.3</span><b><span class="fs14 cf2 ff1">Midspan PSE</span></b><span class="fs14 cf2 ff1">, in questa alternativa l'alimentazione è fornita in una interruzione del cavo;</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">nel secondo si utilizzano sempre le coppie a disposizione, vedi schemino come definito dalle 802.3</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><b><span class="fs14 cf2 ff1">Endpoint PSE - alternativa B</span></b><span class="fs14 cf2 ff1">, in questa alternativa è il dispositivo di distribuzione</span><span class="fs14 cf2 ff1">switch</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">che fornisce l'alimentazione;</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">nel terzo si utilizzano le stesse linee dati, questo tipo di iniezione può essere effettuata esclusivamente dal dispositivo di distribuzione</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">switch</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">e deve essere opportunatamente predisposto poiché come si vede nello schemino come definito dalle 802.3</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><b><span class="fs14 cf2 ff1">Endpoint PSE - alternativa A</span></b><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">il collegamento avviene attraverso la presa centrale del</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">trasformatore d'impulsi</span><span class="fs14 cf2 ff1">.</span></li></ul></div><div>Questa ultima alternativa è ovviamente l'unica possibile per le reti 1&nbsp;Gbit che utilizzano tutte le coppie per la trasmissione dei dati.</div><div>Precisiamo che dove - per semplificazione - nello schemino sembra che entrambi i conduttori della coppia siano cortocircuitati, invece e comunque in tutti i casi citati in precedenza, nel PSE ogni conduttore è collegato ad un mini&nbsp;<span class="cf1">alimentatore parallelabile</span>&nbsp;(parallelato nel PD) - cioè la corrente totale viene distribuita (divisa in parti uguali) in ogni conduttore o in ogni coppia nel caso di iniezione sulla linea dati.</div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 07:32:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Videosorveglianza]]></title>
			<author><![CDATA[Evotek]]></author>
			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Videosorveglianza"><![CDATA[Videosorveglianza]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_csxbmieq"><div>È uno dei campi che conosce un continuo e costante sviluppo di par passo con l'evoluzione tecnologica. Di essa si fa ampio uso nel settore della&nbsp;<span class="cf1">vigilanza privata</span>.</div><div>Un sistema di videosorveglianza è spesso associato ad un impianto di allarme antifurto in quanto consente una sinergia fra la necessità di protezione, di avviso e di verifica di quanto segnalato dal sistema di antifurto. La videosorveglianza si è diffusa anche in ambito domestico grazie al basso costo delle telecamere (in particolare per i modelli IP, collegabili ad internet): è possibile controllare la propria casa tramite internet, tramite smartphone e simili.</div><div><br></div><div><div>La videosorveglianza nasce in ambito&nbsp;<span class="cf1">analogico</span>, la sua storia è molto più breve di quella dei sistemi anti-intrusione, presenti nella storia dell'uomo sino dall'antichità in diverse forme ed applicazioni.</div><div>Il primo esperimento di&nbsp;<span class="cf1">TVCC</span>&nbsp;viene attribuito all'ingegnere tedesco&nbsp;<span class="cf1">Walter Bruch</span>&nbsp;nel&nbsp;<span class="cf1">1942</span>. L'impianto venne realizzato dalla&nbsp;<span class="cf1">Siemens AG</span>&nbsp;a&nbsp;<span class="cf1">Peenemunde</span>&nbsp;sulla rampa di lancio&nbsp;<span class="cf1">Prüfstand VII</span>e serviva a monitorare i lanci dei razzi&nbsp;<span class="cf1">V-2</span>, i più sofisticati missili militari della&nbsp;<span class="cf1">Seconda guerra mondiale</span>.</div><div>Per quanto riguarda la registrazione video, il prototipo di registratore su nastro magnetico fu sviluppato nel&nbsp;<span class="cf1">1952</span>&nbsp;dalla&nbsp;<span class="cf1">Ampex</span>&nbsp;sviluppò un prototipo di registratore video su nastro che utilizzava una testina rotante ed un nastro che si muoveva relativamente lentamente.</div><div>All'inizio del&nbsp;<span class="cf1">1956</span>&nbsp;la&nbsp;<span class="cf1">Ampex</span>&nbsp;fece esordire il&nbsp;<span class="cf2">VR-1000</span>, il primo della serie dei registratori su nastro video da 2 pollici&nbsp;<span class="cf1">Quadruplex</span>&nbsp;(4 tracce). La prima trasmissione televisiva registrata magneticamente e trasmessa in differita usando il nuovo sistema di registrazione&nbsp;<span class="cf1">Ampex</span>&nbsp;fu "<i>Douglas Edwards and the News</i>", un programma della&nbsp;<span class="cf1">CBS</span>, il 30 novembre del&nbsp;<span class="cf1">1956</span>.</div><div>L'assemblaggio "Quad head" aveva 4 testine che ruotavano a 14.400&nbsp;<span class="cf1">rpm</span>. Scrivevano il segnale video verticalmente lungo la larghezza di un nastro largo 2 pollici (circa 5&nbsp;cm) che si muoveva alla velocità di 15 pollici (38&nbsp;cm) al secondo.<br>Questo permetteva a programmi lunghi ore di essere registrati su una singola&nbsp;<span class="cf1">bobina</span>&nbsp;(nel&nbsp;<span class="cf1">1956</span>&nbsp;una bobina di nastro costava 300 dollari, equivalenti a circa 2.000 dollari nel&nbsp;<span class="cf1">2000</span>, e i registratori costavano da circa 75.000 a 100.000 dollari, circa mezzo milione di dollari di oggi).</div><div>Per le prime applicazioni ad uso non militare bisogna attendere il&nbsp;<span class="cf1">1965</span>, quando gli&nbsp;<span class="cf1">Stati Uniti</span>, intuirono il prezioso contributo che un sistema di videosorveglianza avrebbe potuto offrire per il controllo del territorio.</div><div>Nel&nbsp;<span class="cf1">1967</span>&nbsp;la&nbsp;<span class="cf1">Ampex</span>&nbsp;introdusse il&nbsp;<span class="cf2">VR-3000</span>, un registratore video portatile, che rivoluzionò la registrazione televisiva di alta qualità sul campo, senza necessità di lunghi cavi o veicoli di supporto. Immagini televisive potevano essere raccolte ovunque, anche da aerei, elicotteri o barche. Il primo sistema che sostituiva le ingombranti e scomode bobine con le prime cassette compatte contenenti un nastro magnetico, fu introdotto dalla&nbsp;<span class="cf1">Sony</span>&nbsp;verso la fine degli anni sessanta, ma il sistema era ancora molto poco pratico.</div><div>Nel Regno Unito nei primi anni settanta fu l'<span class="cf1">IRA</span>, a contribuire ad una diffusione massiccia degli impianti di videosorveglianza, nella metà degli anni 70 si ha la prima rivoluzione elettronica nella videosorveglianza, con l'introduzione del&nbsp;<span class="cf1">CCD</span>, un piccolo circuito integrato in grado di acquisire le immagini e di sostituire il più ingombrante e costoso tubo Vidicon.</div><div>Nel&nbsp;<span class="cf1">1972</span>&nbsp;la&nbsp;<span class="cf1">Philips</span>&nbsp;lanciò sul mercato l'<span class="cf1">N1500</span>, probabilmente l'antenato dei sistemi di&nbsp;<span class="cf1">videoregistrazione</span>&nbsp;domestica, di dimensioni molto più contenute, perciò adatto per le applicazioni di uso domestico. Tuttavia il sistema era ancora molto costoso e la durata delle registrazioni era piuttosto limitata, infatti su una cassetta era possibile registrare non oltre 30 minuti di video.</div><div>Il 1º giugno&nbsp;<span class="cf1">1975</span>&nbsp;la&nbsp;<span class="cf1">Sony</span>&nbsp;lanciò sul mercato giapponese i primi due modelli di&nbsp;<span class="cf1">Betamax</span>, il lettore&nbsp;<span class="cf2">SL-6300</span>&nbsp;e la console&nbsp;<span class="cf2">LV-1801</span>. Dopo un anno e 30000 prodotti venduti, però, arrivò il&nbsp;<span class="cf1">VHS</span>della&nbsp;<span class="cf1">JVC</span>, apparentemente simile, ma in realtà molto diverso dal&nbsp;<span class="cf1">Betamax</span>. Le cassette erano di maggiori dimensioni, la qualità era decisamente più scadente ma la capacità di immagazzinamento per ogni singolo nastro arrivò a toccare perfino le 4 ore.</div><div>A differenza di&nbsp;<span class="cf1">Sony</span>,&nbsp;<span class="cf1">JVC</span>&nbsp;cercò altri alleati, diffondendo e vendendo il brevetto&nbsp;<span class="cf1">VHS</span>&nbsp;anche ad altre aziende, sia tra i produttori che tra le case cinematografiche e questo contribuì ad una solida affermazione del prodotto e soprattutto a mantenere i prezzi del&nbsp;<span class="cf1">VHS</span>&nbsp;più bassi rispetto al concorrente. Pochi anni più tardi comparvero i primi registratori&nbsp;<span class="cf1">VHS</span>&nbsp;time laps, con i quali divenne possibile registrare in maniera economica, fino a 960 ore di filmati su una stessa videocassetta.</div><div>Nel&nbsp;<span class="cf1">1999</span>&nbsp;comparvero sul mercato i primi&nbsp;<span class="cf1">DVR</span>, apparati in grado di acquisire un video e archiviarlo su hard-disk.</div><div>Con gli&nbsp;<span class="cf1">anni 2000</span>&nbsp;inizia l'era della videosorveglianza come trasmissione e storage di dati digitali (non più segnali analogici). Il sistema di trasmissione e collegamento più diffuso per applicazioni&nbsp;<span class="cf1">CCTV</span>&nbsp;analogiche è di fatto il&nbsp;<span class="cf1">cavo coassiale</span>&nbsp;<span class="cf1">RG59</span>, con&nbsp;<span class="cf1">crimpatura</span>&nbsp;di terminali&nbsp;<span class="cf1">BNC</span>. La trasmissione digitale di dati video CCTV si sviluppa invece sullo standard&nbsp;<span class="cf1">Ethernet</span>, che utilizza cavi in rame multicoppia twistati&nbsp;<span class="cf1">UTP</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">STP</span>&nbsp;per la trasmissione dati su protocollo&nbsp;<span class="cf1">TCP/IP</span>.</div><div>Infine, grazie all'utilizzo del protocollo universalmente riconosciuto come standard per la trasmissione dati, l'evoluzione della videosorveglianza digitale (che inizieremo a chiamare&nbsp;<span class="cf1">IP</span>) ha permesso la completa integrazione di questi sistemi nelle reti di calcolatori moderne, favorendone la diffusione.</div><div>Strumenti tipicamente utilizzati<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Solitamente vengono utilizzate telecamere filari. La telecamera ordinaria tuttavia non può effettuare visioni notturne. (Es. se si posiziona una telecamera in un vialetto di un Hotel o di una casa appena il sole tramonterà guardando il monitor alla quale è collegata la telecamera, non si potranno vedere le riprese).</div><div>La soluzione adottata da molti è quindi utilizzare un faro o una luce per illuminare il campo della telecamera ma per ovviare a questo, ora, quasi tutti i tipi di telecamere sono dotate di LED<span class="cf1">Infrarossi</span>.</div><div>Nel corso degli anni si sono rese disponibili esistono molti tipi di dispositivi, come:</div><div><b>Wireless</b>: che permettono un'installazione senza fili</div><div><b>IP</b>: Che permettono di utilizzare la rete Internet per sorvegliare a distanza il luogo desiderato. Questo tipo di tecnologia non presenta limiti di risoluzione e grazie al wireless permette connessioni a lunga distanza permettendo quindi una sorveglianza a distanza. Si trovano comunemente in parchi, autostrade e luoghi pubblici. In taluni casi possono essere mimetizzate o del tipo che permette un movimento controllato da remoto.</div><div><b>Finte</b>: Sono telecamere non funzionanti con un&nbsp;<span class="cf1">LED</span>&nbsp;lampeggiante per simulare che la telecamera è realmente attiva.</div><div><b>LED infrarossi</b>&nbsp;che permettono la visione della telecamera in bianco e in nero anche in piena notte in un vialetto completamente buio. Se si guarda la telecamera quando i LED infrarossi sono accesi si vedranno i LED di colore rossi. Le telecamere dotate di LED infrarossi sono anche dotate di un&nbsp;<b>sensore crepuscolare</b>&nbsp;che farà accendere i LED infrarossi non appena il sole calerà.</div><div><b>Termiche</b>&nbsp;che consentono una visuale notturna a gradienti di colori (in base alla temperatura emessa dal corpo che ci si trova di fronte).</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 07:30:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[IOS]]></title>
			<author><![CDATA[Evotek]]></author>
			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Sistemi_Operativi"><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_g44730om"><div>Il sistema operativo è stato presentato il 9 gennaio&nbsp;<span class="cf1">2007</span>&nbsp;al&nbsp;<span class="cf1">Macworld Conference &amp; Expo</span>&nbsp;di&nbsp;<span class="cf1">San Francisco</span>, e la versione 1.0, ancora priva di nome, è entrata in commercio con il primo&nbsp;<span class="cf1">iPhone</span>&nbsp;il 29 giugno dello stesso anno. Il 6 marzo&nbsp;<span class="cf1">2008</span>, in concomitanza con la pubblicazione della prima&nbsp;<span class="cf1">beta</span>&nbsp;del SDK, il sistema operativo è stato denominato ufficialmente come "iPhone OS"(che sta per "iPhone Operating System").</div><div>L'11 luglio 2008 viene pubblicato in concomitanza della vendita di&nbsp;<span class="cf1">iPhone 3G</span>&nbsp;l'aggiornamento a iPhone OS 2.0 che aggiunge, tra le altre funzioni, il molto atteso&nbsp;<span class="cf1">App Store</span>&nbsp;e la possibilità di installare applicazioni di terze parti tramite l'app.</div><div>iPhone OS 3.0, pubblicato con l'<span class="cf1">iPhone 3GS</span>&nbsp;il 17 giugno&nbsp;<span class="cf1">2009</span>&nbsp;ha aggiunto molte funzioni che furono richieste dagli utenti, alcuni dei quali il<span class="cf1">copia e incolla</span>&nbsp;e gli&nbsp;<span class="cf1">MMS</span>. Tutti i dispositivi erano aggiornabili a iPhone OS 3, ma con delle limitazioni per la prima generazione di iPhone e iPod touch. Il primo iPad, entrato in commercio nell'aprile&nbsp;<span class="cf1">2010</span>, ha avuto inizialmente un "ramo" separato di iPhone OS 3, fino all'unificazione con gli altri dispositivi con la versione 4.2.1 del software.</div><div>Il quarto aggiornamento del sistema operativo, pubblicato con&nbsp;<span class="cf1">iPhone 4</span>&nbsp;il 21 giugno 2010, ha aggiunto numerose funzioni quali il&nbsp;<span class="cf1">multitasking</span>per le applicazioni di terze parti,&nbsp;<span class="cf1">FaceTime</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">iBooks</span>. L'ora rinominato "iOS", ha unificato i vari dispositivi (iPhone, iPod touch e iPad) con una versione comune, la 4.2.1.</div><div>Il 6 giugno&nbsp;<span class="cf1">2011</span>&nbsp;è stata presentata al&nbsp;<span class="cf1">WWDC</span>&nbsp;la quinta versione di iOS con numerose nuove funzioni, tra cui la sincronizzazione wireless, l'integrazione con il servizio&nbsp;<span class="cf1">iCloud</span>&nbsp;di Apple e un rinnovato sistema di notifiche e nel giorno stesso è stata pubblicata la prima beta del sistema operativo. iOS 5 è stato distribuito ufficialmente il 12 ottobre 2011.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[2]</span></sup></div><div>L'11 giugno&nbsp;<span class="cf1">2012</span>&nbsp;è stata presentata al WWDC la sesta versione di iOS con un'applicazione mappe completamente rinnovata, nuovissime funzioni e lingue per l'assistente vocale&nbsp;<span class="cf1">Siri</span>&nbsp;tra cui l'attesa inclusione della lingua italiana, integrazione con&nbsp;<span class="cf1">Facebook</span>, nuove funzioni di risposta alle chiamate e novità grafiche. iOS 6 è stato reso disponibile per il download dal 19 settembre 2012.</div><div>Il 10 giugno&nbsp;<span class="cf1">2013</span>&nbsp;è stata presentata al WWDC la settima versione di iOS con uno stile grafico completamente rinnovato in chiave&nbsp;<span class="cf1">minimale</span>, che presenta icone molto più semplici e colorate, meno&nbsp;<span class="cf1">reminiscenti di elementi del mondo reale</span>. Altro importante punto di rottura col precedente iOS è la rimozione della barra di sblocco presente fin dalla prima release di iOS, sostituendola con una schermata di sblocco più semplice e minimalista. Altro rinnovamento sostanziale è la totale revisione del&nbsp;<span class="cf1">multitasking</span>, modificandone il look e le funzionalità, rendendolo più attuale e al pari dei sistemi concorrenti. Sono state presentate molte altre novità, fra le quali l'introduzione di nuove 1500 API in dotazione agli sviluppatori. La data di pubblicazione, che è stata comunicata al&nbsp;<span class="cf1">keynote</span>&nbsp;tenutosi a&nbsp;<span class="cf1">Cupertino</span>&nbsp;il 10 settembre 2013, è il 18 settembre 2013.</div><div>Il 2 giugno&nbsp;<span class="cf1">2014</span>&nbsp;è stata presentata al WWDC l'ottava versione di iOS, che mantiene la stessa grafica di iOS 7, ma con nuove funzionalità come ad esempio la possibilità di inviare messaggi vocali con iMessage, la funzione di Quick Reply per poter rispondere velocemente a un messaggio oppure mettere subito "Mi Piace" a un post su Facebook semplicemente tirando verso il basso una notifica. Attraverso il multitasking si possono visualizzare velocemente i contatti recenti o preferiti. È stata aggiornata anche la funzione modifica delle foto, dove sono state aggiunte più possibilità di personalizzazione. La tastiera ha la nuova funzione QuickType (o semplicemente una Predictive Keyboard) che aggiunge sopra alla tastiera un dizionario (come già presente su&nbsp;<span class="cf1">Android</span>) oppure la possibilità di installare tramite App Store tastiere di terze parti. Sono state aggiunte nuove funzioni anche in Safari, come la possibilità di installare delle estensioni o visualizzare le pagine in modalità desktop. Attraverso Spotlight si può anche cercare in iTunes/App Store, cercare sulle mappe o avere risultati di ricerca da Bing. Aggiunta una nuova funzione di iCloud, "In famiglia", così che se un membro della famiglia acquista un'applicazione, una canzone, un film, anche gli altri membri possono scaricare quel prodotto gratuitamente. È stato aggiunto anche iCloud Drive dove si possono salvare file e averli tutti su iPhone, iPad, iPod touch, Mac e anche PC. È stata aggiunta su iPhone e iPod touch l'applicazione Salute. Sono state anche aggiunte a tutti gli "iDevices" l'applicazione Suggerimenti, utile a chi è alle prime armi con iOS, dove ci sono suggerimenti appunto per utilizzare al meglio il proprio dispositivo. Le applicazioni iBooks e Podcast sono diventate applicazioni di sistema.</div><div>L'8 giugno&nbsp;<span class="cf1">2015</span>&nbsp;è stata presentata al WWDC la nona versione di iOS, che anch'essa mantiene la stessa grafica di iOS 7 ma con diverse migliorie. Distribuito agli sviluppatori e ai beta tester pubblici nel periodo estivo,&nbsp;<i>iOS 9</i>&nbsp;è stato rilasciato nella versione finale mercoledì 16 settembre e è compatibile con&nbsp;<span class="cf1">iPhone 4s</span>&nbsp;e successivi,&nbsp;<span class="cf1">iPad 2</span>&nbsp;e successivi (compreso&nbsp;<span class="cf1">iPad Pro</span>&nbsp;entrato in commercio con iOS 9.1) e&nbsp;<span class="cf1">iPod touch 5G</span>&nbsp;e successivi. Le novità grafiche consistono in una&nbsp;<i>Siri</i>&nbsp;rinnovata che è in grado di interagire maggiormente dando suggerimenti nella pagina di Spotlight, rinominata "Proactive" (che prevede le intenzioni dell'utente) disponibile sia con lo scorrimento verso il basso nella pagina home (introdotta con iOS 7) sia nella "pagina zero" come lo era per le versioni scheumorfiche di iOS; novità per&nbsp;<i>Mappe</i>&nbsp;che ha i dati dei mezzi di trasporto pubblici per alcune città, e per&nbsp;<i>Note</i>&nbsp;che presenta molte novità come la possibilità di fare una lista con elenchi puntati, la possibilità di fare un disegno o di aggiungere una foto. È stata rimossa l'app di default "Edicola" per lasciare lo spazio a "News", la nuova applicazione che raccoglie le notizie delle principali testate giornalistiche. Su&nbsp;<span class="cf1">iPad</span>&nbsp;arriva la funzione&nbsp;<i>Split-View</i>&nbsp;che consente di visualizzare due applicazioni contemporaneamente; vediamo anche un nuovo Multitasking a pagine che si presenta questa volta a sinistra della pagina Home. Con iOS 9 è stata introdotta la modalità di&nbsp;<i>Risparmio Energetico</i>&nbsp;che ridurrà il consumo della batteria e ci garantirà un'autonomia prolungata fino al momento della ricarica; vediamo il cambio di font in "San Francisco" già presente su&nbsp;<span class="cf1">Apple Watch</span>&nbsp;e un restyling anche ai menu del sistema che presentano una forma più arrotondata.</div><div>Tecnologia<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Il processore di iPhone e iPod Touch è un&nbsp;<span class="cf1">RISC</span>&nbsp;ARM, come il&nbsp;<span class="cf1">SoC</span>&nbsp;usato nell'iPad è allo stesso modo di&nbsp;<span class="cf1">architettura ARM</span>&nbsp;Cortex, a differenza del&nbsp;<span class="cf1">processore</span>&nbsp;<span class="cf1">x86</span>&nbsp;(e prima&nbsp;<span class="cf1">PowerPC</span>&nbsp;o<span class="cf1">MC680x0</span>) che viene comunemente usato nella linea&nbsp;<span class="cf1">Macintosh</span>; le soluzioni ARM sfruttano&nbsp;<span class="cf1">OpenGL ES 1.1 e OpenGL ES 2.0</span>&nbsp;renderizzate da un processore video&nbsp;<span class="cf1">PowerVR</span>.</div><div>Le applicazioni per Mac OS X non possono essere ufficialmente copiate e lanciate in dispositivi con iOS ma necessitano di essere customizzate e compilate specificatamente per iPhone OS e per l'architettura ARM.</div><div>Tuttavia, il&nbsp;<span class="cf1">web browser</span>&nbsp;integrato&nbsp;<span class="cf1">Safari</span>&nbsp;supporta le&nbsp;<i>web applications</i>.</div><div>Caratteristiche<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Come&nbsp;<span class="cf1">Mac OS X</span>, è una derivazione di&nbsp;<span class="cf1">UNIX</span>&nbsp;(famiglia&nbsp;<span class="cf1">BSD</span>) e usa un&nbsp;<span class="cf1">microkernel XNU</span>&nbsp;<span class="cf1">Mach</span>&nbsp;basato su&nbsp;<span class="cf1">Darwin OS</span>. iOS ha quattro&nbsp;<span class="cf1">livelli di astrazione</span>: il Core OS layer, il Core Services layer, il Media layer e il Cocoa Touch layer. Il sistema operativo occupa meno di mezzo Gigabyte della memoria interna del dispositivo. Il sistema operativo non aveva un nome ufficiale fino all'uscita della prima beta dell'iPhone SDK il 6 marzo 2008; prima di allora, il marketing Apple affermava che "iPhone usa OS X". Molti fanno utilizzo del termine iDevice per riferirsi ai dispositivi che usano iOS. Ogni&nbsp;<span class="cf1">App</span>&nbsp;del mondo Apple ha bisogno del sistema operativo iOS per andare in esecuzione; tuttavia gli sviluppatori possono simulare le proprie applicazioni tramite il programma Xcode, disponibile solamente per il sistema operativo Mac OS X.</div><div>Schermata iniziale<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>La schermata iniziale (home) viene visualizzata quando viene sbloccato il dispositivo (tramite la schermata di sblocco) oppure cliccando sul tasto home sotto il display. In alto, un barra mostra l'ora, il segnale telefonico, lo stato della batteria, l'attivazione o meno del 3G, Wi-Fi e Bluetooth. La schermata iniziale permette inoltre di visualizzare tutte le applicazioni presenti sul dispositivo e in basso le applicazioni usate più frequentemente (di default su iPhone: telefono, mail, safari, musica; su iPod Touch: messaggi, mail, safari, musica; su iPad: messaggi, mail, safari, musica), che possono essere spostate e modificate a proprio piacimento.</div><div>A partire dalla versione 3.0 viene anche integrata la funzione Spotlight che ricerca nel dispositivo contatti, messaggi, e-mail, canzoni, video, podcast, applicazioni, promemoria, eventi oppure cercare su Internet ciò che si è digitato, vi si può accedere scorrendo verso il basso dalla schermata home. Dalla versione 3.2 è inoltre possibile modificare lo sfondo.</div><div>Cartelle<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Con iOS 4.0 è possibile creare cartelle nella schermata principale semplicemente trascinando un'applicazione su di un'altra e dando un titolo a essa. Se si ricevono delle notifiche dalle applicazioni al suo interno vengono segnalate sulla cartella. Una di queste può contenere fino a 12 applicazioni su&nbsp;<span class="cf1">iPhone 4S</span>&nbsp;e iPod Touch quarta generazione e precedenti, 16 su&nbsp;<span class="cf1">iPhone 5</span>e iPod Touch quinta generazione, 20 su iPad.</div><div>Con iOS 7 e successivi è possibile inserire più applicazioni in una cartella, che verranno organizzate in pagine.</div><div>Centro notifiche<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Dalla versione 5.0 trascinando verso il basso partendo dall'alto dello schermo, viene mostrata una "tendina" con il meteo, la borsa, l'integrazione con&nbsp;<span class="cf1">Facebook</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">Twitter</span>&nbsp;e le varie notifiche, tra cui anche promemoria ed eventi. Con la versione 7.0, il centro notifiche è stato separato in tre sezioni: Oggi (con il riepilogo degli eventi, meteo, promemoria e borsa), Tutti (dove verranno visualizzate tutte le notifiche ricevute) e Perse (dove verranno visualizzare le ultime notifiche perse). In iOS 8 è stata rimossa la sezione Perse e sono stati aggiunti i widget.</div><div>Multitasking<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Le funzioni multitasking sono state introdotte nella versione 4.0<sup><span class="fs0.7rem ff1">[3]</span></sup>, perché Apple dubitava della durata della batteria con l'esecuzione di più applicazioni di terze parti contemporaneamente, rendendo disponibile questa funzionalità solo a partire da iOS 4 tramite le sue specifiche API:<sup><span class="fs0.7rem ff1">[4]</span></sup></div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">Audio di sottofondo: l'applicazione continua a funzionare in background fino a quando la riproduzione di contenuti audio o video non termina.</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Voice Over IP: l'applicazione non viene sospesa quando una telefonata è in corso.</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Posizione di geolocalizzazione: l'app viene informata dei cambiamenti di posizione.</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Notifiche push: ricezione avvisi da server remoti, anche quando l'applicazione alla quale sono destinati non è in esecuzione.</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Notifiche locali: l'app può avvisare gli utenti di eventi in programma o di allarmi in background.</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Completamento delle attività: l'app può chiedere al sistema del tempo extra per completare un determinato compito.</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Cambio rapido app: l'app non esegue alcun codice e può essere rimossa dalla memoria in qualsiasi momento, per poi essere ripresa dal punto in cui è stata lasciata.</span></li></ul></div><div>Applicazioni<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Preinstallate<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">Telefono: solo per iPhone, comprende la tastiera, la rubrica, l'elenco dei contatti preferiti e il pulsante per chiamare la segreteria;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Mail: client per le e-mail;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Safari: browser web;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Musica: lettore musicale suddiviso in 5 schermate (Playlist, Artisti, Brani, Album, Altro) e con la presenza del "Cover Flow" (fino ad iOS 6), utile a sfogliare le copertine dei brani presenti nel dispositivo.</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Video: lettore video, inizialmente integrato nell'app "Musica";</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Messaggi: invio di messaggi di testo come SMS e iMessage, in iPod e iPad può essere usato solo con iMessage.</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Calendario;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Foto: visualizzatore fotografie ed editing, precedentemente iOS 8 era nota come "Immagini";</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Fotocamera: fare foto e video;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">FaceTime</span><span class="fs14 cf3 ff1">: videochiamata tra dispositivi iOS e Macintosh dalla versione 4.0 di iOS sotto rete</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">Wi-Fi</span><span class="fs14 cf3 ff1">, dalla versione 6.0 disponibile anche su rete dati cellulare;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Photo Booth: effetti per le fotografie (disponibile solo su iPad);</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Borsa: azioni della borsa forniti da</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">Yahoo!</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">(solo iPhone e iPod);</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Meteo: previsioni del tempo fornite da</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">Yahoo!</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">fino alla versione 7.1.2, dalla versione 8.0 da The Weather Channel (solo iPhone e iPod);</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Note: applicazione per prendere appunti, da iOS 9 è possibile aggiungerci delle foto, checklist e molto altro;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Mappe: Google Maps fino ad iOS 5, successivamente mappe proprietarie Apple;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Promemoria: reminder disponibile dalla versione 5.0;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Memo vocali: registratore disponibile dalla versione 3.0 (solo iPhone e iPod);</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Calcolatrice: disponibile anche scientifica ruotando il dispositivo dalla versione 2.0 (solo iPhone e iPod);</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Orologio: che include orologio, cronometro, sveglia e timer;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Impostazioni;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Contatti: rubrica telefonica;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">iTunes Store</span><span class="fs14 cf3 ff1">: negozio digitale per l'acquisto di musica, video musicali e film (anche disponibili in noleggio);</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">App Store: negozio digitale di applicazioni disponibile dalla versione 2.0;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Bussola: disponibile dalla versione 3.0 solo per iPhone;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Nike + iPod: contapassi disponibile dalla versione 2.1.1 solo per iPod Touch e dalla 3.0 per iPhone;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Game Center</span><span class="fs14 cf3 ff1">:</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">social network</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">per giocare in</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">multiplayer</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">disponibile dalla versione 4.1;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Wallet</span><span class="fs14 cf3 ff1">: gestore di coupon e biglietti disponibile dalla versione 6.0 (solo iPhone), precedentemente noto come Passbook;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Salute: disponibile da iOS 8, per tenere sotto controllo la propria forma fisica (solo iPhone e iPod);</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Suggerimenti: disponibile da iOS 8, utile a chi è alle prime armi con iOS, dove ci sono suggerimenti per utilizzare al meglio il proprio dispositivo;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">iBooks: app di sistema da iOS 8, app per leggere gli ebooks;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Podcast: app di sistema da iOS 8, app per ascoltare podcast;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Apple Watch</span><span class="fs14 cf3 ff1">: disponibile da iOS 8.2 su iPhone 5 e superiori, app necessaria per collegare e gestire Apple Watch;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">News: applicazione per leggere le news in tempo reale (solo UK e US al momento)</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Trova i Miei Amici: disponibile di default dalla versione 9.</span></li></ul></div><div>Non più incluse<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">YouTube</span><span class="fs14 cf3 ff1">: client del popolare servizio; a partire da iOS 6 non è più integrato con il sistema ma è distribuito direttamente da Google su App Store;</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Edicola: negozio di giornali e riviste, disponibile dalla versione 5.0, rimpiazzato da News a partire dalla nona versione.</span></li></ul></div><div>Aggiornamenti software<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Apple ogni anno fornisce un aggiornamento di iOS su&nbsp;<span class="cf1">iTunes</span>&nbsp;e, dalla versione 5.0, anche sul dispositivo stesso tramite aggiornamenti over-the-air. Fino all'uscita di iOS 4.0 tutti i possessori di iPod Touch dovevano pagare per poterlo installare.</div><div>iOS SDK<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Il 17 ottobre 2007, in una lettera aperta scritta nel blog&nbsp;<i>How News</i>&nbsp;di Apple, Steve Jobs ha annunciato che un&nbsp;<span class="cf1">SDK</span>&nbsp;(software development kit) sarebbe stato disponibile agli sviluppatori di terze parti in febbraio 2008. L'SDK è stato distribuito il 6 marzo 2008 e permette agli sviluppatori di creare applicazioni per iPhone e iPod touch, e testarle in un simulatore di iPhone. Tuttavia il caricamento di una applicazione nei dispositivi è possibile solamente dopo aver pagato una tassa di iscrizione all'iOS Developer Program. L'ambiente di sviluppo per iOS SDK è&nbsp;<span class="cf1">Xcode</span>.</div><div>Gli sviluppatori sono liberi di scegliere qualsiasi prezzo per le loro applicazioni che sono distribuite tramite App Store, per le quali riceveranno il 70% del ricavo. Essi possono anche optare per pubblicare gratuitamente l'applicazione non pagando nessun costo di pubblicazione o distribuzione, eccetto la tassa di sottoscrizione al programma developer.</div><div>Contenuto SDK<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Dato che l'iPhone è basato su una variante dello stesso kernel XNU usato da Mac OS X, gli strumenti usati per lo sviluppo sono basati su Xcode.</div><div>L'SDK è diviso nei seguenti set:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">Cocoa Touch</span><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">Multi-touch</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">eventi e controlli</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Supporto</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">Accelerometro</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">View gerarchica</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Localizzazione</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Camera</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">supporto</span></li></ul></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Media</span><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">OpenAL</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Audio mixing</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">e</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">recording</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Video playback</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Image file formats</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Quartz</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Core Animation</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">OpenGL ES</span></li></ul></li></ul></div><div><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">Core Services</span><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">Networking</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Embedded</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">SQLite</span><span class="fs14 cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf3 ff1">database</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">GeoLocation</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Threads</span></li></ul></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">OS X Kernel</span><ul><li><span class="fs14 cf3 ff1">TCP/IP</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Sockets</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Power management</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">File system</span></li><li><span class="fs14 cf3 ff1">Security</span></li></ul></li></ul></div><div>All'interno dell'SDK è contenuto l'iPhone Simulator, un programma usato per emulare il "look and feel" dell'iPhone nel desktop dello sviluppatore. Originariamente chiamato Aspen Simulator, è stato rinominato con la beta 2 dell'SDK. Da notare che l'iPhone Simulator non è un&nbsp;<span class="cf1">emulatore</span>&nbsp;ed esegue codice generato per un target x86.</div><div>L'SDK richiede un Mac&nbsp;<span class="cf1">Intel</span>&nbsp;con&nbsp;<span class="cf1">Mac OS X Leopard</span>. Altri sistemi operativi, inclusi&nbsp;<span class="cf1">Microsoft Windows</span>&nbsp;e vecchie versioni di Mac OS X, non sono supportati, ma vi sono applicazioni non ufficiali che permettono ciò.</div><div>Diffusione<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div></div><div><span class="fs12.3704 cf3 ff1">Diffusione delle versioni di iOS</span><br><span class="fs12.3704 cf3 ff1">(al 18 aprile 2016)</span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1">██</span><span class="fs12.3704 cf3 ff1">&nbsp;iOS 9 (84%)</span></div><div><span class="fs12.3704 cf5 ff1">██</span><span class="fs12.3704 cf3 ff1">&nbsp;iOS 8 (11%)</span></div><div><span class="fs12.3704 cf6 ff1">██</span><span class="fs12.3704 cf3 ff1">&nbsp;versioni precedenti (5%)</span></div><div>Il 6 giugno 2011 al WWDC viene annunciato che il numero di dispositivi iOS venduti ha raggiunto quota 200 milioni,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[5]</span></sup>&nbsp;il 18 febbraio 2012 viene comunicato il superamento di quota 316 milioni.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[6]</span></sup></div><div>Secondo StatCounter, a settembre 2013 Apple iOS è il secondo sistema operativo mobile con il 23% del mercato. A settembre 2015 l'87% dei dispositivi Apple utilizza l'ultima versione disponibile del sistema operativo.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[7]</span></sup></div><div>Pregi e critiche<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Il sistema Apple ha delle pecularità di funzionamento che ne determinano una diversa fruzione delle applicazioni e dei dispositivi. Uno studio della Symantec evidenzia come questo sistema operativo sia più sicuro del maggiore avversario Android grazie alle sue peculiarità, anche se ha evidenziato che è in realtà più sicuro soprattutto per via dei minori tentativi di attacco da parte degli hacker, che concentrano gli sforzi su Android in quanto maggiormente diffuso a livello mondiale rispetto a iOS.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[8]</span></sup></div><div>Con l'aggiornamento del sistema alla versione 4.3, che introduceva un miglioramento del browser e della navigazione si è evidenziato come questi aggiornamenti non fossero abilitati per le applicazioni web (collegamenti internet),<sup><span class="fs0.7rem ff1">[9]</span></sup>&nbsp;questo perché l'aggiornamento ha effetto solo per il browser e non per il sistema che utilizza una visualizzatore Internet integrato,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[10]</span></sup>&nbsp;il problema è stato risolto con la versione 5 del sistema operativo.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[11]</span></sup></div><div>La particolarità di questo sistema è data anche dal blocco di alcuna funzionalità, o in tutto o in parte, come ad esempio il bluetooth che può essere usato solo per connettere dispositivi ausiliari, come ad esempio cuffiette auricolari, ecc.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[12]</span></sup></div><div>Apple tramite il suo store evita l'installazione di applicazioni non approvate, perché prima di essere approvate vengono vagliate e viene testato la loro sicurezza e un eventuale problema nel loro uso, così come la loro qualità. Questo rende più difficile l'installazione di applicazioni malevole ma al contempo limita la libertà dell'utente. I rappresentanti del movimento&nbsp;<span class="cf1">opensource</span>criticano questo approccio ritenendolo troppo limitante per l'utente e ritengono che di dispositivi così limitati non possano essere equiparati a dei computer<sup><span class="fs0.7rem ff1">[13]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[14]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[15]</span></sup>. Tuttavia, è possibile evitare questo limitazione di attività attraverso un procedura ormai frequente e dichiarata legale dal Tribunale Federale USA<sup><span class="fs0.7rem ff1">[16]</span></sup>&nbsp;chiamata&nbsp;<span class="cf1">jailbreak</span>&nbsp;o in italiano "sblocco", la quale permette l'uso di applicazioni non approvate da Apple, presenti su&nbsp;<span class="cf1">Cydia</span>&nbsp;e sblocca anche le antifunzionalità riguardanti il bluetooth.</div><div>Al termine del 2011 sono emersi alcuni bug del sistema, di cui uno riguardante la comunicazione dati tramite reti telefoniche, che venivano permesse nel caso di download di app dallo store indipendentemente dalle impostazioni dell'utente;<sup><span class="fs0.7rem ff1">[17]</span></sup>&nbsp;la seconda da una vulnerabilità nei test dell'approvazione di app nello store, che permette l'esecuzione di codice non validato.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[18]</span></sup></div><div>Nel 2012 è emerso di come le applicazioni potrebbero estrapolare le foto personali dell'utente dal proprio dispositivo,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[19]</span></sup>&nbsp;inoltre altre applicazioni come Path, memorizzano tutti i contatti, con i rispettivi nomi e cognomi registrati sul cellulare su cui è installata l'applicazione<sup><span class="fs0.7rem ff1">[20]</span></sup>. Problemi del genere vennero poi sistemati, all'uscita di iOS 6, con l'introduzione di appositi avvisi e impostazioni che permettono all'utente di consentire o negare alle singole applicazioni l'accesso a contatti, calendari, promemoria e immagini in modo del tutto simile a come già avveniva per la localizzazione.</div><div>Nel 2013, all'uscita di iOS 6.1, è stata individuata un falla di sicurezza che consentiva a chiunque effettuasse una precisa procedura di accedere all'applicazione telefono bypassando il codice di sblocco. In questo modo qualsiasi malintenzionato poteva effettuare telefonate, visualizzare contatti, ecc. Tali problematiche si erano già verificate in passato con le versioni 2.0 e 4.1 dell'OS<sup><span class="fs0.7rem ff1">[21]</span></sup>&nbsp;e sono state corrette con gli aggiornamenti successivi.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 07:29:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Android OS]]></title>
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			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Sistemi_Operativi"><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
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			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_c442x9ux"><div>È un&nbsp;<span class="cf1">sistema embedded</span>&nbsp;progettato principalmente per&nbsp;<span class="cf1">smartphone</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">tablet</span>, con interfacce utente specializzate per televisori (<span class="cf1">Android TV</span>), automobili (<span class="cf1">Android Auto</span>), orologi da polso (<span class="cf1">Android Wear</span>), occhiali (<span class="cf1">Google Glass</span>), e altri.</div><div>Al 2015, Android è il sistema operativo per dispositivi mobili più diffuso al mondo, con una fetta di mercato attestatasi a quota 82% sul totale, seguito da iOS con il 13,9%.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[9]</span></sup></div><div>Lo sviluppo di Android prosegue attraverso l'<b>Android Open Source Project</b>&nbsp;il quale è&nbsp;<span class="cf1">Free and Open Source Software</span>&nbsp;ad esclusione di diversi<span class="cf1">firmware</span>&nbsp;<span class="cf1">non-liberi</span>&nbsp;inclusi per i produttori di dispositivi e delle cosiddette "Google Apps" come ad esempio&nbsp;<span class="cf1">Google Play</span>. È distribuito sotto i termini della&nbsp;<span class="cf1">licenza libera</span>&nbsp;<span class="cf1">Apache 2.0</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[10]</span></sup>&nbsp;riservandosi di non-includere software coperto da licenze&nbsp;<span class="cf1">copyleft</span>.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[11]</span></sup></div><div><sup><br></sup></div><div><div>Storia<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Nell'ottobre&nbsp;<span class="cf1">2003</span>&nbsp;<span class="cf1">Andy Rubin</span>&nbsp;(cofondatore di&nbsp;<span class="cf3">Danger</span>)<sup><span class="fs0.7rem ff1">[12]</span></sup>, Rich Minerva (cofondatore di Danger e di&nbsp;<span class="cf3">Wildfire Communications</span>)<sup><span class="fs0.7rem ff1">[13]</span></sup>, Nick Sears (vicepresidente di&nbsp;<span class="cf1">T-Mobile</span>)<sup><span class="fs0.7rem ff1">[14]</span></sup>&nbsp;e Chris White (principale autore dell'interfaccia grafica di&nbsp;<span class="cf1">Web TV</span>)<sup><span class="fs0.7rem ff1">[15]</span></sup>, fondarono una società, la&nbsp;<i>Android Inc</i>. per lo sviluppo di quello che Rubin definì «...dispositivi cellulari più consapevoli della posizione e delle preferenze del loro proprietario».</div><div>Inizialmente la società operò in segreto, rivelando solo di progettare&nbsp;<span class="cf1">software</span>&nbsp;per&nbsp;<span class="cf1">dispositivi mobili</span>. Durante lo stesso anno il&nbsp;<span class="cf1">budget</span>&nbsp;iniziale si esaurì, motivo per cui fu fondamentale un finanziamento di 10&nbsp;000 dollari da parte di Steve Perlman (amico intimo di Rubin) per poter continuare lo sviluppo. Steve Perlman consegnò a Rubin il denaro in una busta ma rifiutò ogni proposta di partecipazione al progetto.</div><div>Il 17 agosto&nbsp;<span class="cf1">2005</span>&nbsp;<span class="cf1">Google</span>&nbsp;ha acquisito l'<span class="cf1">azienda</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[16]</span></sup>, in vista del fatto che la società di&nbsp;<span class="cf1">Mountain View</span>&nbsp;desiderava entrare nel mercato della telefonia mobile. È in questi anni che il&nbsp;<i>team</i>&nbsp;di Rubin comincia a sviluppare un&nbsp;<span class="cf1">sistema operativo</span>&nbsp;per dispositivi mobili basato sul&nbsp;<span class="cf1">kernel Linux</span>. La presentazione ufficiale del "robottino verde" avvenne il 5 novembre 2007 dalla neonata&nbsp;<span class="cf1">OHA</span>&nbsp;(Open Handset Alliance), un&nbsp;<span class="cf1">consorzio</span>&nbsp;di aziende del settore&nbsp;<i>Hi Tech</i>&nbsp;che include Google, produttori di&nbsp;<i><span class="cf1">smartphone</span></i>&nbsp;come&nbsp;<span class="cf1">HTC</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">Samsung</span>, operatori di telefonia mobile come&nbsp;<span class="cf1">Sprint Nextel</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">T-Mobile</span>, e produttori di&nbsp;<span class="cf1">microprocessori</span>&nbsp;come&nbsp;<span class="cf1">Qualcomm</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">Texas Instruments Incorporated</span>. Il primo dispositivo equipaggiato con Android che venne lanciato sul mercato fu l'<span class="cf1">HTC Dream</span>, il 22 ottobre del 2008<sup><span class="fs0.7rem ff1">[17]</span></sup>.</div><div>Dal 2008 gli aggiornamenti di Android per migliorarne le prestazioni e per eliminare eventuali problemi di sicurezza delle precedenti versioni sono stati molti.</div><div>Dalla versione 1.5 ogni aggiornamento o&nbsp;<i><span class="cf1">release</span></i>, similmente a quanto accade per molte versioni di&nbsp;<span class="cf1">Linux</span>, segue una precisa convenzione alfabetica per i nomi, che in questo caso sono quelli di&nbsp;<span class="cf1">dolci</span>: la versione 1.0 e 1.1 non hanno un nome di dolce e sono identificate col solo numero di versione<sup><span class="fs0.7rem ff1">[18]</span></sup>&nbsp;(tuttavia la seconda, durante lo sviluppo, fu nominata in via ufficiosa&nbsp;<i>Petit Four</i>), la 1.5 venne chiamata&nbsp;<i>Cupcake,</i>&nbsp;la 1.6&nbsp;<i>Donut</i>, la 2.1&nbsp;<i>Eclair</i>, la 2.2&nbsp;<i>Froyo</i>, la 2.3&nbsp;<i>Gingerbread</i>, la 3.0&nbsp;<i>Honeycomb</i>, la 4.0&nbsp;<i><span class="cf1">Ice Cream Sandwich</span></i>, la 4.1&nbsp;<i>Jelly Bean</i>, la 4.4&nbsp;<i><span class="cf1">Kit Kat</span></i>&nbsp;in seguito ad un accordo con la&nbsp;<span class="cf1">Nestlé</span>, la 5.0&nbsp;<i>Lollipop</i>, mentre la più recente, lanciata il 5 ottobre 2015, è la 6.0, col nome&nbsp;<i>Marshmallow</i>.</div><div>Nel marzo 2013&nbsp;<span class="cf1">Larry Page</span>&nbsp;annuncia che Andy Rubin ha lasciato la presidenza di Android per dedicarsi ad altri progetti di Google. Viene rimpiazzato da Sundar Pichai.</div><div>Descrizione<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Android adotta una politica di licenza di tipo&nbsp;<span class="cf1">open source</span>&nbsp;(escluse alcune versioni intermedie),<sup><span class="fs0.7rem ff1">[19]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[20]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[21]</span></sup>&nbsp;e si basa su&nbsp;<span class="cf1">kernel Linux</span>. La licenza (<span class="cf1">Licenza Apache</span>) sotto cui è distribuito consente di modificare e distribuire liberamente il&nbsp;<span class="cf1">codice sorgente</span>. Inoltre, Android dispone di una vasta comunità di sviluppatori che realizzano applicazioni con l'obiettivo di aumentare le funzionalità dei dispositivi. Queste&nbsp;<span class="cf1">applicazioni</span>&nbsp;sono scritte soprattutto in&nbsp;<span class="cf1">linguaggio di programmazione</span>&nbsp;<span class="cf1">Java</span>.</div><div>Nell'ottobre 2012 le applicazioni disponibili presenti sul market ufficiale Android (<span class="cf1">Google Play</span>) hanno raggiunto le 700.000 unità.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[22]</span></sup>&nbsp;Questi fattori hanno permesso ad Android di diventare il sistema operativo più utilizzato in ambito mobile, oltre a rappresentare, per le aziende produttrici, la migliore scelta in termini di bassi costi, personalizzazione e leggerezza del sistema operativo stesso, senza dover scrivere un proprio sistema operativo da zero.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[23]</span></sup></div><div>Android Open Source Project<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Il progetto Open Source Android è guidato da&nbsp;<span class="cf1">Google</span>&nbsp;e, con il compito di mantenimento e allo sviluppo di Android<sup><span class="fs0.7rem ff1">[24]</span></sup>&nbsp;secondo il progetto "<i>l'obiettivo è quello di creare un vero e proprio successo, in modo da migliorare l'esperienza mobile per gli utenti</i>"<sup><span class="fs0.7rem ff1">[25]</span></sup>, AOSP mantiene anche la compatibilità dei programmi per Android, la definizione di un dispositivo "Android compatibile", per esempio "quel dispositivo su cui è possibile eseguire qualsiasi applicazione scritta da sviluppatori di terze parti che utilizzano&nbsp;<span class="cf3">Android SDK</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf3">NDK</span>.", per prevenire implementazioni incompatibili in Android<sup><span class="fs0.7rem ff1">[25]</span></sup>. Il programma di compatibilità è facoltativo e gratuito, e la suite che consente di effettuare test di compatibilità è sempre gratuita e open-source<sup><span class="fs0.7rem ff1">[26]</span></sup>.</div><div>Il kernel Linux<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><span class="fs13.16 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1">Schema di Architettura</span></div><div>Android è costituito da un&nbsp;<span class="cf1">Kernel</span>&nbsp;basato sul&nbsp;<span class="cf1">kernel Linux</span>&nbsp;2.6 e 3.x (da Android 4.0 in poi), con&nbsp;<span class="cf1">middleware</span>,&nbsp;<span class="cf1">Librerie</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">API</span>&nbsp;scritte in&nbsp;<span class="cf1">C</span>&nbsp;(o&nbsp;<span class="cf1">C++</span>) e<span class="cf1">software</span>&nbsp;in esecuzione su un&nbsp;<span class="cf1">framework</span>&nbsp;di applicazioni che include librerie&nbsp;<span class="cf1">Java</span>&nbsp;compatibili con librerie basate su&nbsp;<span class="cf1">Apache Harmony</span>. Android fino alla release 4.4 KitKat ha usato la&nbsp;<span class="cf1">Dalvik virtual machine</span>&nbsp;con un&nbsp;<span class="cf1">compilatore just-in-time</span>&nbsp;per l'esecuzione di Dalvik dex-code (Dalvik Executable), che di solito viene tradotto da codice&nbsp;<span class="cf1">bytecode</span>&nbsp;<span class="cf1">Java</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[27]</span></sup>. Questa virtual machine, ormai obsoleta, viene rimpiazzata con&nbsp;<span class="cf1">ART</span>&nbsp;(Android RunTime) integrato in Android 5.0 Lollipop. Questa nuova virtual machine, sviluppata da Google, utilizza un&nbsp;<span class="cf1">compilatore Ahead-of-time</span>. La piattaforma hardware principale di Android è l'<span class="cf1">architettura ARM</span>. L'<span class="cf1">architettura x86</span>&nbsp;è supportata grazie al progetto&nbsp;<span class="cf1">Android x86</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[28]</span></sup>&nbsp;e Google TV utilizza una speciale versione x86 di Android.</div><div>Il kernel Linux di Android mette a disposizione modifiche all'architettura create da Google al di fuori del ciclo di sviluppo del kernel. Un tipico sistema Android non possiede un&nbsp;<span class="cf1">X Window System</span>&nbsp;nativo, né supporta il set completo standard di librerie&nbsp;<span class="cf1">GNU</span>, e nel caso del C++ vi è solo una implementazione parziale delle&nbsp;<span class="cf1">STL</span>. Tutto ciò rende difficile il&nbsp;<span class="cf1">porting</span>&nbsp;su Android di applicazioni grafiche o librerie sviluppate per&nbsp;<span class="cf1">GNU/Linux</span>.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[29]</span></sup>&nbsp;Per semplificare lo sviluppo di applicazioni C/C++ sotto Android si usa&nbsp;<span class="cf1">SDL</span>&nbsp;che tramite un piccolo&nbsp;<span class="cf1">Wrapper</span>&nbsp;java permette l'utilizzo della&nbsp;<span class="cf1">JNI</span>&nbsp;dando un'idea di utilizzo simile a un'applicazione nativa in C/C++.</div><div>Le applicazioni Android sono Java-based; in effetti le applicazioni scritte in codice nativo in C/C++ devono essere richiamate dal codice java, tutte le chiamate a sistema fatte in C (o C++) devono chiamare codice&nbsp;<span class="cf1">virtual machine Java</span>&nbsp;di Android: infatti le API multimediali di SDL sotto Android richiamano&nbsp;<span class="cf1">metodi</span>&nbsp;in Java; questo significa che il codice dell'applicazione C/C++ deve essere inserito all'interno di un progetto Java, il quale produce alla fine un pacchetto Android (APK).</div><div>Google ha contribuito ad implementare alcune funzionalità all'interno del kernel Linux, in particolare il&nbsp;<i>wakelock</i>, una funzione che permette alle applicazioni di "risvegliare" il device mentre è in sleep. Quest'ultima feature è però stata rifiutata dagli sviluppatori del kernel mainline, in parte perché hanno ritenuto che Google non abbia manifestato l'intenzione di mantenere il proprio codice.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[30]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[31]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[32]</span></sup>&nbsp;Anche se Google ha annunciato nel mese di aprile 2010 che avrebbero assunto due dipendenti per lavorare con la comunità del kernel Linux,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[33]</span></sup>&nbsp;<span class="cf3">Greg Kroah-Hartman</span>, l'attuale responsabile del kernel di Linux per il ramo stabile, ha dichiarato nel dicembre 2010 che era preoccupato del fatto che Google non sembrava più intenzionata a far includere le modifiche al codice nel ramo principale di Linux. Alcuni sviluppatori di Google Android hanno fatto capire che "il team di Android si è stancato del processo", perché erano una piccola squadra e avevano molto lavoro urgente da fare su Android<sup><span class="fs0.7rem ff1">[34]</span></sup></div><div>In Linux è stato incluso l'autosleep e le capacità wakelocks nel kernel 3.5, dopo molti precedenti tentativi di fusione. Le interfacce sono le stesse ma la realizzazione di Linux ha due diverse modalità di sospensione: a memoria (le sospensione tradizionale che utilizza Android), e su disco (ibernazione, come è noto sul desktop).<sup><span class="fs0.7rem ff1">[35]</span></sup>&nbsp;Nel mese di agosto 2011,&nbsp;<span class="cf1">Linus Torvalds</span>&nbsp;ha detto che "alla fine Android e Linux sarebbero venuti di nuovo ad un nucleo comune, ma probabilmente non sarà per quattro o cinque anni"<sup><span class="fs0.7rem ff1">[36]</span></sup>&nbsp;Nel mese di dicembre 2011, Kroah-Hartman ha annunciato l'inizio del progetto mainlining Android, che mira a mettere un po' di Android&nbsp;<span class="cf1">driver</span>, le&nbsp;<span class="cf1">patch</span>&nbsp;e le caratteristiche, nel kernel di Linux a partire da Linux 3.3.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[37]</span></sup></div><div>La&nbsp;<span class="cf1">memoria flash</span>&nbsp;sui dispositivi Android è divisa in diverse&nbsp;<span class="cf1">partizioni</span>, ad esempio "/system" per il sistema operativo stesso e "/data" per i dati utente e le installazioni delle app. Diversamente rispetto alle tradizionali&nbsp;<span class="cf1">distribuzioni GNU/Linux</span>, agli utenti di dispositivi Android non sono disponibili i privilegi di superutente, o&nbsp;<span class="cf1">root</span>, per l'accesso al sistema operativo e alle sue partizioni, quali "/system", per le quali l'utente dispone dei permessi di&nbsp;<i>sola lettura</i>. Tuttavia, l'accesso come root sul dispositivo è quasi sempre possibile: in certi casi tramite richiesta al produttore, in altri sfruttando certe&nbsp;<span class="cf1">falle di sicurezza</span>&nbsp;di Android. L'accesso root viene utilizzato frequentemente dalla comunità open source, per migliorare le capacità dei loro dispositivi, ma anche da soggetti malintenzionati per installare&nbsp;<span class="cf1">virus</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">malware</span>.</div><div>Altre caratteristiche<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>L'<span class="cf1">interfaccia utente</span>&nbsp;di Android è basata sul concetto di&nbsp;<span class="cf3">direct manipulation</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[38]</span></sup>&nbsp;per cui si utilizzano gli ingressi mono e multi-touch come strisciate, tocchi e pizzichi sullo schermo per manipolare gli oggetti visibili sullo stesso.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[38]</span></sup>&nbsp;La risposta all'input dell'utente è stata progettata per essere immediata e tentare di fornire un'interfaccia fluida.&nbsp;<span class="cf1">Sensori</span>&nbsp;hardware interno come<span class="cf1">accelerometri</span>,&nbsp;<span class="cf1">giroscopi</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">sensori di prossimità</span>&nbsp;sono utilizzati da alcune applicazioni per rispondere alle azioni da parte dell'utente, ad esempio la regolazione dello schermo da verticale a orizzontale a seconda di come il dispositivo è orientato o che consentono all'utente di guidare un veicolo in una corsa virtuale ruotando il dispositivo, simulando il controllo di un&nbsp;<span class="cf1">volante</span>.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[39]</span></sup></div><div>La cosiddetta&nbsp;<i>Homescreen</i>&nbsp;è simile al&nbsp;<span class="cf1">desktop</span>&nbsp;trovato su Windows ed è la schermata principale che ci si trova appena il device è stato avviato, oppure premendo il tasto Home. L'homescreen di Android è in genere occupata sia dalle icone delle applicazioni che dai&nbsp;<span class="cf1">widget</span>&nbsp;cioè dei sorta di gadgets con varie funzioni; ci sono widget che mostrano vari stili di orologi, quelli che mostrano gli ultimi video di&nbsp;<span class="cf1">YouTube</span>, altri che visualizzano informazioni meteo, quelli relativi alle&nbsp;<span class="cf1">email</span>.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[40]</span></sup>&nbsp;La homescreen può essere costituita da più pagine tra cui l'utente può scorrere avanti e indietro.</div><div>Sempre presente nella parte superiore dello schermo si trova una barra di stato, che mostra le informazioni sul dispositivo e la sua connettività. Trascinando la barra di stato verso il basso compare una schermata di notifica in cui le applicazioni possono visualizzare notifiche relative ad informazioni importanti o aggiornamenti come ad esempio una e-mail appena ricevuta o un<span class="cf1">SMS</span>, in modo da non interrompere immediatamente l'utente.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[41]</span></sup>&nbsp;Nelle prime versioni di Android tali notifiche potevano essere sfruttate esclusivamente per aprire l'applicazione in questione, ma gli aggiornamenti più recenti hanno fornito maggiori funzionalità, come ad esempio la possibilità di chiamare un numero direttamente dalla notifica della chiamata persa, senza dover aprire l'applicazione telefono<sup><span class="fs0.7rem ff1">[42]</span></sup>&nbsp;Le notifiche sono persistenti fino alla loro lettura o cancellazione da parte dell'utente.</div><div>La&nbsp;<span class="cf1">piattaforma</span>&nbsp;usa il&nbsp;<span class="cf1">database</span>&nbsp;<span class="cf1">SQLite</span>, la libreria dedicata&nbsp;<span class="cf3">SGL</span>&nbsp;per la grafica bidimensionale (invece del classico&nbsp;<span class="cf1">server X</span>&nbsp;delle altre&nbsp;<span class="cf1">distribuzioni linux</span>) e supporta lo standard&nbsp;<span class="cf1">OpenGL ES 2.0</span>&nbsp;per la grafica tridimensionale.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[43]</span></sup>&nbsp;Le applicazioni vengono eseguite tramite la&nbsp;<span class="cf1">Dalvik virtual machine</span>, una&nbsp;<span class="cf1">macchina virtuale</span>&nbsp;adattata per l'uso su dispositivi mobili.</div><div>Android è stato progettato principalmente per&nbsp;<span class="cf1">smartphone</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">tablet</span>, ma il carattere aperto e personalizzabile del sistema operativo permette che sia utilizzato anche su altri dispositivi elettronici tra cui&nbsp;<span class="cf1">portatili</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">netbook</span>,&nbsp;<span class="cf1">smartbook</span>,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[44]</span></sup>&nbsp;<span class="cf1">eBook reader</span>,&nbsp;<span class="cf1">fotocamere</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">smart TV</span>&nbsp;(<span class="cf1">Google TV</span>). Il mercato delle "smart things" è cresciuto in maniera notevole in questi ultimi periodi a tal punto da stimolare la creatività delle persone. Un esempio è lo&nbsp;<span class="cf1">Smartwatch</span>&nbsp;dotato di sistema operativo Android in versione "light"<sup><span class="fs0.7rem ff1">[45]</span></sup>&nbsp;<span class="cf1">cuffie</span>,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[46]</span></sup>&nbsp;lettori auto CD e DVD,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[47]</span></sup>&nbsp;occhiali intelligenti (<span class="cf1">Google Glass</span>), frigoriferi, sistemi di navigazione satellitare per veicoli, sistemi di automazione per la casa, console di gioco, specchi,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[48]</span></sup>&nbsp;telecamere, lettori&nbsp;<span class="cf1">MP3</span>/<span class="cf1">MP4</span>&nbsp;e tapis roulant.</div><div>Il logo di Android è stato progettato con la famiglia di caratteri (font) Droid di&nbsp;<span class="cf3">Ascender Corporation</span>, il verde è il colore del robot che rappresenta il sistema operativo Android. Il colore di stampa è&nbsp;<span class="cf1">PMS</span>&nbsp;376C e il colore&nbsp;<span class="cf1">RGB</span>&nbsp;in valore esadecimale è # A4C639, come specificato dalle linee guida del Marchio di Android. Il carattere personalizzato di Android si chiama&nbsp;<i>Norad</i>. Viene utilizzato solo nel logo di testo.</div><div>Aggiornamenti<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Android ha un rapido ciclo di aggiornamento, con la distribuzione di nuove versioni ogni sei-nove mesi. Gli&nbsp;<span class="cf1">aggiornamenti</span>&nbsp;sono in genere di natura incrementale, apportando miglioramenti del software a intervalli regolari, piuttosto che revisioni complete del sistema ogni due o tre anni (pratica comune per i sistemi operativi desktop come&nbsp;<span class="cf1">Windows</span>). Tra una major release e l'altra vengono messi a disposizione aggiornamenti intermedi per risolvere problemi di sicurezza e altri&nbsp;<span class="cf1">bug</span>&nbsp;del software. La maggior parte dei dispositivi Android sono in grado di ricevere gli aggiornamenti in modalità "<span class="cf1">OTA</span>" (over the air), ovvero senza necessità di un collegamento ad un PC.</div><div>Rispetto ad altri sistemi operativi mobili, come&nbsp;<span class="cf1">iOS</span>, in genere trascorre parecchio tempo, a volte diversi mesi, fra la distribuzione ufficiale di un aggiornamento Android e l'effettiva distribuzione, da parte dei vari produttori, ai dispositivi in grado di supportarlo. Questo non avviene però con i dispositivi della serie Nexus più recenti (attualmente&nbsp;<span class="cf1">Nexus 5</span>,&nbsp;<span class="cf1">Nexus 5X</span>,&nbsp;<span class="cf1">Nexus 6</span>,&nbsp;<span class="cf1">Nexus 6P</span>,&nbsp;<span class="cf1">Nexus 9</span>,<span class="cf1">Nexus 7</span>,<span class="cf3">Nexus Player</span>&nbsp;e il convertibile&nbsp;<span class="cf1">Pixel C</span>.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[49]</span></sup>&nbsp;Nel 2011, Google ha siglato un accordo con un certo numero di produttori annunciando l'"Android Update Alliance" e impegnandosi a fornire aggiornamenti tempestivi ad ogni dispositivo per 18 mesi dalla sua immissione in commercio. Ciononostante, per l'ultima distribuzione del sistema operativo Lollipop, Google ha deciso di coinvolgere gli ormai datati Nexus 4, 7 (versione 2012) e 10, che hanno sforato i 18 mesi dalla data d'uscita (fine 2012, che, al conto dei 18 mesi, sarebbero dovuti uscire dalla linea d'aggiornamento nel primo semestre 2014).</div><div>Il motivo per cui si verificano questi ritardi è dovuto a vari fattori. In primis vi è la necessità di personalizzare il sistema sullo specifico hardware di ogni dispositivo. Gli aggiornamenti ufficiali vengono infatti distribuiti da Google per i device di riferimento (attualmente&nbsp;<span class="cf1">Google Nexus 5</span>,&nbsp;<span class="cf1">Google Nexus 6</span>,<span class="cf3">Google Nexus 7 2013</span>,&nbsp;<span class="cf1">Google Nexus 6P</span>,&nbsp;<span class="cf1">Google Nexus 5X</span>,&nbsp;<span class="cf1">Google Nexus 9</span>&nbsp;e<span class="cf3">Google Nexus Player</span>). Ogni produttore dovrà poi adattare il sistema ai propri dispositivi, operazione che richiede tempo e investimenti non indifferenti. Per questo motivo molti produttori si concentrano prima di tutto ad aggiornare i loro dispositivi di punta più recenti, allungando ancor di più i tempi per i vecchi dispositivi. In alcuni casi i produttori hanno rinunciato addirittura ad aggiornare dei vecchi dispositivi pur in grado di supportare le nuove versioni del sistema operativo.</div><div>Ad aggravare ulteriormente il problema, si aggiunge il fatto che la stragrande maggioranza dei produttori personalizzano l'interfaccia di Android per differenziarsi sul mercato e, ad ogni aggiornamento, devono riportare le proprie personalizzazioni sulla nuova versione. Alcuni commentatori hanno notato che, allo stato attuale, i produttori non sono incentivati ad aggiornare i propri dispositivi, incentivando gli utenti a passare ad un modello più recente (e aggiornato).<sup><span class="fs0.7rem ff1">[50]</span></sup></div><div>Sicurezza<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Alcuni marchi commerciali hanno prodotto del software antivirus per dispositivi Android. In particolare:&nbsp;<span class="cf1">AVG Technologies</span>,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[51]</span></sup>&nbsp;<span class="cf1">Avast!</span>,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[52]</span></sup>&nbsp;<span class="cf1">F-Secure</span>,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[53]</span></sup>&nbsp;<span class="cf1">Kaspersky</span>,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[54]</span></sup>&nbsp;<span class="cf1">McAfee</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[55]</span></sup>,&nbsp;<span class="cf1">Symantec</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[56]</span></sup>&nbsp;e<span class="cf3">CM security</span>&nbsp;<sup><span class="fs0.7rem ff1">[57]</span></sup>.</div><div>Un articolo del 2011 apparso su ExtremeTech ha sollevato l'opinione che gli antivirus disponibili all'epoca, su Android, fossero praticamente inutili,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[58]</span></sup>&nbsp;perché per il&nbsp;<i>principio di minimo privilegio</i>&nbsp;le&nbsp;<i>app</i>&nbsp;non possono agire a livello di kernel ma soltanto applicativo, e quindi qualunque applicazione, anche installata da fonti di terze parti, non avrebbe i permessi sufficienti per apportare danni permanenti al sistema.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[58]</span></sup></div><div>Al fine di migliorare la sicurezza del sistema, Google ha introdotto dei meccanismi automatici di analisi del software per bloccare eventuali applicazioni malevole presenti nel market Google Play.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[59]</span></sup>&nbsp;Queste soluzioni hanno ridotto il problema&nbsp;<span class="cf5">ma delle analisi tecniche hanno evidenziato che le analisi automatiche possono essere aggirate</span><sup><span class="cf6">[</span><i><span class="cf6">senza&nbsp;fonte</span></i><span class="cf6">]</span></sup>. Un'analisi McAfee stima che nel 2012 l'85% dei virus per dispositivi mobili sia stato sviluppato per dispositivi Android.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[60]</span></sup>&nbsp;Tuttavia, con l'introduzione del Google Play Service 5.0, questo problema dovrebbe ridursi, poiché il dispositivo potrà contare su aggiornamenti della sicurezza costanti.</div><div>A partire dalla versione di Android L, le informazioni e i dati personali presenti sul terminale vengono cifrati&nbsp;<i>di default</i>&nbsp;dal dispositivo. La cifratura dei dati era stata introdotta tre anni prima, ma doveva essere abilitata manualmente.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[61]</span></sup></div><div>Firmware<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>I telefoni che utilizzano Android come OS possono ottenere (grazie al lavoro di alcune comunità, come quella di&nbsp;<span class="cf1">XDA</span>) i permessi di&nbsp;<span class="cf1">root</span>, essendo Android basato su&nbsp;<span class="cf1">kernel</span>&nbsp;<span class="cf1">linux</span>. Questo "sblocco" permette, ai dispositivi di accedere a funzioni avanzate, come gestire direttamente&nbsp;<span class="cf1">CPU</span>&nbsp;e app di sistema, altrimenti inaccessibili, ma permettono anche all'utente di cambiare il<span class="cf1">firmware</span>&nbsp;del telefono (senza i permessi aggiuntivi è comunque possibile installare eventuali aggiornamenti firmware ufficiali del produttore del telefono, senza perdere la garanzia).</div><div>Inizialmente tutto il lavoro si era concentrato sull'<span class="cf1">HTC Dream</span>&nbsp;con firmware come Mikhael, JacHero, TheDudes e altri.</div><div>Ad oggi la completezza dei firmware preinstallati dai produttori non spinge gli utenti a sostituire il firmware con altri creati dalle comunità online, ma rimane comunque molto popolare la ROM<span class="cf1">CyanogenMod</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[62]</span></sup>&nbsp;compatibile con molti terminali fra cui il&nbsp;<span class="cf1">Nexus One</span>, l'<span class="cf1">HTC Magic</span>&nbsp;e l'<span class="cf1">HTC Desire</span>&nbsp;e successivamente con&nbsp;<span class="cf1">Galaxy S</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">Galaxy S II</span>,&nbsp;<span class="cf3">One X</span>,&nbsp;<span class="cf3">One S</span>,&nbsp;<span class="cf1">LG Optimus L9</span>,&nbsp;<span class="cf1">LG Optimus G</span>,&nbsp;<span class="cf1">Galaxy Nexus</span>,&nbsp;<span class="cf1">Galaxy SIII</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">Galaxy S4</span>,&nbsp;<span class="cf1">Nexus 5</span>,&nbsp;<span class="cf1">LG G2</span>,&nbsp;<span class="cf3">HTC One M7</span>. È pur vero che le ROM "cucinate" spesso permettono una maggiore libertà di gestione da parte dell'utente, includendo funzionalità particolari e ampia possibilità di personalizzazione. Esistono raccolte di firmware come quella di AndroidPedia.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[63]</span></sup></div><div>Versioni<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Il 12 novembre&nbsp;<span class="cf1">2007</span>&nbsp;l'OHA ha distribuito il&nbsp;<span class="cf1">software development kit</span>&nbsp;(SDK) che include: gli strumenti di sviluppo, le librerie, un emulatore del dispositivo, la documentazione (in inglese), alcuni progetti di esempio, tutorial e altro. È installabile su qualsiasi computer x86 compatibile che usi come sistema operativo&nbsp;<span class="cf1">Windows XP</span>,&nbsp;<span class="cf1">Vista</span>,&nbsp;<span class="cf1">Mac OS X</span>, dalla versione 10.4.8, o&nbsp;<span class="cf1">Linux</span>. L'<span class="cf1">IDE</span>&nbsp;ufficialmente supportato per lo sviluppo di applicazioni per Android è&nbsp;<span class="cf1">Eclipse</span>,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[64]</span></sup>&nbsp;per cui è fornito un plug-in.</div><div>Il 23 settembre del 2008 viene distribuita la versione 1.0 di Android che comprendeva il market, il browser, la gestione delle cartelle (creazione, cancellazione e ridenominazione),<sup><span class="fs0.7rem ff1">[65]</span></sup>&nbsp;accesso ai servizi di posta elettronica e il supporto di reti wi-fi, fotocamere e le prime&nbsp;<span class="cf1">Google Apps</span>&nbsp;per smartphone Android. Le prime release non avevano nomi specifici, ma venivano indicati in maniera più generale come Astro Boy e Bender (infatti si pensava di nominare ogni release con il nome di un robot della televisione o del cinema). Dalla versione 1.5 si stabilì di utilizzare invece nomi di dolci.</div><div>L'SDK fu aggiornato alla versione 1.1 il 9 febbraio&nbsp;<span class="cf1">2009</span>; questa nuova versione sostituiva la versione 1.0_r2 e manteneva la retro compatibilità con i sorgenti creati tramite le vecchie release dell'SDK (1.0_r1 e 1.0_r2) ed aggiunge nuove caratteristiche alle&nbsp;<span class="cf1">API</span>, oltre ad una maggiore fluidità e sicurezza.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[66]</span></sup></div><div>La versione dell'SDK uscita il 13 aprile&nbsp;<span class="cf1">2009</span>&nbsp;è la 1.5, divenuta famosa soprattutto con il suo secondo nome Cupcake. C'è retrocompatibilità con le vecchie versioni e implementa le nuove&nbsp;<span class="cf1">API</span>3, rendendo l'SO ancora più veloce e stabile.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[67]</span></sup></div><div>Fu poi aggiornato e il 16 settembre&nbsp;<span class="cf1">2009</span>&nbsp;venne distribuita la 1.6 chiamata anche Donut. C'è retrocompatibilità con le vecchie versioni e implementa nuove funzioni e tecnologie come il supporto alle reti&nbsp;<span class="cf1">CDMA</span>, diverse risoluzioni di schermo e una ricerca globale interna nel telefono e su internet contemporaneamente, oltre ai vari fix bug. I primi cellulari con Android 1.6 nativo sono sul mercato da ottobre 2009.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[68]</span></sup></div><div>Il 27 ottobre&nbsp;<span class="cf1">2009</span>&nbsp;Google pubblica la versione 2.0 del suo sistema operativo Open Source,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[69]</span></sup>&nbsp;nome in codice Eclair, che introduce la possibilità d'inviare dati tramite&nbsp;<span class="cf1">Bluetooth</span>, mentre in precedenza era possibile utilizzarla solo per la comunicazione vocale<sup><span class="fs0.7rem ff1">[70]</span></sup>&nbsp;seguita da una minor release dell'SDK, la versione 2.0.1, il 4 dicembre&nbsp;<span class="cf1">2009</span>.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[71]</span></sup></div><div>Il 12 gennaio&nbsp;<span class="cf1">2010</span>&nbsp;è stato distribuito l'Android&nbsp;<span class="cf1">SDK</span>&nbsp;2.1, chiamato sempre&nbsp;<span class="cf1">Eclair</span>&nbsp;per le sue poche novità introdotte. Infatti furono solamente risolti dei critical bug riscontrati in vari dispositivi associati alla sicurezza dei dati.</div><div>Il 20 maggio&nbsp;<span class="cf1">2010</span>&nbsp;al Google I/O conference è stato distribuito l'Android SDK 2.2, nome in codice Froyo. Sono stati resi disponibili importanti aggiornamenti: nuovo kernel linux 2.6.32, nuovo compilatore JIT, V8 Engine per il javascript, Tethering Wi-fi Nativo per utilizzare il terminale come&nbsp;<span class="cf1">Hotspot</span>&nbsp;<span class="cf1">Wireless</span>, nuove Icone per la Home, Telefono (Sinistra) e Browser (Destra). Adobe Flash Player 10.1 e Adobe AIR Integrato. Possibilità di installare le apps sulla memoria SD, feature molto attesa dalla community mondiale. Aggiornamento automatico Over-the-Air delle Applicazioni. Nuove Api per gli sviluppatori, tra cui le OpenGL ES 2.0. Il tutto si è tradotto in 2-3X di velocità maggiore, performance e fluidità rispetto alla precedente versione 2.1 Eclair.</div><div>Il 9 luglio&nbsp;<span class="cf1">2010</span>&nbsp;l'Android SDK 2.2<sup><span class="fs0.7rem ff1">[72]</span></sup>&nbsp;è stato revisionato e aggiornato con gli ultimi file.img del sistema Android 2.2.</div><div>Il 7 dicembre&nbsp;<span class="cf1">2010</span>&nbsp;l'Android SDK 2.3<sup><span class="fs0.7rem ff1">[73]</span></sup>&nbsp;è stato distribuito, col nome in codice Gingerbread.</div><div>Nel gennaio del 2011 viene distribuito il sistema 3.0 (Honeycomb) dedicato ai soli tablet,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[74]</span></sup>&nbsp;mentre il 27 gennaio&nbsp;<span class="cf1">2011</span>&nbsp;viene pubblicata la preview dell'Android SDK 3.0<sup><span class="fs0.7rem ff1">[75]</span></sup>&nbsp;la versione di Android per i dispositivi Tablet. La versione definitiva dell'SDK 3.0 è stata invece ufficializzata solo il 23 febbraio&nbsp;<span class="cf1">2011</span>.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[76]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[77]</span></sup>&nbsp;L'11 maggio 2011 è stata distribuita la versione SDK 3.1.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[78]</span></sup></div><div>Il 19 ottobre&nbsp;<span class="cf1">2011</span>&nbsp;è stata presentata la versione 4.0 (Ice Cream Sandwich) contemporaneamente alla presentazione del nuovo Samsung Galaxy Nexus,<sup><span class="fs0.7rem ff1">[79]</span></sup>&nbsp;questa versione è destinata a diversi dispositivi, quali smartphone e tablet, abbandonando la precedente situazione, dove smartphone e tablet utilizzavano sistemi operativi differenti. Il 19 ottobre è stato pubblicato l'SDK 4.0.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[80]</span></sup></div><div>Il 22 marzo 2012 è stato distribuito l'Android SDK versione 17 che introduce il supporto nativo per i chip x86 e la possibilità di utilizzare un device Android in collegamento con il PC come dispositivo di input multitouch.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[81]</span></sup></div><div>Il 29 ottobre&nbsp;<span class="cf1">2012</span>&nbsp;doveva essere presentata la versione di Android Jelly Bean 4.2, ma, a causa dell'<span class="cf1">Uragano Sandy</span>, la presentazione è stata annullata. I primi dispositivi basati su Android 4.2 sono stati distribuiti il 13 novembre 2012. La versione si presentava piena di miglioramenti e novità, come il&nbsp;<span class="cf3">Circle Photosphere</span>&nbsp;di Google, tuttavia includeva numerosi bug.</div><div>Il 6 novembre&nbsp;<span class="cf1">2012</span>&nbsp;Google mise a disposizione per i suoi dispositivi Nexus una patch che portò Android alla versione Jelly Bean 4.2.1.</div><div>Il 24 luglio&nbsp;<span class="cf1">2013</span>&nbsp;Google pubblica, per i dispositivi Nexus, la versione Android 4.3 Jelly Bean che porta diverse migliorie, tra cui il supporto all'OpenGL ES 3.0 e il Bluetooth 4.0.</div><div>Il 3 settembre&nbsp;<span class="cf1">2013</span>&nbsp;Google annuncia la versione Android 4.4 KitKat, distribuita il 31 ottobre&nbsp;<span class="cf1">2013</span>&nbsp;per i dispositivi Nexus ad esclusione del Galaxy Nexus<sup><span class="fs0.7rem ff1">[82]</span></sup>.</div><div>Distribuito da Google nel mese di Ottobre 2013, ad agosto 2014 Android KitKat gira sul 21% di tutti i dispositivi Android<sup><span class="fs0.7rem ff1">[83]</span></sup>.</div><div>Al&nbsp;<b>Google I/O</b>&nbsp;<span class="cf1">2014</span>&nbsp;è stata presentata un'anteprima (preview) del successore di KitKat,&nbsp;<b>Android L</b>, con il quale si verifica una netta svolta per quel che riguarda tutta l'interfaccia del sistema attraverso il completo ridisegno delle icone in uno stile più semplice e piatto, abbandonando quindi lo stile Holo che fino a quel momento aveva caratterizzato Android, e la revisione delle animazioni, che passano a 60fps, oltre a dei cambiamenti più generali. Android L Developer Preview è stato reso disponibile ufficialmente tramite factory image per&nbsp;<b>Nexus 5</b>&nbsp;e&nbsp;<b>Nexus 7 2013</b>,&nbsp;<b>versione Wi-Fi</b>, anche se degli sviluppatori hanno realizzato dei porting per Nexus 4, HTC One (M7) e Samsung Galaxy S4.</div><div>Il 15 ottobre 2014 Google presenta la versione definitiva del successore di Kitkat,&nbsp;<b>Android Lollipop 5.0</b><sup><span class="fs0.7rem ff1">[84]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[85]</span></sup>&nbsp;(conosciuto precedentemente come&nbsp;<b>Android L</b>), insieme ai nuovi modelli della serie nexus:&nbsp;<span class="cf1">Motorola Nexus 6</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[86]</span></sup>,&nbsp;<span class="cf1">HTC Nexus 9</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[87]</span></sup>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf3">ASUS Nexus Player</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[88]</span></sup>.</div><div>Il 4 febbraio&nbsp;<span class="cf1">2015</span>&nbsp;Google ha rilasciato, inizialmente solo in Indonesia, sui dispositivi&nbsp;<i>Android One</i>, e successivamente, il 9 marzo 2015, sui dispositivi&nbsp;<i>Nexus</i>,&nbsp;<b>Android Lollipop 5.1</b>.</div><div>Il 28 maggio 2015 al Google I/O, viene presentato&nbsp;<b>Android M</b>. Nella stessa sera (con fuso orario italiano) sono state rilasciate le prime preview. Esse son per ora disponibili solo per Nexus 5, Nexus 6 e Nexus 9. Si può visionare il changelog dal seguente&nbsp;<span class="cf7">link</span>. Il 17 agosto 2015 nel giardino del Googleplex, viene presentata la statua di M, cioè&nbsp;<b>Android Marshmallow</b>.</div><div>Panoramica delle versioni pubblicate (smartphone e tablet)<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>VersioneData di pubblicazioneCaratteristicheDistribuzionepre-1.0---Release sperimentali precedenti alla 1.0, contrassegnate come "milestone" e indicate con un numero di serie.1.023 settembre 2008<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;1. Il primo telefono commerciale a montare questo sistema operativo è stato l'<span class="cf1">HTC Dream</span>&nbsp;(noto come&nbsp;<span class="cf1">T-Mobile G1</span>&nbsp;negli Stati Uniti).1.19 febbraio 2009<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;2. Update per risolvere vari bug (gli utenti HTC Dream TIM sono gli unici ad essere ancora fermi a questa versione).1.5&nbsp;<i><b>Cupcake</b></i>30 aprile 2009<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;3. Linux kernel 2.6.27. Maggior integrazione con i servizi&nbsp;<span class="cf1">Google</span>, supporto per i widget.1.6&nbsp;<i><b>Donut</b></i>15 settembre 2009<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;4. Linux kernel 2.6.29. Aggiunta di ricerca vocale e testuale per i contenuti presenti in locale e sul Web. Introdotta la sintesi vocale e le gesture.2.0&nbsp;<i><b>Eclair</b></i>26 ottobre 2009<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;5. Linux kernel 2.6.29. Aggiunte numerose funzionalità per la fotocamera. Migliorata la sincronizzazione dell'account Google e aggiunto il supporto agli account Exchange. Aggiunto il supporto al multi-touch e ai live wallpaper. UI e prestazioni migliorate.2.0.1&nbsp;<i><b>Eclair</b></i>3 dicembre 2009<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;6. Risolti alcuni bug minori.2.1&nbsp;<i><b>Eclair</b></i>12 gennaio 2010<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;7. Minor release.2.2&nbsp;<i><b>Froyo</b></i>20 maggio 2010<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;8. Linux kernel 2.6.32. Drastico miglioramento prestazionale, dovuto ad una migliore gestione delle risorse hardware (compilazione&nbsp;<span class="cf1">JIT</span>). Tethering USB e Wi-Fi. Integrazione del motore&nbsp;<span class="cf1">JavaScript</span>&nbsp;V8 di&nbsp;<span class="cf1">Google Chrome</span>&nbsp;nel browser di sistema. Supporto alla tecnologia&nbsp;<span class="cf1">Adobe Flash</span>. Migliorie apportate a gran parte delle altre applicazioni di sistema.0.1%2.2.1&nbsp;<i><b>Froyo</b></i>18 gennaio 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;8. Incremento prestazionale e miglioramento della sicurezza.0.1%2.2.2&nbsp;<i><b>Froyo</b></i>22 gennaio 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;8. Risolto un bug relativo all'invio degli SMS riscontrato su&nbsp;<span class="cf1">Nexus One</span>.0.1%2.2.3&nbsp;<i><b>Froyo</b></i>21 novembre 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;8. Patch di sicurezza.0.1%2.3&nbsp;<i><b>Gingerbread</b></i>6 dicembre 2010<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;9. Linux kernel 2.6.35. UI aggiornata per essere più user-friendly. Aggiunto il supporto agli schermi XL (risoluzione&nbsp;<span class="cf1">WXGA</span>&nbsp;e superiori). Supporto nativo al&nbsp;<span class="cf3">SIP VoIP</span>&nbsp;e alla tecnologia&nbsp;<span class="cf1">NFC</span>. Tastiera riprogettata (precisione predittiva aumentata e copia/incolla migliorato). Aggiunta l'app Download Manager, per la gestione unificata di tutti i download effettuati dalle app di sistema e non. Supporto nativo a sensori come giroscopio e barometro. Migliorata la gestione energetica.2.6%2.3.1&nbsp;<i><b>Gingerbread</b></i>dicembre 2010<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;9. Risolti alcuni bug riscontrati nel&nbsp;<span class="cf1">Nexus S</span>.2.6%2.3.2&nbsp;<i><b>Gingerbread</b></i>gennaio 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;9. Risolti alcuni bug riscontrati nel&nbsp;<span class="cf1">Nexus S</span>.2.6%2.3.3&nbsp;<i><b>Gingerbread</b></i>9 febbraio 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;10. Numerosi miglioramenti e correzioni nelle API.2.6%2.3.4&nbsp;<i><b>Gingerbread</b></i>28 aprile 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;10. Supporto per la chat video e vocale tramite&nbsp;<span class="cf1">Google Talk</span>.2.6%2.3.5&nbsp;<i><b>Gingerbread</b></i>25 luglio 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;10. Migliorate le applicazioni Fotocamera e&nbsp;<span class="cf1">Gmail</span>. Efficienza energetica migliorata. Fix di alcuni bug riscontrati su&nbsp;<span class="cf1">Nexus S</span>&nbsp;4G e&nbsp;<span class="cf1">Galaxy S</span>.2.6%2.3.6&nbsp;<i><b>Gingerbread</b></i>2 settembre 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;10. Risolto un bug relativo alla ricerca vocale.2.6%2.3.7&nbsp;<i><b>Gingerbread</b></i>21 settembre 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;10. Supporto a&nbsp;<span class="cf3">Google Wallet</span>&nbsp;(solo per&nbsp;<span class="cf1">Nexus S</span>&nbsp;4G).2.6%3.0&nbsp;<i><b>Honeycomb</b></i>22 febbraio 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;11. Linux kernel 2.6.36. Versione ottimizzata per tablet. Introdotta nuova UI, denominata "Holo". Aggiunta la barra di sistema (pulsanti software Home, Indietro, Task manager) e la Action Bar (fornisce accesso ad opzioni che variano in base al contesto). Browser multi-tab. Accelerazione hardware e supporto per processori multi-core. Possibilità di criptare tutti i dati personali.3.1&nbsp;<i><b>Honeycomb</b></i>10 maggio 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;12. Miglioramenti alla UI. Widget ridimensionabili. Supporto per le periferiche USB (flash drive, gamepad).3.2&nbsp;<i><b>Honeycomb</b></i>15 luglio 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;13. Ampliato il supporto hardware. SDK aggiornato per permettere agli sviluppatori di personalizzare più a fondo la UI.3.2.1&nbsp;<i><b>Honeycomb</b></i>20 settembre 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;13. Aggiornamento di&nbsp;<span class="cf1">Google Ricerca libri</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">Android Market</span>. Bug fixes.3.2.2&nbsp;<i><b>Honeycomb</b></i>30 agosto 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;13. Risolti alcuni bug riscontrati nel&nbsp;<span class="cf1">Motorola Xoom</span>&nbsp;4G.3.2.3&nbsp;<i><b>Honeycomb</b></i><span class="cf1">API Level</span>&nbsp;13. Risolti alcuni bug riscontrati nel&nbsp;<span class="cf1">Motorola Xoom</span>&nbsp;e nel&nbsp;<span class="cf1">Motorola Xoom</span>&nbsp;4G.3.2.4&nbsp;<i><b>Honeycomb</b></i>dicembre 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;13. Supporto per i Tablet 3G e 4G dell'opzione "Pay as You Go".3.2.5&nbsp;<i><b>Honeycomb</b></i>gennaio 2012<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;13. Risolti alcuni bug riscontrati nel&nbsp;<span class="cf1">Motorola Xoom</span>&nbsp;e nel&nbsp;<span class="cf1">Motorola Xoom</span>&nbsp;4G.3.2.6&nbsp;<i><b>Honeycomb</b></i>febbraio 2012<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;13. Risolti alcuni bug riscontrati nella disattivazione della connettività dati in modalità aereo per il&nbsp;<span class="cf1">Motorola Xoom</span>&nbsp;4G americano.4.0&nbsp;<i><b>Ice Cream Sandwich</b></i>19 ottobre 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;14. Linux kernel 3.0.1. UI completamente riprogettata: prestazioni migliorate, pulsanti virtuali al posto di quelli hardware (per i dispositivi che ne sono privi), cartelle più facili da creare, launcher personalizzabile, nuovo font di sistema (<span class="cf3">Roboto</span>). Aggiornate tutte le app di sistema per sfruttare le nuove API. Introdotta la possibilità di backup completo tramite ADB senza sblocco del Bootloader o necessità di permessi Root. Possibilità di scattare screenshots integrata nell'OS. Dettatura in tempo reale. Face Unlock, per sbloccare il dispositivo tramite il software di riconoscimento facciale. Possibilità di accedere alle applicazioni direttamente dalla schermata di sblocco. Fotocamera migliorata con: ritardo di scatto nullo (zero shutter lag), modalità panorama e zoom durante la ripresa di video. App "Contatti" con integrazione con i social network. Android Beam (scambio di dati tramite NFC).&nbsp;<span class="cf1">Wi-Fi Direct</span>.2.2%4.0.1&nbsp;<i><b>Ice Cream Sandwich</b></i>21 ottobre 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;14. Risolti alcuni bug minori riscontrati nel&nbsp;<span class="cf1">Galaxy Nexus</span>.2.2%4.0.2&nbsp;<i><b>Ice Cream Sandwich</b></i>28 novembre 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;14. Risolti alcuni bug minori riscontrati nel&nbsp;<span class="cf1">Galaxy Nexus</span>&nbsp;marchiato&nbsp;<span class="cf1">Verizon Communications</span>.2.2%4.0.3&nbsp;<i><b>Ice Cream Sandwich</b></i>16 dicembre 2011<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;15. Accessibilità migliorata.2.2%4.0.4&nbsp;<i><b>Ice Cream Sandwich</b></i>29 marzo 2012<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;15. Migliorate funzione multitasking, rotazione dello schermo e applicazione Camera.2.2%4.1&nbsp;<i><b>Jelly Bean</b></i>9 luglio 2012<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;16. Linux kernel 3.0.31. Riconoscimento del tocco migliorato, ottimizzato l'utilizzo della CPU, digitazione testo migliorato, voice typing offline, migliorata la gestione dei widget (possibilità di eliminarli con le gesture, ridimensionamento automatico), miglioramenti notevoli nella fluidità grazie a "Project Butter", importanti ottimizzazioni dell'applicazione fotocamera, nuove funzionalità per la condivisione di foto e video tramite NFC, Android Beam migliorato, gesture avanzate per le notifiche, nuovo servizio&nbsp;<i>Google Now</i>, sintesi vocale migliorata,&nbsp;<i>Google Play Store</i>aggiornato, riconoscimento vocale avanzato (GSV).</div><div>Abbandono ufficiale al supporto della tecnologia&nbsp;<span class="cf1">Adobe Flash</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[89]</span></sup>.</div><div>7.8%4.1.1&nbsp;<i><b>Jelly Bean</b></i>23 luglio 2012<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;16. Risolto un bug sul&nbsp;<span class="cf1">Nexus 7 (2012)</span>&nbsp;riguardante l'impossibilità di cambiare l'orientamento dello schermo in qualsiasi applicazione.7.8%4.1.2&nbsp;<i><b>Jelly Bean</b></i>9 ottobre 2012<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;16. Correzioni di bug e miglioramenti delle prestazioni, introduzione delle gesture con un dito per espandere/chiudere le notifiche, nuovo pulsante "Seleziona tutto" sulla tastiera Swype, supporto per il&nbsp;<span class="cf1">Nexus 7 (2012)</span>della rotazione della Lock/home screen.7.8%4.2&nbsp;<i><b>Jelly Bean</b></i>13 novembre 2012<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;17. Linux kernel 3.4.0. Implementazione nativa della funzione swipe nella tastiera, utilizzo delle impostazioni della fotocamera con una sola gesture, introduzione dei toggle per le impostazioni rapide, migliorato il servizio&nbsp;<i>Google Now</i>, aggiornato il supporto ad&nbsp;<i>Android Beam</i>, introdotta la modalità fotografica a 360° (<i>PhotoSphere</i>), supporto per i widget nella&nbsp;<i>lockscreen</i>, aggiunto il pinch-to-zoom per l'app&nbsp;<i>Gmail</i>, supporto multi-utente per tablet.10.5%4.2.1&nbsp;<i><b>Jelly Bean</b></i>27 novembre 2012<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;17. Risolti alcuni bug causati dall'aggiornamento alla versione 4.2.10.5%4.2.2&nbsp;<i><b>Jelly Bean</b></i>11 febbraio 2013<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;17. Migliorate le prestazioni e la stabilità, risolti i problemi al Bluetooth&nbsp;<span class="cf1">A2DP</span>&nbsp;per la trasmissione wireless di audio stereo, modificate le icone del Bluetooth e del Wi-Fi nell'area notifiche che diventano anche toggle (tramite pressione prolungata si attivano/disattivano), aggiunto il tempo stimato del download delle applicazioni nella barra delle notifiche.10.5%4.3&nbsp;<i><b>Jelly Bean</b></i>24 luglio 2013<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;18. Introdotte le&nbsp;<span class="cf1">OpenGL</span>&nbsp;ES 3.0, nuova fotocamera, introdotta la funzione Wi-Fi always-on, dialer con la ricerca dei contatti, accesso alle notifiche da parte delle applicazioni, possibilità di introdurre contenuti DRM, connessione Bluetooth con i dispositivi a basso consumo di energia e introdotte le impostazioni per il multiutente (Restricted Profile) che permettono di scegliere quali contenuti e quali applicazioni gli utenti possono visualizzare.3.0%4.3.1&nbsp;<i><b>Jelly Bean</b></i>4 ottobre 2013<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;18. Risolti alcuni bug riscontrati nel&nbsp;<span class="cf1">Nexus 7 (2013) LTE</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[90]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[91]</span></sup>.3.0%4.4&nbsp;<i><b>KitKat</b></i>31 ottobre 2013<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;19. Rinnovata l'interfaccia grafica (<i>Navbar</i>&nbsp;e&nbsp;<i>Status bar</i>&nbsp;trasparenti per sfruttare meglio tutto lo spazio dello schermo) e introdotto il full screen completo.&nbsp;<i>Hangouts</i>&nbsp;è diventato il client ufficiale per SMS e MMS, introdotte nuove funzioni di chiamata, aggiunta la possibilità di catturare video in MP4 di ciò che avviene sullo schermo, aggiunto il supporto nativo alla stampa di foto, documenti e pagine web verso Google Cloud Print, HP ePrint, e altre stampanti compatibili. Aggiunta una nuova voce dedicata alla Home nelle impostazioni per lo switch tra launcher. Aggiunte le emoji alla tastiera di Google. Rinnovata l'app Download, con opzioni per l'ordinamento e la visualizzazione. Supporto per 3 nuovi tipi di sensore (vettore di rotazione geomagnetica, rilevatore e contatore di passi) e aggiunta la funzione contapassi. Diminuito il consumo di batteria durante la riproduzione audio. Introduzione di&nbsp;<span class="cf1">ART</span>&nbsp;(Android RunTime), un nuovo compilatore, attualmente in via sperimentale, attivabile dalle Opzioni Sviluppatore (anche se non su tutti i dispositivi). Ottimizzato il funzionamento del sistema sui dispositivi con poca RAM (anche con soli 512 MB)<sup><span class="fs0.7rem ff1">[92]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[93]</span></sup>.</div><div>Questa versione di Android era precedentemente conosciuta col nome non ufficiale di&nbsp;<b><span class="cf1">Key Lime Pie</span></b><sup><span class="fs0.7rem ff1">[94]</span></sup>&nbsp;e col numero di versione&nbsp;<b>5.0</b><sup><span class="fs0.7rem ff1">[95]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[96]</span></sup>. Il nome originario venne cambiato prima della pubblicazione in seguito ad un accordo tra&nbsp;<span class="cf1">Google</span>e la&nbsp;<span class="cf1">Nestlé</span>&nbsp;(l'azienda che produce i&nbsp;<span class="cf1">Kit Kat</span>), mentre il numero di versione era dovuto solo a dei rumor sbagliati.</div><div>33.4%4.4.1&nbsp;<i><b>KitKat</b></i>5 dicembre 2013<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;19. Risolti alcuni bug che impedivano la configurazione di account Exchange, introdotte le barre trasparenti nel blocco schermo, sostituita l'app&nbsp;<i>Galleria</i>&nbsp;con&nbsp;<i>Foto</i>&nbsp;e aggiornato il software della fotocamera<sup><span class="fs0.7rem ff1">[97]</span></sup>; per i&nbsp;<span class="cf1">Nexus 5</span>, migliorata la velocità di alcune caratteristiche della fotocamera<sup><span class="fs0.7rem ff1">[98]</span></sup>&nbsp;come la messa a fuoco (specialmente in condizioni di scarsa luminosità), il bilanciamento del bianco, la chiusura dell'otturatore e introdotta la possibilità di effettuare&nbsp;<i>pinch to zoom</i>&nbsp;sullo smartphone in modalità HDR+.33.4%4.4.2&nbsp;<i><b>KitKat</b></i>9 dicembre 2013<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;19. Correzioni di bug e miglioramenti delle prestazioni vari (compresa la fotocamera), più alcuni fix per la sicurezza<sup><span class="fs0.7rem ff1">[99]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[100]</span></sup>. Correzioni sugli indicatori delle&nbsp;<i>voice mail</i><sup><span class="fs0.7rem ff1">[101]</span></sup>.33.4%4.4.3&nbsp;<i><b>KitKat</b></i>3 giugno 2014<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;19. Correzioni di bug e miglioramenti delle prestazioni varie, rinnovo dell'interfaccia dei Contatti e del Dialer per effettuare le chiamate<sup><span class="fs0.7rem ff1">[102]</span></sup>.33.4%4.4.4&nbsp;<i><b>KitKat</b></i>19 giugno 2014<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;19. Aggiornamento minore per la risoluzione di alcuni bug di sicurezza riguardanti OpenSSL<sup><span class="fs0.7rem ff1">[103]</span></sup>.33.4%5.0&nbsp;<i><b>Lollipop</b></i>3 novembre 2014<sup><span class="fs0.7rem ff1">[104]</span></sup><span class="cf1">API Level</span>&nbsp;21<sup><span class="fs0.7rem ff1">[105]</span></sup>. UI Completamente rinnovata, soprannominata Material Design, grazie al quale ogni elemento della UI ha un valore di "elevazione" che dice al sistema qual è la sua posizione rispetto a tutti gli altri elementi. 5000 nuove API. Nuovo multitasking. Animazioni a 60 FPS. Importanti miglioramenti della gestione audio. Integrazione di Samsung Knox per la sezione business. Introduzione di Google Fit per il rilevamento delle attività fisiche. Nuovo kernel 3.10.x. Aggiornamento del font&nbsp;<i>Roboto</i>. Eliminazione della runtime Dalvik in favore di&nbsp;<b><span class="cf1">ART</span></b>&nbsp;(<b>A</b>ndroid&nbsp;<b>R</b>un<b>t</b>ime)<sup><span class="fs0.7rem ff1">[106]</span></sup>. Supporto nativo ai 64 bit. Bluetooth 4.1. USB Audio. Burst Mode. Miglioramenti generali sull'autonomia grazie a Project Volta e Battery Saver. Double Tap to Wake, se supportato dall'hardware (es. Nexus 6); inoltre, sempre se supportato, il dispositivo dovrebbe risvegliarsi quando lo prendiamo in mano. Netto miglioramento delle prestazioni grafiche grazie al supporto all'OpenGL ES 3.1 e all'accoppiamento con Android Extension Pack. Miglioramento della fotocamera grazie ad API dedicate. Notifiche Heads Up in applicazioni Fullscreen. Personal Unlocking. Aggiunto il multi-utente su smartphone e la modalità ospite. Nuova LockScreen con notifiche (disattivabili) disposte in base alla loro importanza. Migliorato il backup e il ripristino delle app tramite account Google. Importante miglioramento della sicurezza grazie alla versione 6.0 del Google Play Service<sup><span class="fs0.7rem ff1">[85]</span></sup>.</div><div>Questa versione di Android è stata distribuita come preview per gli sviluppatori col nome di&nbsp;<b>Android L</b>&nbsp;il 26 giugno 2014 e senza numero di versione. Il nome e il numero definitivo della versione è stato ufficializzato il 15 ottobre 2014<sup><span class="fs0.7rem ff1">[84]</span></sup>.</div><div>16.4%5.0.1&nbsp;<i><b>Lollipop</b></i>3 dicembre 2014<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;21. Aggiornamento minore per la risoluzione di alcuni bug<sup><span class="fs0.7rem ff1">[107]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[108]</span></sup>&nbsp;tra cui il factory reset non voluto sbagliando per alcune volte consecutive la password nel lock screen e il miglioramento della riproduzione dei video su<span class="cf1">Nexus 7 (2013)</span>.16.4%5.0.2&nbsp;<i><b>Lollipop</b></i>19 dicembre 2014<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;21. Risolti alcuni bug minori (aggiornamento per&nbsp;<span class="cf1">Nexus 7 (2012)</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[109]</span></sup>).16.4%5.1&nbsp;<i><b>Lollipop</b></i>9 marzo 2015<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;22<sup><span class="fs0.7rem ff1">[110]</span></sup>. Aggiunto il supporto nativo a più SIM, il&nbsp;<i>Device Protection</i>&nbsp;(il dispositivo perso/rubato rimane bloccato e inutilizzabile fino a quando non si inserisce la password dell'account Google) e il supporto alla tecnologia&nbsp;<i>VoLTE</i>(Voice over&nbsp;<span class="cf1">LTE</span>)<sup><span class="fs0.7rem ff1">[111]</span></sup>. Aggiunto il supporto per l'audio ad alta definizione durante le telefonate (solo su reti compatibili). Miglioramenti nella gestione dei&nbsp;<i>quick settings</i>&nbsp;per le reti Wi-Fi e Bluetooth<sup><span class="fs0.7rem ff1">[112]</span></sup>. Correzioni di bug e miglioramenti delle prestazioni varie che affliggevano le precedenti versioni di Lollipop, tra cui la chiusura improvvisa di alcune app, l'eccessivo uso di rete Wi-Fi e diversi problemi legati a esso, le notifiche, l'<i>Ok Google</i>, l'autonomia e la gestione della RAM<sup><span class="fs0.7rem ff1">[113]</span></sup>. Cambiamenti nella&nbsp;<i>palette</i>&nbsp;di colori del&nbsp;<i>Material Design</i>. È ritornata la&nbsp;<i>modalità silenziosa</i>.19.4%5.1.1&nbsp;<i><b>Lollipop</b></i>21 aprile 2015<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;22. Miglioramenti vari e bug fix sulla sicurezza. Risolti i problemi del timeout della fotocamera su Nexus 5 e Nexus 6<sup><span class="fs0.7rem ff1">[114]</span></sup>. Ancora non risolto il problema della gestione della memoria (<i>memory leak</i>).19.4%6.0&nbsp;<i><b>Marshmallow</b></i>5 ottobre 2015<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;23. Gestione personalizzata dei permessi per ogni singola applicazione, collegamenti alle app più veloci, nuovo sistema di risparmio energetico Doze, nuova barra degli strumenti appunti, API per il supporto alle impronte digitali, controlli del volume divisi in: volume suoneria, volume dei media e volume della sveglia.</div><div>Google Now On Tap, assenza del tema scuro nelle impostazioni<sup><span class="fs0.7rem ff1">[115]</span></sup>, drawer delle applicazioni verticale, modifica dei Quick Settings a nostro piacimento, supporto USB OTG e USB Type-C nativo, disinstallare le app tramite google now launcher, ora la Micro SD potrà essere utilizzata come memoria interna, possibilità di abilitare il DND dai Quick Settings, hotspot Wi-Fi con supporto alla banda 5&nbsp;GHz, data usage API, bluetooth SAP, hotspot 2.0, supportata la stampa duplex, Android Pay, supporto bluetooth 4.2, schede personalizzate in Chrome, miglioramento predizione del testo, supporto MIDI, miglioramento della scansione wifi e bluetooth, la barra delle notifiche si abbasserà a seconda di dove è posizionato il dito (Tablet), protezione aziende per il ripristino dei dati di fabbrica, maggiori informazioni riguardo all'uso della RAM nelle impostazioni, possibilità di attivare il multi-windows (multi finestra) nelle impostazioni sviluppatore, risolto il problema della gestione della memoria che affliggeva Android Lollipop (<i>memory leak</i>).</div><div>Questa versione di Android è stata distribuita con 3 preview<sup><span class="fs0.7rem ff1">[116]</span></sup>&nbsp;per gli sviluppatori col nome di&nbsp;<b>Android M</b>&nbsp;nei mesi precedenti l'uscita definitiva.</div><div>6.0.1&nbsp;<i><b>Marshmallow</b></i>7 dicembre 2015<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;23. Introdotte nuove emoji (standard Unicode 8) e rinnovata la tastiera. Modifica dell'interfaccia tablet (i tasti virtuali sono disposti in maniera differente, a destra il tasto&nbsp;<i>App recenti</i>&nbsp;e a sinistra i tasti&nbsp;<i>Indietro</i>&nbsp;e&nbsp;<i>Home</i>) e modifiche alla sveglia (ritorna l'opzione&nbsp;<i>Fino alla prossima sveglia</i>)<sup><span class="fs0.7rem ff1">[117]</span></sup>. Miglioramenti della stabilità, bug fix e patch della sicurezza di dicembre 2015<sup><span class="fs0.7rem ff1">[118]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[119]</span></sup>.4.6%Android&nbsp;<i><b>N preview</b></i>9 marzo 2016<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;24. Nuova grafica nella barra di notifiche.</div><div>Panoramica delle versioni pubblicate (Android Wear)<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>VersioneData di pubblicazioneCaratteristiche4.4W&nbsp;<i><b>KitKat</b></i>25 giugno 2014<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;20. Identica a KitKat 4.4, ma con l'aggiunta delle estensioni per dispositivi indossabili. Il 18 marzo 2014 Google ha rilasciato la prima versione, anteprima per gli sviluppatori, denominata&nbsp;<i>Android Wear Developer Preview</i><sup><span class="fs0.7rem ff1">[120]</span></sup>.4.4W.1&nbsp;<i><b>KitKat</b></i>6 settembre 2014<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;20. Migliorata l'interfaccia della sveglia e la navigazione<sup><span class="fs0.7rem ff1">[121]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[122]</span></sup>.4.4W.2&nbsp;<i><b>KitKat</b></i>21 ottobre 2014<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;20. Aggiunto il supporto al GPS (per il momento presente solo sul&nbsp;<span class="cf1">Sony</span>&nbsp;SmartWatch 3), agli auricolari Bluetooth e la riproduzione musicale senza bisogno dello smartphone<sup><span class="fs0.7rem ff1">[123]</span></sup>.5.0.1W&nbsp;<i><b>Lollipop</b></i>10 dicembre 2014<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;21. Aggiunto il supporto ufficiale per le&nbsp;<b>watchface</b>&nbsp;con le nuove API (disponibili da adesso come normali app in una sezione apposita del Play Store)<sup><span class="fs0.7rem ff1">[124]</span></sup>. Aggiunta la possibilità di disabilitare il risveglio con movimento del polso<sup><span class="fs0.7rem ff1">[125]</span></sup>, e la possibilità di bloccare le notifiche direttamente dallo smartwatch. Aggiunta anche la possibilità di monitorare batteria e memoria interna dall'app Android Wear<sup><span class="fs0.7rem ff1">[126]</span></sup>. Aggiunte nuove modalità:&nbsp;<i>cinema</i>&nbsp;(Theater Mode) con schermo spento e assenza di vibrazione e&nbsp;<i>luce</i>&nbsp;(Sunlight Mode) con luminosità al massimo. Migliorata la navigazione in generale.5.0.2W&nbsp;<i><b>Lollipop</b></i>19 febbraio 2015<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;21. Correzioni di bug e miglioramenti delle prestazioni varie e aggiornamento di Google Play Services<sup><span class="fs0.7rem ff1">[127]</span></sup>.5.1.1W&nbsp;<i><b>Lollipop</b></i>15 maggio 2015<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;22. Aggiunto il supporto alla connettività Wi-Fi (ricezione delle notifiche anche se smartphone e smartwatch sono collegati a reti diverse); aggiunte le app&nbsp;<i>always on</i>&nbsp;(sempre visibili anche con l'orologio a riposo), nuove gesture per controllare l'interfaccia tramite movimento del polso, un nuovo app launcher e tanti altri piccoli miglioramenti e bug fix<sup><span class="fs0.7rem ff1">[128]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[129]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[130]</span></sup>.6.0W&nbsp;<i><b>Marshmallow</b></i>novembre 2015<span class="cf1">API Level</span>&nbsp;23. Aggiunto il supporto alla rete dati mobile<sup><span class="fs0.7rem ff1">[131]</span></sup>&nbsp;che dà la possibilità di effettuare le chiamate senza l'uso di uno smartphone accoppiato e aggiunta del dialer e della pagina per le telefonate recenti<sup><span class="fs0.7rem ff1">[132]</span></sup>. Introdotte nuove gesture con il movimento del braccio e la possibilità di accedere alla funzionalità di Audio Feedback se il dispositivo è dotato di speaker<sup><span class="fs0.7rem ff1">[133]</span></sup>. Correzioni di bug e miglioramenti delle prestazioni varie. Il primo smartwatch ad essere lanciato con questo nuovo aggiornamento è l'<span class="cf3">LG Watch Urbane 2nd Edition LTE</span>.</div><div>Convenzione per i nomi<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Dopo la versione 1.5, chiamata Cupcake, tutte le seguenti e le precedenti versioni sono state rinominate con nomi di dolci che, similmente a quanto accaduto con molte versioni di Linux, cominciassero con le stesse iniziali in ordine alfabetico. Le prime due versioni di Android (1.1 e 1.2) non avevano alcun nome e si sono semplicemente chiamate&nbsp;<span class="cf3">Alpha</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf3">Beta</span>, anche per rappresentare le prime due lettere dell'alfabeto. In onore della tradizione, queste due versioni sono comunemente note come Apple Pie e Banana Bread. In una occasione il portavoce di<span class="cf1">Google</span>&nbsp;Randall Sarafa ha risposto a questa domanda spiegando che si trattava di uno scherzo che è iniziato con Android 1.5 Cupcake, e che perfino lui non era sicuro di come tutto questo ha avuto inizio.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[134]</span></sup></div><div>Durante la presentazione di Android 4.4 KitKat, Google ha spiegato il motivo di questa convenzione: secondo la grande G&nbsp;<span class="cf1">smartphone</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">tablet</span>&nbsp;addolciscono la nostra vita e, tra tutti, il cioccolato è particolarmente coinvolgente.</div><div>Dispositivi<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Smartphone<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><span class="fs13.16 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1">T-Mobile G1</span><span class="fs12.3704 cf4 ff1">, il primo dispositivo con Android</span></div><div>Il primo&nbsp;<span class="cf1">dispositivo mobile</span>&nbsp;dotato della piattaforma Android è stato il&nbsp;<span class="cf1">T-Mobile G1</span>, prodotto dalla società taiwanese&nbsp;<span class="cf1">HTC</span>&nbsp;e commercializzato dal carrier telefonico&nbsp;<span class="cf1">T-Mobile</span>. Il prodotto è stato presentato il 23 settembre 2008 a&nbsp;<span class="cf1">New York</span>, mentre la data di uscita nel mercato è stata il 22 ottobre&nbsp;<span class="cf1">2008</span>. Le caratteristiche principali del dispositivo sono: tastiera QWERTY, schermo touchscreen da 3.2 pollici con risoluzione di 320x480 pixel, supporto per la connettività 3G&nbsp;<span class="cf1">UMTS</span>/<span class="cf1">HSDPA</span>&nbsp;a 7,2 Mbit/s, 192 MB di RAM e 256 MB di memoria flash.</div><div><span class="fs13.16 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1">Alcuni smartphone della serie Galaxy Note con a bordo Android Jelly Bean, KitKat e Lollipop</span></div><div>Il prezzo di lancio era di 179 $ negli Stati Uniti, con obbligo di sottoscrizione ad un contratto biennale con il carrier&nbsp;<span class="cf1">T-Mobile</span>, mentre in Italia il dispositivo è noto con il nome di&nbsp;<span class="cf1">HTC Dream</span>&nbsp;ed il prezzo iniziale fu di 450 € senza contratto. Il dispositivo è stato inizialmente distribuito negli&nbsp;<span class="cf1">Stati Uniti d'America</span>&nbsp;il 22 ottobre 2008 e nel&nbsp;<span class="cf1">Regno Unito</span>&nbsp;il 30 dello stesso mese. In seguito è stato commercializzato in Italia&nbsp;<span class="cf1">HTC Magic</span>, un dispositivo con caratteristiche simili a quelle del&nbsp;<span class="cf1">T-Mobile G1</span>, seppur non dotato di una tastiera a livello hardware; in seguito è stato introdotto da parte di<span class="cf1">Samsung</span>&nbsp;il dispositivo&nbsp;<span class="cf1">Galaxy</span>&nbsp;dotato di schermo&nbsp;<span class="cf1">AMOLED</span>&nbsp;in seguito il&nbsp;<span class="cf1">Galaxy S</span>&nbsp;dotato di una fotocamera senza flash, presente però nel suo successore&nbsp;<span class="cf1">Galaxy S II</span>.</div><div>Il primo dispositivo dotato di Android 2.0 è il&nbsp;<span class="cf1">Motorola Milestone</span>, presentato nell'ultima parte del 2009 e commercializzato in Italia intorno ai 499 euro. Il 4 gennaio 2010 è stato distribuito il nuovo&nbsp;<span class="cf1">Nexus One</span>, dotato di Android 2.1, prodotto da HTC e Google. A stretto giro di posta, la versione 2.1 diventa disponibile anche per gli altri dispositivi Android quali HTC, Motorola e altri.</div><div>Nel 2010 sono stati poi presentati e messi in commercio una nuova generazione di smartphone con sistema operativo Android che spinti dal&nbsp;<span class="cf1">Nexus One</span>&nbsp;hanno caratteristiche tecniche di livello superiore (processore da 1&nbsp;GHz e&nbsp;<span class="cf1">RAM</span>&nbsp;fino a 512MB). Tra questi troviamo l'<span class="cf1">HTC Desire</span>,&nbsp;<span class="cf1">Samsung Galaxy S</span>&nbsp;e l'<span class="cf1">LG Optimus Black</span>.</div><div><span class="fs13.16 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1">Homescreen di un</span><span class="fs12.3704 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs12.3704 cf4 ff1">HTC Evo 4G</span><span class="fs12.3704 cf4 ff1">, che mostra un orologio e widget meteo nella parte superiore, e le scorciatoie app nella parte inferiore</span></div><div>Il 16 dicembre 2010 è stato distribuito il successore di&nbsp;<span class="cf1">Nexus One</span>: il&nbsp;<span class="cf1">Nexus S</span>, prodotto da&nbsp;<span class="cf1">Samsung</span>, è il primo terminale Android a montare in partenza la release 2.3 dell'OS, denominata Gingerbread.</div><div>Secondo&nbsp;<span class="cf1">Wikimedia Foundation</span>, il sistema operativo Android ha una diffusione tra tutti i dispositivi mobili pari al 22,94%<sup><span class="fs0.7rem ff1">[135]</span></sup>&nbsp;(aggiornamento agosto 2011); nell'ultimo trimestre del 2010 Android è riuscito a superare Symbian<sup><span class="cf6">[</span><i><span class="cf6">senza&nbsp;fonte</span></i><span class="cf6">]</span></sup>, l'incontrastato sistema operativo di Nokia per oltre 10 anni, vendendo nel mondo ben 32,9 milioni di smartphone contro i 30,6 milioni di Symbian<sup><span class="cf6">[</span><i><span class="cf6">senza&nbsp;fonte</span></i><span class="cf6">]</span></sup>. Dal 2008 Android è cresciuto, anno su anno, del 615.1%<sup><span class="cf6">[</span><i><span class="cf6">senza&nbsp;fonte</span></i><span class="cf6">]</span></sup>.</div><div>Tablet<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><span class="fs13.16 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1">Google</span><span class="fs12.3704 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs12.3704 cf4 ff1">Nexus 9</span></div><div>Nel&nbsp;<span class="cf1">2009</span>&nbsp;la&nbsp;<span class="cf1">Toshiba</span>&nbsp;ha presentato il tablet&nbsp;<i>journ.e Touch</i>, con schermo da 7 pollici e sistema Android 2.0.</div><div>Durante il&nbsp;<span class="cf1">2010</span>&nbsp;sono stati presentati molti tablet che utilizzano Android come sistema operativo. Quello che ha ricevuto più interesse dei media è stato sicuramente il&nbsp;<span class="cf1">Samsung Galaxy Tab</span>&nbsp;con la versione 2.2 Froyo, che si è posto in diretta concorrenza con l'<span class="cf1">iPad</span>&nbsp;di&nbsp;<span class="cf1">Apple</span>. Il prodotto è stato presentato durante l'IFA di Berlino 2010 ed è stato messo in commercio a partire dalla fine di settembre 2010.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[136]</span></sup></div><div>La nuova versione di Android dedicata ai tablet è la versione 3.0 Honeycomb e il primo tablet annunciato ufficialmente con questa versione dell'OS è stato il&nbsp;<span class="cf1">Motorola Xoom</span>.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[74]</span></sup>&nbsp;Il primo tablet ad entrare in commercio con HoneyComb 3.1 preinstallato è stato il&nbsp;<span class="cf1">Samsung Galaxy Tab 10.1</span>&nbsp;nel giugno 2011. Sempre in questo periodo c'è da segnalare anche la linea di Acer, Iconia Tab. In generale, a tutto marzo 2012 si è cominciato ad avere una disponibilità sul mercato di dispositivi con versione di sistema 4.0, come l'<span class="cf1">Asus Transformer Prime</span>&nbsp;anche se inizialmente alcuni venivano proposti con la versione inferiore (aggiornabile) a causa della momentanea mancanza di disponibilità del plugin&nbsp;<span class="cf1">Flash</span>&nbsp;per questa versione di sistema. Il 28 giugno 2012 è stato presentato il primo tablet di&nbsp;<span class="cf1">Google</span>&nbsp;prodotto in collaborazione con&nbsp;<span class="cf1">ASUS</span>, chiamato&nbsp;<span class="cf1">Nexus 7</span>, inizialmente dotato di Android 4.1 Jelly Bean (il dispositivo Android più supportato, in modo ufficiale, di sempre, supporto terminato con&nbsp;<span class="cf3">Android 5.1 Lollipop</span>). Il Nexus 10 è stato presentato insieme al Nexus 4 e all'inizio era dotato di Android 4.2 Jelly Bean. La&nbsp;<span class="cf1">seconda generazione</span>&nbsp;del Nexus 7, con versione 4.3 di Android è stata presentata il 24 luglio 2013. Google ha presentato nell'evento aperto solo ai giornalisti del 29/09/2015 il tablet Pixel C che farà parte della linea Chromebook Pixel ma adotterà come sistema operativo Android 6.0 Marshmallow.</div><div>Android Wear<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf1">Android Wear</span></b></i>.</div><div><span class="cf1">Android Wear</span>&nbsp;è una versione del sistema operativo Android progettata per dispositivi indossabili (per lo più&nbsp;<span class="cf1">smartwatch</span>), grazie al quale è possibile interagire tramite input vocale attraverso l'assistente vocale&nbsp;<span class="cf1">Google Now</span>,&nbsp;<i>gesture</i>&nbsp;da polso o touchscreen. Il dispositivo comunica, con una companion app installata sullo smartphone, tramite&nbsp;<span class="cf1">bluetooth</span>. Sono presenti app dedicate installabili da smartphone.</div><div>Android TV<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf1">Android TV</span></b></i>.</div><div>Al Google I/O 2014 è stato presentato Android TV, un sistema operativo specifico per essere usato su TV, grazie al quale è possibile guardare film e serie televisive tramite il Play Movies, YouTube, Netflix o altre piattaforme, con l'unico ausilio dello smartphone con l'app dedicata installata. È possibile l'interazione vocale grazie all'integrazione con Google Now e la trasmissione alla TV di film e programmi da Chromebook, smartphone o tablet.</div><div>Il 15 ottobre 2014 Google ha presentato il&nbsp;<span class="cf3">Nexus Player</span>, prodotto da&nbsp;<span class="cf1">Asus</span>, il primo box commercializzato dotato di Android TV<sup><span class="fs0.7rem ff1">[88]</span></sup>.</div><div>Android Auto<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Al Google I/O 2014 è stata presentata la piattaforma Android Auto che, grazie ad accordi con una vasta gamma di case automobilistiche, a partire dal 2015 sarà presente nei computer di bordo di alcune automobili garantendo l'integrazione di alcuni software proprietari come&nbsp;<span class="cf1">Google Maps</span>&nbsp;per quanto riguarda la navigazione satellitare e&nbsp;<span class="cf1">Google Now</span>&nbsp;per i comandi vocali.</div><div>Google Nexus<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf1">Google Nexus</span></b></i>.</div><div>I dispositivi targati "<span class="cf1">Google Nexus</span>", che vengono prodotti su licenza Google da diversi produttori di dispositivi&nbsp;<i>mobile</i>, hanno la caratteristica di avere una versione di Android che viene aggiornata e supportata dalla stessa&nbsp;<span class="cf1">Google Inc.</span>&nbsp;(la fondatrice del team di Android).<sup><span class="fs0.7rem ff1">[137]</span></sup>&nbsp;Sui dispositivi Nexus è presente la versione&nbsp;<i>vanilla</i>&nbsp;di Android OS. Le applicazioni Google sono installate di stock.</div><div>Project Brillo<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Adattamento di Android per la domotica e, più in generale, per&nbsp;<span class="cf1">Internet delle cose</span>, Brillo è un progetto lanciato a maggio 2015, che introduce un apposito protocollo chiamato&nbsp;<i>Weave</i>&nbsp;per realizzare la comunicazione tra i vari dispositivi connessioni via Wi-Fi o Bluetooth a basso consumo.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[138]</span></sup></div><div>Project Ara<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Project Ara è il nome in codice di una iniziativa da parte di Google che mira a sviluppare un hardware libero basato su Android, per la creazione di Smartphone modulari. La piattaforma comprende un telaio strutturale che contiene i moduli dello smartphone da applicare a scelta del proprietario, come ad esempio un display, una tastiera, una batteria supplementare, una fotocamera, speaker e così via. Ciò comporta (almeno fino ad ora) un design poco accattivante, che potrebbe tuttavia passare in secondo piano, viste le potenzialità.</div><div>Project Tango<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Project Tango è un progetto per smartphone e tablet, basati su Android, che grazie a sofisticati sensori, riesce a creare un modello 3D dell'ambiente.</div><div>Google Glass<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf1">Google Glass</span></b></i>.</div><div>I Google Glass sono un paio di occhiali a&nbsp;<span class="cf1">realtà aumentata</span>&nbsp;sviluppati da Google e basati sul sistema operativo Android<sup><span class="fs0.7rem ff1">[139]</span></sup>. I primi prototipi sperimentali noti al pubblico sono quelli della<i>Explorer Edition</i>, disponibile agli sviluppatori ad inizio 2013, ed in vendita al pubblico dal terzo trimestre del 2014.</div><div>Android One<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Durante il Google I/O, Google ha presentato Android One, un progetto destinato ai mercati emergenti e in via di sviluppo. Grazie all'accordo con alcuni produttori tra cui Karbon, Spice e Micromax, Google proporrà una nuova gamma di dispositivi Android di fascia bassa, basati sulla versione stock del sistema operativo, con un sistema di aggiornamenti simile a quello della gamma Nexus. I modelli in questione avranno il supporto Dual Sim, la memoria espandibile tramite Micro SD, la Radio FM e display all'incirca di 4.5 pollici, Tutto a un prezzo inferiore ai 100 €.</div><div>Applicazioni<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Le&nbsp;<i>applicazioni</i>&nbsp;(o&nbsp;<i>apps</i>) sono la forma più generica per indicare i&nbsp;<span class="cf1">software</span>&nbsp;applicativi installabili su Android. Esse possono essere scaricate sia dal catalogo ufficiale&nbsp;<span class="cf1">Google Play</span>, sia da altri cataloghi, come l'<span class="cf3">Amazon Appstore</span>&nbsp;di&nbsp;<span class="cf1">Amazon.com</span><sup><span class="fs0.7rem ff1">[140]</span></sup>, o&nbsp;<span class="cf1">F-Droid</span>&nbsp;che contiene solo software su licenza libera. Le applicazioni Android possono essere installate direttamente a partire da un file APK fornito dal distributore del software.</div><div>Per motivi di&nbsp;<span class="cf1">sicurezza informatica</span>, le applicazioni sono fornite di un sistema di&nbsp;<span class="cf1">certificazione</span>&nbsp;che verifica l'integrità del pacchetto da installare e la paternità rispetto ad un distributore di software accreditato presso&nbsp;<span class="cf1">Google</span>. Le impostazioni predefinite richiedono la verifica della certificazione ad ogni installazione, ma tale controllo è disattivabile tramite una voce presente nel menu "Impostazioni" (Android versione 2.2).</div><div>Android è fornito di una serie di applicazioni preinstallate che vanno dal browser alla radio analogica FM, dal calendario all'applicazione&nbsp;<span class="cf1">Gmail</span>, dalla calcolatrice al navigatore satellitare Turn-by-Turn e comprende anche la ricerca vocale&nbsp;<span class="cf1">Google Voice Search</span>&nbsp;con la possibilità di scegliere la lingua in italiano.</div><div>Google Play<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf1">Google Play</span></b></i>.</div><div>Il market ufficiale di Android è&nbsp;<span class="cf1">Google Play</span>. Il nome attuale è stato adottato a partire dal 6 marzo&nbsp;<span class="cf1">2012</span>&nbsp;mentre la denominazione precedente era "Android Market" . Il market offre la possibilità di acquistare non solo applicazioni, ma, dal 2012, anche&nbsp;<span class="cf1">libri</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">musica</span>, rispettivamente&nbsp;<span class="cf3">Play Books</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">Play Music</span>. Dal 2013 anche&nbsp;<span class="cf1">film</span>, e più tardi anche&nbsp;<span class="cf1">riviste</span>.</div><div>Tutti o quasi i dispositivi Android hanno preinstallata una icona denominata Market oppure Google Play. Per accedere al&nbsp;<i>Market</i>&nbsp;è necessario possedere un account Google.</div><div>Oltre a poter acquistare sul market utilizzando il servizio&nbsp;<span class="cf3">Google checkout</span>, è prevista la possibilità di addebitare l'acquisto sul credito prepagato o sull'abbonamento usato per il servizio telefonico; in Italia questa modalità di pagamento è garantita dagli operatori TIM, Vodafone, H3G e&nbsp;<span class="cf1">Wind</span>.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[141]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[142]</span></sup></div><div>Nell'ottobre 2012 le applicazioni presenti sul market ufficiale Android (<span class="cf1">Google Play</span>) hanno raggiunto le 700.000 unità<sup><span class="fs0.7rem ff1">[22]</span></sup>. Durante l'estate 2013 se ne sono raggiunte un milione superando quelle disponibili sull'<span class="cf1">App Store</span>.<sup><span class="cf6">[</span><i><span class="cf6">senza&nbsp;fonte</span></i><span class="cf6">]</span></sup></div><div>Risorse per gli sviluppatori<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Documentazione<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Ai fini della programmazione, il team di Android ha specificato nella documentazione ufficiale<sup><span class="fs0.7rem ff1">[143]</span></sup>&nbsp;vari termini per definire i vari tipi di applicazioni.</div><div>Attività (activity)<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Le&nbsp;<i>attività</i>&nbsp;sono quelle applicazioni destinate a una interazione diretta con l'utente. Un esempio sono i videogiochi, le applicazioni per l'ufficio e i visualizzatori (reader) di E-book. Le attività vengono generalmente distribuite sotto forma di file&nbsp;<b>.apk</b>, vengono poi installate in diverse cartelle nella memoria del dispositivo (o in una card estraibile), infine viene creata una icona per l'utente, che gli permetterà di eseguirla in qualsiasi momento.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[144]</span></sup>&nbsp;È anche possibile disinstallare le attività mediante una utility integrata con Android. Le attività vengono create come oggetti di classe&nbsp;<i>Activity</i>&nbsp;da cui ereditano proprietà e metodi.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[144]</span></sup></div><div>Servizio (service)<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>I servizi sono, al contrario, quelle applicazioni che per loro natura svolgono delle operazioni autonome e che vengono richiamati dalle&nbsp;<i>attività</i>&nbsp;al bisogno. Il sistema operativo fornisce alle applicazioni vari servizi già pronti all'uso, per ottenere l'accesso all'hardware o a risorse esterne (ad esempio dei web services di messaggistica). I servizi sono oggetti di classe&nbsp;<i>Services</i>.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[144]</span></sup>Un esempio di servizio è com.android.inputmethod.latin, ossia il componente che fa comparire la tastiera quando si seleziona (con i tasti o con un "tocco" sul touch-screen) un campo di input testuale. I servizi possono essere eseguiti o interrotti direttamente dall'utente, sebbene siano eventualità alquanto rare.</div><div>Fornitori di contenuti (Content provider)<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>I&nbsp;<i>content provider</i>&nbsp;sono dei contenitori di dati generati dalle applicazioni che ne forniscono una condivisione; i dati possono essere contenuti nel file system, in un database SQLite, sul web o in una qualunque locazione di dati.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[144]</span></sup>&nbsp;La classe alla quale appartengono questi oggetti è&nbsp;<i>ContentProvider</i>.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[144]</span></sup></div><div>Ricevitori di trasmissioni diffuse (Broadcast receivers)<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>I&nbsp;<i>Broadcast receivers</i>&nbsp;permettono alle apps di ricevere segnali rivolti a tutte le apps in esecuzione, per la condivisione di dati o di segnali di servizio (come ad esempio quello di batteria scarica). I&nbsp;<i>broadcast receivers</i>, sebbene non usino l'interfaccia del sistema, possono far apparire messaggi informativi che si sovrappongono all'output dell'activity corrente.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[144]</span></sup></div><div>Frammento (fragment)<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Il frammento è quella porzione di codice (quindi di applicazione) che gestisce la parte grafica, in base alle possibilità del dispositivo su cui è stato installato. Il problema dello sviluppatore è evidente quando si trova a dover sviluppare una applicazione che funzioni, ad esempio, sia su un tablet (generalmente questi hanno uno schermo touch-screen di grandi dimensioni) che su alcuni tipi di smartphone (che possono avere 2 schermi e non è detto che entrambi siano touch-screen).</div><div>È stato allora deciso, dal team di Android, di creare il concetto di "fragments", ossia una classe tanto generica da permettere lo sviluppo di una applicazione con la parte grafica slegata a quella "decisionale", in modo da rendere agevole l'adattamento dell'applicazione alle varie situazioni. Il programmatore creerà vari frammenti della parte grafica e poi Android la ridisegnerà correttamente per il dispositivo in uso.</div><div>L'alternativa per il programmatore sarebbe stato di scriversi da solo un framework che facesse lo stesso lavoro (e l'avrebbe dovuto fare per tutti i suoi progetti) oppure avrebbe dovuto creare più versioni, ognuna destinata a una tipologia di dispositivo, quindi costringendolo a riscrivere diverse parti del proprio software.</div><div>Kernel e librerie di base<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Questi componenti non sono sostituibili; al massimo sono aggiornabili alcune parti per correggere eventuali problemi di sicurezza. Quando viene distribuita una nuova versione di Android, significa che alcune di queste parti sono state aggiornate o sostituite.</div><div>Il file APK<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Il software viene solitamente distribuito sotto forma di pacchetto autoinstallante, quindi un file con estensione&nbsp;<i>.APK</i>&nbsp;. Questo non è altro che un file&nbsp;<span class="cf1">compresso</span>, contenente il software (file con estensione&nbsp;<i>.dex</i>) le sue risorse (immagini, suoni ecc...) e alcuni file&nbsp;<i>XML</i>. L'utente medio non ha necessariamente bisogno di conoscere tale tipologia di file, dato che il dispositivo gestisce tutta la parte di installazione mediante&nbsp;<span class="cf1">web services</span>&nbsp;come&nbsp;<i>Google Play</i>.</div><div>All'interno di questo file c'è anche un&nbsp;<span class="cf1">certificato digitale</span>&nbsp;che permette l'installazione di un pacchetto&nbsp;<i>.APK</i>&nbsp;su un dispositivo Android se questo non è stato compromesso o revocato. Il certificato deve essere presente in qualsiasi pacchetto, altrimenti Android non installerà l'applicazione al suo interno.</div><div>Il certificato viene creato dallo sviluppatore dell'applicazione, che può scegliere di crearne uno di "debugging" (quindi a uso interno) o di "mercato" (per la distribuzione) e può deciderne la sua diffusione delle copie (libera o limitata). Il distributore (per esempio&nbsp;<i>Google Play</i>) ci aggiungerà poi una sua chiave, che potrà successivamente revocare, se necessario. In caso di revoca, l'applicazione non è più installabile né eseguibile in nessun dispositivo Android.</div><div>Se uno sviluppatore indipendente vuole poter distribuire un suo software con pacchetto&nbsp;<i>.APK</i>&nbsp;, senza passare per un web service certificato, può autocertificarsi il certificato. In tal caso, l'utente riceverà un avviso che sta installando un software di questo tipo ("<i>self-signed</i>"); a questo punto potrà annullare l'installazione o farla proseguire a suo rischio.</div><div>Classi<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>La classe è un concetto della&nbsp;<span class="cf1">programmazione orientata agli oggetti</span>. Per semplificare, consiste nella suddivisione di un software in "componenti", questo per evitare di usare il vecchio paradigma della&nbsp;<span class="cf1">programmazione procedurale</span>, che consiste nello stilare una lista di&nbsp;<span class="cf1">istruzioni</span>&nbsp;sequenziali che possono essere poco adattabili per l'aggiunta di ulteriori funzionalità in futuro. Su Android tutti i componenti sono catalogati come classi e richiamabili da altri componenti se il programmatore ne permette questa possibilità.</div><div>Per fare qualche esempio, nella versione 3.0 livello 11 delle&nbsp;<span class="cf1">API</span>&nbsp;di Android, le classi del&nbsp;<span class="cf1">package</span>&nbsp;<i>android.bluetooth</i>&nbsp;permettono a uno sviluppatore indipendente di includere nella sua applicazione la possibilità di comunicare con la sua stessa applicazione (oppure un'altra) installata su un altro&nbsp;<span class="cf1">dispositivo mobile</span>, senza i cavi, ma solo via&nbsp;<span class="cf1">radio</span>. Esiste anche il package<i>android.gesture</i>, con al suo interno le classi che permettono a una applicazione di ricevere le "<i>gestures</i>", ossia i tracciamenti di un dito che sfiora il touch-screen.</div><div>Internamente, tutti i processi dei servizi in esecuzione vengono eseguiti con tali nomi e sono visibili, su Android 2.2, nel menu&nbsp;<i>Impostazioni</i>.</div><div>Android SDK<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div><span class="fs13.16 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf4 ff1">Vista con Eclipse di un'applicazione</span></div><div>Le applicazioni di Android sono sviluppate all'interno di un&nbsp;<span class="cf1">framework</span>, ossia di una struttura dati specifica. La struttura del framework è molto chiara se si utilizza l'<span class="cf1">ambiente di sviluppo (Android SDK)</span>&nbsp;con&nbsp;<span class="cf1">Eclipse</span>; il mancato utilizzo di Eclipse, tuttavia, non impedisce di scrivere applicazioni Android funzionanti.</div><div>Le applicazioni Android sono caratterizzate da una certa dualità: parti dinamiche scritte in&nbsp;<span class="cf1">Java</span>&nbsp;e parti statiche scritte in&nbsp;<span class="cf1">XML</span>. Tipico delle parti statiche possono essere quelle caratteristiche che non cambiano durante l'<span class="cf1">esecuzione</span>&nbsp;dell'applicazione, come per esempio il colore dello sfondo. Tipico delle parti dinamiche sono invece gli aspetti programmatici come per esempio la gestione degli eventi.</div><div>Questa dualità è però solo apparente. Durante l'esecuzione, infatti, l'ambiente di esecuzione o&nbsp;<span class="cf1">run-time</span>&nbsp;noto come&nbsp;<span class="cf1">Dalvik virtual machine</span>&nbsp;(DVM), che in tale ambito sostituisce la consueta&nbsp;<span class="cf1">Macchina virtuale Java</span>&nbsp;(JVM), esegue sempre un programma. Per lo sviluppo delle applicazioni è disponibile una completa documentazione<sup><span class="fs0.7rem ff1">[145]</span></sup>&nbsp;la quale, anche graficamente, riprende la struttura tipica della documentazione Java<sup><span class="fs0.7rem ff1">[146]</span></sup>&nbsp;del sito&nbsp;<span class="cf1">Oracle</span>.</div><div>Creazione, compilazione, emulazione<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Tramite l'SDK possiamo passare dalla descrizione della nostra applicazione alla sua effettiva esecuzione sia in emulazione, sia su un dispositivo concreto. Per descrivere l'applicazione al dispositivo prescelto si utilizza il file&nbsp;<i>Manifest.xml</i>. Possiamo quindi affermare che un'applicazione è descritta completamente da una tripletta:</div><div><ul><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Codice Java</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">;</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Risorse statiche xml</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">;</span></li><li><i><span class="fs14 cf4 ff1">Manifest.xml</span></i><span class="fs14 cf4 ff1">.</span></li></ul></div><div>Il codice Java viene poi&nbsp;<span class="cf1">compilato</span>&nbsp;insieme all'XML per generare un&nbsp;<span class="cf1">file</span>&nbsp;con&nbsp;<span class="cf1">estensione</span>&nbsp;<i>.apk</i>: esso contiene il&nbsp;<span class="cf1">bytecode</span>&nbsp;per la cosiddetta Dalvik Virtual Machine (DVM). I passi successivi servono per&nbsp;<span class="cf1">installare</span>&nbsp;il bytecode nel dispositivo (ed eseguirlo in emulazione).</div><div>Java<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Il linguaggio per applicazioni Android è in realtà un "dialetto" del linguaggio&nbsp;<span class="cf1">Java</span>&nbsp;così come è diversa anche la&nbsp;<span class="cf1">virtual machine</span>&nbsp;di runtime (<span class="cf1">Dalvik virtual machine</span>&nbsp;anziché JVM).</div><div>Nella tipica applicazione Android non c'è un&nbsp;<span class="cf1">entry point</span>&nbsp;(il classico metodo "main") da dove normalmente un programma comincia a caricare le sue parti software e avviarsi: tutto è pensato per essere un "componente" pilotato dagli eventi ("Event Driven") dell'hardware o di altri componenti. Questo paradigma fa sì che il&nbsp;<span class="cf1">programmatore</span>&nbsp;sviluppi per ogni hardware delle&nbsp;<span class="cf1">routine</span>&nbsp;il più possibile indipendenti. Un vantaggio è che il sistema operativo potrà ottimizzare le risorse, ad esempio rinunciando a caricare componenti (e hardware) non supportati o non prioritari perché inutilizzati.</div><div>Inoltre, i componenti possono condividere le loro funzionalità: se ad esempio un&nbsp;<span class="cf1">videogioco</span>&nbsp;trova installato nel dispositivo un programma che ritocca le&nbsp;<span class="cf1">fotografie</span>&nbsp;appena scattate con la<span class="cf1">webcam</span>, può avviarlo (se l'utente concede il permesso) per permettere all'utente di ritoccare tali foto, sceglierne una e "farsela passare" per scopi ludici. Il tutto con una&nbsp;<span class="cf1">interfaccia grafica</span>perfettamente integrata e quindi senza tante aperture e chiusure di programmi. Ma soprattutto, il programmatore di videogiochi è così sollevato dall'onere di dover creare un sottoprogetto per implementare una funzionalità già esistente sotto altra forma.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[147]</span></sup></div><div>Risorse XML<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>È la parte dichiarativa contenente varie informazioni:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf4 ff1">informazioni di</span><span class="fs14 cf4 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf4 ff1">layout</span></li><li><span class="fs14 cf4 ff1">supporto multilingue</span></li></ul></div><div>Android Manifest XML<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Tale file descrive l'applicazione al dispositivo. Il Manifest elenca la lista delle necessità del programma per poter operare nel sistema; per esempio, se una&nbsp;<i>apk</i>&nbsp;richiede la&nbsp;<span class="cf1">connessione</span>&nbsp;alla<span class="cf1">Rete</span>, lo notifica nel Manifest e, qualora la connessione non sia disponibile, l'applicazione verrà bloccata a&nbsp;<span class="cf1">run-time</span>. In generale è opportuno ai fini della&nbsp;<span class="cf1">sicurezza</span>&nbsp;vagliare attentamente il contenuto del Manifest, soprattutto se proviene da fonte non verificabile, e non installare il programma qualora le richieste del Manifest non siano congrue con gli obbiettivi dichiarati del programma stesso, soprattutto nel caso di richieste di connessione a linee di&nbsp;<span class="cf1">telefonia</span>.</div><div>La Dalvik Virtual Machine<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Tramite l'SDK (o meglio: tramite gli strumenti utilizzati mediante l'SDK) trasformiamo la nostra applicazione Android in un codice intermedio chiamato&nbsp;<span class="cf1">bytecode</span>; questo è esattamente quello che accade abitualmente in Java, ossia:</div><div><pre><span class="fs14 ff2">Codice Java: compilazione: bytecode: VM → esecuzione reale del programma
</span></pre></div><div>Questo bytecode viene eseguito da un programma chiamato macchina virtuale (Virtual Machine, VM). Negli ambienti Android non viene utilizzata la&nbsp;<span class="cf1">Macchina virtuale Java</span>: è stata infatti scritta una nuova VM chiamata&nbsp;<span class="cf3">Dalvik Virtual Machine</span>&nbsp;(DVM). Ogni terminale Android ha la sua DVM installata, come descritto nell'architettura del sistema, ed il suo compito è solo eseguire il bytecode. Avremo quindi la seguente catena di esecuzione:</div><div><pre><span class="fs14 ff2">Applicazione Android: compilazione: bytecode: DVM → esecuzione reale dell'applicazione Android
</span></pre></div><div>L'idea è questa: essendo la DVM uguale per tutti i dispositivi Android, ogni applicazione può essere eseguita su ogni terminale, indipendentemente dal costruttore e dall'<span class="cf1">implementazione</span>. La conseguenza di questa idea, che è anche una visione, è stata questa: molti costruttori di dispositivi mobili scelgono Android; in questo modo possono fornire ai propri utenti un ambiente condiviso da moltissimi altri utenti.</div><div>Platform Development Kit (PDK)<span class="fssmall cf2 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf2 ff1">|</span><span class="fssmall cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf2 ff1">]</span></div><div>Un supporto che permette agli sviluppatori di ricevere le nuove release Android in anticipo rispetto alla data di commercializzazione, per poter aggiornare le applicazioni più rapidamente.</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 07:27:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Mac OS]]></title>
			<author><![CDATA[Evotek]]></author>
			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Sistemi_Operativi"><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_72bu1d0i"><div>La prima versione di Mac OS risale al&nbsp;<span class="cf1">1984</span>, e aveva la caratteristica di essere un sistema operativo completamente grafico. Questa novità favorì molto la popolarità delle&nbsp;<span class="cf1">GUI</span>, e il ruolo che Mac Os ebbe nella loro diffusione è ampiamente riconosciuto.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[1]</span></sup></div><div><i>Il nome Mac OS è in realtà riferito a due famiglie di sistemi operativi, anche se, non specificando la famiglia, può riferirsi alla prima</i>:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf2 ff1">Il</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><b><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS Classic</span></b><span class="fs14 cf2 ff1">, cioè il sistema operativo montato sul primo modello di Macintosh nel 1984 ed evoluzioni, attraverso numerose versioni, fino al</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">2001</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">(attualmente non più sviluppato). Il primo computer ad utilizzare la prima versione di Mac OS Classic fu</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">Macintosh 128K</span><span class="fs14 cf2 ff1">, considerato</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf2 ff1">il primo Mac</span></i><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">anche se altri computer formati solo da hardware (come</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">Apple I</span><span class="fs14 cf2 ff1">,</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">II</span><span class="fs14 cf2 ff1">,</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">Apple Lisa</span><span class="fs14 cf2 ff1">, ecc.) precedentemente erano già stati creati. L'ultima versione, invece, è uscita il 5 dicembre 2001 con Mac OS 9.2.2.</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">L'attuale</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1"><b>Mac OS X</b></span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">(cioè "dieci" in</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">numeri romani</span><span class="fs14 cf2 ff1">), completamente riscritto e basato su</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">microkernel</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">Mach</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">+</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">BSD</span><span class="fs14 cf2 ff1">, commercializzato a partire dal</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">2001</span><span class="fs14 cf2 ff1">, cioè dalla versione</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">10.0&nbsp;<i>Cheetah</i></span><span class="fs14 cf2 ff1">. Dalla versione</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">10.8 Mountain Lion</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">cambia il nome direttamente in "</span><i><span class="fs14 cf2 ff1">OS X</span></i><span class="fs14 cf2 ff1">". L'ultima versione è</span><span class="fs14 cf2 ff1">OS X 10.11 El Capitan</span><span class="fs14 cf2 ff1">. I nomi in codice delle versioni inizialmente erano sempre riferiti a un</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">grande felino</span><span class="fs14 cf2 ff1">, ma dalla versione</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">10.9 Mavericks</span><span class="fs14 cf2 ff1">i nomi riguardano luoghi degli</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">Stati Uniti d'America</span><span class="fs14 cf2 ff1">.</span></li></ul><div><div>Mac OS Classic<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Il sistema operativo del Macintosh originariamente non aveva un nome particolare, essendo parte integrante del prodotto. La versione 7 fu commercializzata semplicemente come "<span class="cf1">System 7</span>", e con questo nome era conosciuta dagli utenti. Apple successivamente intraprese per un breve periodo la strategia di concedere il sistema operativo ad altri produttori di computer perché potessero realizzare cloni del Mac, e venne introdotto il nome "Mac OS" per distinguere il sistema operativo dai computer Macintosh prodotti da Apple.</div><div>La fama del Macintosh è dovuta in gran parte alla sua&nbsp;<span class="cf1">interfaccia utente grafica</span>&nbsp;(GUI). Quando fu introdotto il Macintosh, nel&nbsp;<span class="cf1">1984</span>, esistevano altri sistemi con GUI, in particolare i computer<span class="cf1">Alto</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">Star</span>&nbsp;realizzati nei laboratori&nbsp;<span class="cf1">PARC</span>&nbsp;della&nbsp;<span class="cf1">Xerox</span>, che lo stesso team di sviluppo del Mac visitò mentre lavorava al proprio progetto. La stessa Apple aveva già realizzato un computer con interfaccia grafica, il&nbsp;<span class="cf1">Lisa</span>. Tuttavia, Macintosh fu il primo di questi computer ad avere un grande successo commerciale, e diede inizio alla diffusione di massa dell'interfaccia grafica.</div><div>Apple impiegò grandi risorse nello studio di un'interfaccia grafica semplice e intuitiva da usare, e il Mac fu il modello a cui aspirarono numerosi altri progetti di GUI.</div><div>Altre caratteristiche peculiari del primo Macintosh (per l'epoca) furono l'utilizzo standard di un&nbsp;<span class="cf1">mouse</span>&nbsp;e di un lettore per dischetti da tre pollici e mezzo. Il primo Mac era dotato di soli 128 KB di RAM, e la maggior parte del sistema operativo era contenuta in ROM. Gran parte del sistema operativo fu sviluppato in&nbsp;<span class="cf1">Assembly</span>&nbsp;e il resto in&nbsp;<span class="cf1">Pascal</span>. Le interfacce di programmazione, pubblicate nella collana&nbsp;<span class="cf1">Inside Macintosh</span>, furono inizialmente specificate in questi due linguaggi. Il team di sviluppo originario del sistema operativo Macintosh comprendeva, fra gli altri,&nbsp;<span class="cf1">Jef Raskin</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">Bill Atkinson</span>.</div><div>Il sistema funzionava sui processori&nbsp;<span class="cf1">CISC</span>&nbsp;<span class="cf1">Motorola</span>&nbsp;della serie&nbsp;<span class="cf1">68000</span>, utilizzati nei Macintosh per molti anni. Nel&nbsp;<span class="cf1">1994</span>&nbsp;vennero lanciati i&nbsp;<span class="cf1">Power Macintosh</span>&nbsp;basati sui processori&nbsp;<span class="cf1">RISC</span><span class="cf1">PowerPC</span>, sviluppata da un consorzio comprendente&nbsp;<span class="cf1">Apple</span>,&nbsp;<span class="cf1">IBM</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">Motorola</span>, ed il sistema operativo venne gradualmente convertito in codice PowerPC. Questa operazione richiese molto tempo, per via della grande quantità di assembler 68k usato nel codice originale del Mac OS: per permettere un rapido passaggio ai processori RISC, venne sviluppato un nanokernel PowerPC su cui girava il Mac OS tradizionale, che sui primi PowerMac era costituito quasi interamente da codice 68k emulato grazie al Mixed Mode Manager, lo stesso meccanismo che permetteva l'esecuzione trasparente di tutti i vecchi programmi per Mac sui Power Macintosh. La quantità di codice nativo PowerPC nel Mac OS aumentò gradualmente nelle versioni successive, e con essa le prestazioni del sistema.</div><div>Mentre il Mac OS classico veniva gradualmente ottimizzato per la nuova architettura PowerPC, Apple aveva in mente di sostituirlo con un sistema operativo completamente nuovo; il vecchio Mac OS, infatti, soffriva ancora di molte limitazioni imposte dalle scarse risorse del Macintosh originale, come la mancanza del&nbsp;<span class="cf1">multitasking</span>&nbsp;<span class="cf1">preemptivo</span>&nbsp;e della&nbsp;<span class="cf1">memoria protetta</span>. Dopo una serie di joint-venture (Pink, Taligent), Apple puntò sullo sviluppo di Copland, un nuovo sistema operativo basato sul nuKernel e che avrebbe dovuto offrire multitasking preemptivo e memoria protetta pur mantenendo la piena compatibilità con il software preesistente. Copland sarebbe dovuto diventare&nbsp;<span class="cf1">Mac OS 8</span>, ma la cattiva gestione del progetto (in particolare il requisito della piena&nbsp;<span class="cf1">retrocompatibilità</span>) portarono a grandi ritardi sulla tabella di marcia e, infine, all'abbandono del nuovo sistema. Mac OS 8 e&nbsp;<span class="cf1">Mac OS 9</span>&nbsp;vennero distribuiti, ma continuarono ad essere basati sulla tecnologia del System 7 (<i>Blue</i>).</div><div>Dopo il fallimento di Copland, Apple si rese conto che l'unico modo di avere un sistema operativo aggiornato in tempi brevi era adottarne un altro già esistente. Furono vagliate diverse possibilità, fra cui il&nbsp;<span class="cf1">BeOS</span>, ma alla fine la scelta cadde su&nbsp;<span class="cf1">OpenStep</span>&nbsp;di&nbsp;<span class="cf1">NeXT</span>. NeXT era stata fondata dallo stesso&nbsp;<span class="cf1">Steve Jobs</span>, che in precedenza aveva fondato Apple insieme a&nbsp;<span class="cf1">Steve Wozniak</span>; con l'acquisizione di NeXT, Jobs tornò alla guida di Apple, e venne intrapreso lo sviluppo di un sistema che unisse le fondamenta di OpenStep (composto da una base&nbsp;<span class="cf1">UNIX</span>(derivava da freeBSD) e dal microkernel Mach) con l'interfaccia grafica e le molte tecnologie ad alto livello del Mac OS. Il risultato di questa unione è stato&nbsp;<span class="cf1">Mac OS X</span>, che nel giro di pochi anni ha completamente rimpiazzato il Mac OS 9, ribattezzato nel frattempo&nbsp;<i>Classic</i>. Per garantire la compatibilità con le vecchie applicazioni, rimase la possibilità di caricare, all'occorrenza, Classic all'interno di un apposito task di Mac OS X.</div><div>Versioni<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Cronologia delle varie versioni, con innovazioni salienti:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 1.0 (gennaio 1984)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 1.1 (14 aprile 1984)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 2.0 (2 marzo 1985)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 2.0.1 (marzo 1985)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 3.0 (fine 1985)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 3.3 (inizio 1987)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 4.0 (marzo 1987)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 4.3 (novembre 1987)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 5.0</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">(1987)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 5.1 (1988)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 6.0</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">(1988)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 6.0.1 (19 settembre 1988)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 6.0.2 (fine 1988)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 6.0.3 (7 marzo 1989)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 6.0.4 (20 settembre 1989)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 6.0.5 (19 marzo 1990)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 6.0.7 (15 ottobre 1990)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 6.0.8 (fine 1990)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 7.0</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">(14 maggio 1991)</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf2 ff1">-</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">GUI</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">a colori</span></i></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 7.1 (agosto 1992)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 7.1.1 (ottobre 1993)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 7.1.2 (marzo 1994)</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf2 ff1">- prima versione con supporto</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">PowerPC</span></i></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 7.5 (1995)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 7.5.1 (marzo 1995)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 7.5.2 (agosto 1995)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 7.5.3 (gennaio 1996)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">System Software 7.5.5 (27 settembre 1996)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS 7.6 (7 gennaio 1997)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS 7.6.1 (7 aprile 1997)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS 8.0</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">(22 luglio 1997)</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf2 ff1">- Finder Multithread</span></i></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS 8.1 (fine 1997)</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf2 ff1">- HFS+, un</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">file system</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">per la gestione di grandi unità di archiviazione dati</span></i></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS 8.5 (15 ottobre 1998)</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf2 ff1">- Supporto</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">USB</span></i></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS 8.6 (8 maggio 1999)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS 9.0</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">(5 novembre 1999)</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf2 ff1">- Supporto</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">Firewire</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">e Airport</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">IEEE 802.11b</span></i></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS 9.0.4 (4 aprile 2000)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS 9.1 (9 gennaio 2001)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS 9.2 (18 luglio 2001)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS 9.2.1 (20 agosto 2001)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS 9.2.2 (5 dicembre 2001) - Ultima versione distribuita del Mac OS prima del passaggio completo a</span><span class="fs14 cf2 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X</span></li></ul></div><div>Vulnerabilità e sicurezza su Mac e iOS.<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Ad inizio&nbsp;<span class="cf1">2014</span>&nbsp;è stato scoperto un bug nel codice dei sistemi operativi Mac OS e iOS che validava i certificati di crittografia SSL e rendeva insicura la trasmissione di dati via internet<sup><span class="fs0.7rem ff1">[2]</span></sup>. Il problema non è limitato al browser ma a molti altri programmi e funzioni via internet, tra cui Mail, Aggiornamento Software ed iCloud. Il bug è stato causato da un riga di codice erroneamente ripetuta, esso permetteva di leggere ed estrarre informazioni come credenziali d'accesso, dati di pagamento e permetteva di installare malware sotto forma di software sicuri superando i certificati SSL incorretti.</div><div>Questo bug è stato corretto tramite aggiornamento software con iOS 7.0.6 e Mac OS 10.9.2.</div><div>Mac OS X<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf1">Mac OS X</span></b></i>.</div><div>Il Mac OS versione 10, denominato&nbsp;<b>Mac OS X</b>, non è una semplice evoluzione del Mac OS&nbsp;<i>Classic</i>, ma è stato completamente riscritto e costituisce, di fatto, un sistema operativo diverso. Mantiene tuttavia una notevole&nbsp;<span class="cf1">retrocompatibilità</span>&nbsp;con le vecchie applicazioni grazie alla possibilità di caricare, all'occorrenza, il Mac OS Classic all'interno di un apposito task.</div><div><i>Mac OS X</i>&nbsp;è basato su microkernel Mach + BSD (in particolare su BSD e con microkernel Mach). Successivamente Apple ha reso liberamente disponibile parte del codice sorgente del sistema con una&nbsp;<span class="cf1">licenza Opensource</span>. Ne esiste una versione ottimizzata per l'uso sui server, ossia&nbsp;<span class="cf1">Mac OS X Server</span>.</div><div>A fine giugno&nbsp;<span class="cf1">2005</span>&nbsp;giunse la notizia dell'adozione di&nbsp;<span class="cf1">CPU</span>&nbsp;<span class="cf1">Intel</span>&nbsp;per le macchine Apple, appositamente modificati per far funzionare il Mac OS X, uno storico cambiamento. Con questa strategia (da taluni inizialmente contestata, da altri applaudita), Apple ha inteso colmare il gap prestazionale presente nel campo dei portatili (visto che&nbsp;<span class="cf1">IBM</span>&nbsp;non aveva ancora presentato una versione soddisfacente del processore G5 per questi computer) ma anche conquistare nuovi settori di mercato alla concorrenza. Forte della nuova architettura, Apple ha quindi dato la possibilità di eseguire in&nbsp;<span class="cf1">dual boot</span>&nbsp;anche i sistemi&nbsp;<span class="cf1">Windows XP</span>&nbsp;o&nbsp;<span class="cf1">Vista</span>&nbsp;sui nuovi Mac basati su Intel, grazie allo sviluppo di&nbsp;<span class="cf1">Boot Camp</span>, una piccola applicazione la cui versione definitiva è stata inclusa nel&nbsp;<span class="cf1">Mac OS X 10.5</span>.</div><div>Versioni<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div><ul><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.0 Cheetah (24 marzo 2001)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.0.1 Cheetah (14 aprile 2001)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.0.2 Cheetah (1º maggio 2001)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.0.3 Cheetah (9 maggio 2001)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.0.4 Cheetah (22 giugno 2001)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.1.0 (build 5G64), distribuito il 25 settembre, 2001</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.1.1 (build 5M28), distribuito il 13 novembre, 2001</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.1.2 (build 5P48), distribuito il 20 dicembre, 2001</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.1.3 (build 5Q45), distribuito il 19 febbraio, 2002</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.1.4 (build 5Q125), distribuito il 17 aprile, 2002</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.1.5 (build 5S60), distribuito il 6 giugno, 2002</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.2 Jaguar (24 agosto 2002)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.2.1 Jaguar (18 settembre 2002)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.2.2 Jaguar (11 novembre 2002)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.2.3 Jaguar (19 dicembre 2002)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.2.4 Jaguar (13 febbraio 2003)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.2.5 Jaguar (20 marzo 2003)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.2.6 Jaguar (6 maggio 2003)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.2.7 Jaguar (22 settembre 2003)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.2.8 Jaguar (3 ottobre 2003)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.3 Panther (24 ottobre 2003)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.4 Tiger (29 aprile 2005)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.5 Leopard (26 ottobre 2007)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.6 Snow Leopard (28 agosto 2009)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.7 Lion (20 luglio 2011)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.8 Mountain Lion (25 luglio 2012)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.9 Mavericks (22 ottobre 2013)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.10 Yosemite (16 ottobre 2014)</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Mac OS X 10.11 El Capitan (30 settembre 2015)</span></li></ul></div><div>Cronologia dei sistemi operativi Apple Macintosh</div><div><map name="timeline_662326e729d23ed854085764914ae680"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_X_10.10_Yosemite" coords="947,25,1011,46" title="Mac OS X 10.10 Yosemite" alt="Mac OS X 10.10 Yosemite"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_X_10.9_Mavericks" coords="917,25,975,46" title="Mac OS X 10.9 Mavericks" alt="Mac OS X 10.9 Mavericks"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_X_10.8_Mountain_Lion" coords="878,25,937,46" title="Mac OS X 10.8 Mountain Lion" alt="Mac OS X 10.8 Mountain Lion"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_X_10.7_Lion" coords="847,25,905,46" title="Mac OS X 10.7 Lion" alt="Mac OS X 10.7 Lion"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_X_10.6_Snow_Leopard" coords="788,25,847,46" title="Mac OS X 10.6 Snow Leopard" alt="Mac OS X 10.6 Snow Leopard"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_X_10.5_Leopard" coords="731,25,790,46" title="Mac OS X 10.5 Leopard" alt="Mac OS X 10.5 Leopard"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_X_10.4_Tiger" coords="654,25,713,46" title="Mac OS X 10.4 Tiger" alt="Mac OS X 10.4 Tiger"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_X_10.3_Panther" coords="607,25,666,46" title="Mac OS X 10.3 Panther" alt="Mac OS X 10.3 Panther"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_X_10.2_Jaguar" coords="571,25,630,46" title="Mac OS X 10.2 Jaguar" alt="Mac OS X 10.2 Jaguar"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_X_10.1_Puma" coords="543,25,601,46" title="Mac OS X 10.1 Puma" alt="Mac OS X 10.1 Puma"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_X_10.0_Cheetah" coords="527,25,575,46" title="Mac OS X 10.0 Cheetah" alt="Mac OS X 10.0 Cheetah"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_X" coords="511,25,558,46" title="Mac OS X" alt="Mac OS X"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_X_Server" coords="460,25,540,46" title="Mac OS X Server" alt="Mac OS X Server"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/A/UX" coords="251,25,293,46" title="A/UX" alt="A/UX"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/A/UX" coords="194,25,236,46" title="A/UX" alt="A/UX"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/A/UX" coords="122,25,164,46" title="A/UX" alt="A/UX"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_9" coords="537,7,590,28" title="Mac OS 9" alt="Mac OS 9"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_9" coords="522,7,575,28" title="Mac OS 9" alt="Mac OS 9"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_9" coords="484,7,525,28" title="Mac OS 9" alt="Mac OS 9"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_8" coords="470,7,522,28" title="Mac OS 8" alt="Mac OS 8"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_8" coords="452,7,505,28" title="Mac OS 8" alt="Mac OS 8"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_8" coords="429,7,482,28" title="Mac OS 8" alt="Mac OS 8"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS_8" coords="414,7,456,28" title="Mac OS 8" alt="Mac OS 8"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/System_7" coords="397,7,450,28" title="System 7" alt="System 7"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/System_7" coords="341,7,394,28" title="System 7" alt="System 7"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/System_7" coords="261,7,314,28" title="System 7" alt="System 7"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/System_7" coords="222,7,264,28" title="System 7" alt="System 7"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/System_6" coords="127,7,169,28" title="System 6" alt="System 6"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS" coords="112,7,153,28" title="Mac OS" alt="Mac OS"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS" coords="89,7,130,28" title="Mac OS" alt="Mac OS"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS" coords="58,7,99,28" title="Mac OS" alt="Mac OS"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS" coords="34,7,76,28" title="Mac OS" alt="Mac OS"><area shape="rect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mac_OS" coords="-3,7,37,28" title="Mac OS" alt="Mac OS"></map></div></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 07:25:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Windows]]></title>
			<author><![CDATA[Evotek]]></author>
			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Sistemi_Operativi"><![CDATA[Sistemi Operativi]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_k92t5wb6"><div><span class="fs14 cf1 ff1">In particolare</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf1 ff1">Microsoft Windows</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">nasce come ambiente operativo per i sistemi operativi</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">MS-DOS</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">e</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">PC DOS</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">(dedicati ai primi</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">home computer</span><span class="fs14 cf1 ff1">), e diventa sistema operativo con</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">Windows NT</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">(dedicato alle workstation e ai server) e</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">Windows 95</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">(dedicato ai personal computer). È</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">software proprietario</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">della</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf1 ff1">Microsoft Corporation</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">che lo rende disponibile esclusivamente a pagamento. In particolare attualmente</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf1 ff1">Microsoft Corporation</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">commercializza solo</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">sistemi operativi</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">appartenenti alla famiglia</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf1 ff1">Microsoft Windows</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">:</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 10</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">per i personal computer e le workstation,</span><i><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Server 2016</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">per i server,</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 10 Mobile</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">per gli</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">smartphone</span><span class="fs14 cf1 ff1">, e</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><i><span class="fs14 cf1 ff1">Windows IoT Core</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">per i</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">Pocket PC</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">e i</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf2 ff1">Portable Media Center</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></div><div><div>Caratteristiche</div><div>Windows è un sistema operativo concepito fin dall'inizio per essere&nbsp;<span class="cf2">portabile</span>&nbsp;su differenti architetture, sebbene si sia diffuso quasi esclusivamente su computer con&nbsp;<span class="cf2">processori</span>&nbsp;con<span class="cf2">architettura x86</span>&nbsp;(in passato sono state prodotte alcune versioni di&nbsp;<span class="cf2">Windows NT</span>&nbsp;per&nbsp;<span class="cf2">DEC Alpha</span>,&nbsp;<span class="cf2">MIPS</span>,&nbsp;<span class="cf2">PowerPC</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">SPARC</span>, oggi non più supportate). Attualmente sono supportate anche le nuove&nbsp;<span class="cf2">piattaforme</span>&nbsp;a&nbsp;<span class="cf2">64 bit</span>&nbsp;di&nbsp;<span class="cf2">Intel</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">AMD</span>. Dall'avvento di&nbsp;<span class="cf2">Windows 8</span>, Windows ha anche una versione per&nbsp;<span class="cf2">ARM</span>, i processori più diffusi nei&nbsp;<span class="cf2">dispositivi portatili</span>&nbsp;(<span class="cf2">tablet</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">smartphone</span>). La tipologia del&nbsp;<span class="cf2">kernel</span>&nbsp;è di tipo&nbsp;<span class="cf2">ibrido</span>. Windows necessita di&nbsp;<span class="cf2">partizione</span>&nbsp;primaria in fase di&nbsp;<span class="cf2">installazione</span>&nbsp;per essere eseguito sin dal suo&nbsp;<span class="cf2">start-up</span>. I&nbsp;<span class="cf2">file system</span>&nbsp;spesso utilizzati sono di tipo&nbsp;<span class="cf2">fat</span>, fat32 e&nbsp;<span class="cf2">NTFS</span>. Il sistema è&nbsp;<i><span class="cf2">multitasking</span></i>&nbsp;e&nbsp;<i>multiutente seriale</i>. La cartella di sistema è notoriamente&nbsp;<i>Windows 32</i>, protetta nelle modifiche ai normali utenti. Il sistema è noto per avere il cosiddetto&nbsp;<span class="cf2">registro di sistema</span>&nbsp;come base dati per le impostazioni, opzioni del sistema nonché come riferimento per le applicazioni installate. Le&nbsp;<span class="cf2">periferiche</span>&nbsp;di sistema vengono etichettate dal sistema con il termine&nbsp;<i>Unità</i>&nbsp;(es. C, D, E). I file di&nbsp;<span class="cf2">default</span>&nbsp;vengono salvati nella cartella predefinita&nbsp;<i>Documents and Settings</i>. Il sistema necessita di&nbsp;<span class="cf2">antivirus</span>&nbsp;in quanto facilmente vulnerabile a<span class="cf2">malware</span>.</div><div>Architettura del sistema<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Le varie famiglie di Windows hanno caratteristiche tecniche molto diverse fra loro:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf1 ff1">Le versioni a</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">16 bit</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">erano semplicemente degli "ambienti grafici" che fornivano al programmatore un insieme di</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">librerie</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">e servizi per l'</span><span class="fs14 cf1 ff1">interfaccia grafica</span><span class="fs14 cf1 ff1">. In realtà le funzioni di base (l'</span><span class="fs14 cf1 ff1">input</span><span class="fs14 cf1 ff1">/</span><span class="fs14 cf1 ff1">output</span><span class="fs14 cf1 ff1">, l'accesso ai dischi e la gestione della</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">memoria</span><span class="fs14 cf1 ff1">) sfruttavano i servizi del</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">BIOS</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">e del</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">DOS</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Le versioni ibride a 16/32 bit (la famiglia</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 9x</span><span class="fs14 cf1 ff1">) disponevano invece di un proprio</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">kernel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">in</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">modalità protetta</span><span class="fs14 cf1 ff1">, che tuttavia era un'evoluzione del</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">kernel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">in</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">modalità reale</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">del DOS. La famiglia</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">Windows NT</span><span class="fs14 cf1 ff1">, invece, è basata su un</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">kernel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">completamente nuovo a</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">32 bit</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">(</span><span class="fs14 cf1 ff1">64 bit</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">in alcune versioni recenti) con architettura a</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">microkernel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">ibrido.</span></li></ul></div><div>Ciò che rende uniformi tutti i sistemi Windows è l'interfaccia ad alto livello al&nbsp;<span class="cf2">programmatore</span>, costituita dalle&nbsp;<span class="cf2">Windows API</span>&nbsp;che hanno mantenuto una forma sostanzialmente immutata dalla prima versione di Windows ad oggi.</div><div>L'interfaccia grafica o GUI (graphic user interface)</div><div>Windows è sin dall'origine un sistema operativo grafico, pensato per essere utilizzato con il&nbsp;<span class="cf2">mouse</span>, e a differenza dei sistemi&nbsp;<span class="cf2">Unix</span>&nbsp;l'<span class="cf2">interfaccia grafica</span>&nbsp;è un componente essenziale non opzionale. Solo nelle prime versioni di Windows NT il sottosistema grafico operava in&nbsp;<span class="cf2">user mode</span>, ma a partire dalla versione 4.0 è stato portato a livello kernel per motivi di prestazioni. Si tratta di un'interfaccia a&nbsp;<span class="cf2">finestra</span>&nbsp;che implementa la cosiddetta&nbsp;<span class="cf2">metafora della scrivania</span>&nbsp;(<i><span class="cf2">Desktop Environment</span></i>) con&nbsp;<span class="cf2">icone</span>,&nbsp;<span class="cf2">pulsanti</span>&nbsp;(tra cui il pulsante&nbsp;<i><span class="cf2">Start</span></i>),&nbsp;<span class="cf2">wallpaper</span>,&nbsp;<span class="cf2">barra delle applicazioni</span>ecc...</div><div>Microsoft venne accusata di avere copiato l'interfaccia di Windows dal sistema operativo del&nbsp;<span class="cf2">Macintosh</span>&nbsp;di&nbsp;<span class="cf2">Apple</span>, il&nbsp;<span class="cf2">Mac OS</span>, a sua volta ispirata a quella sviluppata dalla&nbsp;<span class="cf2">Xerox</span>; Apple, tuttavia, aveva stipulato un regolare contratto con Xerox per poter utilizzare le sue risorse all'interno del progetto Macintosh. Per distribuire la prima versione di Windows, Microsoft ottenne una licenza da Apple con alcune limitazioni. Tale versione infatti non disponeva della possibilità di avere finestre affiancate: per questo in Windows 1.0 le finestre occupavano sempre tutto lo schermo, consentendo di utilizzare un solo programma per volta. In Windows 2.0 Microsoft introdusse le finestre affiancate e Apple citò in giudizio Microsoft. La causa legale si risolse, molti anni dopo, con una trattativa privata, i cui dettagli non sono completamente noti al pubblico<sup><span class="cf4">[</span><i><span class="cf4">senza&nbsp;fonte</span></i><span class="cf4">]</span></sup>.</div><div>La&nbsp;<span class="cf2">shell</span>&nbsp;di Windows fino alla versione 3.1 era divisa in diversi programmi: Executive nelle prime versioni e in seguito&nbsp;<span class="cf2">Program Manager</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">File Manager</span>. Il grande passo avanti si ebbe con la shell&nbsp;<span class="cf2">Explorer</span>&nbsp;di&nbsp;<span class="cf2">Windows 95</span>&nbsp;(in&nbsp;<span class="cf2">italiano</span>&nbsp;<i>Gestione risorse</i>), caratterizzata in particolare dalla&nbsp;<i>barra delle applicazioni</i>&nbsp;e dal&nbsp;<i>menu Start</i>. Era inoltre presente un moderno&nbsp;<span class="cf2">desktop</span>, come quello presente da anni in altri sistemi operativi.</div><div>Componenti<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Tra i componenti di Windows in dotazione al sistema si ricorda il&nbsp;<span class="cf2">cestino</span>, il&nbsp;<span class="cf2">blocco note</span>, la&nbsp;<span class="cf2">calcolatrice</span>,&nbsp;<span class="cf2">Paint</span>,&nbsp;<span class="cf2">Windows Firewall</span>. Windows offre la possibilità di installare la nota suite software di&nbsp;<span class="cf2">Microsoft Office</span>&nbsp;come software di utilità personale e aziendale. Spesso in dotazione sono anche alcuni semplici&nbsp;<span class="cf2">videogiochi</span>. Per la navigazione in rete in dotazione ci sono&nbsp;<span class="cf2">Internet Explorer</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">Microsoft Edge</span>&nbsp;come&nbsp;<span class="cf2">web browser</span>. L'accesso alle risorse avviene attraverso il&nbsp;<span class="cf2">File Explorer</span>.&nbsp;<span class="cf2">Windows Update</span>&nbsp;garantisce l'aggiornamento del sistema operativo in maniera automatica o su richiesta dell'utente.</div><div>Amministrazione</div><div>L'amministrazione del sistema da parte dell'utente è attuata attraverso il noto&nbsp;<span class="cf2">Pannello di controllo</span>, il&nbsp;<span class="cf2">Windows Task Manager</span>&nbsp;e il&nbsp;<span class="cf2">Desktop remoto</span>. È inoltre possibile utilizzare il&nbsp;<span class="cf2">prompt dei comandi</span>&nbsp;di Windows di eredità del vecchio&nbsp;<span class="cf2">MS-DOS</span>&nbsp;come interfaccia a&nbsp;<span class="cf2">riga di comando</span>. Altri tool utili sono il&nbsp;<span class="cf2">ripristino configurazione di sistema</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">msconfig</span>. Per la manutenzione&nbsp;<span class="cf2">disco rigido</span>è presente lo&nbsp;<span class="cf2">scandisk</span>, la&nbsp;<span class="cf2">pulizia disco</span>&nbsp;e la&nbsp;<span class="cf2">deframmentazione del disco</span>.</div><div>Reti Windows</div><div>In ambito aziendale sono diffuse&nbsp;<span class="cf2">reti dati</span>&nbsp;che collegano tra loro&nbsp;<span class="cf2">computer</span>&nbsp;client di tipo Windows spesso connesse a&nbsp;<span class="cf2">server</span>&nbsp;con sistema operativo&nbsp;<span class="cf2">Windows Server</span>.</div><div>Famiglie di Microsoft Windows</div><div>Prima di Windows XP, Microsoft commercializzava due linee separate di sistemi operativi. La prima (rappresentata da&nbsp;<span class="cf2">Windows 95</span>,&nbsp;<span class="cf2">Windows 98</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">Windows ME</span>) era progettata per computer monoutente, quindi tipicamente domestici e per le piccole aziende. Disponeva di una buona compatibilità con i programmi sviluppati per&nbsp;<span class="cf2">MS-DOS</span>, e poteva funzionare anche su quelli di fascia più bassa.</div><div>L'altra linea (rappresentata da&nbsp;<span class="cf2">Windows NT</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">Windows 2000</span>) era pensata, fin dalla struttura del file system, per computer multiutente. Microsoft indirizzò queste versioni alle aziende e ai<span class="cf2">server</span>, e al prezzo di maggiori richieste in fatto di potenza di calcolo e di memoria e di una ridotta compatibilità con i software MS-DOS. Era caratterizzata da una stabilità solitamente maggiore e disponeva di caratteristiche pensate per le grandi aziende.</div><div>Con l'aumento vertiginoso e a buon mercato della potenza di calcolo, non sussistevano più le ragioni per proseguire con due linee di prodotti separate. Windows XP è il tentativo di offrire un'unica piattaforma&nbsp;<span class="cf2">client</span>, sia per gli utenti privati che per le piccole e grandi aziende. Solo la linea server, pur essendo basata essenzialmente sullo stesso&nbsp;<span class="cf2">kernel</span>&nbsp;e sullo stesso&nbsp;<span class="cf2">codice sorgente</span>, è commercializzata come prodotto distinto col nome di&nbsp;<span class="cf2">Windows Server 2003</span>.</div><div>Gli ambienti operativi e i sistemi operativi Microsoft Windows possono essere raggruppati in alcune grandi famiglie.</div><div>Ambienti operativi a 16 bit</div><div>Questi forniscono semplicemente un'<span class="cf2">interfaccia grafica</span>, detta&nbsp;<i>desktop</i>&nbsp;e richiedono un sistema operativo separato per i servizi essenziali (come l'accesso ai dischi, il monitoraggio della tastiera per l'input, e così via) che usualmente era&nbsp;<span class="cf2">MS-DOS</span>&nbsp;della stessa Microsoft.</div><div><ul><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 1.0</span><span class="fs14 cf1 ff1">, del</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">1985</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 2.0</span><span class="fs14 cf1 ff1">, del</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">1987</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 2.10</span><span class="fs14 cf1 ff1">, del</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">1988</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 2.11</span><span class="fs14 cf1 ff1">, del</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">1989</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 3.0</span><span class="fs14 cf1 ff1">, del</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">1990</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 3.1</span><span class="fs14 cf1 ff1">, del</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">1992</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows for Workgroups 3.1</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">(C</span><i><span class="fs14 cf1 ff1">ato</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">), del</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">1992</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows for Workgroups 3.11</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">(</span><i><span class="fs14 cf1 ff1">Snowball</span></i><span class="fs14 cf1 ff1">), del</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">1993</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows for Workgroups 3.2</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">(versione cinese di</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">Windows for Workgroups 3.11</span><span class="fs14 cf1 ff1">).</span></li></ul></div><div>Sistemi operativi ibridi 16/32 bit<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf2">Windows 9x</span></b></i>.</div><div>I servizi del sistema operativo&nbsp;<span class="cf2">DOS</span>&nbsp;vengono integrati in Windows. Questi sistemi operativi vengono spesso indicati con il nome "<span class="cf2">Windows 9x</span>".</div><div><ul><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 93</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">del</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">1993</span><span class="fs14 cf1 ff1">, ma mai distribuito (si tratta dell'unica release di Windows ad essere ibrida tra 8 e 16 bit).</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 95</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">del</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">1995</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 98</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">del</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">1998</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 98 SE (Second Edition)</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">del</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">1999</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows ME</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">del</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2000</span><span class="fs14 cf1 ff1">, che ha conosciuto una diffusione minore rispetto ai due precedenti, a causa dei suoi numerosi bug.</span></li></ul></div><div>Sistemi operativi a 32 bit</div><div><i>Lo stesso argomento in dettaglio:&nbsp;<b><span class="cf2">Windows NT</span></b></i>.</div><div>Originariamente progettati per il mercato professionale con il progetto di un sistema operativo completamente nuovo, compongono la famiglia&nbsp;<span class="cf2">Windows NT</span>.</div><div><ul><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows NT 3.1</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">1993</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows NT 3.5</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">1994</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows NT 3.51</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">1995</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows NT 4.0</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">1996</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 2000</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">1999</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows XP</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2001</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Server 2003</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2003</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows FLP</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2006</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">e creato per girare su hardware più vecchi</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows XP Media Center Edition</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2005</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Vista</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2007</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">(per il pubblico)</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Home Server</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2007</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Server 2008</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2008</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 7</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2009</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Thin PC</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">(variante di Windows 7) distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2011</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 8</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2012</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 8.1</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">aggiornamento di Windows 8, disponibile dal 17 ottobre</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2013</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Server 2012</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">evoluzione della versione 2008</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 10</span><span class="fs14 cf1 ff1">, distribuito il 29 luglio 2015</span></li></ul></div><div>Sistemi operativi a 64 bit per architetture&nbsp;<span class="cf2">EM64T</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">AMD64</span><span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Lo sviluppo tecnologico portò allo sviluppo di tecnologie quali&nbsp;<span class="cf2">Intel</span>&nbsp;<span class="cf2">EM64T</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">AMD</span>&nbsp;<span class="cf2">AMD64</span>, che estendono il set tradizionale di istruzioni a 32 bit&nbsp;<span class="cf2">X86</span>. Il supporto a questa nuova architettura nacque inizialmente con le versioni x64 di Windows XP e Windows Server, per poi estendersi a tutte le versioni successive di Windows. Dopo Windows XP, ogni sistema operativo avrà la sua versione a 64 bit.</div><div><ul><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows XP Professional x64 Edition</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Server 2003</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Vista</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2006</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">per le aziende e nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2007</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">per il pubblico</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Home Server</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2007</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Server 2008</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2008</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 7</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2009</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 8</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2012</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Server 2012</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nel</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2012</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 8.1</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">aggiornamento di Windows 8, distribuito il 17 ottobre</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2013</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 10</span><span class="fs14 cf1 ff1">, distribuito il 29 luglio 2015</span></li></ul></div><div>Sistemi operativi per Smartphone e Tablet basati su&nbsp;<span class="cf2">architettura ARM</span><span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div><ul><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Phone 7</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nell'ottobre</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2010</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">(basato su Windows CE).</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Phone 7.5</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">aggiornamento di Windows Phone 7, distribuito nel settembre</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2011</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Phone 7.8 aggiornamento di Windows Phone 7.5, distribuito nel gennaio</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2013</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Phone 8</span><span class="fs14 cf1 ff1">, basato sul kernel di Windows 8 (Windows NT 6.2) e distribuito nell'ottobre</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2012</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Phone 8.1</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">aggiornamento di Windows Phone 8, distribuito nell'aprile</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2014</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows RT</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">distribuito nell'ottobre</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2012</span><span class="fs14 cf1 ff1">, versione per tablet</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">ARM</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">di</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 8</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 10 Mobile, distribuito a gennaio 2016 come aggiornamento per quasi tutti i Lumia Windows Phone 8.1</span></li></ul></div><div>Sistemi operativi a 64 bit per architettura&nbsp;<span class="cf2">IA-64</span><span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Già alla fine degli&nbsp;<span class="cf2">anni ottanta</span>&nbsp;e nei primi&nbsp;<span class="cf2">anni novanta</span>,&nbsp;<span class="cf2">Hewlett-Packard</span>&nbsp;si rese conto della limitazione dell'architettura&nbsp;<span class="cf2">X86</span>&nbsp;che dominava il mercato. Dallo sforzo per migliorare questa tecnologia, nacquero prima&nbsp;<span class="cf2">EPIC</span>&nbsp;e poi, con la collaborazione di Intel, la versione definitiva dell'architettura,&nbsp;<span class="cf2">IA-64</span>. Questa nuova architettura si pone come successore di x86 e delle architetture&nbsp;<span class="cf2">RISC</span>, rinnovando completamente il set di istruzioni e basandosi soprattutto sul&nbsp;<span class="cf2">parallelismo di istruzioni</span>. Al momento IA-64 è limitata al campo server e probabilmente non ne saranno più sviluppati.</div><div><ul><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows XP 64 bit Edition</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Server 2008</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Server 2012</span></li></ul></div><div>Sistemi operativi per sistemi embedded e altri<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div><ul><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows CE</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">kernel su cui si basano sistemi operativi per</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">PDA</span><span class="fs14 cf1 ff1">,</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">sub-notebook</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">e altri</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">sistemi embedded</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows XP Tablet PC Edition</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">per apparecchi con</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">touch screen</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">come</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">Tablet PC</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">e</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">Ultra Mobile PC</span><span class="fs14 cf1 ff1">.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows XP Embedded</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">per</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">sistemi embedded</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">x86 come</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">bancomat</span><span class="fs14 cf1 ff1">,</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">registratori di cassa</span><span class="fs14 cf1 ff1">,</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">slot machines</span><span class="fs14 cf1 ff1">, ecc. Utilizza i binari di Windows XP.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows NT per</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">DEC Alpha</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">e IBM</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">PowerPC</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">(non più supportati dal</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2000</span><span class="fs14 cf1 ff1">).</span></li></ul></div><div>Sistemi operativi beta o cancellati<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div><ul><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Nashville</span><span class="fs14 cf1 ff1">, mai distribuito al pubblico, originariamente destinato a essere distribuito nel 1996 come Windows 96</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Odyssey</span><span class="fs14 cf1 ff1">, mai distribuito al pubblico</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Neptune</span><span class="fs14 cf1 ff1">, mai distribuito al pubblico</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Windows Whistler</span><span class="fs14 cf1 ff1">, mai distribuito ma funzionante</span></li></ul></div><div>Tabella riassuntiva delle versioni di Windows e relazione tra versione consumer, professional e server<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>NomeVersioneAnnoArchitetturaEdizioneConsumerProfessionaleServerCellulare (ARM)TabletAltro<span class="cf2">Windows 1.0</span>1.0198516 bitWindows 1.0-----<span class="cf2">Windows 2.0</span>2.01987Windows 2.0-----<span class="cf2">Windows 3.0</span>3.01990Windows 3.x-----<span class="cf2">Windows 3.1</span>3.11992Windows 3.1Windows for Workgroups 3.11</div><div><span class="cf2">Windows NT 3.1</span></div><div><span class="cf2">Windows NT 3.1 Advanced Server</span>---<span class="cf2">Windows 3.11</span>3.111993Windows 3.11<span class="cf2">Windows NT 3.5</span>3.5199432 bit<span class="cf2">Windows NT 3.51</span>WorkstationWindows NT 3.51 Server---<span class="cf2">Windows 95</span>4199516/32 bit (9x)</div><div>32 bit (NT)</div><div>Windows 95<span class="cf2">Windows NT 4.0</span>WorkstationWindows NT 4.0 Server---<span class="cf2">Windows 98</span>4.1 (98)</div><div>4.0 (NT)</div><div>1998Windows 98---<span class="cf2">Windows 98 SE</span>1999Windows 98 SE---<span class="cf2">Windows ME</span>4.9 (ME)</div><div>5.0 (2000)</div><div>2000Windows ME<span class="cf2">Windows 2000</span>Professional<span class="cf5">Windows 2000 Server Family</span>---<span class="cf2">Windows XP</span>5.1200132 / 64 bitWindows XP Home EditionWindows XP Professional</div><div><span class="cf2">Windows XP 64 bit Edition</span></div><div><span class="cf2">Windows Server 2003</span>-<span class="cf2">Windows XP Tablet PC Edition</span><span class="cf2">Windows XP Media Center Edition</span></div><div><span class="cf2">Windows FLP</span></div><div><span class="cf2">Windows XP Embedded</span></div><div>Windows Embedded Standard 2009</div><div><span class="cf2">Windows Vista</span>6.02006Windows Vista Home Basic<br>Windows Vista Home Premium<br>Windows Vista UltimateWindows Vista Business<br>Windows Vista Enterprise<br>Windows Vista Ultimate<span class="cf2">Windows Server 2008</span><span class="cf2">Windows Home Server</span>---<span class="cf2">Windows 7</span>6.12009Windows 7 Home Premium<br>Windows 7 UltimateWindows 7 Professional<br>Windows 7 Enterprise<br>Windows 7 Ultimate<span class="cf2">Windows Server 2008 R2</span>&nbsp;Windows Home Server 2011<span class="cf2">Windows Phone 7</span></div><div><span class="cf2">Windows Phone 7.5</span></div><div><span class="cf5">Windows Phone 7.8</span></div><div>-<span class="cf2">Windows Thin PC</span><span class="cf2">Windows 8</span>6.22012Windows 8Windows 8 Pro<span class="cf2">Windows Server 2012</span><span class="cf2">Windows Phone 8</span><span class="cf2">Windows RT</span>&nbsp;(ARM)-<span class="cf2">Windows 8.1</span>6.32013Windows 8.1Windows 8.1 Pro<span class="cf2">Windows Server 2012 R2</span><span class="cf2">Windows Phone 8.1</span>-<span class="cf2">Windows 10</span>10.02015Windows 10 HomeWindows 10 Pro</div><div>Windows 10 Education</div><div>Windows Server 2016<span class="cf2">Windows 10 Mobile</span>&nbsp;(ARM)</div><div>Windows 10 Mobile Enterprise</div><div>Windows 10 IoT core</div><div>Loghi<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div><ul><li><div style="text-align: center;"><span class="fs14 cf1 ff1"></span></div><div><span class="fs13.16 cf1 ff1">Il primo logo di Windows, usato dal 1985 al 1991.</span></div><div></div></li><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><li></li></ul></div><div style="text-align: center;"><span class="fs14 cf1 ff1"></span></div><div><span class="fs13.16 cf1 ff1">Il logo usato dal 1991 al 1993.</span></div><div><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><li></li></div><div style="text-align: center;"><span class="fs14 cf1 ff1"></span></div><div><span class="fs13.16 cf1 ff1">Il logo usato dal 1993 al 1995.</span></div><div><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><li></li></div><div style="text-align: center;"><span class="fs14 cf1 ff1"></span></div><div><span class="fs13.16 cf1 ff1">Il logo usato dal 1995 al 1999.</span></div><div><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><li></li></div><div style="text-align: center;"><span class="fs14 cf1 ff1"></span></div><div><span class="fs13.16 cf1 ff1">Il logo usato dal 1999 al 2001.</span></div><div><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><li></li></div><div style="text-align: center;"><span class="fs14 cf1 ff1"></span></div><div><span class="fs13.16 cf1 ff1">Forma alternativa del logo usato dal 2001 al 2012</span></div><div><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><li></li></div><div style="text-align: center;"><span class="fs14 cf1 ff1"></span></div><div><span class="fs13.16 cf1 ff1">Il nuovo logo, in uso dal 2012.</span></div><div></div><div>Aggiornamento<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>La&nbsp;<span class="cf2">Microsoft</span>&nbsp;consente l'aggiornamento, ossia la possibilità di installare una versione più recente di Windows semplicemente eseguendo il programma di installazione da una versione più vecchia, senza alcuna perdita di dati e di impostazioni.</div><div>Non è però possibile eseguire l'aggiornamento per tutte le versioni, e di seguito vengono riportati i criteri per determinare se è possibile aggiornare.</div><div>Criteri attuali (da Windows XP)<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>A partire da&nbsp;<span class="cf2">Windows XP</span>, il primo sistema operativo della linea&nbsp;<span class="cf2">Windows NT</span>&nbsp;destinato sia per un pubblico "consumer" che "professional", il criterio principale per determinare se è possibile eseguire l'aggiornamento è l'edizione installata nel PC:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf1 ff1">Se si ha l'edizione "Professional", è possibile aggiornare solo verso l'edizione "Professional" o "Ultimate" della versione successiva.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Nel caso in cui si ha l'edizione "Home", è possibile aggiornarlo verso l'edizione "Home", oppure verso l'edizione "Professional", in quanto essa ha caratteristiche superiori dell'edizione "Home", oppure verso l'edizione "Ultimate".</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">Se invece si ha l'edizione "Ultimate", è possibile aggiornare solo verso l'edizione "Ultimate" del sistema operativo successivo oppure verso l'edizione "Professional" (Pro) di un altro sistema operativo.</span></li></ul></div><div>L'unica eccezione si ha se si desidera aggiornare&nbsp;<span class="cf2">Windows Vista</span>&nbsp;a&nbsp;<span class="cf2">7</span>, visto che non è consentito l'aggiornamento da Windows Vista Home Basic/Home Premium a 7 Professional, in quanto quest'ultima manca di alcune caratteristiche multimediali tipiche dell'edizione home (es. il Media Center).</div><div>Aggiornamento a Windows XP<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Un criterio simile viene utilizzato per l'aggiornamento a&nbsp;<span class="cf2">Windows XP</span>:</div><div><ul><li><span class="fs14 cf1 ff1">È possibile aggiornare</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">Windows NT 4.0</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">e</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">2000</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">Professional solo verso</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">XP</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">Professional, in quanto 2000 è un sistema operativo destinato ad un pubblico professionale.</span></li><li><span class="fs14 cf1 ff1">È possibile aggiornare</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">Windows 98</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">e</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">ME</span><span class="fs14 cf1 ff1">&nbsp;</span><span class="fs14 cf1 ff1">verso XP Home Edition oppure XP Professional.</span></li></ul></div><div>Aggiornamento a Windows 2000<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>È possibile aggiornare tutti i sistemi operativi&nbsp;<span class="cf2">Windows 9x</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">Windows NT 4.0</span>&nbsp;a&nbsp;<span class="cf2">2000</span>&nbsp;Professional. Da notare la possibilità di aggiornare&nbsp;<span class="cf2">Windows ME</span>&nbsp;ad&nbsp;<span class="cf2">Windows 2000</span>, malgrado ME sia stato pubblicato dopo Windows 2000 ed abbia molte caratteristiche, prevalentemente multimediali, che 2000 non possiede.</div><div>Prima di Windows 2000<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>È possibile aggiornare i sistemi operativi della linea&nbsp;<span class="cf2">Windows 9x</span>&nbsp;alle loro versioni più recenti, solo se si possiede la versione "aggiornamento".</div><div>Se si prova invece ad eseguire il programma di installazione di una versione di Windows 9x su una versione di Windows NT, anche se pubblicata anni dopo (es. si esegue su&nbsp;<span class="cf2">Windows NT 4.0</span>&nbsp;l'installazione di&nbsp;<span class="cf2">Windows ME</span>), si riceve un messaggio di errore che impedisce l'installazione. L'"aggiornamento" da Windows NT a Windows 9x è vietato perché la Microsoft è consapevole del fatto che il kernel di Windows NT è più nuovo e più stabile di quello vecchio e monolitico delle versioni&nbsp;<span class="cf2">Windows 9x</span>, basato su&nbsp;<span class="cf2">MS-DOS</span>, e quindi sarebbe come effettuare un downgrade.</div><div>Problemi di sicurezza<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>I sistemi operativi della Microsoft sono il principale obiettivo degli scrittori di virus informatici, a causa dell'effetto combinato della grandissima diffusione e dalle scarsissime conoscenze, da parte dell'utente medio, dei pericoli di&nbsp;<span class="cf2">sicurezza</span>&nbsp;derivanti dalla&nbsp;<span class="cf2">connessione</span>&nbsp;di un PC ad una&nbsp;<span class="cf2">rete</span>&nbsp;di estensione mondiale come&nbsp;<span class="cf2">Internet</span>.</div><div>Negli ultimi anni con l'avvento di Internet e la crescita ulteriore della base di computer installati, tanto la produzione di virus, quanto l'ampiezza del danno che possono provocare è cresciuta: è richiesto un bagaglio relativamente basilare di nozioni per creare epidemie in grado di rallentare significativamente le strutture informatiche di tutto il mondo, con conseguenze calcolate da alcuni in migliaia di ore di lavoro perso. Alla luce di tutto ciò la sicurezza è tornata ad essere un tema primario per governi, analisti, sviluppatori e aziende: per la stessa Microsoft è diventata una delle priorità principali. Infatti, molti&nbsp;<span class="cf2">aggiornamenti</span>&nbsp;distribuiti per i propri sistemi operativi sono dedicati alla sicurezza, come quelli atti a "chiudere" le falle scoperte nel sistema o come il tool&nbsp;<span class="cf2">Strumento di rimozione malware di Windows</span>.</div><div>Parallelamente si è sviluppato il dibattito se la garanzia di programmi sicuri sia meglio assicurata dalla trasparenza nel rendere pubblici i bachi e le vulnerabilità scoperti o invece dal mantenere questo tipo di informazioni riservate fino alla risoluzione del problema. Dibattito che si intreccia con quello sulla diffusione o meno del&nbsp;<span class="cf2">codice sorgente</span>. Microsoft, che è un proponente del secondo approccio, ha risposto alla crescente richiesta da parte di&nbsp;<span class="cf2">pubbliche amministrazioni</span>&nbsp;e grosse aziende di poter visionare il codice che utilizzano, varando l'iniziativa denominata&nbsp;<i>Shared source</i>, la quale consente a pagamento (ma gratuitamente per le pubbliche amministrazioni) di avere accesso ai sorgenti. Ironicamente, una falla di sicurezza del sito della società delegata a gestire gli accessi al codice sorgente ha causato nel febbraio del&nbsp;<span class="cf2">2004</span>&nbsp;la diffusione di una parte del sorgente di una versione preliminare di&nbsp;<span class="cf2">Windows 2000</span>&nbsp;(circa 200 MB di codice), da cui derivano anche&nbsp;<span class="cf2">Windows XP</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">Windows Server 2003</span>.</div><div>Quota di mercato<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>Statistiche proveniente da Net Applications e StatCounter di Febbraio 2016<sup><span class="fs0.7rem ff1">[1]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[2]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[3]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[4]</span></sup></div><div>Sistema OperativoNet ApplicationsStatCounter<span class="cf2">Windows 98</span>0.01%0.06%<span class="cf2">Windows 2000</span>0.01%0.02%<span class="cf2">Windows XP</span>11.24%7.61%<span class="cf2">Windows Server 2003</span>--0.11%<span class="cf2">Windows Vista</span>1.66%1.62%<span class="cf2">Windows 7</span>52.34%46.08%<span class="cf2">Windows 8</span>2.43%3.01%<span class="cf2">Windows 8.1</span>9.83%11.43%<span class="cf2">Windows 10</span>12.82%14.86%<b>Tutte le versioni</b><b>90.34%</b><b>84.80%</b>Sistema OperativoNet ApplicationsStatCounter<span class="cf5">Windows RT 8.1</span>--0.08%<span class="cf2">Windows Phone 7.5</span>0.09%1.85%<span class="cf2">Windows Phone 8</span>0.38%<span class="cf2">Windows Phone 8.1</span>1.68%<span class="cf2">Windows 10 Mobile</span>0.36%<b>Tutte le versioni</b><b>2.51%</b><b>1.93%</b></div><div>Con Microsoft Windows attualmente la Microsoft Corporation detiene la maggior parte del mercato dei sistemi operativi: a gennaio&nbsp;<span class="cf2">2014</span>&nbsp;la&nbsp;<span class="cf2">quota di mercato</span>&nbsp;relativa a Microsoft Windows in tale settore commerciale era pari al 76,21%.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[5]</span></sup>&nbsp;La quota di mercato sale al 90,72% se si considera solo i sistemi operativi per&nbsp;<span class="cf2">desktop</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf2">laptop computer</span>.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[6]</span></sup></div><div>Cronologia delle versioni<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div><b>Legenda:</b></div><div>ColoreSignificatoRossoSistema operativo precedentemente supportatoArancioSistema operativo con supporto vicino al termineGialloSistema operativo con supporto estesoVerdeSistema operativo attualmente supportatoData pubblicazioneNome sistemaVersioneTipo di supporto20 novembre 1985<span class="cf2">Windows 1.01</span>1.01terminato il 31 dicembre 20019 dicembre 1987<span class="cf2">Windows 2.03</span>2.0327 maggio 1988<span class="cf2">Windows/386</span>2.1122 maggio 1990<span class="cf2">Windows 3.0</span>3.018 marzo 1992<span class="cf2">Windows 3.1</span>3.11º ottobre 1992<span class="cf2">Windows For Workgroups 3.1</span>27 luglio 1993<span class="cf2">Windows NT 3.1</span>NT 3.130 settembre 1993<span class="cf2">Windows 3.11</span>3.1121 settembre 1994<span class="cf2">Windows NT 3.5</span>NT 3.530 maggio 1995<span class="cf2">Windows NT 3.51</span>NT 3.5124 agosto 1995<span class="cf2">Windows 95</span>4.0.95024 agosto 1996<span class="cf2">Windows NT 4.0</span>NT 4.0.1381terminato il 31 dicembre 200425 giugno 1998<span class="cf2">Windows 98</span>4.10.1998terminato l'11 luglio 20065 maggio 1999<span class="cf2">Windows 98 SE</span>4.10.222226 novembre 1999<span class="cf2">Windows 2000</span>NT 5.0.2195terminato il 13 luglio 201014 settembre 2000<span class="cf2">Windows ME</span>4.90.3000terminato l'11 luglio 200625 ottobre 2001<span class="cf2">Windows XP SP3</span>NT 5.1.2600terminato l'8 aprile 201428 marzo 2003<span class="cf2">Windows XP 64-bit Edition</span>&nbsp;2003NT 5.2.3790terminato a luglio 200524 aprile 2003<span class="cf2">Windows Server 2003</span>terminato il 14 luglio 201525 aprile 2005<span class="cf2">Windows XP Professional x64 Edition</span>terminato l'8 aprile 20148 luglio 2006<span class="cf2">Windows Fundamentals for Legacy PCs</span>NT 5.1.260030 gennaio 2007<span class="cf2">Windows Vista SP2</span>NT 6.0.6000, NT 6.0.6001 e NT 6.0.6002esteso fino all'11 aprile 201727 febbraio 2008<span class="cf2">Windows Server 2008</span>NT 6.0.6001 o NT 6.0.6002 (2008 std 64 bit)esteso fino al 14 gennaio 202022 ottobre 2009<span class="cf2">Windows 7 SP1</span>NT 6.1.7600 o NT 6.1.7601 con Service Pack 1<span class="cf2">Windows Server 2008 R2</span>NT 6.1.76001º luglio 2011<span class="cf2">Windows Thin PC</span>NT 6.1.7601attuale fino all'11 ottobre 201626 ottobre 2012<span class="cf2">Windows 8</span>NT 6.2.9200terminato il 12 gennaio 2016<span class="cf2">Windows Server 2012</span>attuale fino al 9 gennaio 2018<span class="cf2">Windows RT</span>attuale fino all'11 aprile 201717 ottobre 2013<span class="cf2">Windows 8.1</span>NT 6.3.9600attuale fino al 9 gennaio 201829 luglio 2015<span class="cf2">Windows 10</span>NT 10.0.10240 o NT 10.0.10586 con l'aggiornamento di novembre 2015attuale fino al 13 ottobre 2020</div><div>Cronologia delle varie linee</div><div>Ambienti operativi per&nbsp;<span class="cf2">MS-DOS</span>Sistemi&nbsp;<span class="cf2">Windows 9x</span>Sistemi&nbsp;<span class="cf2">Windows NT</span>&nbsp;(linea client)Sistemi&nbsp;<span class="cf2">Windows NT</span>&nbsp;(linea server)<span class="cf2">1985</span><span class="cf2">Windows 1.0</span><i>inesistente</i><i>inesistente</i><span class="cf2">1987</span><span class="cf2">Windows 2.0</span><span class="cf2">1990</span><span class="cf2">Windows 3.0</span><span class="cf2">1992</span><span class="cf2">Windows 3.1</span><span class="cf2">1993</span><span class="cf2">Windows NT 3.1</span><span class="cf2">1993</span><span class="cf2">Windows NT 3.1</span>&nbsp;Advanced Server<span class="cf2">1993</span><span class="cf2">Windows 3.11</span><span class="cf2">1994</span><span class="cf2">Windows NT 3.5</span>&nbsp;Workstation<span class="cf2">1994</span><span class="cf2">Windows NT 3.5</span>&nbsp;Server<i>fuori produzione<br>(successore ufficiale:<br>Windows 95)</i><span class="cf2">1995</span><span class="cf2">Windows 95</span><span class="cf2">1995</span><span class="cf2">Windows NT 3.51</span>&nbsp;Workstation<span class="cf2">1995</span><span class="cf2">Windows NT 3.51</span>&nbsp;Server<span class="cf2">1998</span><span class="cf2">Windows 98</span><span class="cf2">1996</span><span class="cf2">Windows NT 4.0</span>&nbsp;Workstation<span class="cf2">1996</span><span class="cf2">Windows NT 4.0</span>&nbsp;Server<span class="cf2">2000</span><span class="cf2">Windows ME</span><span class="cf2">1999</span><span class="cf2">Windows 2000</span>&nbsp;Professional<span class="cf2">1999</span><span class="cf2">Windows 2000</span>&nbsp;Server Family<i>fuori produzione<br>(successore ufficiale:<br>Windows XP)</i><span class="cf2">2001</span><span class="cf2">Windows XP</span><span class="cf2">2003</span><span class="cf2">Windows Server 2003</span><span class="cf2">2006</span><span class="cf2">Windows Vista</span><span class="cf2">2008</span><span class="cf2">Windows Server 2008</span><span class="cf2">2009</span><span class="cf2">Windows 7</span><span class="cf2">2009</span><span class="cf2">Windows Server 2008 R2</span><span class="cf2">2012</span><span class="cf2">Windows 8</span><span class="cf2">2012</span><span class="cf2">Windows Server 2012</span><span class="cf2">2013</span><span class="cf2">Windows 8.1</span><span class="cf2">2013</span><span class="cf2">Windows Server 2012 R2</span><span class="cf2">2015</span><span class="cf2">Windows 10</span>~ 2016Windows Server 2016<br></div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Fri, 06 May 2016 07:23:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Cablaggio Strutturato]]></title>
			<author><![CDATA[evotek]]></author>
			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Reti"><![CDATA[Reti]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_89dj683c"><div><div>Cablaggio strutturato</div><div>Negli edifici moderni destinati ad uffici vengono realizzati impianti di cablaggio strutturato, destinati a supportare la realizzazione di tipi diversi di reti locali, inclusa ad esempio la rete telefonica. Gli impianti sono basati su cavi di categoria 5 o superiore e connettori RJ-45 (doppini e connettori RJ-11 per i collegamenti telefonici). I cavi hanno una lunghezza massima di 90 m, a cui vanno aggiunti 10 m per i cavi di permuta (lato apparato: EC Equipment Cable, e lato terminale: WAC Work Area Cable). Questo vincolo è dettato dalle caratteristiche della rete Ethernet.</div><div><br></div><div>Per ogni postazione da servire, vengono posati uno o più cavi in apposite canalizzazioni nelle pareti, nei controsoffitti o nei pavimenti dell'edificio, fino a raggiungere un armadio di distribuzione di piano (nel gergo del cablaggio strutturato, Floor Distributor o FD ovvero cablaggio di piano orizzontale), solitamente si tratta di un rack standard da 19 pollici, che può ospitare sia permutatori che apparati attivi.</div><div><br></div><div>Questi cavi sono attestati da una parte in un pannello di permutazione nell'armadio, dall'altra in una placca a muro o a pavimento in prossimità della postazione utente. Collegando un cavo di permuta dal calcolatore alla presa a muro, e un altro dal permutatore ad un apparato di rete (come un hub o uno switch), si crea un collegamento elettrico che permette di collegare il calcolatore alla rete.</div><div><br></div><div>Nel caso le dimensioni dell'edificio non permettano di servire tutte le utenze con un solo FD, i vari FD vengono collegati ad un armadio di edificio (Building Distributor, BD), tramite cavi in rame e/o in fibra ottica (cablaggio verticale), anche questi attestati in permutatori. Allo stesso modo, i diversi edifici di un campus sono collegati ad un armadio di permutazione di campus, o Campus Distributor, CD.</div><div><br></div><div>I locali che ospitano gli armadi di distribuzione dovrebbero avere caratteristiche adeguate per alimentazione elettrica (meglio se protetta da un gruppo di continuità), condizionamento, controllo d'accesso (sono luoghi privilegiati per intrusioni o per provocare malfunzionamenti della rete).</div></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 May 2016 16:00:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Smart Tv]]></title>
			<author><![CDATA[evotek]]></author>
			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Tv"><![CDATA[Tv]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_tx1f94dd"><div>Caratteristiche</div><div>Questi dispositivi, tramite il collegamento alla rete, offrono la possibilità di usufruire di servizi&nbsp;<span class="cf1">online</span>&nbsp;tipicamente destinati a normali personal computer, quali navigazione internet,&nbsp;<span class="cf1">video on demand</span>,&nbsp;<span class="cf1">Internet TV</span>,&nbsp;<span class="cf1">multimedialità</span>, servizi in&nbsp;<span class="cf1">streaming</span>,&nbsp;<span class="cf1">social network</span>, ecc., mantenendo o potenziando alcune caratteristiche di&nbsp;<span class="cf1">interattività</span>&nbsp;dei televisori e dei dispositivi collegati messi in commercio dopo la nascita della&nbsp;<span class="cf1">televisione digitale terrestre</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">satellitare</span>.</div><div>L'appellativo&nbsp;<i>smart</i>&nbsp;(traducibile dalla&nbsp;<span class="cf1">lingua inglese</span>&nbsp;come "intelligente") è stato utilizzato per questa categoria di dispositivi in analogia a quanto avvenuto nel mondo della&nbsp;<span class="cf1">telefonia mobile</span>&nbsp;con l'introduzione degli&nbsp;<span class="cf1">smartphone</span>, cioè&nbsp;<span class="cf1">telefoni cellulari</span>&nbsp;dotati di avanzate caratteristiche multimediali e interattive.</div><div>La tecnologia alla base del concetto di Smart TV può essere integrata all'interno dell'apparecchio televisivo o può essere resa disponibile tramite&nbsp;<span class="cf1">set-top box</span>, cioè dispositivi esterni destinati ad aumentare le funzionalità dei televisori tradizionali, così come all'interno di&nbsp;<span class="cf1">lettori di dischi ottici</span>,&nbsp;<span class="cf1">console di gioco</span>, sistemi televisivi centralizzati.</div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 May 2016 15:58:00 GMT</pubDate>
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			<title><![CDATA[Smartphone]]></title>
			<author><![CDATA[Evotek]]></author>
			<category domain="http://www.evotek.org/blog/index.php?category=Smartphone"><![CDATA[Smartphone]]></category>
			<category>imblog</category>
			<description><![CDATA[<div id="imBlogPost_i81y46cb"><div>Lo&nbsp;<b>smartphone</b>, o&nbsp;<b>telefono&nbsp;<span class="cf1">intelligente</span></b>,&nbsp;<b>cellulare intelligente</b>,&nbsp;<b>telefonino multimediale</b>, è un&nbsp;<span class="cf1">telefono cellulare</span>&nbsp;con capacità di&nbsp;<span class="cf1">calcolo</span>, di<span class="cf1">memoria</span>&nbsp;e di&nbsp;<span class="cf1">connessione</span>&nbsp;dati molto più avanzate rispetto ai normali telefoni cellulari, basato su un&nbsp;<span class="cf1">sistema operativo per dispositivi mobili</span>.</div><div>I primi smartphone combinavano le funzioni di un&nbsp;<span class="cf1">computer palmare</span>&nbsp;con quelle di un telefono mobile. I modelli più recenti si sono arricchiti della funzionalità di dispositivi&nbsp;<span class="cf1">multimediali</span>&nbsp;in grado di riprodurre&nbsp;<span class="cf1">musica</span>, scattare&nbsp;<span class="cf1">foto</span>&nbsp;e girare&nbsp;<span class="cf1">video</span>. Molti smartphone moderni inoltre sono dotati di<span class="cf1">touchscreen</span>&nbsp;ad alta risoluzione e&nbsp;<span class="cf1">web browser</span>&nbsp;che sono in grado di caricare sia normali&nbsp;<span class="cf1">pagine web</span>&nbsp;sia&nbsp;<span class="cf1">siti web</span>&nbsp;appositamente creati per i dispositivi mobili. Caratteristica diffusa è inoltre quella di poter installare funzionalità aggiuntive attraverso le cosiddette&nbsp;<span class="cf1">App</span>&nbsp;(applicazioni dedicate ai dispositivi mobili) scaricate dai rispettivi market di vendita.</div><div>I principali&nbsp;<span class="cf1">sistemi operativi mobili</span>&nbsp;(OS) sono:&nbsp;<span class="cf1">iOS</span>,&nbsp;<span class="cf1">Windows Phone</span>,&nbsp;<span class="cf1">Symbian</span>,&nbsp;<span class="cf1">Blackberry 10</span>,&nbsp;<span class="cf1">Bada</span>,&nbsp;<span class="cf1">Open webOS</span>&nbsp;e dei sistemi&nbsp;<span class="cf1">GNU/Linux</span>&nbsp;embedded come&nbsp;<span class="cf1">Android</span>,&nbsp;<span class="cf1">Embedded Linux</span>, Tizen, Sailfish OS,&nbsp;<span class="cf1">Maemo</span>,&nbsp;<span class="cf1">MeeGo</span>, Ångström, Ubuntu Touch e Ubuntu Phone, QNX (in realtà con kernel simile, ma non Linux), Firefox OS, LiMo, Openmoko, ed altri.</div><div><div>Storia</div><div><span class="fs13.16 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1"></span></div><div><span class="fs12.3704 cf2 ff1">IBM Simon</span></div><div>L'idea di creare dei dispositivi che unissero la telefonia all'utilizzo del computer risale al 1973, ma le prime vendite di tali dispositivi cominciarono solo nel 1993. Il termine "smartphone", invece, non apparve fino al 1997 quando la&nbsp;<span class="cf1">Ericsson</span>&nbsp;descrisse il suo GS 88 "Penelope" uno&nbsp;<i>Smart Phone</i></div><div>Il primo smartphone in assoluto, chiamato&nbsp;<i><span class="cf1">Simon</span></i>, fu progettato dalla&nbsp;<span class="cf1">IBM</span>&nbsp;nel 1992 e commercializzato dalla&nbsp;<span class="cf1">BellSouth</span>&nbsp;a partire dal&nbsp;<span class="cf1">1993</span>. Oltre alle comuni funzioni di telefono incorporava&nbsp;<span class="cf1">calendario</span>, rubrica,&nbsp;<span class="cf1">orologio</span>,&nbsp;<span class="cf1">block notes</span>, funzioni di&nbsp;<span class="cf1">e-mail</span>&nbsp;e giochi: per poter scrivere direttamente sullo schermo era disponibile un pennino. I&nbsp;<span class="cf1">BlackBerry</span>&nbsp;sono considerati i primi Smartphone ad essersi affermati su scala internazionale. In origine questi telefoni permettevano di aprire (e consultare) allegati, oltre a poter navigare in&nbsp;<span class="cf1">Internet</span>&nbsp;con un browser mobile (all'epoca caratteristica unica nei dispositivi mobili). Nel 1999 venne presentato all'IST (Information Society Technologies) program il progetto MTM (<span class="cf1">Multimedia Terminal Mobile</span>). Dai primi anni 2000 la nascita ed evoluzione degli smartphone è strettamente legata all'evoluzione degli standard di&nbsp;<span class="cf1">telefonia mobile</span>&nbsp;cellulare, in particolare dall'<span class="cf1">UMTS</span>&nbsp;fino all'<span class="cf1">HSPA</span>&nbsp;e all'<span class="cf1">LTE</span>&nbsp;con capacità di connessione dati superiori ai precedenti standard&nbsp;<span class="cf1">GSM</span>/<span class="cf1">GPRS</span>. Tutt'oggi questi dispositivi possono essere arricchiti con numerose applicazioni, scaricabili da un sistema basato su&nbsp;<span class="cf1">Java</span>&nbsp;o successivamente con store dedicati come l'<span class="cf1">App Store</span>&nbsp;di&nbsp;<span class="cf1">Apple</span>&nbsp;o il&nbsp;<span class="cf1">Google Play</span>&nbsp;Store per&nbsp;<span class="cf1">Android</span>.</div><div>A partire dal&nbsp;<span class="cf1">2007</span>&nbsp;Apple ha prodotto un nuovo tipo di cellulare, dotato di multitouch e pinch to zoom: l'<span class="cf1">iPhone</span>. Tale prodotto ha conferito notevole impulso al commercio degli smartphone, e ha favorito la nascita della concorrenza. Nel 2008&nbsp;<span class="cf1">HTC</span>&nbsp;ha introdotto il T-Mobile G1 (conosciuto come&nbsp;<span class="cf1">HTC Dream</span>), il primo smartphone&nbsp;<span class="cf1">Android</span>, sistema operativo sviluppato da&nbsp;<span class="cf1">Google</span>&nbsp;che grazie alla natura&nbsp;<span class="cf1">open source</span>&nbsp;è stato adottato da numerosi produttori. Tra questi,&nbsp;<span class="cf1">Samsung</span>con la serie&nbsp;<span class="cf1">Galaxy</span>,&nbsp;<span class="cf1">LG</span>&nbsp;con le serie&nbsp;<span class="cf1">Optimus</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">G</span>,&nbsp;<span class="cf1">HTC</span>&nbsp;(serie economica Desire e serie top di gamma&nbsp;<span class="cf1">One</span>),&nbsp;<span class="cf1">Sony</span>&nbsp;(serie Xperia),&nbsp;<span class="cf1">Huawei</span>&nbsp;e molti altri marchi diffusi in Oriente ed emergenti in Europa (come&nbsp;<span class="cf1">Xiaomi</span>,&nbsp;<span class="cf1">Meizu</span>,&nbsp;<span class="cf1">Oppo</span>).</div><div>La sezione "mobile" di&nbsp;<span class="cf1">Nokia</span>, restia ad adottare il sistema operativo di Google, è stata acquistata da&nbsp;<span class="cf1">Microsoft</span>&nbsp;nel 2013, dando vita alla serie&nbsp;<span class="cf1">Lumia</span>&nbsp;con sistema operativo&nbsp;<span class="cf1">Windows Phone</span>.<span class="cf1">Apple</span>&nbsp;ha continuato con successo la serie&nbsp;<span class="cf1">iPhone</span>&nbsp;con i modelli 3G, 3GS, 4, 4S, 5,5C,5S, 6, 6 Plus, 6S, 6S Plus e SE, tutti con il sistema operativo proprietario&nbsp;<span class="cf1">iOS</span>. Non mancano dispositivi particolari, come gli&nbsp;<span class="cf1">Yotaphone</span>&nbsp;con uno schermo posteriore aggiuntivo e-ink, i primi schermi curvi laterali con funzionalità dedicate (Samsung Note Edge e S6 Edge), i phablet (dispositivi a metà tra smartphone e&nbsp;<span class="cf1">tablet</span>), i feature phone (ovvero telefoni cellulari classici e spesso con tasti ma con funzionalità moderne e prezzi bassi, tra essi troviamo i&nbsp;<span class="cf1">Nokia Asha</span>&nbsp;ed alcuni<span class="cf1">Alcatel</span>, ma anche modelli come i&nbsp;<span class="cf1">Brondi</span>&nbsp;Amico più adatti agli anziani).</div><div><br></div><div>Sono quasi sempre inclusi la&nbsp;<span class="cf1">connessione</span>&nbsp;dati ovvero l'accesso a&nbsp;<span class="cf1">Internet</span>, le&nbsp;<span class="cf1">E-mail</span>, la pianificazione delle attività (<i>"Scheduler"</i>), la&nbsp;<span class="cf1">fotocamera</span>, rubrica e contatti personali, registratore audio, riproduttore audio-musicale. Sulla gran parte dei modelli sono disponibili la navigazione satellitare con&nbsp;<span class="cf1">GPS</span>&nbsp;e la compatibilità con i più comuni&nbsp;<span class="cf1">formati di file</span>, come&nbsp;<span class="cf1">PDF</span>&nbsp;e quelli della suite&nbsp;<span class="cf1">Microsoft Office</span>.</div><div>Il&nbsp;<span class="cf1">microbrowser</span>&nbsp;<span class="cf1">Opera</span>, installato su alcuni modelli di smartphone,&nbsp;<span class="cf1">renderizza</span>&nbsp;le pagine web in modo da poterle leggere senza dover scrollare orizzontalmente.</div><div>Oggi esistono smartphone con connessione&nbsp;<span class="cf1">GSM</span>/<span class="cf1">GPRS</span>/<span class="cf1">EDGE</span>/<span class="cf1">UMTS</span>/<span class="cf1">HSDPA</span>/<span class="cf1">HSUPA</span>/<span class="cf1">LTE</span>&nbsp;e che utilizzano le tecnologie&nbsp;<span class="cf1">Bluetooth</span>,&nbsp;<span class="cf1">Wi-Fi</span>&nbsp;e&nbsp;<span class="cf1">NFC</span>&nbsp;per le comunicazioni con altri dispositivi.</div><div>La caratteristica principale degli smartphone è tuttavia la possibilità di installare applicazioni di terze parti (software, giochi, temi) per aumentare le funzionalità del dispositivo mobile.</div><div>Alcune di queste funzionalità aggiuntive sono rese possibili dall'integrazione nel dispositivo mobile di&nbsp;<span class="cf1">sensori</span>&nbsp;quali&nbsp;<span class="cf1">accelerometro</span>,&nbsp;<span class="cf1">magnetometro</span>,&nbsp;<span class="cf1">sensore di prossimità</span>, sensore di&nbsp;<span class="cf1">pressione atmosferica</span>,&nbsp;<span class="cf1">cardiofrequenzimetro</span>, ecc.</div><div>Alcuni smartphone offrono anche possibilità di&nbsp;<span class="cf1">tethering</span>&nbsp;in WiFi o Bluetooth (<span class="cf1">modem</span>&nbsp;<span class="cf1">Internet</span>) verso dispositivi quali altri smartphone o cellulari,&nbsp;<span class="cf1">portatili</span>&nbsp;o&nbsp;<span class="cf1">PC</span>&nbsp;fissi, mentre la totalità di essi, così come la maggior parte dei cellulari permettono il tethering cablato.</div><div>Caratteristiche<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>A rendere gli smartphone così performanti e funzionali rispetto a telefoni cellulari di precedente generazione sono l'aumento delle prestazioni in termini di processamento e memorizzazione grazie a&nbsp;<span class="cf1">processori</span>&nbsp;sempre più evoluti e sempre più simili a quelli dei dispositivi fissi o&nbsp;<span class="cf1">portatili</span>&nbsp;e a&nbsp;<span class="cf1">memorie</span>&nbsp;sempre più capienti (es.&nbsp;<span class="cf1">schede SD</span>), unite a&nbsp;<span class="cf1">sistemi operativi</span>&nbsp;sviluppati ad hoc (<span class="cf1">sistemi operativi per dispositivi mobili</span>) e ad&nbsp;<span class="cf1">interfacce</span>&nbsp;utente sempre più&nbsp;<span class="cf1">facili da usare</span>&nbsp;come ad esempio lo&nbsp;<span class="cf1">schermo tattile</span>, che consentono molto spesso la realizzazione di&nbsp;<span class="cf1">schermi</span>&nbsp;di dimensioni fisiche maggiori a parità di spazio disponibile eliminando in molti casi la necessità di tastierine fisiche.</div><div>Nel 2013 è stato prodotto lo&nbsp;<span class="cf1">Yotaphone</span>, il primo smartphone a doppio schermo: uno schermo&nbsp;<span class="cf1">LCD</span>&nbsp;frontale e uno&nbsp;<span class="cf1">e-ink</span>&nbsp;posto sul lato posteriore.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[1]</span></sup></div><div>Sicurezza e segretezza informatica<span class="fssmall cf3 ff1">[</span><span class="fssmall ff1">modifica</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall cf3 ff1">|</span><span class="fssmall cf3 ff1">&nbsp;</span><span class="fssmall ff1">modifica wikitesto</span><span class="fssmall cf3 ff1">]</span></div><div>I primi attacchi agli smartphone si hanno nel 2004 con Cabir, che colpiva i sistemi Symbian. Data l'elevata crescita degi smartphone e del loro maggiore utilizzo in sostituzione dei&nbsp;<span class="cf1">PC</span>&nbsp;con un sorpasso previsto per il 2013, si ha un aumento degli attacchi informatici alla&nbsp;<span class="cf1">sicurezza</span>&nbsp;sugli smartphone, tramite vendita di&nbsp;<span class="cf1">applicazioni malevole</span>, sia in modo diretto sia sfruttando le vulnerabilità del&nbsp;<span class="cf1">software</span>&nbsp;delle applicazioni popolari. Generalmente, il rischio maggiore è il furto di dati riservati e personali.</div><div>Per questo la&nbsp;<span class="cf1">European Network and Information Security Agency</span>&nbsp;(ENISA), un centro d'eccellenza per gli Stati membri dell'Unione europea e le istituzioni europee in sicurezza delle reti e dell'informazione, dando consigli e suggerimenti e qualità di un quadro di informazioni per le buone pratiche, ha evidenziato delle&nbsp;<span class="cf1">linee guida</span>&nbsp;sulla sicurezza e gestione delle applicazioni.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[2]</span></sup></div><div>In alcuni ambiti, dove i livelli di sicurezza e segretezza sono particolarmente stringenti, esistono smartphone appositamente studiati o modificati, con limitazioni hardware e software, come l'impossibilità dell'accesso ai mercati delle applicazioni e l'assenza della fotocamera.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[3]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[4]</span></sup></div><div>Alcuni dispositivi o programmi aziendali permettono di modificare la modalità di funzionamento del dispositivo (lavoro, casa) in modo da tenere i propri dati personali separati dai dati dell'azienda per cui si lavora, conferendo una tutela non solo al lavoratore, ma anche al datore di lavoro.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[5]</span></sup><sup><span class="fs0.7rem ff1">[6]</span></sup></div><div>Esistono anche agenzie che forniscono punteggi sulla sicurezza e relativi controlli ed eventuali limitazioni sui dispositivi mobili in ambito professionale<sup><span class="fs0.7rem ff1">[7]</span></sup>.</div><div>Inoltre è stato dimostrato che anche con la semplice azione di ricarica tramite porta USB si può incorrere in problemi di sicurezza, tanto che il mercato ha risposto con un dispositivo da interporre durante la carica in modo da bloccare le transazioni informatiche durante la ricarica.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[8]</span></sup></div><div>Mercato</div><div>Negli ultimi anni gli smartphone stanno conquistando quote sempre maggiori del mercato della&nbsp;<span class="cf1">telefonia mobile</span>, raddoppiando quasi fra il 2004 e il 2005 (più di 12 milioni di apparecchi venduti nell'ultimo anno).<br>Nel secondo trimestre 2011 si è verificata in Europa una maggiore vendita di smartphone rispetto ai normali telefonini, arrivando a 21,8 milioni di unità vendute (i telefonini tradizionali arrivano a 20,4 milioni).<sup><span class="fs0.7rem ff1">[9]</span></sup><br>Nel mondo, gli smartphone rappresentano oltre il 40% del mercato.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[10]</span></sup></div><div>L'azienda WDS nel novembre 2011, data l'espansione di questo mercato, ha analizzato le chiamate ai centri d'assistenza dei maggiori produttori (Android, Apple, Blackberry e telefoni Windows phone), dando maggiore attenzione ai dispositivi Android, che rappresentano la fetta maggiore del mercato, restituendo un'analisi effettuata sia sui problemi hardware sia software<sup><span class="fs0.7rem ff1">[11]</span></sup>, dove in entrambi i casi i prodotti basati su sistemi operativi Android risultano leggermente più critici a causa della maggiore frammentazione della piattaforma software e di requisiti hardware meno stringenti dei sistemi concorrenti. Dalla stessa analisi è risultato che il sistema hardware meno critico è il Blackberry OS, seguito a ruota dallo iOS di Apple.<sup><span class="fs0.7rem ff1">[12]</span></sup></div><div>Principali produttori</div><div>I principali produttori di smartphone nel 2015, ordinati per market share sono:<sup><span class="fs0.7rem ff1">[13]</span></sup></div><div><ol><li><span class="fs14 cf2 ff1">Samsung</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Apple</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Huawei</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Xiaomi</span></li><li><span class="fs14 cf2 ff1">Lenovo</span></li></ol></div></div><div><br></div></div>]]></description>
			<pubDate>Thu, 05 May 2016 15:48:00 GMT</pubDate>
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